Quando mi porti al bar fuori dalla biblioteca
scritto il 2024-10-08 tempo di lettura 1 min
di
Dora
genere
poesie
cura
A
Non ho carta da poter scrivere
ma penso di perdermi
in un quarantenne con gli occhi azzurri
che ci separano vent'anni
e due figli.
Prende presto un'altra laurea,
sigla un matrimonio -non convenzionale
che può stare al bar con le universitarie
e io sono una cazzo-di-tazza-calda
che non vuole altro che
vederlo calmo come il suo tè freddo.
Non ci si può adagiare per sempre
nei discorsi sull'arte
in un «Ciao tesoro» - voce dolce
ma/ho/uno/stupidocervelloventiduenne
colla corteccia prefrontale acerba
che non vuole altro che
sospirare ai fili di grigio
che corrono dalle guance alle tempie
sentire sé immenso
a un solo sguardo d'argento.
ma penso di perdermi
in un quarantenne con gli occhi azzurri
che ci separano vent'anni
e due figli.
Prende presto un'altra laurea,
sigla un matrimonio -non convenzionale
che può stare al bar con le universitarie
e io sono una cazzo-di-tazza-calda
che non vuole altro che
vederlo calmo come il suo tè freddo.
Non ci si può adagiare per sempre
nei discorsi sull'arte
in un «Ciao tesoro» - voce dolce
ma/ho/uno/stupidocervelloventiduenne
colla corteccia prefrontale acerba
che non vuole altro che
sospirare ai fili di grigio
che corrono dalle guance alle tempie
sentire sé immenso
a un solo sguardo d'argento.
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