Moglie schiava, marito padrone

Scritto da , il 2022-07-01, genere sadomaso

Capitolo undicesimo. 8 maggio. Dopo un mese finalmente ho potuto lavare il mio vestito e le mie mutande che più di una volta sono stati usati come pezze da terra quando mi sono pisciata addosso. Al mattino erano ancora bagnati e dovevamo andare dal dottore. Un cambio inutile chiederlo, o li mettevo bagnati o uscivo nuda. Ma mi verranno i reumatismi, dissi. E chi se ne frega, rispose giovanna, verranno a te, mica a me. Me li sono asciugati addosso. Intanto, mangiando troppo poco non ho mai risolto il mio problema di stitichezza e il dottore, neanche a farlo apposta, è venuto incontro al sadismo di Giovanna. Olio di ricino per 7 giorni. La "cura" è cominciata appena arrivati a casa. Divertita dalle mie smorfie di disappunto per il bruttissimo sapore che mi veniva in bocca, me ne ha dati 4 cucchiai. Dopo alcune ore ho avuto violente scariche di diarrea. L'indomani, altri 4 cucchiai, ma stavolta mi ha tappato. Al momento delle scariche mi ha negato il bagno. Devi prima finire il lavoro. Ti prego Giovanna, mi fa male lo stomaco. Prima finisci il lavoro e prima vai a cacare. Mi sono liberata dopo mezz'ora di violente coliche. 10 maggio, stesso copione, ma stavolta in casa ci sono degli amici. Al centro della stanza un grande secchio. Devo cacare di fronte a tutti. Mi rifiuto. Ma c'è poco da fare. O la faccio di fronte a tutti o me la tengo. Soffro per più di un'ora, alla fine rossa per la vergogna caco di fronte a tutti. E di fronte a tutti sono costretta a farmi un bidè. L'indomani è ancora peggio. Mi viene negato anche il secchio e mi caco addosso di fronte a tutti. Col culo cacato in bella vista, di fronte a tutti devo pulire la stanza. Il bidè mi viene negato e rimango col culo lordo di merda. Il 14 è l'ultimo giorno. Me ne fa bere molto di più. Caco per tutta la notte. Rimango scombussolata per 2 giorni. Inutile dire che mi ha fatto lavorare come 10 mule. 28 maggio. Esasperata le ho risposto male. Mi fanno restare per 2 ore nuda in terrazza sotto la pioggia. Bagnata, sono stata fatta rivestire e rimessa al lavoro. Ho chiesto di essere asciugata. Mi è stato risposto che avevo già perso troppo tempo. La sera avevo la febbre. Almeno, pensai, c'è un lato positivo. Me ne starò qualche giorno a letto. Ero una povera illusa. Il dottore mi ha prescritto una cura massiccia di antibiotici. Sono stata imbottita di iniezioni, supposte e sciroppi. Per 4 giorni ho mangiato 50 grammi di semolino in cui veniva versata una fialetta di ferro. Non vi dico il gusto sopraffino. Ero una povera illusa anche se pensavo che non avrei lavorato. Ho stirato per 4 giorni di fila.

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