Tutto ebbe inizio cosi'
di
Chris Rondinelli
genere
trans
Come in tutte le situazioni esiste un'inizio... Quello che vi vado a raccontare, è esattamente come iniziai il mio rapporto di complicità con mia madre, donna all'epoca già vedova non più giovanissima e piena di pregiudizi e sempre apprensiva, ma che insistendo, convinsi ad essere mia complice in tutte le mie esperienze amorose fino a raggiungere il culmine. Tutto ebbe inizio come dicevo scarabocchiando i miei sentimenti e pensieri su dei fogli che ben presto diventarono troppi. A quel tempo ero molto combattuto, ero in età adolescenziale, essendo una femmina mancata, dovevo nascere donna, ho sempre avuto un fisico magro efebico, il mio visetto nonostante i miei diciassette anni, mi faceva sembrare agli occhi della gente una bimba di soli dodici anni, una bimba non un bimbo, tant'è che già dai tempi dell'asilo, mi bullizzavano chiamandomi femminuccia.
Nella mia famiglia casi come il mio non c'erano mai stati, mia madre da giovane era stata una donna carina, ma non di eccezzionale bellezza da generare un figlio di tale portata genetica. Eppure nacqui cosi'. Dopo un'infanzia abbastanza travagliata e come ho già anticipato, bullizzata dai vari maschietti, mi trovai in piena adolescenza a fare i conti con il mio aspetto esteriore.
Avevo da poco perso mio padre per una malattia al cuore, e rimasi solo con mia madre, che cercò di educarmi forse con troppa apprensione, dato ero un ragazzino vivace e ne combinavo sempre di ogni. Ai sedici anni dovetti fare i conti con l'altro sesso, alle ragazzine della mia età non piacevo proprio, in sedici anni di vita non avevo mai avuto una fidanzatina, mai un'amore corrisposto, mai una vera relazione con una femmina. Per le ragazze io ero il fratello a cui confidare le proprie cotte, l'amico del cuore con cui passare qualche giornata ma nulla più .
Portavo già i capelli lunghissimi biondi, non ero un brutto ragazzo, il problema era che assomigliavo più ad una femmina che ad un maschio, ed era evidente che non ero il tipo di persona che le ragazze cercavano. Confidai a mia madre con un po di imbarazzo il mio disagio affettivo, ma lei non ascoltava, continuando a ripetere di tagliarmi i capelli, di essere piu uomo, ma anche cambiando il mio aspetto, cosa che in realtà non volevo, il mio fisico e il mio viso sopratutto restavano quelli di una ragazza. verso i diciassette anni, iniziai ad interessarmi agli uomini di una certa età. Iniziai a fantasticare e fare molti sogni erotici su uomini maturi che mi prendevano come fossi stata una vera donna, e tutto questo mi eccitava da impazzire.
La scoperta della sessualità per me fu qualcosa di liberatorio, essendo cresciuto in una famiglia assai pudica, dove l'imbarazzo era dietro l'angolo solo a nominare il Sesso, per me farne la piena conoscenza e stato come aver spezzato delle grosse e lunghe catene che mi tenevano prigioniero. Un'altra cosa strana che iniziava a interessarmi, era la complicità di mia madre. Essendo maschio, e normale vedere nella propria madre un punto di riferimento. Iniziai così a sognare di averla mia complice, poi a provare poco alla volta a rivelarle la mia situazione, e cosa provavo. Mia madre era una donna di mentalità chiusa, non potevo proprio parlarle certo di maschi cazzi duri e sperma.
Presi così l'abitudine di scriverle dei bigliettini, per tentare di capire fino a che punto avessi avuto campo libero con lei. Mamma con molta difficoltà ha accettato la situazione, cosa non facile per una donna di mezza età cresciuta con un'educazione pudica di altri tempi e sopratutto educarmi senza mio padre. Confessarle che volevo essere femmina che mi piacevano gli uomini maturi e che volevo crescere come una donna, non fu una cosa che lei accettò ad occhi chiusi.
L'imbarazzo e sopratutto finché visse mio padre, mi impedirono per anni di rivelarmi a lei, certe cose mio padre non le avrebbe certo comprese, avevo paura di cosa sarebbe accaduto se mi avesse scoperto. Quando purtroppo lui ci lasciò ebbi finalmente strada libera. Passato qualche tempo dalla triste perdita di papà, mi feci coraggio e mi rivelai a mamma una volta per tutte.
Ricordo ancora come fosse successo ieri la prima volta che trovai il coraggio di mostrarmi a lei come donna. Era un'estate calda, ero andato a trovarla in veneto dove lei ormai abitava da tempo con mio padre, e dove rimase anche dopo la sua scomparsa, eravamo entrambe nel suo appartamento al mare. Io ero rimasta in città ed avevo già fatto moltissime esperienze con diversi uomini, ormai ero diventata una bella e grande Troia, cresciuta prendendo cazzi di ogni misura senza che mamma lo sospettasse minimamente. Ma adesso era giunto il tempo che anche lei conoscesse la verità.
La mattina dopo che andai a trovarla, mi svegliai di buon'ora, mi chiusi in bagno e non ne uscii fino a qualche tempo dopo, quando anche lei si desto' per preparare la colazione in cucina. Una volta pronta per il grande passo, andai nella camera da letto di mia madre, la chiamai e attesi con il cuore in gola che percorresse quei pochi passi dalla cucina alla camera da letto. Quando finalmente mamma apparve sulla soglia, mi mostrai a lei in tutto il mio splendore.
Avevo indossato un completino intimo nero, che avevo comprato proprio per quell'occasione. Un corpetto nero allacciato dietro la schiena con lacci intrecciati, slip tanga con un filo tra le chiappe, stile brasiliano, calze a rete autoreggenti e reggicalze nere, zoccoli di legno con zeppa alta, leggermente truccata, i lunghissimi capelli sciolti tra schiena e spalle, unghie delle mani smaltate di rosso. Quando mamma entrò si fermo' un'istante a fissarmi ammutolita, l'imbarazzo tra noi era palese,l. Temetti mi avrebbe detto qualcosa di male o avesse gridato, ma ero pronta a correre il rischio. Ormai ero lì e dovevo andare fino infondo. La fissai a mia volta negli occhi senza vergogna, per troppo tempo avevo atteso quel momento, perchè vergognarsi proprio ora? con il cuore che mi batteva a mille in petto per l'eccitazione le dissi che era ora conoscesse la vera me stessa, la vera Chris, quella che lei non conosceva, la Chris che avevo tenuta nascosta per anni interi.
Mamma rimase poco stupita nel vedermi conciata a quel modo, lei forse già sospettava, forse già sapeva, e prima proferire parola, mi squadrò bene girandomi attorno. Attesi pazientemente un suo cenno, poi finalmente parlò, l'attesa era snervante. Le sue parole non le dimenticherò mai: "Sei Bellissima, uno splendore". Quasi non ci credevo, avevo atteso quel momento da una vita intera, ed eccomi li davanti a mia madre come la vera Chris. La prova decisiva però non era ancora arrivata per lei, a pochi passi da noi avevo il mio computer portatile, proprio quello in cui sto scrivendo ora questa pagina. Le chiesi il favore di ascoltarmi in silenzio, e guardare senza vergogna e senza pregiudizio ciò che avevo da mostrarle.
Mamma evidentemente in giornata buona, accettò la situazione. Ci sedemmo entrambe accanto una all'altra sul letto, davanti al mio computer che tenevo sulle ginocchia, e aprendo una cartella di files che avevo scelto apposta, le mostrai tutto d'un colpo senza sosta e senza vergogna, una dopo l'altra, le foto che mi ero scattata durante le scopate con gli uomini che avevo frequentato fino ad allora. Erano molte, scelsi quelle più adatte da mostrarle. Commentandole una ad una, le raccontai per filo e per segno cosa avevo combinato fino a quel giorno. Le foto che stavamo osservando erano le prove di ciò che le raccontavo le dissi.
Più volte scesi in particolari e dettagli piccanti, su come godessi a prendere cazzi grossi in bocca e nel culo, e di come avevo scoperto quel tipo di amore. Vidi sospirare mamma parecchie volte, come rassegnata alla situazione che le andavo mostrando, ma non mi fermai e continuai il mio racconto foto dopo foto. Davanti ad un'immagine ingrandita, dove si poteva ammirare il grosso cazzo di un nero che mi penetrava, mamma storse il naso schifata. Ma come da accordi non disse nulla. Una volta terminato il racconto, la vidi abbastanza provata. Sapevo che certe situazioni non le piacevano affatto, ma era giusto le avesse sapute, era giusto le avessi rivelato fino in fondo chi ero diventata ormai.
La guardai con i suoi occhiali grandi, se li tolse, puli' le lenti con un fazzoletto di carta, poi se li rimise. Mi guardò e riguardo' l'ultima foto che gli avevo appena mostrato, dove una cascata di sperma bianco mi riempiva la bocca aperta, colando a gocce dal mio mento. Era stato un primo pino davvero perfetto in ogni particolare. Chi aveva fatto quello scatto, aveva fatto un'opera d'arte. Aveva catturato il mio piacere e il mio visetto incorniciato dalla sperma colante. Erano scatti fatti da cellulari non moderni, e certo la qualità non raggiungeva quella odierna, ma erano scatti abbastanza nitidi e si vedeva bene ciò che si doveva vedere.
Sospirando nuovamente, mamma disse a voce quasi spezzata - Che dovrei dirti? che sei una maiala? - usò il femminile, fece una pausa e continuò - Lo sospettavo, ma non pensavo fossi arrivata a tanto. - riguardo ovviamente alla foto che era li davanti ai nostri occhi. Poi riferendosi a me sempre al femminile continuò - Cosa vuoi da me.. che devo fare con te... - A quel punto la interruppi, non volevo vederla soffrire, ma solo rendersi conto della situazione attuale, e accettarla se possibile. Non era difficile alla fine le dissi. Le spiegai che volevo solo vivere le mie esperienze, in quel momento mi sentivo cosi, era cio che sentivo dentro di me, fare quello che amavo fare. Avevo scoperto di amare gli uomini, mi piaceva il cazzo, avevo scoperto questo amore, perché a avrei dovuto reprimerlo? non mi aspettavo certo che capisse, ma che almeno provasse ad accettarlo.
Le parlai a cuore aperto, guardandola dritta negli occhi accanto a me, avevo bisogno di quel tipo di amore, avevo trovato degli uomini meravigliosi, che mi avevano dato un piacere mai conosciuto prima d'ora le dissi, vidi mia madre molto imbarazzata, io invece avevo il cazzo dentro il tanga che stava per esplodere dall'eccitazione. Era fatta, lei ora sapeva... dovevo solo convincerla ad accettarmi così, e finalmente vivere la mia vita da Troia come volevo. Lei riflettendo un istante troppo lungo aggiunse - Anche se ti rispondessi che non mi piace ciò che fai, lo faresti ugualmente come hai fatto fino ad ora, concluse sospirando. Se e proprio ciò che ti fa star bene non posso impedirti di farlo, sei grande abbastanza per decidere della tua vita, bada solo a non farti fare del male, e impara a far usare i preservativi ai tuoi uomini. Queste furono le sue parole, lo avevo appena sentito ma non potevo ancora crederci, dovetti farglielo ripetere, mia madre mi aveva dato il suo benestare e mi aveva accettata come figlia. Avevo il cuore in gola dall'eccitazione era il giorno più bello della mia vita, le confidai che il nome del mio primo uomo colui che mi aveva sverginata per primo, casualità era lo stesso di mio padre. Per uno scherzo del destino, quell'uomo di una certa età brizzolato, e ben dotato, aveva pure lo stesso nome di mio padre.
Mamma ne fu sorpresa ma non fece commenti, ancora non riuscivo a crederci, mi ero appena confidata a lei, e già stavamo chiacchierando di sesso e uomini, come due vere donne. La Inondai di parole come un fiume in piena, ero eccitatissima di poterle finalmente confidare tutto senza vergogna, le raccontai che avevo conosciuto quest'uomo chiamato Luigi, di circa cinquant'anni, bello, alto, un cazzo stupendo, e un vero toro da monta, ormai ero lanciata e non mi trattenevo con le parole forti. Le dissi che era vedovo, mamma chiese se avesse figli, le risposi di no. Continuai il racconto dicendole che ci innamorammo al primo incontro, era un idraulico venuto per riparare una perdita in casa, e alla fine eravamo finiti a letto a scopare come maiali. Mamma ebbe da obbiettare sul fatto che facessi certe porcherie con chi veniva da me per lavorare, ma le assicurai che tutto accadde in modo pulito, fu amore alla prima scopata.
Le raccontai di come mi avesse aperto bene il culetto per la prima volta, facendolo con amore, e come mi avesse sverginata in modo assolutamente indolore, facendomi morire di piacere al primo colpo con il suo bel cazzo nodoso. Le confidai anche di averla pensata a lungo, mentre l'uomo mi apriva in due le chiappe a colpi di cazzo sul lettone matrimoniale dove lei e papà avevano dormito per anni. Mamma anche li ebbe da ridire, ma era piu che altro una delle sue solite battutine ironiche - Pensi alla mamma solo in quei momenti? chissà qul povero letto come lo avrai conciato, - mi disse quasi sorridendo. Le risposi che erano anni che speravo che io e lei diventassimo madre e figlia, e il sogno si era finalmente avverato.
Mi mostrai così felice che mia madre ne fu contagiata in tutto e per tutto, parlavo di continuo, non mi fermavo più, dovevamo recuperare anni di rapporti interrotti, e ora volevo aggiornarla su tutto ciò che mi riguardava. Mamma disse che non pensava mi tenessi dentro tutto questo amore per gli uomini, le confidai che con papà sempre presente, potermi confessare a lei era un rischio e la mia timidezza non aveva agevolato le cose. Mamma mi diede ragione, papà era stato un grand'uomo, ma su certe cose proprio non connetteva. Ero talmente eccitata, che non ce la feci più, con la manina dalle unghie smaltate estrassi dal tanga il cazzo duro, che ormai era inutile nascondere. Mamma nel vederlo fece un'altra delle su battutine, pregandomi di non sporcarla vedendo la mia eccitazione al culmine.
Una volta accettata la situazione, mia madre sembrava più rilassata e disposta a scherzarci. Alla fine concluse, era meglio prenderla con ironia, e fece la cosa più giusta. Le sorrisi abbracciandola lasciando momentaneamente il mio cazzo duro. Era una mattinata davvero speciale quella per entrambe. Le ore passavano veloci, ed eravamo ancora li a chiacchierare di sesso e uomini dal cazzo grosso e lungo come due pettegole. Forse stavo correndo troppo, ma presa dall'euforia del momento, le domandai se avesse voluto farsi un paio di scatti insieme a me, giusto per far un ricordo di quella mattina speciale. Ovviamente non le chiesi di spogliarsi, era giusto per avere un ricordo di quel bel momento che stavamo vivendo insieme.
Lei al principio rifiutò la mia proposta con scuse banali, ma la convinsi pure a farsi fotografare in costume da bagno intero ovviamente. Usammo la fotocamera del mio computer, la feci mettere in varie pose con me a fianco. Fu un momento davvero eccitante, mamma più volte imbarazzata cercò di allontanarsi prima dello scatto, alla fine la tranquillizzai e riuscii a trattenerla per la foto di rito. La prima che realizzammo fu noi due sedute alla scrivania, abbracciata al collo di lei, con il cazzo duro fuori dal tanga, in intimo, la baciavo sulla guancia, mentre lei con le gambe accavallate e in costume da bagno cercava di sorridere. Il secondo scatto, lo facemmo in piedi davanti al mio Notebook, abbracciate con il braccio attorno alla vita, ma stavolta senza tanga che tolsi restando con il corpetto e le calze a rete e zeppe. La terza foto la facemmo in cucina, portai il computer e lo sistemai sul tavolo, dove c'era pronta la colazione ormai fredda. Scattai la foto con lei che beveva la sua tazza di latte, mentre io le figuravo accanto con le chiappe spalancate dalle mie manine dandole le spalle. Mi stavo divertendo un mondo, e anche mia madre, pur non ammettendolo si divertiva a fare la modella insieme a me.
In uno degli ultimi scatti, le chiesi sempre più sfacciatamente di iniflarmi un dildo di plastica nero dentro, lei si rifiutò per l'imbarazzo, e un po temendo di farmi male. La convinsi a tenermelo almeno appoggiato allo spacco delle natiche, e lo fece. Mentre l'ultima foto venne piu spinta delle altre, continuavo a toccarmi, eccitata come una Troia, mamma vedendo che me lo toccavo continuamente ci scherzò su dicendo che se non smettevo di toccarmi il pisello, me lo avrebbe strappato. Allungò il braccio prendendomi in mano il cazzo duro, e al contatto con la sua dolce manina, non riuscii a trattenermi spruzzandole addosso la mia sperma calda sporcandole il costume, oltre che la mano. La foto venne proprio in quel momento che fu immortalato. Erano delle foto innocenti rispetto a quelle che le avevo fatto vedere qualche ora prima certamente, ma erano scatti fatti insieme da Madre & Figlia, che segnava un nuovo inizio per tutte e due. Mamma dovette cambiarsi e ripulirsi.
Rimasi da lei un paio di giorni, in cui giravo liberamente per l'appartamento in bikini senza vergogna per darle modo di abituarsi alla mia nuova identità, le chiesi piu volte di rivolgersi a me al femminile, le ci volle un po' ma alla fine riuscii nell'intento. Ormai mamma si rivolgeva a me come donna, ed era una seconda conquista. Poco alla volta ne ero convinta, sarei riuscita a toglierla dall'imbarazzo, e a farla diventare mia complice delle mie esperienze con gli uomini. Solo all'idea di averla al mio fianco mentre un'uomo mi sfondava il culo, mi eccitava da impazzire, e sborrai parecchio in quelle notti in cui rimasi da lei.
Tornai a Milano qualche giorno più tardi, l'estate stava finendo ma ero colma di gioia, pronta a ricominciare la mia vita di Troia stavolta sapendo di poterla condividere con mia madre, che ora avrebbe avuto una bella figlia di cui essere orgogliosa. Quella notte non ho dormito molto, e le telefonai subito per passare la serata con lei a parlarle nuovamente di grossi cazzi sbrodolanti di sborra e di uomini nudi da cui presto mi sarei fatta riempire. Le dissi che avrei voluto averla presente un giorno per vedermi dal vero fare l'amore con un uomo, mamma ebbe da ridire e tentennò, ma le ricordai il suo patto e la nostra promessa di essere come Madre & Figlia in un tutto. Avevo voglia di uomini, e volevo che anche lei condividesse con me la mia stessa passione. Volente o meno, era coinvolta nella faccenda e speravo di farle sentire al piu presto via telefono almeno, il primo rapporto con un uomo. E l'occasione che tanto aspettavo arrivò ben presto.
chrisbabyface@libero.it
Nella mia famiglia casi come il mio non c'erano mai stati, mia madre da giovane era stata una donna carina, ma non di eccezzionale bellezza da generare un figlio di tale portata genetica. Eppure nacqui cosi'. Dopo un'infanzia abbastanza travagliata e come ho già anticipato, bullizzata dai vari maschietti, mi trovai in piena adolescenza a fare i conti con il mio aspetto esteriore.
Avevo da poco perso mio padre per una malattia al cuore, e rimasi solo con mia madre, che cercò di educarmi forse con troppa apprensione, dato ero un ragazzino vivace e ne combinavo sempre di ogni. Ai sedici anni dovetti fare i conti con l'altro sesso, alle ragazzine della mia età non piacevo proprio, in sedici anni di vita non avevo mai avuto una fidanzatina, mai un'amore corrisposto, mai una vera relazione con una femmina. Per le ragazze io ero il fratello a cui confidare le proprie cotte, l'amico del cuore con cui passare qualche giornata ma nulla più .
Portavo già i capelli lunghissimi biondi, non ero un brutto ragazzo, il problema era che assomigliavo più ad una femmina che ad un maschio, ed era evidente che non ero il tipo di persona che le ragazze cercavano. Confidai a mia madre con un po di imbarazzo il mio disagio affettivo, ma lei non ascoltava, continuando a ripetere di tagliarmi i capelli, di essere piu uomo, ma anche cambiando il mio aspetto, cosa che in realtà non volevo, il mio fisico e il mio viso sopratutto restavano quelli di una ragazza. verso i diciassette anni, iniziai ad interessarmi agli uomini di una certa età. Iniziai a fantasticare e fare molti sogni erotici su uomini maturi che mi prendevano come fossi stata una vera donna, e tutto questo mi eccitava da impazzire.
La scoperta della sessualità per me fu qualcosa di liberatorio, essendo cresciuto in una famiglia assai pudica, dove l'imbarazzo era dietro l'angolo solo a nominare il Sesso, per me farne la piena conoscenza e stato come aver spezzato delle grosse e lunghe catene che mi tenevano prigioniero. Un'altra cosa strana che iniziava a interessarmi, era la complicità di mia madre. Essendo maschio, e normale vedere nella propria madre un punto di riferimento. Iniziai così a sognare di averla mia complice, poi a provare poco alla volta a rivelarle la mia situazione, e cosa provavo. Mia madre era una donna di mentalità chiusa, non potevo proprio parlarle certo di maschi cazzi duri e sperma.
Presi così l'abitudine di scriverle dei bigliettini, per tentare di capire fino a che punto avessi avuto campo libero con lei. Mamma con molta difficoltà ha accettato la situazione, cosa non facile per una donna di mezza età cresciuta con un'educazione pudica di altri tempi e sopratutto educarmi senza mio padre. Confessarle che volevo essere femmina che mi piacevano gli uomini maturi e che volevo crescere come una donna, non fu una cosa che lei accettò ad occhi chiusi.
L'imbarazzo e sopratutto finché visse mio padre, mi impedirono per anni di rivelarmi a lei, certe cose mio padre non le avrebbe certo comprese, avevo paura di cosa sarebbe accaduto se mi avesse scoperto. Quando purtroppo lui ci lasciò ebbi finalmente strada libera. Passato qualche tempo dalla triste perdita di papà, mi feci coraggio e mi rivelai a mamma una volta per tutte.
Ricordo ancora come fosse successo ieri la prima volta che trovai il coraggio di mostrarmi a lei come donna. Era un'estate calda, ero andato a trovarla in veneto dove lei ormai abitava da tempo con mio padre, e dove rimase anche dopo la sua scomparsa, eravamo entrambe nel suo appartamento al mare. Io ero rimasta in città ed avevo già fatto moltissime esperienze con diversi uomini, ormai ero diventata una bella e grande Troia, cresciuta prendendo cazzi di ogni misura senza che mamma lo sospettasse minimamente. Ma adesso era giunto il tempo che anche lei conoscesse la verità.
La mattina dopo che andai a trovarla, mi svegliai di buon'ora, mi chiusi in bagno e non ne uscii fino a qualche tempo dopo, quando anche lei si desto' per preparare la colazione in cucina. Una volta pronta per il grande passo, andai nella camera da letto di mia madre, la chiamai e attesi con il cuore in gola che percorresse quei pochi passi dalla cucina alla camera da letto. Quando finalmente mamma apparve sulla soglia, mi mostrai a lei in tutto il mio splendore.
Avevo indossato un completino intimo nero, che avevo comprato proprio per quell'occasione. Un corpetto nero allacciato dietro la schiena con lacci intrecciati, slip tanga con un filo tra le chiappe, stile brasiliano, calze a rete autoreggenti e reggicalze nere, zoccoli di legno con zeppa alta, leggermente truccata, i lunghissimi capelli sciolti tra schiena e spalle, unghie delle mani smaltate di rosso. Quando mamma entrò si fermo' un'istante a fissarmi ammutolita, l'imbarazzo tra noi era palese,l. Temetti mi avrebbe detto qualcosa di male o avesse gridato, ma ero pronta a correre il rischio. Ormai ero lì e dovevo andare fino infondo. La fissai a mia volta negli occhi senza vergogna, per troppo tempo avevo atteso quel momento, perchè vergognarsi proprio ora? con il cuore che mi batteva a mille in petto per l'eccitazione le dissi che era ora conoscesse la vera me stessa, la vera Chris, quella che lei non conosceva, la Chris che avevo tenuta nascosta per anni interi.
Mamma rimase poco stupita nel vedermi conciata a quel modo, lei forse già sospettava, forse già sapeva, e prima proferire parola, mi squadrò bene girandomi attorno. Attesi pazientemente un suo cenno, poi finalmente parlò, l'attesa era snervante. Le sue parole non le dimenticherò mai: "Sei Bellissima, uno splendore". Quasi non ci credevo, avevo atteso quel momento da una vita intera, ed eccomi li davanti a mia madre come la vera Chris. La prova decisiva però non era ancora arrivata per lei, a pochi passi da noi avevo il mio computer portatile, proprio quello in cui sto scrivendo ora questa pagina. Le chiesi il favore di ascoltarmi in silenzio, e guardare senza vergogna e senza pregiudizio ciò che avevo da mostrarle.
Mamma evidentemente in giornata buona, accettò la situazione. Ci sedemmo entrambe accanto una all'altra sul letto, davanti al mio computer che tenevo sulle ginocchia, e aprendo una cartella di files che avevo scelto apposta, le mostrai tutto d'un colpo senza sosta e senza vergogna, una dopo l'altra, le foto che mi ero scattata durante le scopate con gli uomini che avevo frequentato fino ad allora. Erano molte, scelsi quelle più adatte da mostrarle. Commentandole una ad una, le raccontai per filo e per segno cosa avevo combinato fino a quel giorno. Le foto che stavamo osservando erano le prove di ciò che le raccontavo le dissi.
Più volte scesi in particolari e dettagli piccanti, su come godessi a prendere cazzi grossi in bocca e nel culo, e di come avevo scoperto quel tipo di amore. Vidi sospirare mamma parecchie volte, come rassegnata alla situazione che le andavo mostrando, ma non mi fermai e continuai il mio racconto foto dopo foto. Davanti ad un'immagine ingrandita, dove si poteva ammirare il grosso cazzo di un nero che mi penetrava, mamma storse il naso schifata. Ma come da accordi non disse nulla. Una volta terminato il racconto, la vidi abbastanza provata. Sapevo che certe situazioni non le piacevano affatto, ma era giusto le avesse sapute, era giusto le avessi rivelato fino in fondo chi ero diventata ormai.
La guardai con i suoi occhiali grandi, se li tolse, puli' le lenti con un fazzoletto di carta, poi se li rimise. Mi guardò e riguardo' l'ultima foto che gli avevo appena mostrato, dove una cascata di sperma bianco mi riempiva la bocca aperta, colando a gocce dal mio mento. Era stato un primo pino davvero perfetto in ogni particolare. Chi aveva fatto quello scatto, aveva fatto un'opera d'arte. Aveva catturato il mio piacere e il mio visetto incorniciato dalla sperma colante. Erano scatti fatti da cellulari non moderni, e certo la qualità non raggiungeva quella odierna, ma erano scatti abbastanza nitidi e si vedeva bene ciò che si doveva vedere.
Sospirando nuovamente, mamma disse a voce quasi spezzata - Che dovrei dirti? che sei una maiala? - usò il femminile, fece una pausa e continuò - Lo sospettavo, ma non pensavo fossi arrivata a tanto. - riguardo ovviamente alla foto che era li davanti ai nostri occhi. Poi riferendosi a me sempre al femminile continuò - Cosa vuoi da me.. che devo fare con te... - A quel punto la interruppi, non volevo vederla soffrire, ma solo rendersi conto della situazione attuale, e accettarla se possibile. Non era difficile alla fine le dissi. Le spiegai che volevo solo vivere le mie esperienze, in quel momento mi sentivo cosi, era cio che sentivo dentro di me, fare quello che amavo fare. Avevo scoperto di amare gli uomini, mi piaceva il cazzo, avevo scoperto questo amore, perché a avrei dovuto reprimerlo? non mi aspettavo certo che capisse, ma che almeno provasse ad accettarlo.
Le parlai a cuore aperto, guardandola dritta negli occhi accanto a me, avevo bisogno di quel tipo di amore, avevo trovato degli uomini meravigliosi, che mi avevano dato un piacere mai conosciuto prima d'ora le dissi, vidi mia madre molto imbarazzata, io invece avevo il cazzo dentro il tanga che stava per esplodere dall'eccitazione. Era fatta, lei ora sapeva... dovevo solo convincerla ad accettarmi così, e finalmente vivere la mia vita da Troia come volevo. Lei riflettendo un istante troppo lungo aggiunse - Anche se ti rispondessi che non mi piace ciò che fai, lo faresti ugualmente come hai fatto fino ad ora, concluse sospirando. Se e proprio ciò che ti fa star bene non posso impedirti di farlo, sei grande abbastanza per decidere della tua vita, bada solo a non farti fare del male, e impara a far usare i preservativi ai tuoi uomini. Queste furono le sue parole, lo avevo appena sentito ma non potevo ancora crederci, dovetti farglielo ripetere, mia madre mi aveva dato il suo benestare e mi aveva accettata come figlia. Avevo il cuore in gola dall'eccitazione era il giorno più bello della mia vita, le confidai che il nome del mio primo uomo colui che mi aveva sverginata per primo, casualità era lo stesso di mio padre. Per uno scherzo del destino, quell'uomo di una certa età brizzolato, e ben dotato, aveva pure lo stesso nome di mio padre.
Mamma ne fu sorpresa ma non fece commenti, ancora non riuscivo a crederci, mi ero appena confidata a lei, e già stavamo chiacchierando di sesso e uomini, come due vere donne. La Inondai di parole come un fiume in piena, ero eccitatissima di poterle finalmente confidare tutto senza vergogna, le raccontai che avevo conosciuto quest'uomo chiamato Luigi, di circa cinquant'anni, bello, alto, un cazzo stupendo, e un vero toro da monta, ormai ero lanciata e non mi trattenevo con le parole forti. Le dissi che era vedovo, mamma chiese se avesse figli, le risposi di no. Continuai il racconto dicendole che ci innamorammo al primo incontro, era un idraulico venuto per riparare una perdita in casa, e alla fine eravamo finiti a letto a scopare come maiali. Mamma ebbe da obbiettare sul fatto che facessi certe porcherie con chi veniva da me per lavorare, ma le assicurai che tutto accadde in modo pulito, fu amore alla prima scopata.
Le raccontai di come mi avesse aperto bene il culetto per la prima volta, facendolo con amore, e come mi avesse sverginata in modo assolutamente indolore, facendomi morire di piacere al primo colpo con il suo bel cazzo nodoso. Le confidai anche di averla pensata a lungo, mentre l'uomo mi apriva in due le chiappe a colpi di cazzo sul lettone matrimoniale dove lei e papà avevano dormito per anni. Mamma anche li ebbe da ridire, ma era piu che altro una delle sue solite battutine ironiche - Pensi alla mamma solo in quei momenti? chissà qul povero letto come lo avrai conciato, - mi disse quasi sorridendo. Le risposi che erano anni che speravo che io e lei diventassimo madre e figlia, e il sogno si era finalmente avverato.
Mi mostrai così felice che mia madre ne fu contagiata in tutto e per tutto, parlavo di continuo, non mi fermavo più, dovevamo recuperare anni di rapporti interrotti, e ora volevo aggiornarla su tutto ciò che mi riguardava. Mamma disse che non pensava mi tenessi dentro tutto questo amore per gli uomini, le confidai che con papà sempre presente, potermi confessare a lei era un rischio e la mia timidezza non aveva agevolato le cose. Mamma mi diede ragione, papà era stato un grand'uomo, ma su certe cose proprio non connetteva. Ero talmente eccitata, che non ce la feci più, con la manina dalle unghie smaltate estrassi dal tanga il cazzo duro, che ormai era inutile nascondere. Mamma nel vederlo fece un'altra delle su battutine, pregandomi di non sporcarla vedendo la mia eccitazione al culmine.
Una volta accettata la situazione, mia madre sembrava più rilassata e disposta a scherzarci. Alla fine concluse, era meglio prenderla con ironia, e fece la cosa più giusta. Le sorrisi abbracciandola lasciando momentaneamente il mio cazzo duro. Era una mattinata davvero speciale quella per entrambe. Le ore passavano veloci, ed eravamo ancora li a chiacchierare di sesso e uomini dal cazzo grosso e lungo come due pettegole. Forse stavo correndo troppo, ma presa dall'euforia del momento, le domandai se avesse voluto farsi un paio di scatti insieme a me, giusto per far un ricordo di quella mattina speciale. Ovviamente non le chiesi di spogliarsi, era giusto per avere un ricordo di quel bel momento che stavamo vivendo insieme.
Lei al principio rifiutò la mia proposta con scuse banali, ma la convinsi pure a farsi fotografare in costume da bagno intero ovviamente. Usammo la fotocamera del mio computer, la feci mettere in varie pose con me a fianco. Fu un momento davvero eccitante, mamma più volte imbarazzata cercò di allontanarsi prima dello scatto, alla fine la tranquillizzai e riuscii a trattenerla per la foto di rito. La prima che realizzammo fu noi due sedute alla scrivania, abbracciata al collo di lei, con il cazzo duro fuori dal tanga, in intimo, la baciavo sulla guancia, mentre lei con le gambe accavallate e in costume da bagno cercava di sorridere. Il secondo scatto, lo facemmo in piedi davanti al mio Notebook, abbracciate con il braccio attorno alla vita, ma stavolta senza tanga che tolsi restando con il corpetto e le calze a rete e zeppe. La terza foto la facemmo in cucina, portai il computer e lo sistemai sul tavolo, dove c'era pronta la colazione ormai fredda. Scattai la foto con lei che beveva la sua tazza di latte, mentre io le figuravo accanto con le chiappe spalancate dalle mie manine dandole le spalle. Mi stavo divertendo un mondo, e anche mia madre, pur non ammettendolo si divertiva a fare la modella insieme a me.
In uno degli ultimi scatti, le chiesi sempre più sfacciatamente di iniflarmi un dildo di plastica nero dentro, lei si rifiutò per l'imbarazzo, e un po temendo di farmi male. La convinsi a tenermelo almeno appoggiato allo spacco delle natiche, e lo fece. Mentre l'ultima foto venne piu spinta delle altre, continuavo a toccarmi, eccitata come una Troia, mamma vedendo che me lo toccavo continuamente ci scherzò su dicendo che se non smettevo di toccarmi il pisello, me lo avrebbe strappato. Allungò il braccio prendendomi in mano il cazzo duro, e al contatto con la sua dolce manina, non riuscii a trattenermi spruzzandole addosso la mia sperma calda sporcandole il costume, oltre che la mano. La foto venne proprio in quel momento che fu immortalato. Erano delle foto innocenti rispetto a quelle che le avevo fatto vedere qualche ora prima certamente, ma erano scatti fatti insieme da Madre & Figlia, che segnava un nuovo inizio per tutte e due. Mamma dovette cambiarsi e ripulirsi.
Rimasi da lei un paio di giorni, in cui giravo liberamente per l'appartamento in bikini senza vergogna per darle modo di abituarsi alla mia nuova identità, le chiesi piu volte di rivolgersi a me al femminile, le ci volle un po' ma alla fine riuscii nell'intento. Ormai mamma si rivolgeva a me come donna, ed era una seconda conquista. Poco alla volta ne ero convinta, sarei riuscita a toglierla dall'imbarazzo, e a farla diventare mia complice delle mie esperienze con gli uomini. Solo all'idea di averla al mio fianco mentre un'uomo mi sfondava il culo, mi eccitava da impazzire, e sborrai parecchio in quelle notti in cui rimasi da lei.
Tornai a Milano qualche giorno più tardi, l'estate stava finendo ma ero colma di gioia, pronta a ricominciare la mia vita di Troia stavolta sapendo di poterla condividere con mia madre, che ora avrebbe avuto una bella figlia di cui essere orgogliosa. Quella notte non ho dormito molto, e le telefonai subito per passare la serata con lei a parlarle nuovamente di grossi cazzi sbrodolanti di sborra e di uomini nudi da cui presto mi sarei fatta riempire. Le dissi che avrei voluto averla presente un giorno per vedermi dal vero fare l'amore con un uomo, mamma ebbe da ridire e tentennò, ma le ricordai il suo patto e la nostra promessa di essere come Madre & Figlia in un tutto. Avevo voglia di uomini, e volevo che anche lei condividesse con me la mia stessa passione. Volente o meno, era coinvolta nella faccenda e speravo di farle sentire al piu presto via telefono almeno, il primo rapporto con un uomo. E l'occasione che tanto aspettavo arrivò ben presto.
chrisbabyface@libero.it
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