La colf

Scritto da , il 2021-01-13, genere gay

Sono sempre piaciuta ai maschi, sin da giovanissima, e ora che non lo sono più tanto, mi difendo ancora bene.
I45 anni di onorato servizio come omosessuale, travestita e gay, di incontri ne ho avuti, e se prima, erano persone molto più grandi di mè, ora sono i giovani a cercarmi, forse sono un'ottima nave scuola, o forse mi lascio fare tutto, non lo so.
Ultimamente frequentavo un ragazzo sposato, sui 35 anni, simpatico, e molto esigente, frequentandolo da parecchio tempo, tra di noi, non si usava più accorgimenti tipo preservativi, e così, da buona mogliettina, quando la titolare era via, mi preoccupavo di soddisfarlo,.
La prima cosa che volle, fù di filmare i nostri incontri, lo concessi, e concessi anche di pubblicarli, tanto io non avevo problemi, tutti sapevano della mia omosessualità, e cs' in rete finì materiale molto interessante, pompini con ingoio, cavalcate senza fine, introduzione di oggetti, passeggiate serali per strada, e anche la mia prostituzione.
Poi un giorno mi presentò un suo amico, scapolo, e dopo un'orgia favolosa, mi convinsero a trasferirmi per qualche giorno da lui, avendo casa libera era una buona scelta.
Così, porti da lui dei miei abiti intimo scarpe ecc come se facessi una vacanza, e capii subito che sarebbe stata un'esperienza nuova ma mai avrei immaginato che mi piacesse così tanto.
Appena arrivata, Alfred, il padrone di casa, Albanese di nascita, mi impose un abbigliameno severo, tacchi reggicalze calze, grembiule da cameriera, mi mise una gabbietta cosa che ho sempre amato, con un lucchetto e gettò la chiave nel water, poi mi sistemò una catena alle caviglie, e la legò ai testicoli, e poi mi fece truccare pesantemente da troia, e iniziò la mia avventura da colf.
Il mio compito era pulire fare da mangiare, camminare per casa, facendolo eccitare e soddisfare ogni suo desiderio sessuale, alla sera tardi, mi portava a guinzaglio per la stradina dietro casa, dove spesso venivo vista da persone estranee.
Spesso mi infilava un plung gonfiabile e si divertiva a farlo ingrossare dentro di mè procurandomi un dolore e un piacere immenso.
Passò circa una settimana, dove fui scopata a ripetizione, e dove raggiunsi vette di piacere pazzesco, presa sul tavolo in cucina o sul water mentre facevo i miei bisogni, sempre filmata e messa in rete, e così, una sera al culmine del piacere, Alfred mi porse una carta e mi disse di firmarla, lo feci, ero al settimo cielo, mi aveva appena sfondata con una sua mano, e intanto filmò.
Il giorno dopo, suonarono alla porta e mi disse di andare ad aprire, ero nuda, avevo solo il reggicalze calze e tacchi, dissi che non avrei potuto aprire così, si avvicinò mi diede un paio di ceffoni sonori e mi indicò la porta, due lacrime scesero e si portarono dietro del rimmel, aprii e mi trovai un giovane che una volta dentro mi disse, sei tù Paola? si dissi, sei vecchia per fare la prostituta, ma dai video ho visto che ci sai fare, rimasi bloccata, prostituta^, poi arrivo Alfred, li hai i soldicerto ecco cento euro, ma è mia per due ore ok? io mi avvicinai, e dissi ma che cosa succede? Alfred prese il pezzo di carta e me lo porse, avevo firmato la cessione el mio corpo a lui, per 15 giorni, edera in rete, così iniziai il mio tirocinio da prostituta.
Inutile dire che interessavo per giochi spinti e non certo per la solita scopata che avrebbero fatto con ragazze più giovani e belle di mè, io ero il giocattolo per le loro porcherie più recondite.
Non sono mai stata una santerellina, e il mio buco ne ha viste di ogni, ma dopo questi 15 giorni, non avevo più un buco, ma una caverna, e fù proprio alla fine di questa avventura, che capii cosa ero.
Rientrai da mia moglie e mi rimisi in sesto, poi un sabato pomeriggio, le chiesi un favore, se potevo scoparla per l'ultima volta, erano anni che non succedeva, e lei me lo permise, risentii il piacere della figa, il suo calore, pur essendo larga, visto le dimensioni del suo uomo, ma me la godetti e le venni dentro, poi la salutai, e mi preparai vestitino attillato reggicalze intimo, trucco scarpe, e presi le mie due valige.
UN'ora dopo suonavo alla porta di Alfred, mi aprì, e gli porsi un foglio, con tanto di sigillo notarile.
Davo la totale proprietà del mio corpo e della mia mente a lui per sempre, con il diritto di farmi quello che riteneva interessante per lui.
Eccomi, Paola, una prostituta che lavora per le strade di Tirana, usata e abusata da chiunque, schedata come prostituta dalle autorità, oramai, invecchiata e cadente, ma la donna del mio amore Alfred, che nel frattempo si è sposato e ha dei figli, e io lavoro per loro.


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