La confessione

Scritto da , il 2021-01-13, genere gay

Sessant'anni suonati, sposato da quasi quaranta con un segreto personale, sono gay.
Lo sono sin da giovanissimo, o almeno ho iniziato sin da adolescente, a giocare, con il miei coetanei, alla scoperta del sesso, soliti giochi infantili, il Dottore e il Paziente, toccarsi, e scoprire chi lo aveva più grande.
Io mi sono sviluppato più tardi dei miei amici, e quindi, quando loro avevano le prime erezioni, e di conseguenza le prime seghe, io nulla, il mio cosino era minuscolo, e i testicoli inesistenti.
Così, fui il prescelto per soddisfarli, iniziai col masturbarli, li aspettavo in bagno, entravano e io provvedevo a farli venire, poi col passare delle settimane, il più intraprendente, che aveva spiato i genitori, mi convinse a fargli il mio primo pompino, risultato, dopo la scuola, li aspettavo al parco, e a turno provvedevo a spompinarli, bevendo chiaramente il loro succo.
Sempre il più sveglio, tempo dopo, vide la madre prendere nel culo il cazzo del padre, e così scoprì che si poteva usare il lato b, mi invitò un pomeriggio a casa sua, e senza troppa gentilezza, mi sverginò.
Inizialmente non ne godevo assolutamente, ma col passare dei giorni, iniziò a piacermi, e notai, che mentre mi scopava, io godevo dal cazzetto, e alcuni mesi dopo ebbi le mie prime erezioni.
I pochi mesi, passai da mano a mano, ossia da cazzo a cazzo, e in breve divenni la troietta della scuola, ma il culmine, e il vero inizio successe un anno dopo.
L'adolescenza stava lasciando posto alla pubertà, e un pomeriggio, il mio amico, prese degli indumenti della sorella di pochi anni più grande e me li fece mettere, e così iniziai a travestirmi.
Slip reggiseno e via via collant autoreggenti, i vari compagni, prelevavano il necessario dalle madri o sorelle o zie, e così, in breve ero una femmina.
Il piacere di essere passiva cresceva se mi travestivo, iniziai a portare intimo sotta anche a scuola, a casa, e poi un giorno, rientrata a casa, trovai mia madre in camera mia.
Aveva trovato le mie cose, e le aveva messe per bene sul letto, separando i vari indumenti appena entrai in camera, con un tono di voce tranquillo ma deciso mi disse, spogliati, ero rosso in viso e paralizzato dalla paura, spogliati mi disse con voce dolce, e mi aiutò, rimasi in slip e reggiseno.
Mi aiutò a togliermi il restante e rimasi nuda, mi mise girata verso il etto, mi fece aprire per bene le gambe, e una volta fattami mettere comoda, mi osservò il buchetto, poi infilò delicatamente un dito, entrò dolcemente, poi il secondo, e poi senza fatica il terzo.
Li estrasse e disse, inutile continuare vero?, non sei più vergine e da parecchio dovrei dire, annuii, mi fece sedere, si mise di fianco, tanti? feci segno di sì, spero giovani si dissi, e ti piace? si mamma e molto, guardavo il pavimento, guardami negli occhi la fisai.
Non credo che potrei costringerti a smettere, minacciandoti O ALTRO, ma ora raccontami tutto dall'inizio, e le raccontai per filo e per segno dalla prima sega a oggi.
Hai mai visto una donna nuda? sei mai stato con una ragazza? dissi di nò, e posseduto un uomo? no dissi, allora si alzò, mamma portava un vestito allacciato al lato, mamma era una bella donna seno prerompente fianchi decisi, una vera donna, fece cadere a terra il vestito, rimanendo in slip reggiseno e tacchi, poi slacciò il reggiseno, e mi mostrò le sue mammelle dall'aureola pronunciata e dal capezzolo sporgente, duro.
Toccale, le toccai, erano dure, sode, baciale e succhiale, mi persi del tempo sulle sue tette.
Poi mi disse, sfilami gli slip, lo feci e potei vedere la peluria che copriva uno spacco tra le sue gambe, si sedette, e allargò le gambe, toccala, la toccai.
La aprii lentamente, e vidi l'interno della sua figa, il cazzo mi divenne duro, ecco mi disse questo deve succcedere, tu ti devi eccitare per questa non per questo e me lo prese in mano.
Si buttò sul letto aprìper bene le gambe, e mi disse, entra, penetrami, forza, non l'ho mai fatto dissi, mi aiutò ei, e me lo introdusse, ora muoviti avanti e indietro, lo feci e pochi secondi dopo le venni dentro.
Mi abbracciò, mi baciò, ora dimmi tesoro, ho un figlio o una figlia?
La baciai, una figlia mamma.

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