L'agente segreto... 'O Sciupafemmine.

Scritto da , il 2020-12-14, genere comici




L'agente segreto... 'O Sciupafemmine.


Premessa: In questo momento non particolarmente felice ho pensato di proporre qualcosa di leggero, certamente di genere comico, abbiamo bisogno di sorridere e mettere da parte i guai che ci affliggono. 
'O Sciupafemmine è un personaggio picaresco, un macho spavaldo e sbruffone, molto dotato da madre natura ma come ebbe a dire una sua amica: "in maniera non omogenea... troppo nei pantaloni e troppo poco sotto i capelli". Amante incallito delle donne... ne viene continuamente turlupinato, ma è simpatico e molto bello.
Ogni racconto è completo e non prevede un seguito, sono stati in parte pubblicati ma non come Tibet, e la mia intenzione è utilizzare ER anche come archivio.

- - - - - 

Salve gente, ciao belle donne, mi presento... Domenico, piacere!
Scusatemi ma il cognome lo ometto per ragioni di riservatezza e per obblighi di lavoro, sapete per il mio incarico, si… perché io sono un Agente Speciale del nostro servizio di sicurezza: Ufficio Operazioni Speciali.
Il mio nome in codice?
" 'O sciupafemmine"!
Sono destinato ad azioni di infiltrazione, seduzione e corruzione di donne in genere, cosa che mi riesce abbastanza bene, dato che possiedo modestamente… "le phisyque du role" come dicono i cisalpini, infatti ho trentasei anni, alto uno e ottantasette, peso ottantacinque, capelli corvini leggermente lunghi, occhi verdi, naso diritto, bocca tumida e trentadue denti da abbagliare, una fossetta sul mento, due spalle larghe, la famosa tartaruga sullo stomaco, un bel sedere e infine... il pezzo speciale, tanto speciale che non ne esistono simili, un tarallo di carne da ventidue centimetri... bello come quello di Eros o se preferite come quello di Paride... che quando lo fece vedere e provare a Elena, questa perse la ragione causando il disastro che sapete!
Ventidue centimetri sì! 
Vi aspettavate di più... e che ve ne fate?
Il resto rimane fuori... non serve.
Uno più lungo vi eccita... dite?
Si... lo capisco, ma bambine, dal lato pratico è solo un impiccio, ricordate la vecchia saggezza popolare, quello che dicevano le vostre nonne?

"Non lungo che tocchi... 
Non grosso che turi…
MA DURO CHE DURI!”

Queste si che sono parole ben dette!
Allora torniamo a me... il mio palmares è di tutto rispetto, un successo dopo l’altro… il massimo?
Fare innamorare la famosa miliardaria T. F. di ben settantotto anni e convincerla a non trasferire le sue aziende di interesse nazionali all'estero, opera durissima… e impegnativa, immaginatevi scopare la mummia di Tutankamon e ci siete vicino!
Però… nonostante questi ottimi trascorsi, ora un passo falso mi costringe a un periodo di aspettativa, una pausa di riflessione.
La causa?
Tutto successe durante l'ultima operazione che mi assegnarono.
Sembrava una cosa semplice, sedurre una donna e durante la mia permanenza in casa sua mettere una cimice, si... si dice così in gergo, si tratta di una piccola minuscola trasmittente, dovevo metterla in casa sua, nella sua camera da letto e poi mantenere il contatto.
Lei era un'agente di un paese sudamericano, bella e seducente, e io pensai: “una volta tanto… cazzo... basta racchie e vecchie bavose... finalmente una bella femmina!”
Aveva un ufficio di import/export e iniziai a pedinarla, dovevo trovare il modo di agganciarla, ma tutto si rese facile, eravamo in un bar... fissai intensamente i suoi occhi e lei non staccò più i suoi dai miei, due frasette… e aveva ingoiato l'esca con tutto l'amo, neanche mezz'ora dopo ero nella sua macchina diretti a casa sua. Ero talmente Infoiato, come un mandrillo arrapato che mi lasciai prendere totalmente.
C'era qualcosa di sottilmente ambiguo in lei che avrebbe dovuto insospettirmi, ma il mio campanello d'allarme interno non suonò!
Silenzio assoluto!
Ah… il mio proverbiale sesto senso era in libera uscita quel giorno!
Torniamo ai fatti, lei aprì una bottiglia di champagne, bevemmo e poi mi pregò di scusarla... Mentre andava a mettersi in libertà!
Tornò indossando un négligé nero e sotto si intravedeva l'intimo, reggiseno, tanga, reggicalze e calze nere, con i tacchi delle scarpe che indossava era alta quasi quanto me!
Che gran pezzo di gnocca!
Iniziò il gioco, lo scopo era di poter mettere la famosa cimice in camera sua, la baciai e la sua bocca risultò un vortice che mi trascinò da qualche parte, in qualche luogo meraviglioso, noto solo a lei e da seduttore diventai quasi subito il sedotto, i baci si susseguirono, caldi, sempre più incandescenti, l'accarezzai... e la sua pelle sembrava d'alabastro, liscia, calda, vellutata, le mie mani le tolsero il negligé, accarezzai le sue spalle, le braccia, il seno, le abbassai il reggiseno e le palpai le mammelle... ma accidenti!
Cazzo... noooo! Erano rifatte!
Belle, magnifiche ma rifatte, che delusione!
Non mi sono mai piaciute! E' come accarezzare un peluche anziché un animale vero, stessa sensazione.
Va bé... il dovere innanzi tutto!
La stranezza? Lei riuscì a farmele dimenticare, la sua mano mi raggiunse sotto e in un attimo me lo stava menando, la sua mano operava con una maestria inusuale, mi stava facendo impazzire.
Le sussurrai all'orecchio se potevamo spostarci in camera da letto, lei mi prese per mano e mi ci condusse, rimasi ipnotizzato dal suo camminare, il movimento dei suoi glutei aveva dello straordinario, un su e giù, su e giù formidabile!
In camera una sorpresa! Il soffitto era tutto di specchi, beh... 
Ai piedi del letto iniziò a spogliarmi, mi strappò di dosso la camicia e mi passò le unghie sul petto, sui capezzoli e mi fece saltare da tanto li strizzò fra le dita, sentivo i brividi... Mentre mi tolse i pantaloni io riuscì in un attimo di lucidità a prendere la cimice in una mano, la volevo mettere dietro la testiera del letto, lei però intanto non perse tempo e passò a tormentarmi i capezzoli con i suoi denti, si abbassò e la lingua iniziò a leccarmi la verga che era dura come un manico di badile, partì dalla cappella passando la lingua fino allo scroto e poi su, di ritorno verso la punta. Me lo stava bagnando della sua saliva e lo prese in bocca, giocava da vera maestra... lo bagnava e lo introduceva tra le labbra, pochi movimenti e me prense tutto dentro! Fino al pelo. Notevole davvero!
La sua bocca sembrava avere vita propria, succhiava, leccava, inghiottiva, io le presi la testa iniziai a scopargliela la bocca, approfittando della sua concentrazione nel non soffocare per mettere la cimice dietro la spalliera e attivarla!
Non l'avessi mai fatto!
Ora i fatti miei li sanno per tutto il dipartimento e ridono!
Ridono del grande 'O Sciupafemmine! 
Ma ritorniamo a lei... La staccai a forza e presi ad accarezzarla, volevo arrivare alla sua micina.
...Micina...?
A vedere la consistenza del suo monte di venere si trattava di una gatta intera!
Le passai la mano fra le cosce... e... e... e... accidenti!
Che roba!! 
Aveva un pacco fra le gambe... e che pacco!
Non ci potevo credere!! Una cosa del genere a me! Proprio a me!! 
Restai per un attimo preda di un conflitto... Sì perché una parte di me avrebbe voluto incazzarsi e prenderla a calci, l'altra, beh... È stata quella che poi ha prevalso, volevo continuare, volevo toccare!
Divenni più infoiato che mai, le abbassai il tanga e vidi suo attrezzo scattare verso l'alto. Accidenti!
Lungo e grosso, ma dove lo teneva?
Premuto in mezzo alle cosce?
Vedere un affare del genere inserito in un magnifico corpo di femmina mi fece letteralmente perdere la testa, volevo toccarglielo, non credevo possibile che potesse succedere al grande 'O Sciupafemmine ma è stato così!
Presi ad accarezzarle le natiche con l'intenzione di prenderla! Le forzai la valle fra i glutei e raggiunto il suo garofano lo trovai già abbondantemente lubrificato, mi stesi sul letto e lei mi scavalcò abbassandosi e prendendo il mio arnese con la mano se lo puntò. Roba di un solo istante... e la mia verga era dentro!
Fino in fondo se lo spinse, sentii le sue natiche sul ventre, iniziò a cavalcarmi, poi si sdraiò su di me mentre io l'alzavo con forza per penetrarla e qui la sua proboscide cominciò a oscillare!
Su e giù... su e giù...
Sembrava che avesse vita, lo vedevo riflesso nello specchio del soffitto, era uno spettacolo!
E mentre la scopavo... nel suo culone, sentivo la sua voce chiedermi di prenderglielo in mano.
Io risposi con quella frase... La mia voce è stata così distinguibile che poi avrebbe circolato per tutto il nostro dipartimento.
Cazzo che figura!
"SI... BELLA PORCONA... DAI CHE TE LO MENO, HAI UN GRAN... BEL... CAZZONE..."

Effettivamente lo presi in mano e che vi devo dire? Mi piacque.
Mi piaceva quel grosso cazzo in quel gran pezzo di gnocca.
Poi... l'orgasmo, venni dentro di lei/lui che invece spruzzò il suo sperma ad altezze insuperabili!
Dimenticai perché ero lì e quel giorno mi lasciai andare a cose inimmaginabili prima.
Purtroppo mi scordai completamente anche della cimice... 
Ora?
Non vi racconto che voci circolano lungo i corridoi del Ministero, i sorrisini, le occhiate sbalordite delle donne, sono incredule!
Ho chiesto un periodo di aspettativa, voglio studiarmi dentro.
Lei/lui...?
Non riesco a farne a meno.

Il vostro Sciupa, non dimenticatemi.

Questo racconto di è stato letto 1 2 0 6 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.