Frocio accompagnami dal mio amante

Scritto da , il 2020-10-02, genere tradimenti

Era sabato sera, Novembre, fuori c'era una nebbiolina, e tanto freddo, mia moglie era nervosa, camminava per casa senza sosta, io ero tranquillamente seduta a guardare un film porno, di travestiti, e a mia volta indossavo intimo autoreggenti e tacchi e la mia immancabile gabbietta, messami da quasi un anno dal mio uomo e padrone, vlendomi ridurre ad essere impotente, e chiaramente ero bagnata analmente, e molto, tanto che mi sono alzata e sono andata in camera a prendere un bel plung, e una volta in sala, me lo sono infilato con un colpo solo, lei mi guarda e mi dice, sei proprio un rotto inculo, sei più larga di mè troia, Angelo ti scopa per bene, non solo lui rispondo, e ripenso ad Angelo, il mio amore, è dà un paio di mesi che mi fa prostituire, e i miei clienti sono super, ragazzi di colore o arabi, sempre in tiro e con cazzi da favola, la guardo e le sorrido, e le chiedo come mai non è fuori com tutti e sabati, e mi risponde che il suo adrone è impegnato, e che la chiamerà a breve.
Mia moglie, è da un paio d'anni che frequenta un mio conoscente, un master, molto impegnativo, volgare e duro, lei viene da anni di troiaggine con tutti, visto che ha sposato mè, omosessuale dalla nascita, e dopo averlo incontrato il suo mondo è cambiato, ora esegue alla lettera ogni ordine o desiderio di lui.
Mi dice che oggi era impegnato con una delle sue figlie, e che non poteva incontrarla e lei era nervosa, aspettava con ansia la sua chiamata, che arrivò verso le undici di sera, lei risponde e poco dopo me lo passa, pronto dico io, ascolta frocio cornuto, preparati ben messa, da troia, tu e lei, vestite di nulla o poco nulla, e truccate da bagasce, e venite sotto casa mia, trà un'ora, appende, la guardo le spiego tutto, e lei mi dice di muovermi, ma sei scema, se lo sa Angelo mi uccide, lei incazzata prende il telefono e lo chiama, e gli spiega che devo andare con lei lui acconsentì, e ci preparammo.
indossavamo una mini e un piccolo reggiseno, autoreggenti tacchi, e il cappotto, e ci recammo sottocasa sua, e lui ci raggiunse, salì in auto e mi disse, vai troia a questo indirizzo.
lo raggiungemmo in venti minuti, era una casa in periferia, ci fermammo un centinaio di metri prima ci fece scendere, senza cappotti e ci disse di andare alla porta e lui prese l'auto e se ne andò.faceva freddo e alla porta ci aprirono dopo una decina di minuti intirizzite entrammo e ci trovammo in un salone, con il camino acceso, e una decina di uomini nudi, intenti a bere cognac, e a farsi reciproci pompini, tutti dico tutti avevano un cazzo da urlo, belli possenti lunghi e grossi, e in un attimo, mia moglie fù posta sul tavolino e spogliata, poi sollevata e impalata nel culo su di un cazzo da favola, e poco dopo un secondo cazzo le entrava in figa, un terzo in bocca a pomparla, e a turno le si avvicinavano, io fui presa per mano e posizionata su di una poltrona, e iniziarono a turno a incularmi, li sentivo belli duri pomparmi, poi passata un'oretta, dove più maschi mi avevano scopata, fui presa, e a mia volta impalata su trenta centimetri di nerchia, lui mi sollèvò le gambe e un secondo mostro si infilò nel mio culo, mi sentivo devastare, ma il piacere superava il dolore, e dopo poco l'ho pregato di entrare del tutto, e lui lo fece, ero devastata, toccò anche a mia moglie, fatta sedere su due pali e finita in figa da un altro, era ormai senza sensi, sballottata su e giù, semisvenuta, ci stuprarono per tutta la notte, credo di essere svenuta a mia volta più volte, e poi verso le sette, se ne andarono e ci lasciarono lì in terra trà sperma e altri succhi, e poi ci ricomponemmo per quanto possibile.
Lui venne a prenderci e ci riportò a casa, fate schifo ci disse, e una volta arrivate ci scaricò sul marciapiede, era giorno, tutti ci videro, e a fatica rincasammo, e netture una doccia, sul letto cotte a dormire, verso le quattordici, mia suocera aprì la porta e ci trovò sul letto ancora addormentate, la mia gonna era sparita, era in sala, e potè vedere il mio buco ancora dilatato e sporco, poi sollevò la gonna di mia moglie, e viste le condizioni della sua vagina, la aiutò a lavarsi, e la rimproverò per quello che combinava, le infilò la mano dentro e le disse, ma come cavola fai a scopare normalmente, mia moglie sorrise, e le disse, tale madre tale figlia, e la baciò, le sollevò la gonna scostò gli slip, e in un attimo, le infilò metà mano, papà ti ha scopata a quanto vedo è troia, lei sorrise, si ma anche tuo fratello.

Questo racconto di è stato letto 3 0 0 3 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.