Sabella noir 3 - Seghe e indizi

Scritto da , il 2020-08-13, genere pulp

Seghe e indizi
“Una ragazza coi fiocchi” Lino il gelataio serve un gelato ad una bimbetta grassoccia e vestita di bianco che sembra un mushmellows “Quasi una volta al giorno, arrivava qui, si metteva l’ alla vetrina e ordinava un gelato. Panna, fragola e cioccolata”
“Le ha mai fatto delle avanche?” chiede Marisa
Lino inorridito la guarda come se l’avesse sentire bestemmiare in chiesa “Mio Dio, capitano!Era una bambina!”
“Solo d’aspetto” preciso “All’anagrafe ne ha 23”
“Oh, davvero” sembra disorientato “Ah…”
“Quindi?”
“Quindi niente. Sapendo che aveva 14 anni, beh.. all’apparente età di 14 anni, non ho mai pensato di flirtare con lei”
“Ma di gente ce n’era”
“Beh, sguardi lascivi, apprezzamenti pesanti. Dovreste parlare con Gualtiero, il sagrestano. Una volta l’ho visto che annusava il sellino di Sabella, sapete, come in quel film”
“Quale film?” chiedo
“Ma sì, quel film, che parla di una monella di paese..”
“Quindi Gualtiero e poi, chi altri?”
“C’è quel vecchio strano, il conte..”
“Santino Salisi” annuisco e guardo Marisa “Mi ricorda il nonno di Peline Story, ma meno stronzo”
“Certamente è un pervertito” interviene Lino “Cinque anni fa l’hanno beccato dietro dei cespugli che si smanettava a pochi passi da una coppietta che ci stava dando dentro in auto”
“Atti osceni in luogo pubblico. E con tua sorella?”
“No so ma, secondo me, sì è fatto più di un segotto quando la vedeva”

Il conte al parco sta guardando il culo di due ragazze mentre fanno flessioni dopo una corsa. Il vecchio sorride di gusto sotto i baffi e si tocca il pacco “Conte Salisi” lui si spaventa, fa un balzo in piedi, rosso in volto, una mano portata al cuore. Ci manca pure che ci resti secco “Ma che modi villani” inveisce
“Più villani di toccarsi il pacco e guardare il culo a quelle ragazze?” lo canzona la Marisa
“Ma come si permette?” agita il bastone verso di lei ma, io, lesto di mano, gli afferro il bastone e glielo strappo di mano
“Calmo nonno, o il capitano ti trascina in Caserma a smaltire i bollori” lo redarguisco
Lui fa fremere i baffi e ci rivolge uno sguardo sprezzante, furioso “Io sono un cittadino rispettoso della Legge e dell’ordine”
“Con un paio di denuncie per molestie sessuali ai danni di minori. Abbiamo tutto nel fascicolo, lo sappiamo” sorride la Marisa “Ora, che ne dice di calmarsi e rispondere alle nostre domande?”
Il conte sbuffa, si rassetta il vestito “Che volete sapere?”
“Sabella” dico fissandolo
Il viso del conte si rabbuia poi, l’istante successivo, si piega in una smorfia di tristezza “Povera ragazzina”
“Lei possiede un maggiolone giallo?” chiedo
“Non ho la patente, Mi faccio portare”
“E con Sabella in che rapporti è?”
“Che vuol dire?” l’arroganza di poco prima, risale
“Vuole continuare a parlare qui o seguirmi in Caserma, signor Salisi” Marisa alza il tono di voce, per imporre la sua autorità
“Sappiamo che ha una certa predilezione per le ragazze giovani, specie Sabella” sta per ribattere ma la Marisa alza un dito ammonitore “Sappiamo anche che s’intratteneva con lei, a volte” non lo sappiamo con sicurezza ma, io la butto lì per vedere come reagisce
Lui sbuffa avvilito e si lascia cadere sulla panchina “A volte l’aspettavo alla grossa quercia che c’è per andare verso il fiume. Lei parcheggiava lì e saliva sulla mia auto. L’autista alzava il divisorio e si disinteressava a quello che accadeva dietro” mi prudono le mani e ho gran voglia di fracassargli la faccia a quel vecchio porco “Niente scene da film porno. La mia età non me la concede. Con l’auto si guidava fino al fiume e poi si tornava indietro. Meno di dieci minuti. Lei alzava la gonna e mi faceva vedere le sue piccole labbra” sospira “Lo so, sono malato, ho bisogno di aiuto ..”
“Ah, si risparmi la sceneggiata del pentimento” dice con aria di derisione la Marisa “Ha avuto cinque anni dal suo ultimo arresto per atti osceni in luogo pubblico ed è ancora qui a farsi i pipotti e guardare le ragazze” gli appoggia il suo bastone al petto e dice “Facevate solo quello? Lei gliela faceva vedere e lei si eccitava a guardarla?”
“Sì” ammette sconfitto
“Il suo autista che auto guida?” chiedo
“Una Fiat, non so il modello. Ma, non penserete che…”
“Sa chi potrebbe possedere un maggiolino giallo?”
“No, che io sappia ma, io andrei a controllare al casale Tre Bracci, verso la strada Ovest. Li vive un contadino che, si dice, stravede per Sabella. Più di una volta Sabella mi ha detto che lui le ha chiesto di fuggire e sposarsi”
“Sa come si chiama?” chiedo
“Giulio Ambrosi”

Caso chiuso?
“non so chi sia questo Ambrosi” dice la Marisa “Tu lo conosci?”
“Ha una fattoria fuori paese. Fino a qualche tempo aveva un grosso allevamento di mucche ma, il flagello della mucca pazza lo ha fatto finire sull’orlo del fallimento.”
“Mucca pazza” scuote la testa la Marisa
Una mucca sta pascolando sul prato. La parte del fienile è aperto. In giro non si vede nessuno. Scendo lasciando che la Marisa vada avanti per prima. Lo so, non è molto cavalleresco ma, lei è armata e io no. Metti che quello ha lo svarione e comincia a sparare, io che gli tiro? I sassi?
“Signor Ambrosi!” chiama “Giulio Ambrosi!” niente. Cespugli che rotolano nel deserto.
Mi sposto di qualche metro sulla sinistra e vedo un telone da cui sporge un paraurti e una macchia gialla. Aguzzo la vista ma non vedo altro. “Marisa” attiro l’attenzione su quello che ho visto
La Marisa estrae la sua pistola d’ordinanza e si avvia verso il fienile. Che sbirro che sono, lasciare a casa le pistole. Già, mi hanno sospeso, non ce l’ho nemmeno a casa la pistola.
Fienile vuoto. La Marisa scosta il telo e sotto c’è il maggiolone. Faccio il giro sul davanti “Bingo” e indico il paraurti ammaccato. Poi, avverto qualcos’altro. Normale in una fattoria con animali ma, fuoriposto in un fienile dove non c’è traccia di animale alcuno. Mi guardo in giro circospetto e.. “Oh, cazzo” faccio indicando davanti a me
“Merda” la Marisa scatta verso la figura penzolante su un lato del fienile. Giulio Ambrosi impiccato e nudo, con una pozza di piscio ai suoi piedi, tra la paglia

“Caso chiuso” dice la Marisa mostrandomi un biglietto di carta in una busta di plastica. Sopra c’è scritto PERDONO.
La guardo in faccia dubbioso “Non ci credo neanche un po’”
“Mi fa dubitare anche a me” dice la Marisa
“Che motivo aveva di uccidere Sabella? Lui l’amava, voleva fuggire via con lei”
“Forse è questo. Lei non voleva, lui ha sbroccato e l’ha rincorsa, magari voleva solo parlare, magari è stato un incidente. O non voleva che continuasse a vendere il suo corpo a tutti”
“Mmmm Mi sembra una cosa mal buttata lì” scuoto la testa
“Non vedere l’artificio dove non c’è. A volte le cose sono come quelle che sembrano”
Ma le cose non sono mai come sembrano. E, i fatti dei giorni successivi, me ne hanno dato ragione. Me n’è arrivata la conferma tre giorni dopo, mentre ero a casa della Marisa e lei mi stava facendo una sega da campionato mondiale. Ancora due giorni e il maritino sarebbe tornato al paese e, dovevo stare lontano dalla Marisa per un po’.
Mentre son lì che mi beatifico nella masturbazione a regola d’arte, arriva la notizia bomba: Giulio Ambrosi non si è suicidato.

=Fine terza=

Questo racconto di è stato letto 2 1 7 0 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.