Ad occhi chiusi
di
EmmePi
genere
confessioni
In un attimo ero sopra di lui
il suo corpo era un fascio di nervi e muscoli
d'impeto presi il suo cazzo già duro
ad occhi chiusi lo infilai dentro alla mia fica umida.
lo fissavo mentre le braccia erano allungate sulle sue spalle,
sentivo le sue mani forti stringere le natiche,
premevano perché affondassi su di lui
facendomi riempire da tutto il sul piacere.
Ma lo volevo far soffrire
senza accorgermi che ero io
la prima a soffrire di quell’attesa,
ma poi non ce l'ho più fatta
decisa, sono scesa, fino a sentirlo dentro
tutto dentro, fino in fondo,
tenendolo fermo e immobile,
il tempo sospeso e quel pulsare
mi martellava il cervello.
Ho iniziato a cavalcarlo e lui lasciava fare
assecondando il mio ritmo,
cazzo come lo sentivo
mi bagnavo sempre di più ad ogni affondo
la mia fica avvolgeva l'asta
e grondavo di piacere,
con gli occhi socchiusi godevo,
nel mio viso un sorriso tirato ad ogni colpo
fino a quando, preso da un impulso da diavolo
mi prese per i fianchi e iniziò a martellare.
Troia, maiala, quelle parole incendiarono il cervello
come una cascata di forti emozioni che
mi percorsero tutto il corpo, ero completamente sua,
si continua, da prima lo sussurrai timidamente,
poco dopo glielo gridai quasi con rabbia
affondando le unghie sulla sua carne,
intanto sentivo montare un orgasmo
continua, continua, bastardo!!
Mi guardavo allo specchio sopra il letto
il mio viso era maschera
e quasi non riconoscevo quel volto
che vedevo riflesso, erano smorfie di piacere
e dolore che si mescolavano
una sofferenza tesa, anticamera di un intenso orgasmo
che mi stava incendiando,
mentre Lui continuava, come impazzito a darmi colpi
sempre più decisi e forti,
Un animale sulla sua preda, senza pietà
la sua era fame di me, il mio piacevole soffrire
era un premio eccitante che poi a ben vedere era identico al mio,
due facce della stessa medaglia.
Eccolo cazzo, le cosce divennero rigide,
avrei voluto trattenere un grido
che invece uscì come una liberazione,
secondi di interminabile piacere
ero fuoco dentro e fuori.
finalmente esplose l'orgasmo,
spasmi di piacere e lui che continuava a sbattermi
ancora più intensamente, il cuore era un tamburo di guerra,
parte di me voleva supplicava di smettere,
di lasciarmi godere di quell’orgasmo.
L’altra voleva che continuasse
per prolungare l’orgasmo,
ma ora era lui a condurre questo gioco.
Gli ultimi colpi furono una scarica intensa,
dura, meravigliosa, come meraviglioso è stato vedere
il suo sguardo cambiare quando la sua sborra calda e densa
mi riempì la fica facendomi eccitare maggiormente.
Cazzo, cazzo, gridò il maiala,
mentre mi regalava gli ultimi colpi prima di morire dentro.
Mi afflosciai su di lui come la cera di una candela,
trovando le sue labbra per un bacio,
la stanza era pregna dei nostri umori,
sentivo un inebriante odore di sesso, era così eccitante,
poi mi staccai da lui lasciandomi cadere sul letto.
La pelle del mio corpo era sudata con il cuore che lentamente
tornava normale, riempita e svuotata allo stesso tempo,
mentre la sua sborra, mescolata ai miei umori
colava sulle cosce formando un rivolo di caldo piacere
che raccolsi con un dito portandolo alle labbra,
assaggiando il suo sapore mi salì la voglia
di chinarmi in mezzo alle sue gambe
dove il cazzo ormai era diventato barzotto,
assaporai la sua cappella bagnata
e con la lingua asciugai l’asta ormai spenta.
Ho voglia di prendertelo in bocca ancora
sentire il tuo sapore, ovunque, ho voglia di te,
Lui sorrise, accarezzandomi la spalla
mise in bocca due sigarette, le accese e me ne passò una,
Fuma, mi disse con voce calma e decisa,
abbiamo appena iniziato quest'avventura!
il suo corpo era un fascio di nervi e muscoli
d'impeto presi il suo cazzo già duro
ad occhi chiusi lo infilai dentro alla mia fica umida.
lo fissavo mentre le braccia erano allungate sulle sue spalle,
sentivo le sue mani forti stringere le natiche,
premevano perché affondassi su di lui
facendomi riempire da tutto il sul piacere.
Ma lo volevo far soffrire
senza accorgermi che ero io
la prima a soffrire di quell’attesa,
ma poi non ce l'ho più fatta
decisa, sono scesa, fino a sentirlo dentro
tutto dentro, fino in fondo,
tenendolo fermo e immobile,
il tempo sospeso e quel pulsare
mi martellava il cervello.
Ho iniziato a cavalcarlo e lui lasciava fare
assecondando il mio ritmo,
cazzo come lo sentivo
mi bagnavo sempre di più ad ogni affondo
la mia fica avvolgeva l'asta
e grondavo di piacere,
con gli occhi socchiusi godevo,
nel mio viso un sorriso tirato ad ogni colpo
fino a quando, preso da un impulso da diavolo
mi prese per i fianchi e iniziò a martellare.
Troia, maiala, quelle parole incendiarono il cervello
come una cascata di forti emozioni che
mi percorsero tutto il corpo, ero completamente sua,
si continua, da prima lo sussurrai timidamente,
poco dopo glielo gridai quasi con rabbia
affondando le unghie sulla sua carne,
intanto sentivo montare un orgasmo
continua, continua, bastardo!!
Mi guardavo allo specchio sopra il letto
il mio viso era maschera
e quasi non riconoscevo quel volto
che vedevo riflesso, erano smorfie di piacere
e dolore che si mescolavano
una sofferenza tesa, anticamera di un intenso orgasmo
che mi stava incendiando,
mentre Lui continuava, come impazzito a darmi colpi
sempre più decisi e forti,
Un animale sulla sua preda, senza pietà
la sua era fame di me, il mio piacevole soffrire
era un premio eccitante che poi a ben vedere era identico al mio,
due facce della stessa medaglia.
Eccolo cazzo, le cosce divennero rigide,
avrei voluto trattenere un grido
che invece uscì come una liberazione,
secondi di interminabile piacere
ero fuoco dentro e fuori.
finalmente esplose l'orgasmo,
spasmi di piacere e lui che continuava a sbattermi
ancora più intensamente, il cuore era un tamburo di guerra,
parte di me voleva supplicava di smettere,
di lasciarmi godere di quell’orgasmo.
L’altra voleva che continuasse
per prolungare l’orgasmo,
ma ora era lui a condurre questo gioco.
Gli ultimi colpi furono una scarica intensa,
dura, meravigliosa, come meraviglioso è stato vedere
il suo sguardo cambiare quando la sua sborra calda e densa
mi riempì la fica facendomi eccitare maggiormente.
Cazzo, cazzo, gridò il maiala,
mentre mi regalava gli ultimi colpi prima di morire dentro.
Mi afflosciai su di lui come la cera di una candela,
trovando le sue labbra per un bacio,
la stanza era pregna dei nostri umori,
sentivo un inebriante odore di sesso, era così eccitante,
poi mi staccai da lui lasciandomi cadere sul letto.
La pelle del mio corpo era sudata con il cuore che lentamente
tornava normale, riempita e svuotata allo stesso tempo,
mentre la sua sborra, mescolata ai miei umori
colava sulle cosce formando un rivolo di caldo piacere
che raccolsi con un dito portandolo alle labbra,
assaggiando il suo sapore mi salì la voglia
di chinarmi in mezzo alle sue gambe
dove il cazzo ormai era diventato barzotto,
assaporai la sua cappella bagnata
e con la lingua asciugai l’asta ormai spenta.
Ho voglia di prendertelo in bocca ancora
sentire il tuo sapore, ovunque, ho voglia di te,
Lui sorrise, accarezzandomi la spalla
mise in bocca due sigarette, le accese e me ne passò una,
Fuma, mi disse con voce calma e decisa,
abbiamo appena iniziato quest'avventura!
5
voti
voti
valutazione
7.6
7.6
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Moka
Commenti dei lettori al racconto erotico