Un padre

Scritto da , il 2020-07-30, genere incesti

Non ricordo un giorno, dove i miei non avessero delle discussioni, sin da molto piccola ne ho ricordi.
Mia madre, non era propriamente una brava e dolce mogliettina che accudiva la famiglia, direi proprio di nò, credo siano passati più uomini nella camera da letto di mia madre, che uomini in un bar.
Mio padre ne soffriva, e spesso la sua rabbia esplodeva, insultandola, e inveendole contro, di tutta risposta, il giorno dopo, nel suo letto passavano anche i parenti.
Poi un bel giorno, io ero molto giovane, mamma si innamora di un nostro conoscente, marocchino, e in un batter d'occhio, ci molla e và vivere con lui,mio padre, inizia il suo calvario, beve sempre più, fino a stordirsi, e rincasare sempre più tardi, e concio, fino al punto, che i e mia sorella lo dobbiamo portare a letto.
Dopo diversi mesi, una sera rincasa più concio del solito, e come di consueto, lo accompagnamo a letto, ma notiamo, che non si è cambiato da parecchi giorni, e così, lo denudiamo, e una volta nudo, ammiro il suo cazzo, pur essendo piccola, ne avevo già visti, e qualcuno provato.
E ad un tratto, forse perché manipolato dalle mani di mia sorella, papà ha un'erezione, che porta il suo cazzo a mostrarsi nel massimo della sua potenza, uno spettacolo da brivido, lei cerca di infilarlo nelle mutande, lui si sveglia dal torpore, e la abbraccia, la bacia, e la trascina sul letto, sbiacica delle parole intuisco il nome di mamma, e mia sorella inizia a divincolarsi, lui le strappa gli slip, lei urla, lui afferra il suo cazzo, e infila tra le coscie di Anna, è poco dopo, lo sentiamo emettere un urlo soffocato, Anna con decisione aveva afferrato le palle di papà, e stretto con tutta la sua forza, e così fugge in camera sua.
Risultato il giorno dopo Anna è dalla zia, e io rimango sola con lui.
Non mi lamento, posso finalmente giocare a fare la femminuccia che sono, usando parte della biancheria di Anna, inizio a travestirmi, e truccarmi, invito i miei amichetti a casa, in particolare Luca, più grande di mè, è stato lui mesi prima a farmi donna, a portarmi altri maschietti da soddisfare, e così, divento piano piano la donnina di casa.
Lavo cucino pulisco, papà, quando è sobrio, non dà peso al fatto, che a volte non indosso proprio indumenti maschili, schort di Anna magliette di Anna, e alla sera quando rincasa, nemmeno si accorge delle mie gonne e dei miei tacchi.
Ma una sera sul tardi, papà rincasa molto provato, aveva scoperto che mamma, era da tempo che batteva per strada, e non la prese bene, rientrò, molto arrabbiato e ubriaco, tanto, che nel portarlo a letto, si fece la pipì addosso, risultato, portarlo in vasca e lavarlo.
Dopo averlo spogliato e lavato, lo porto sul letto, forse fù vedermi, o non so cosa, e per effetto il suo cazzo divenne di marmo, era vero, io ne fui la causa, indossavo una minigonna, con un piccolo top, e i tacchi di Anna, ero truccatissima, con tanto di rossetto, avevo appena incontrato Luca e un suo amico, mi guarda e mi chiama Anna sei stupenda, mi abbraccia dolcemente, mi stringe a sé, mi bacia, le sue labbra sono umide e calde, la sua lingua si fa strada nella mia bocca, io mi sciolgo.
Mi mette una mano sul piccolo seno, scosta il top e succhia il mio capezzolo, chiudo gli occhi, spero non smetta.
Poi sento il suo cazzo e lo afferro, è duro, potente, non resisto, inizia a segarlo, la cappella è rossa, l vene pulsano, mi lascio scivolare e lo prendo in bocca, e inizio a pomparlo.
Geme, si lascia cadere, e io succhio, mi accarezza la testa e mi dà una sorta di ritmo, io acconsento, e poco dopo, fatico a bere il suo sperma, getti mi colpiscono il palato, io bevo, tutto, e poi lo guardo, mi sorride, e crolla addormentato.
L'indomani mattina, mi presento come sempre da maschietto, anche se con magliette di Anna, papà si siede a fare colazione, mi guarda, e mi dice, dimmi che non è vero, ne che era Anna ne che eri tu, mi avvicino, mi siedo sulle sue ginocchia, lo bacio, infilo la mia lingua nella sua bocca, si papà era vero, ero io, mi allontana e esce di casa.
La sera mi preparo per bene, anche se giovanissima, sapevo cosa fare, indosso reggicalze calze, slip, tacchi e un babydoll di Anna, mi trucco pesantemente, mi preparo pulita dentro e aspetto papà.
Rincasa molto tardi, e nemmeno troppo ubriaco, allegro direi, e subito, và a lavarsi e si infila in camera sua, io aspetto un poco, e appena vedo spegnersi la luce lo raggiungo, entro in camera e in un attimo mi infilo nel letto.
Lui sobbalza, accende la luce, e mi trova pronta, sono stupenda, bella giovane e troia, cerca di allontanarmi, mi avvicino lo bacio e afferro il suo cazzo già duro, lo sego mentre lo bacio, si divincola, ma mi allontana sempre meno, lo faccio stendere, mi sfilo lo slip, lo sbocchino un attimo, veloce, lo bagno più che altro, si calma, è il momento mi dico, mi metto a cavalcioni, trattengo il fiato, ora o mai più, mi sistemo la sua cappella al mio ano, un leggero cedimento, e sento la sua cappella violarmi il culetto, bene Paola mi dico, ora o mai più, lo guardo negli occhi, ti amo papà sussurro, e mi lascio cadere.
Il cazzo di papà mi scivola dentro, di botto, mi siedo sul suo ventre, non oso respirare, il bruciore arriva immediato, e subito dopo il dolore, mi sono rotta il culo, lo sento, il caldo del sangue, ma non mollo, e piano piano ritorno sui miei passi e una volta arrivata alla cappella, mi lascio ricadere, e lo faccio più e più volte, fino a sentire sempre meno dolore e bruciore, lo so non devo uscire, altrimenti non avrò più il coraggio di ripeterlo, e così mi monto papà, che dopo una mezz'ora mi viene dentro, e gode.
Rimango un paio di giorni con le gambe larghe e il pannolino, ma poi mi passa tutto, nel frattempo papà non beve, anzi mi accudisce e mi chiede scusa e mi dice che è stato un errore da non ripetere più.
Pochi giorni dopo, è un sabato sera, mi trucco, mi preparo, metto un vestitino corto, tacchi, e sotti nulla, mi presento a papà, e dico, o mi porti tù a fare un giro o vado da mamma e inizio a prostituirmi, poco dopo eravamo in auto diretti sul lungo lago.
Scesi dall'auto, passeggiammo mano nella mano, poi ci fermammo, sotto un lampioncino spento, e mi baciò, quasi svenni, era un bacio passionale, d'amore, ti amo dissi papà, voglio essere solo tua, essere la tua compagna tua moglie la tua troia.
Poi mi girai, sollevai il vestito, mi appoggiai al muriciolo, allargai le gambe, ora, adesso fammi tua, papà, non si oppose, mi infilò di botto il suo cazzo nel culo, si urlai siii, e così, incuranti dei pochi passanti fui di papà.
Papà smise di bere, io divenni la sua donna, ci trasferimmo, e io potei finire gli studi, e crescendo diventare sempre più donna.
A vent'anni sposai papà, con n'escamotage in Spagna, e regolarizzammo in Italia con non poche difficoltà, ora papà ha quasi 80 anni, siamo innamorati come il primo giorno, anche se da qualche anno non mi può più soddisfare sessualmente, io non ho problemi, da qualche anno, sono la nave scuola di ragazzini, giovani e squattrinati, ormai il mio ano è molto largo, e il mio cazzo morto, ma soddisfare quattro o cinque ragazzini per volta, mi riesce ancora, grazie papà.

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