Il cinema porno

Scritto da , il 2019-12-15, genere pulp

Da sempre, sono omosessuale, e travestita, sin da ragazzina, e sin da quando ero giovanissima, ho iniziato ad assaggiare il sesso, per poi sempre giovanissima diventare l'amante di un anziano.
Ha capito subito il mio potenziale e mi ha tolta dalle mani, del mio primo uomo, amico di famiglia, un quarantenne, e così, ho iniziato un periodo stupendo, ma molto degradante, che ripeterei immediatamente, peccato non ci siano più sale porno.
Lho conosciuto nel bar che frequentava il mio primo uomo, mi ci portava en femme, anche se non avrei potuto entrarci, vista la mia giovane età, ma il titolare, non faceva storie, e poi sicuramente voleva provarci con mè, e così, incontro Stefano, un sessantenne, ciccione, barba incolta, voce rauca, trasandato, ma aveva uno sguardo magnetico, mi offriva sempre una cola, o caramelle, e si fermava spesso a parlare con il mio uomo.
Dopo alcuni incontri al bar, Stefano, un giorno mi dice di seguirlo, io non voglio, sono con Alfonso, ma dopo poco, Alfonso mi dice di andare con lui e di non fare storie, lo seguo, e dopo una decina di kilometri, parcheggia l'auto in un cortile di una vecchia casa, e entriamo.
All'interno si nota del disordine, non il massimo della pulizia, e Stefano mi prende per mano, e salita una lunga scala, mi trovo in una camera, con un grosso lettone, e mobili molto vecchi, cassettone anni 20, direi della nonna, e mi fa sedere sul letto, e esce, per ritornare poco dopo completamente nudo.
Lo guardo, è buffo, la panciona che prominente lo precede, tozzo peloso, ma con il mezzo alle gambe un palo, un cazzo stupendo scapellato, duro sarà più di 25 centimetri, più grande di quello di Alfonso, che ormai prendo regolarmente da due anni, rimango basita, ma che significato ha tutto questo, perché sei nudo e perché io sono qui?, mi risponde subito, vedi piccola troietta, il tuo uom, ti ha ceduta a mè, è pieno di debiti che io ho pagato per lui, e ora tu sei mia, sei la mia troietta e il mio giocattolo, e ubbidirai a mè, e solo a mè, e finita la scuola, ti aspetto al bar, ti cambi, ti metti en femme, e verrai con mè, la moglie di Alfonso, la tua babysitter è al corrente, e credimi, non vuole rinunciare ai soldi che prende, e se ne starà zitta.
Mi gira il mondo, sono una bimba ancora, vado al liceo, ho avuto un solo uomo, anche se ho perso la verginità alle medie, ma ora si parla di altro, da come posso intuire, e così, Stefano si avvicina, si mette sul letto, il suo cazzo svetta, dai succhialo Paoletta, muoviti, e così un attimo dopo, sono intenta a leccar e succhiare il suo cazzo.
Passarono una decina di giorni, tutti i pomeriggii, mi recavo dopo la scuola al bar, e Stefano mi portava a casa, dove, in reggicalze calze e tacchi, camminavo per casa, e quando lo voleva, lo soddisfavo di bocca, poi un bel pomeriggio, verso le trè, mi carica in auto, e và Verso Milano, e dopo venti minuti, parcheggia fuori a un cinema porno, lo seguo, ma poi dico, io non posso entrare non sono maggiorenne, mi guarda, mi accarezza e mi dice, tranquilla, per tè faranno un'eccezione, e così, alla cassa, il titolare lo saluta, sono vecchi amici, poi mi guarda, e esclama, un bel bocconcino però, dai entrate, a dopo, non ho capito cosa volesse dire, ma lo capirò dopo.
Una volta in sala, mi prende per mano, e mi accompagna per i corridoi trà le file di poltrone, e una volta che mi sono abituata al buoi, scorgo parecchie persone sedute iin sala, io indosso un vestitino con spacchi laterali, reggiseno, slip, e autoreggenti, e un paio di sandali tacco 8, ad un tratto Stefano, mi dice di sfilarmi l'abito, lo guardo, ma sei matto mi vedono tutti, sbrigati scema non ho tutto il pomeriggio per tè, e così, mi sfilo il vestitino, lui lo prende, e dice, lo terrò io fino a quado non usciremo.
Mi siedo e vedo delle scene, di uomini che scopano tra loro, cazzi enormi, cuchi sfondati, mani e braccia nel culo, sborra in bocca, un casino insomma, e poi ad un tratto Stefano mi dice, ora alzati, e vai in bagno, ma percorri tutti ii lati, e cammina piano, lo guardo, i suoi occhi mi fulminano, e così mi incammino, lentamente, sculettando, attraverso tutto il cinema, e sento gli sguardi di tutti, su di mè, e una volta in bagno, mi appoggio al muro e respiro profondamente.
Mi sciacquo il viso, e ritorno in sala, ripercorrendo a ritroso iil mio cammino, e ogni poche poltrone, sento le loro mani che mi accarezzano il culo, li vedo con calati i pantaloni, chi intento a segarsi, chi a farsi fare un pompiino, o chi si stà inculando il vicino, è pazzesco, mi bagno tuuta, e una volta al mio posto Stefano mi dice, ottimo, ora vai da quel signore due file davanti a noi, e fai quello che ti dice, io eseguo, mi siedo accanto a lui, è gia senza pantaloni, succhia bambina mi dice e io succhio, sono brava a fare pompini, bravissima, e poi ha un cazzetto, pochi attimi e mi sborra in bocca, mi alzo, ma lui dice no bimba ho pagato perché fosse con ingoio, e io ingoio, e mi dico, pagato chi e cosa, mi rimetto al fianco di Stefano e dico, ma hai preso soldi sei matto non sono una troia, mi guarda, mi afferra forte e mi dice, da oggi lo sei e non fare tanto la scema, perché altrimenti passi guai, e aggiunge, ora mettiti nell'ultima fila, aspetta, e dammi gli slip forza non ti servono per oggi, e io mi metto nell'ultima fila.
Una manciata di minuti e vedo un tizio che dà dei soldi a Stefano, e si avvicina, mi fa mettere in piedi dietro la poltrona, mi metto a pecora, si abbassa i pantaloni, e mi infila il bastone nel culo, mi assesta quattro colpi, entra tutto, mi brucia un pochino, fai piano dico accidenti, e lui inizia a pompare, mi sbatte furioso, lo sento non male, non grande ma non male, e poco dopo rantola e sborra, mi assesta altri colpi, e poi si sfila e se ne và, io rimango lì come una scema, ma poco dopo arriva un altro, e mi mette in ginocchio, e succhio il suo cazzo, me lo succhio e mi bevo tutto il nettare, e così, nell'ora seguente, mi scopano in sei e faccio quattro altri pompini.
Poi esausta mi siedo con Satefano, pochi minuti e vedo il proprietario della sala, parla con Stefano, e poi ki prende per mano, e mi porta attraverso una porticina in casa sua.
Mi manda in bagno, mi dice di lavarmi e di lavarmi dentro, non mette il suo cazzo nella sborra degli altri, io provvedo e poco dopo eccomi, mi accarezza, sei una bella bambina sai', IO SORRIDO, E CHE BEL CAZZETTO HAI, LO AFFERRA LO SEGA UN ATTIMO, CI GIOCA, E POI STRINGE forte le palline mi fa male urlo, e lui ride, te le stacco troietta, e poi le molla, si inginocchia, e me lo succhia, io mi lascio cadere supina sul letto, e lui succhia e bene, fino a farmi sborrare, schizzo come una fontanella, sono ancora piccola ma il mio cazzo non è male e poi sborro molto.
Per ricambiare gli faccio un bel pompino, il tipo ha unbel cazzo non male, mi impegno ma non viene e ride, tranquilla non vengo facilmente, e così, dopo una vetina di minuti, mi stacca, si mette a pecora e mi dice scopami cagnetta, io infilo il mio cazzo nel suo culo, e inizio a pompae, un attimo dopo entra in camera la moglie, come saprò poco dopo, e dice, frocio di merda, te lo prendi in culo è?, poi ride, mi saluta e dice ma è una bambina sei matto? lui geme, non risponde, il suo cazzo sbatte, grosso un battacchio, la moglie lo prende in mano e inizia a segarlo, dai piccola che lo facciamolo sborrare questo maiale, e così, poco dopo, lo sento stringere il culo, ecco vengo dice, e inizia a sborrare e la moglie si fionda e succhiarlo e bere tutto, io con le sue contrazioni sborro a mia volta e lo riempio di sperma.
Bevo un bicchiere di cola, me lo offre lei, mi accarezza e mi dice, accidenti sei giovane, e da quanto sei così?, da sempre rispondo e la tua prima volta, prima media, lei ride, con chì, amico di mio padre, e ora con Stefano, accidenti dice lei, sei finita con un maiale, aspettati di tutto, e poi il marito, ricomposto mi dice, trè pomeriggi alla settimana Stefano ti porterà qui, passerai da casa nostra e una volta in sala ti diremo cosa fare ok?, e mi riaccompagna dA sTEFANO.
Una volta a casa, siamo saliti in camera, dove finalmente Stefano mi ha scopata, ero bella larga, mi ha montata per una mezz'ora e poi riempita di calda sborra, poi accasciati su di un lato, con ancora dentro il suo cazzo Stefano mi dice, ora sai cosa ti aspetta troietta, e ricordati, finito il tuo lavoro, ti occuperai del mio cazzo, io voglio nuotare nella sborra degli altri, lo bacio, si mio amore tutto quello che desideri.
Così è iniziato unperiodo stupendo della mia vita, che mi porterà alcuni anni dopo, a sposarmi, e iniziare la cariera di prostituta part time.

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