Passioni Proibite

Scritto da , il 2019-05-26, genere saffico

Faccio per sfilarle il vestitino ma lei mi blocca: - Aspetta... Vorrei cominciare io. Ti dispiace?
Come dirle di no?
Siamo a piedi nudi sul parquet: più in là c’è lo scendiletto morbidissimo, ma Claudia sembra preferire il legno. Oppure è per via dello specchio?
Mi sbottona il giacchino e lo sfila con cura, lasciandomi con il top bianco. Poi si inginocchia davanti a me e infila entrambe le mani sotto la gonna accarezzandomi le gambe nude mentre le fa risalire verso l’alto. Rabbrividisco quando la sento raggiungere l’elastico delle mutandine.
- Non sai quanto ho desiderato di farlo – mi sussurra, sfiorandomi una coscia con le labbra bagnate.
Lei non sa quanti ditalini mi sono fatta nelle ultime settimane pensando a lei... A lei e a mia figlia, per la verità. Mai avrei immaginato di concretizzare le mie fantasie perverse portandomi davvero a letto l’amica del cuore di Gloria.
Mi abbassa le mutandine: con delicatezza, non con la tipica brutalità che userebbe un uomo.
Le lascia cadere sul parquet, e io sollevo prima un piede e poi l’altro per uscirne... Lei le afferra e se le porta alla bocca per annusarle.
- Hai un profumo stupendo – mi fa con un sorriso che mi fa sciogliere tutta.
Nessun uomo mi aveva mai detto una cosa simile.
Resta in ginocchio davanti a me e torna a infilare le mani sotto la gonna, che ormai è sollevata fin quasi all’inguine, però questa volta mi accarezza con le guance l’interno delle cosce.
Non mi ha ancora neppure guardato la fica, e sto già per venire.
Le accarezzo i capelli a caschetto mentre mi rimbocca con calma la gonna fino a scoprirmi il pelo.
Lei mi guarda la fica. La sua prima fica adulta.
- È bellissima – sussurra – Un triangolo perfetto... Devi tagliarla spesso?
- Una volta al mese... Con le forbici sul pube e con la lametta sul contorno bikini. Sono contenta che ti piaccia.
- Quando sarò più grande la terrò come te... Per ora sono solo quattro peluzzi arruffati.
Sorrido: - Se cominci a trattarla, i peli si induriscono in fretta...
- Farò come dici tu. Voglio che ti piaccia...
- Quando me la fai vedere?
- Aspetta... Prima voglio vedere te. È da tanto che ti penso!
A differenza della maggior parte degli uomini, lei non ha problemi con la lampo della gonna: me la sfila con calma, lasciandomi nuda dalla vita in giù.
Mi passa nuovamente le mani lungo le gambe, seguendo le linee dei muscoli e dei tendini.
- Le tue gambe mi hanno sempre fatto impazzire – sussurra – Così lunghe, così affusolate e nervose... Lo sai che me le ha fatte notare uno dei ragazzi della nostra classe? Ha detto che nessuna di noi aveva gambe paragonabili alle tue... È stato così che ti ho notata la prima volta, all’uscita da scuola, due anni fa.
Provo un brivido di soddisfazione nel sentire che piaccio ai ragazzini. Però anche Gloria ha delle belle gambe... E quelle di Claudia sono magroline, ma ben proporzionate!
Sento la lingua di Claudia percorrere il solco dei quadricipiti femorali, dal ginocchio fino all’inguine. Si ferma prima di raggiungere la vulva... Lo fa apposta, la sciagurata.
- Claudia...
- Lo so, scusa. Ma voglio farti soffrire ancora un po’, per tutto il tempo in cui ti ho sognata pensando che non ti avrei mai vista così.
Non ci credo: non sta succedendo davvero...

Claudia si alza lentamente in piedi. È più bassa di me di una decina di centimetri almeno, e alza il capo per guardarmi negli occhi.
Poi mi sfila lentamente il top, lasciandomi solo con il reggiseno. Se ora commenta le mie tette potrebbe rovinare tutto...
Non lo fa; me lo sgancia e lo lascia cadere a terra, poi mi soffia leggermente su una punta.
- Che bei capezzoli scuri! Si vede che devi essere molto passionale... L’ho letto su internet.
Sono così duri che mi fanno male. Peccato che le mie tette siano così piccole e anche un po’ afflosciate: non potrei mai andare senza come fa lei...
Lei sorride: - Sei stupenda...
Mi sta corteggiando a modo suo. Legioni di maschi presuntuosi e sbrigativi dovrebbero imparare da questa ragazzina: non mi ha praticamente toccata, e sono già nel pucio più completo.
Fa un passo indietro: - Adesso tocca a me... Vuoi spogliarmi tu o faccio io?
Non ho mai spogliato una donna... E con questa in particolare sto anche per farci l’amore. Quindi...
Faccio un passo avanti e le accarezzo le spalle scoperte.
La Claudia è esile, minuta: ha le spalle magroline, ma la sua pelle chiara è liscia e cremosa, praticamente senza macchie di alcun tipo.
Slaccio la cintura di tessuto alla vita, poi le sfilo lentamente l’abitino dalla testa per poi riporlo sulla sedia, e faccio un passo indietro per guardarla meglio.
Lei sorride timidamente, ma non sembra troppo in imbarazzo. Sa di essere graziosa.
Posso contarle le costole e anche il resto della struttura ossea si distingue abbastanza bene, però è solo magra, non anoressica: sul torace sfoggia con orgoglio due meloni perfetti, che nessun luminare della chirurgia plastica potrà mai imitare neppure alla lontana. Un miracolo della natura...
- Allora, ti piaccio?
- Sei bellissima – ammetto, un po’ perplessa di come una simile creatura possa sentirsi attratta da me.
Lei sorride contenta, facendo le fossette. Poi si abbassa da sola gli slippini e lo calcia via, mostrandomi il pube adolescente.
Un cespuglietto più chiaro di quanto mi aspettassi, e anche più folto, perfettamente incolto e più o meno a forma di pigna: non sono affatto “quattro peluzzi”, e lei è chiaramente una femmina fatta e finita.

Mi si avvicina, e torniamo ad abbracciarci... Solo che questa volta siamo entrambe nude.
Sento il turgore tiepido dei suoi seni contro i miei e sul costato, e provo un fremito a quel contatto così intenso e diverso da quanto sono abituata. Poi l’abbraccio e l’attiro a me.
Sento il pelo del suo pube contro una gamba, e mi accorgo che lei si sta strofinando un po’.
Le nostre lingue s’incontrano di nuovo, e sento ancora le scintille al contatto; ci baciamo, lentamente e con languore...
Claudia continua a strofinarsi: praticamente si sta masturbando contro la mia coscia. Già, le piacciono le mie gambe... Io adoro i suoi meloncini: li raccolgo entrambi nelle mani e provo a stringerli. Sono ancora un po’ acerbi, sodi come pesche.
I capezzoli sono piccoli, duri e scurissimi: forse ha ragione lei, e il colore è indice di passionalità? Sembrano bottoncini, ed è un piacere giocarci...
Devono anche essere sensibilissimi, perché lei si lamenta subito un po’.
- Cinzia, ti prego... – ansima quasi senza fiato – Non ce la faccio più!
Non so bene da che parte cominciare. La lesbica dovrebbe essere lei, ma per via dell’età è naturale che lasci l’iniziativa a me: si aspetta che io sappia cosa fare.
Bene: suppongo di sapere cosa piace a una donna.
Un bacio lungo, profondo, umidissimo... Le tengo un seno in una mano, mentre con l’altra le palpo i glutei. Ha i fianchi stretti un po’ come me, però il suo lato B è molto più armonioso del mio.
- Sto impazzendo... – mi sussurra tremando fra le mie braccia – Fai l’amore con me, ti prego!
La piccola è pronta per il suo primo volo...

Rotoliamo nel lettone, avvinte dalla passione insana che ci ha acciecate entrambe.
Le bacio il collo, e riconosco subito la reazione: la stessa che ho io quando mi baciano lì... Intanto lei continua a frizionarsi la fica contro la mia gamba, e mi accorgo che me la sta bagnando.
Abbasso la testa per baciarle i seni. Non ci posso credere, lo sto facendo davvero: sto baciando le tette ad un’altra donna.
Ancora più incredibile: mi piace!
Le bacio i capezzoli, le areole strette, il bottoncino turgido e durissimo... Spingo fuori la lingua e comincio a leccare. Poi uso l’interno delle labbra a provo a succhiare.
- Oohhh! – fa lei – Cinzia...
Provo con i denti.
- AAHHH... Cinzia, Cinzia, Cinzia...
Mi piace come grida il mio nome mentre le mastico i capezzoli.
All’improvviso Claudia si rivolta e mi viene sopra: mi guarda da sotto il suo caschetto, con gli occhi che splendono di passione. I suoi seni durissimi sono sui miei e me li schiacciano mentre mi bacia.
Poi mi rendo conto che la sua fica non si sta più sfregando sulla mia gamba: avverto la sua morbida peluria sull’inguine, e apro istintivamente le gambe per farle posto sopra di me.
La sua fica è umida sopra alla mia. Umida e calda...
Claudia comincia a muoversi: dapprima lentamente, un po’ esitante, quasi goffa. Poi, poco a poco prende sicurezza e aumenta il ritmo. Sgrano gli occhi rendendomi conto di cosa sta succedendo: la sua fica si strofina sulla mia, e mi sento il clitoride accarezzato e stimolato ritmicamente da quella giovane passera calda e bagnata...
Mi sento montare dentro l’eccitazione; il cuore comincia a battermi più forte, e provo l’impulso di stringere le gambe intorno a lei.
Claudia mi sta scopando; e a me piace da impazzire...

Non pensavo che fosse così: nelle mie fantasie, l’amore lesbico funzionava sempre a sessantanove. Certo che però in questo modo intimidisce di meno... Sembra così naturale... Così... Così...
- Oh! Oddio, Claudia... Mi stai...
- Sì! – fa lei, tutta rossa sopra di me – Anch’io, Cinzia... Anch’io...
- Non smettere... Per l’amor di dio, Claudia: non smettere...
- Eccomi... Eccomi...
- Oohhh!
- Aahhh!
Un orgasmo violento, bruciante... Non profondissimo, ma coinvolgente come pochi. Ma soprattutto, un orgasmo contemporaneo, che ci spara nello spazio entrambe nello stesso istante.
Schizziamo entrambe come comete nei cieli del pianeta per due o tre orbite successive, prima di abbatterci stremate sul letto, zuppe di sudore.
- Oh Madonna...
- È stato fantastico...
Ci abbracciamo di nuovo, teneramente: strette una all’altra, nude e tremanti dopo la violenza meravigliosa del piacere che i nostri corpi di donne ci hanno donato a vicenda.
- Non pensavo che fosse così – mi sussurra lei nell’orecchi dopo avermelo baciato – È cento volte meglio che toccandosi con le dita...
Vorrei poter dire qualcosa di saggio, ma sono più sorpresa di lei. Ho avuto il mio primo orgasmo saffico... Ed è stato meglio della gran parte di quelli provati con gli uomini durante la mia onorata carriera di sgualdrina patentata.
Ho saltato il fosso anch’io... E non credo che tornerò più indietro.

***

Restiamo abbracciate per un po’, strette una nelle braccia dell’altra.
Dopo qualche minuto, è Claudia a riscuotersi per prima. Mi mordicchia il lobo di un orecchio, poi mi sussurra piano: - Succhiami ancora le tette, ti prego...
Non deve insistere a lungo: ho una voglia matta di farlo di nuovo.
Ci metto impegno, cercando di farle tutto ciò che ho sempre desiderato qualcuno facesse a me, e non ho mai ricevuto. Le accarezzo i seni, li bacio, gioco intorno ai capezzoli senza sfiorarli, poi passo alle areole, e solo dopo che la sento cotta a puntino vado a picchiettare con la lingua sulle punte ormai ipersensibili.
A quel punto allungo anche una mano fra le sue gambe e comincio a toccarla.
Claudia sospira, ormai in bollore.
Con le dita tormento il clitoride, con la lingua torturo i capezzoli.
- Aahhh... Cinzia, mi fai morire!
- Sì, ma solo un po’...
La porto fino all’anticamera dell’orgasmo.
Poi, perfidamente, ritraggo la mano e sposto la bocca sulla sua per baciarla.
Claudia emette un lamento pieno di frustrazione e si stacca quasi con violenza, cogliendomi di sorpresa: getta via il piumone in cui ci eravamo avvolte dopo il piacere, e si avventa famelica fra le mie gambe.
Me le apre a forza e rimane un istante a fissarmi la fica; poi, prima che io possa reagire, si tuffa su di me.
- Aah! – grido, sentendo la sua lingua sul clitoride – Aahhh...
Non è la prima volta che me la leccano: almeno metà dei miei amanti si sono cimentati nel connilinguo con me, e alcuni si sono anche dimostrati abbastanza bravi. Perfino Mario ormai è capace di farmi godere con la bocca.
Ma è la primissima volta che una donna mi tuffa la testa fra le cosce.
Sento la lingua impertinente della ragazzina lambire il centro del mio piacere, e fremo di aspettativa. Poi la leggera carezza si trasforma in un autentico assalto, e a me sembra di impazzire.
Claudia non me la sta leccando: mi sta divorando viva.
È come se la cerbiatta stesse cercando di realizzare tutti i suoi sogni e le fantasie di un’intera adolescenza.
L’ho sentito dire, che le donne leccano la fica meglio degli uomini: non posso confermarlo in via definitiva, perché questa è in assoluto la mia prima esperienza, ma posso dire questa: nessuno fino a oggi me l’ha leccata meglio di Claudia... Pensare che per lei è la prima volta!
- Cazzo Claudia, non fermarti... – ansimo stravolta dal piacere – Continua così, sto per godere...
Lei raddoppia i suoi sforzi, e io, all’improvviso, le sborro in faccia con un grido rauco: - AAHHH! AAHHH...
Serro le cosce nude intorno alla sua testa mentre lei si abbevera al mio piacere, e mi abbandono all’estasi di quell’orgasmo clitorideo.

Va bene. Ormai il salto l’ho fatto, ed è tardi per tirarmi indietro: ho fatto l’amore con una donna, anzi con una ragazzina, e sarebbe sciocco tirarmi indietro.
Branco Claudia tirandomela addosso e facendola girare verso i miei piedi mentre io mi volto verso i suoi.
Normalmente quando faccio un sessantanove sto io sopra, ma questa volta mi sembra logico stare sotto visto che sono più alta e più pesante. Claudia afferra al volo il concetto e mi asseconda, scavalcandomi e mettendosi volenterosamente sopra di me.
Ora ce l’ho davanti al naso: una fica. Come molte altre donne etero, l’ho sempre considerata una cosa un po’ strana, sicuramente non un posto dove mettere la faccia. Istintivamente ho sempre considerato i genitali delle altre come un luogo tabù, potenzialmente poco pulito e comunque da evitare. Un po’ come la massa dei maschi hanno orrore dei piselli altrui.
Ma adesso è diverso.
Non è una passera qualsiasi, quella che ho davanti: è la passera di Claudia, la mia giovanissima amante; la passera di colei che mi ha appena fatta godere leccando la mia...
La guardo, a pochi centimetri dal mio naso: biondiccia, pelosa e scarmigliata; bagnata e profumata di piacere... No, non mi fa orrore: mi fa venire l’acquolina in bocca.
Fremo sentendo che Claudia ha ricominciato a leccarmi fra le cosce; inspiro a fondo, poi sollevo la testa e le mollo una bella slinguata a lingua dura nella fessura semiaperta.
- Aahhh! – strilla Claudia, sobbalzandomi addosso – Sì, così: continua, ti prego...
Il sapore è sconvolgente: niente a che vedere con un cazzo, ma neanche con le mie dita dopo che mi sono masturbata... Non saprei dire esattamente; forse la cosa più corretta è dire che... Sa di Claudia. Della sua essenza più intima. È il sapore della sua anima...
E mi piace moltissimo.

Le valve della natura di Claudia si aprono magicamente sotto la pressione della mia lingua: sono bagnate, e la carne tenerissima scivola su sé stessa armoniosamente, lasciandomi libero accesso alle intimità più recondite di questa adolescente che mi si è concessa nel modo più totale.
Il profumo delle sue carni è intossicante; caldo, umido, fragrante...
Come ho mai potuto pensare che una fica fosse inquietante, o addirittura “sporca”? Che idea stupida... Le donne che la pensano così si perdono una delle meraviglie della vita e del sesso!
È il posto più pulito, più sicuro del mondo: tant’è vero che ci facciamo passare i nostri figli all’atto della nascita...
Una fica non è un antro minaccioso: è un tempio. Il tempio dell’amore e del piacere...
Ripenso agli uomini che hanno visitato la mia fino ad adesso, senza essere capaci di venerarla con lo stesso ardore dimostrato da Claudia: un po’ li invidio, perché hanno amato una parte di me che io non potrò mai assaggiare... D’altra parte li disprezzo anche perché probabilmente non hanno saputo cogliere l’essenza del dono che stavo facendo loro...
Io sono perfettamente consapevole dell’essenza del dono di Claudia: sono la prima in assoluto ad esplorare le sue intimità di femmina e ad assaggiare il profumo e il sapore della sua femminilità più intima. Un onore e un privilegio... Ma anche un piacere sconvolgente e intossicante.
Già, perché leccare una fica dà assuefazione: una volta che l’hai assaggiata, non puoi più farne a meno. Ne vuoi ancora, e te ne serve sempre di più.
Sembra una fontanella: sta sgocciolando, letteralmente... Sono così bagnata anch’io?
Che buona...

Lecco, continuo a leccare come un’affamata, sollazzandomi di quel nettare paradisiaco che sgorga lentamente da quella fica intonsa, perfetta... I peluzzi castani che la proteggono sono intrisi a loro volta della stessa ambrosia che sto bevendo, contribuendo alla mia sensazione di benessere.
La sento sussultare e miagolare di piacere ad ogni mia leccata, e nel contempo avverto il piacere che monta dentro di me ad ogni sua successiva slinguata che avverto a mia volta nella fica.
Sono consapevole che sto amando una fica vergine, mentre Claudia si deve accontentare di una sorcona usata, dilatata dall’abuso più che ventennale da parte di dozzine di cazzi... Per non parlare del passaggio da quelle parti di mia figlia Gloria.
Mi rendo conto del mio privilegio, e intendo apprezzarlo nel migliore dei modi, augurandomi che anche Claudia si goda le mie intimità quanto io mi sto godendo le sue.
Oddio che meraviglia...
Non saprei dire cos’è meglio: leccare o essere leccata?
Cielo, che dilemma...
- Oohhh... Cinzia! Cinzia, mi stai... Sto quasi per...
La sento fremere, tendersi, irrigidirsi sopra di me, e intuisco l’esplosione che sta per scuotere il suo giovane corpo: spingo la lingua più in profondità che posso, come se cercassi di raggiungere la sua anima, alla ricerca del punto G che so deve nascondersi da qualche parte dentro di lei, e succhio il nettare che cola sempre più abbondante...
- AAHHH! Cinzia... Cinzia sto godendo! Aahhh...
Mi dirà dopo che questo è stato il suo primo orgasmo vaginale: un orgasmo profondo, non indotto dalla semplice stimolazione della testa del clitoride, ma da quella assai più intensa del nodo nervoso collocato alla sua radice. Il punto più intimo e profondo della sessualità femminile.
Bevo avidamente alla fonte del suo piacere, e intanto la passione sfrenata del momento, unita all’azione diabolica della lingua di Claudia dentro di me, trascina anche il mio sesso surriscaldato oltre la soglia del piacere.
- Hmmm... Oddio, sì! Siiiii... Vengo anch’io... Oohhh!
Le godo in faccia, per la seconda volta.
Mai provato niente di simile in vita mia...

Ho saltato il fosso. Se questo fa di me una lesbica, chi se ne frega: non rinuncerò a questo piacere per niente al mondo.

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