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To sink. Affondare... sesta parte. (di Flamerebel e Tibet )

Scritto da , il 2018-09-27, genere pulp

Un bagliore di speranza.
Una parvenza, frammenti di me stessa persa nel desiderio. Volevo essere diversa, volevo essere migliore. In un’altra vita avrei persino il coraggio di amare, in un’altra vita…
Questa è una prova della mia fermezza, la mia mente vacilla, mi fa immaginare cose non vere.
Respiro piano, lo voglio. Devo.
Dannato figlio di puttana! Che tu sia maledetto, brutto stronzo! Buio. Odore di chiuso. Puzza di morte. Ho il volta stomaco.
Devo controllarmi, non sfuggire. Mostri del passato bussano alla mia porta, li vedo strisciare, farmi paura. Urlano, sbraitano e penso di esser diventata pazza.
Il respiro accelera… no! NO!
Devo rimanere vigile.
Calmati… respira a fondo… ispira espira… conto.
Sono stata addestrata a tutto, ma questo… questo è il mio punto debole.
La mia fobia mi fa perdere coscienza, in questa non coscienza faccio sogni angusti di spazi stretti, di soffocamento, il ripostiglio dove venivo rinchiusa da piccola.
Lo odio! Lo odio con tutta me stessa.
La luce dei lampioni mi colpisce in pieno viso rendendomi cieca.
Lev apre lo sportello, riesco a malapena a vedere il viso di lui e… Marc? Lo getta nel bagagliaio con me.
Porco infame, ti ucciderò! Mi hai sentito? Sei un uomo morto!! Mugugno. Mi dibatto.
Silenzio… sono stanca devo pensare a come uscire ma la mente mi riporta a giorni felici, quando io e Marc eravamo amanti, al sesso sporco, sensuale pieno di quella malsana voglia di predominare l’altro. Lui steso sul letto e io a cavalcarlo come un'amazzone a far strusciare il mio pelo bagnato di voglia sul ventre. L'ho amato un tempo e ora…
Scaccio quei pensieri. Ritorno alla realtà, alla missione da portare a termine. Devo uscire da questa situazione del cazzo! La pagherà cara lo stronzo!
Non so per quanto tempo sono rimasta chiusa lì, ma quando ho rivisto la luce ho avuto una sensazione di rinascita. Lui, Lev, ci ha legati. Marc è ancora privo di coscienza, bene sono avvantaggiata. I documenti, mi servono. Marc dovrà parlare.
-Ben svegliata tesoro!-
-mmmm…mmmm- mugugno, mi toglie il nastro.
-ahh… sei un brutto figlio di puttana Lev!- esclamo rabbiosa, -Slegami!- ordino.
-Devi prima dirmi la verità, Raissa.-
-Perché non mi credi? Ti ho già detto tutto. Marc ha ucciso mia madre e ora vuole decifrare i codici che ho io per prendersi tutti i soldi. Lo sai quando usciremo da questa storia divideremo, sono tanti Lev, tanti da poter andare su qualche isola tropicale e campare di reddita. Avrai me oltre che il denaro. Te lo prometto!-
Silenzio.
-I documenti a cosa ti servono?-
- Servono per entrare nel bunker, dove risiede la cassaforte.-
-Mah… svegliamo Marc e vediamo lui cosa dirà su di te-
“.Cazzo bastardo!”
-Lev… Marc ti dirà un mucchio di bugie. Vuole i soldi solo per se. Ha ucciso mia madre. Deve morire… Lev devi ucciderlo dopo che ti avrà dato i documenti.-

Marc sta percorrendo una strada senza sbocco. Mi sa che sta per morire.
Devo averlo colpito troppo forte o lui che ha la calotta cranica debole? Non mi interessa, mi basta che riprenda conoscenza giusto il tempo per raccontarmi la verità... poi? Ah... poi può intraprendere il viaggio verso l'inferno per quello che mi interessa.
E' comunque già morto.
Recupero una bottiglia di ammoniaca e gliela faccio annusare...
-Dai brutto bastardo... rinvieni! Dai!-
Si muove scompostamente, si dibatte legato come è... apre gli occhi sotto il sangue che glieli ricopre...
-Marc? Marc... mi senti? Senti la mia voce?-
-Chi sei...? Dove sono? -
Altro giro di ammoniaca e si sveglia a sufficienza.
-Sono un tuo amico, Marc, sono qui per liberarti e per portarti da un dottore, sei messo male... -
-Sto male...-
-Su... facciamo presto, Marc. Rispondi a quanto ti chiedo e ti porto da un dottore...-
I suoi occhi si chiudono.
-Marc? Dimmi... chi è Raissa? -
-Raissa? Una puttana... mi ha tradito, è russa... lavora per loro...-
-Non era la figlia della padrona del bordello?-
-Figlia? Quella puttana...? E' venuta, si è presentata... voleva lavorare con noi, prostituirsi, è una falsa puttana, in realtà cercava i documenti e doveva eliminare ogni traccia... persone... cose...-
-Ma hai ucciso tu la tenutaria, no? -
-No... è stata Raissa... sapeva troppo, era l'amante del funzionario dell'ambasciata al quale ha rubato i documenti...-
-Tu cosa facevi? Chi sei?-
-Io sono Azero... lavoravo nel bordello... sorvegliavo le ragazze, le punivo se sbagliavano... ma ho contatti con i cinesi... li informo, mi pagano se ho buone notizie...-
-Ed eri l'amante della padrona...-
-Si...-
-E anche di Raissa...-
-Si... e giurava che mi amava... ma lei non può amare, lei è... un killer.-
-Continua... racconta dei documenti...-

Ora vive molte pause nelle quali perde conoscenza. Cosa manca ancora al puzzle?

-Marc? Dai rimani sveglio ancora un po', ti prometto che ti porto da un dottore... come riesce ad entrare in possesso dei documenti la tenutaria... come si chiamava questa donna?-
-Aleksja... era l'amante del primo segretario dell'ambasciata russa, li prende dalla sua borsa durante il sesso, li ritiene subito importanti, me ne parla... mi dice di contattare qualcuno al quale possono interessare...-
-Poi... Marc... continua...-
-Sa che sono in collegamento con l'ambasciata cinese, passo loro informazioni, ne parlo loro... sono interessati...-
-Poi Marc? Su ancora un minuto e andiamo... che succede ancora?-
-Aleksja tiene con se un foglio nel quale è riportato il cifrario necessario per decifrare i documenti... i documenti veri e propri li mette invece in una cassetta di sicurezza... ma non riesco a sapere dove... non credo sia un albergo della città...-
-E Raissa quando interviene nella storia? Su... ancora uno sforzo!
-Raissa uccide il funzionario russo, è lui che confessa tutto e le indica chi glieli ha rubati e lei si presenta come prostituta, inizia a lavorare lì da noi... come puttana...
-Poi Marc?-
-Prendo io la chiave, voglio trattare io la vendita...-
-E Raissa?-
-Raissa uccide Aleksja e le prende il cifrario, non trova la chiave, immagina che l'abbia io...-

Ecco spiegato perchè le serve un uomo che le apra la strada nei bassifondi di Budapest e mi cerca, mi ingaggia.
Poi i momenti nei quali Marc è svenuto sono più lunghi e frequenti, l'ammoniaca non fa più effetto, forse il dolore lo stimola di più? Quello più forte? Riesce a farlo tornare in sé? Gli accendo sotto le dita un accendino, vedo la sua carne annerirsi, bruciarsi...

-Dai svegliati...!! Bastardo!-
Altro momento che esce temporaneamente dal coma.
-La chiave Marc!! Dove cazzo hai la chiave!! Dimmelo e ti lascio in pace... dimmelo...!!!!-
-Nel mio portafoglio... cucita nella fodera...-
-Bravo ragazzo...-
Ora puoi morire... brutto bastardo!
Non sono solo i soldi, mi brucia che abbia avuto l'amore di Raissa... odio lui... odio lei.
Cerco la chiave. C'è effettivamente. La prendo.

Tocca a lei ora.
Bugiarda e pericolosa, una assassina. Si lo è anche se lo fa per il suo paese.
Le levo il nastro adesivo dalla bocca, la lascio ancora ammanettata.
-Hai sentito? Tutto? Ora so chi sei...-
-Erano un mucchio di menzogne... ma non gli crederai? Delirava...-
-Stai zitta! Ora ascolta me... io ho il foglio del codice e la chiave... e tu sai dove è la cassetta... collabori? Senza scherzi? Oppure ti uccido qui... adesso...-
-Collaboro Lev... prendiamo i documenti, so a chi venderli e tu e io andiamo in sud America... dove vuoi tu... assieme, voglio vivere, voglio stare con te, adesso liberami...-

Penso...
Puttana, puttana...! A questo punto non so più rinunciare a te. So quanto sei infida, pericolosa, ma averti... oh... averti diventa la mia necessità più grande! MI hai drogato... cazzo! Poi... vedremo... alla prima avvisaglia ti strozzo, ti uccido...

-Liberami Lev. Ho già un programma... prenderemo una camera, no... prenderemo una suite in quell'albergo, tu e io... come una coppia di amanti, poi chiederemo di affittare una cassetta di sicurezza nel loro caveau... e lì quando saremo soli... apriremo quella della quale adesso abbiamo la chiave... ci devono essere i documenti e molti soldi... liberami Lev. Li venderemo per moltissimo... e ricominceremo tutto, da adesso... tu e io... assieme... liberami...
Liberami Lev... e portami a letto! Sono sfinita... ma ho voglia di te, della tua forza, della tua violenza...-
-Quale è l'albergo? Qui a Budapest? Dimmelo...-
-Non riusciresti mai a farmelo dire... lo sai. Non è qui... liberami... portami a letto... e domani ci andiamo assieme... davvero voglio te... ora... liberami Lev.-

Lev mi crede, mi libera, sento il sangue defluire in modo regolare nelle braccia, mi invita ad andarcene senza troppi convenevoli. Lo seguo, mi fermo sulla soglia, lancio un'occhiata a Marc, in terra ancora legato ed agonizzante, la vita lo sta abbandonando. Faccio solo un cenno di andare a Lev, devo rimanere con lui fino alla fine.
Lo slego e lui in quella semi coscienza mi guarda.
-Ti ho amato Marc- posso sentire l'odore del sangue, odore di morte. Le mie labbra sfiorano le sue.
-Ti ho amato Marc, non ho finto. Ma devo portare a termine il mio compito- lui vuole dire qualcosa, le labbra si aprono e gli occhi si dilatano.
-Shh… shhh… rimango qui con te… stai tranquillo- lo accarezzo. Mi siedo mettendo la sua testa sul mio grembo, lo bacio.
Quando Lev ritorna mi trova ancora così ma Marc ormai è andato in un posto migliore di questo.
Usciamo da lì e bruciamo tutto. Nessun superstite, nessuna traccia.

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