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To sink. Affondare... quinta parte. (di Flamerebel e Tibet )

Scritto da , il 2018-09-22, genere pulp

Quanto è vero il suo desiderio?
Non ci credo alla sua voglia, lei sta mettendo in atto le arti femminili vecchie come l'umanità, mette in campo il suo corpo.
Ed è bella! La donna più bella che mai ho avuto.
E prima? Mentre la sodomizzavo crudelmente per farle capire chi dominava l'altro? Ebbene sentivo che in sostanza lei godeva della situazione, godeva di essermi sottomessa, godeva del nostro amplesso animale.
E ora? Si leva la camicia che indossa, mostra il suo meraviglioso corpo segnato dai colpi di frusta, dagli schiaffi, dai morsi,
Il viso... le spalle, il seno non eccessivo, giusto quello per essere contenuto nelle mie mani, la vita perfetta che si allarga nella curva dei fianchi, il folto pelo nero come la tenebra che le orna il monte di Venere.
Le cosce, le gambe perfette, lunghe e tornite, la magnifica forma di quel suo culo.
Bella e bugiarda.
Bella e indomabile, ho sentito tutta la sua resistenza prima mentre la sottoponevo all'interrogatorio, non avrebbe mai ceduto completamente, sembra istruita apposta... a cedere poco alla volta un frammento, una parvenza di verità, istruita o ha una componente genetica di questo tipo.
So che è falsa, so che è pericolosa eppure la desidero, davvero vorrei che diventasse mia, solo mia.
La raggiungo, la prendo, la tiro contro il mio corpo.
Si... la desidero, sento crescere la fame di lei, voglio farla mia, farla godere oltre ogni limite, so che la sua mente è non raggiungibile ma il corpo? Il suo corpo sarà mio.
Mio.
Così, in piedi, la tengo contro di me stringendole i capelli in una stretta dolorosa per lei e le mangio la bocca, le mordo le labbra, cerco la sua lingua, la succhio in un lungo momento di passione.
L'altra mano passa veloce sul seno, ha due tette morbide e nello stesso momento plasticamente sode, le strizzo i capezzoli che le si sono inturgiditi e sembrano due piccoli lamponi, rossi eguali.
Glieli trituro con le mie dita e mi geme in bocca.
Oh... lo so. L'ho capito... ti piace il sesso feroce, che ti faccia sentire il dolore!
Vero o no, puttana?
E te ne darò, ti darò tanto di quel cazzo che alla fine rantolerai esausta. Ho intenzione di farti godere come mai nessuno ha fatto!
Le dita in fica ora, la bocca che ti succhia la lingua, dai dai...
dammelo subito il segno del tuo piacere. Fammi sentire che non sei tutta falsa, che hai dentro di te qualcosa che si rivolge a me, che mi desidera per quello che sono!
Con le dita la penetro, forte e violento, sono tre le dita che ha dentro, tre grosse dita che aprono, spingono, strofinano le pareti lisce della sua fica bagnata e il pollice che brutalizza il suo grosso clitoride, che sento duro sotto la carezza violenta.
Dai dai... cazzo! Godi!
Dammi il primo dell'infinita serie di orgasmi che voglio da te, ti prenderò in mille modi, in tutti i tuoi buchi, non smetterò fino a quando non mi pregherai di farlo e ancora non lo farò!
Ora... ora! Ti tiro la testa indietro usando i tuoi capelli, lisci e corposi, ti scopro la gola, te la mordo... ti segno. Ti metterò le mie iniziali sul corpo, ti marchierò!
Tu... sarai mia!
Volente o nolente, a costo di tenerti legata al guinzaglio.
La tua fica brucia, arde, stai eruttando lava, mi bagni la mano fino al polso e sento il tuo odore... odore di fica, speziato, mi ricorda acqua di mare e miele, ma non dolce ma salato, salato da impazzire! Dammela, voglio assaggiartela!
Ora voglio morderti la fica! Leccare e mordere, succhiarti quelle labbra, le labbra di quella altra tua bocca, bella eguale!
Ti mordo le cosce, lisce come seta, ti mordo il pube, ti mordo forte il tuo clitoride facendoti torcere dal dolore.
Oh... lo sento quanto ti piace! Mi stai inondando il viso! Sei bagnata fino alle cosce.
Dove è adesso Raissa?
Dimmelo puttana! Sei qui con me e stai godendo o sei nella tua determinata, cinica, glaciale, abituale condizione di donna impenetrabile?
Oh... no! Stai godendo ancora e per quanto brava tu possa essere a fingere... questo orgasmo è vero ed è mio!
Mio!
Ti sto palpando il culo, strizzo le tue natiche, le manipolo come fossero forme di pane lievitato, sei bella... sei davvero bella, oh... cazzo!
Ora stenditi sul letto. Ti voglio scopare. Fottere. Usarti... mi strappo di dosso i vestiti, sono nudo, guardami come ti desidero.
Mi sento forte.
A cavalcioni su di te, il cazzo ficcato nella tua bocca, una mano fra i capelli a tenerti ferma, l'altra a stringerti la gola per sentire il cazzo scoparti così!
Dai!cristo... ingoiami!
Voglio vederlo sparire il mio cazzo nella tua bocca! Spera che non ti chiuda il naso come vorrei, potrei farti morire così! Soffocarti con il cazzo!
Fra le tue tette! Queste cupole perfette che schiaccio contro le vene che scoppiano del mio cazzo! Lo struscio, lo faccio scivolare nella valle fra le tette, ci faccio cadere un filo di saliva!
Sei bella... cazzo!
Dai portiamo a buon fine questa storia e poi provo a viverti! Voglio tenerti con me... per me!
Ora ora... voglio la tua fica!
Da sopra!
Tenendoti le gambe aperte e alte. Voglio spingerlo fino a fartelo sentire nello stomaco! E ti sbatterò con tanta forza e così a lungo da farti diventare qualcosa di urlante e gemente!
E poi... nel tuo culo!
In quel buco che ora è arrossato e gonfio. Ti farò male e ne godrò e mi svuoterò dentro di te!

Poi... riprende vita, cinicamente si trasforma in gatta, miagola... striscia sul ventre, porta la bocca sul mio cazzo, lo lecca... e ci prova.
-Vero che non mi rinchiuderai nel bagagliaio? Farò per te ogni cosa... anche ora. Vuoi che ti lecchi il culo? Ogni cosa... chiedila e te la darò, lo farò... ogni...-
Vorrei crederle... vorrei fosse possibile.
La guardo mentre passa la sua lingua sul verso del cazzo, bacia il nervo che ridiventa duro.
Poi è di nuovo passione, sesso... un sesso feroce.
E' di nuovo sotto, le stringo le mani alla gola, le piace così, sento le sue spinte di risposta alle mie, poi da dietro posseduta e compressa da tutto il mio peso.
Mi da i suoi orgasmi.

Ma alla fine non cambia nulla.
Alle nove siamo davanti al Mazel Tov, è martedì... forse Marc verrà a giocare.
Mangiamo riso cinese da un cartone e beviamo acqua minerale. Guardiamo da lontano gli avventori del bar entrare ed uscire.
Aspettiamo... nel mio lavoro saper aspettare ha la massima importanza. Raissa invece è agitata.
Ci prova ancora.
-Ti prometto che farò la brava e aspetterò in macchina, puoi ammanettarmi al volante, no?-
Non rispondo.
-Mi scappa...-
Io ho sempre in macchina una bottiglia di plastica aperta e in caso di necessità piscio lì, ma lei?
Apro le due portiere e le dico di farla così. Si accovaccia... le sto vicino, la so capace di scappare. Sento il rumore. Vedo il rivolo. Mi piace... mi piace che sia lei a farla. Mi eccita.
La scoperei di nuovo. Pazzamente, nella sua fica bagnata del suo piscio, costretta con i gomiti sul cofano della macchina,
ma la situazione ci richiama alla realtà, torniamo ad aspettare.
Poi arriva.
-Eccolo... è lui! Marc!-
Altra attesa di ore. Alle mie domande risponde sillabicamente.
Marc l'ha scopata?
Lei risponde che lo chiedo perché sono geloso, cazzo... è vero! Lo sono.
Ma so che scopavano!
A chi dovevano dare i documenti e il cifrario?
Cinesi.
Balle, non smette di raccontare balle...
Per quanto?
La somma concordata è di un milione di euro.
Da dividere fra loro?
Era mia mamma che trattava, poi Marc è diventato esoso... ed è saltato tutto, i contatti persi... i documenti nella cassetta di sicurezza... altra gente che di è inserita ed è in caccia...-

-Ti scopava... cazzo... lo so che ti scopava... puttana!-

Sono le una quando la faccio accomodare nel bagagliaio, prova a fare la recalcitrante e uso un po' di persuasione, nastro adesivo sulla bocca e intorno ai polsi.
-Respira piano...- le dico- controlla il respiro... se vai in iperventilazione ci lasci la pelle... controllati. Farò prestissimo...-
-Lev? Bastardo... ti odio... ti ucciderò per questo! Ti vedrò morire contenta!-
-Si... va bene Raissa...-

Mentre aspetto fuori dal locale... penso. Che sia vera la storia della madre? Una famiglia di ricattatori e ladri? Madre, figlia e Marc l'amante di ambedue? Tutti inseriti in questa storia ? Non so più cosa pensare.

Poi la cosa si risolve.
Ho bisogno solo che l'attenzione di Marc sia distratta da qualcosa per due secondi, il tempo di avvicinarlo e colpirlo alla testa con il martello.
E' rimasta solo una macchina nel tratto di via da dove l'ho visto arrivare, la sua spero. Frantumo i vetri delle portiere di ambedue i lati, aspetto.
Lui arriva, vede i vetri frantumati per terra... impreca, si abbassa a guardare la portiera, si distrae. Mi da il tempo di raggiungerlo con due passi dall'angolo buio fra le due case. Lo colpisco forte, non mi interessa quanto, lui è già morto nelle mie intenzioni.
Lo butto nella sua macchina, raggiungo la mia, mi porto con la vettura a fianco della sua, lo prendo e lo scarico nel bagagliaio a far compagnia a Raissa.
Amaramente, rabbiosamente penso che ho riunito una coppia.
L'esperienza mi insegna che nessuno è privo di un punto debole, che lo espone.
Lui... il gioco.
Io? Forse Raissa? Quella puttana mi ha preso la mente.
Li porto a casa. Nella cantina.
Lui finisce legato alla catena, le braccia da alzare dopo sopra la testa ma prima lo spoglio nudo, ha il viso tutto insanguinato, le ferite sulla testa sgorgano sangue.
Lei ammanettata nuovamente alla canna dell'acqua. Le tolgo il nastro che ha sulla bocca, la sua voce distorta dalla rabbia e dalla paura ripete come litania quanto io sia bastardo, un animale feroce, un depravato folle.
Si si... rispondo... ma intanto vuole dirmi qualcosa prima che sia Marc a rivelarmelo? E davvero lo vuole ancora uccidere?
Si che lo vuole! Ribatte inferocita. Le dico di sfogarsi adesso perché appena Marc riprenderà i sensi tornerà ad essere imbavagliata.
Aspetto.
Lui dovrà dirmi come stanno le cose... lui ha i documenti? O ha la chiave di questa cassetta? Chi sono i compratori? Quanto valgono?
Poi... sparirà dalla scena, intanto gli tiro un calcio nei coglioni, per via della sua storia con Raissa.

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