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To sink. Affondare... epilogo. (di Flamerebel e Tibet )

Scritto da , il 2018-10-01, genere pulp

Quale è il demone che ti rincorre, Raissa?
Ti guardo nuda accanto a me, nel sonno i tuoi lineamenti si sono ammorbiditi, qui, ora... sei innocente.
Sei bella. Metto una mano sotto il tuo seno e ascolto la voce del tuo cuore, non mi rassicura.
Sto giocando una mano perdente, si... ho le carte sbagliate, io che non posso più fare a meno di te mentre tu lo puoi.
Raccontami del tuo demone... Raissa e io ti dirò dei miei, raccontami come e quanto ti hanno condizionato, quanto poco hanno lasciato nella donna che sei ora della ragazza che eri ... e io ti dirò della mia vita.
Sei bella Raissa.
Mi stendo al tuo fianco, mi addormento.

Ora è tutto facile, mi dice che si tratta dell'Hotel Budapest solo quando siamo in macchina, un vecchio ex lussuoso hotel storico ancora legato come aspetto esterno al periodo asburgico, diventato poi sede e domicilio dei funzionari russi durante l'occupazione comunista, ecco il perché del caveau blindato, ci mettevano al sicuro i loro documenti.
Chiedo una stanza, no... dice Raissa... voglio una suite all'ultimo piano, è libera la 721? Si? Vogliamo quella.
C'è stata una volta in passato, mi spiega guardandomi, con chi, chiedo. Un russo...
Poi ancora al portiere... vogliamo affittare una cassetta di sicurezza e formuliamo il modulo. Ci da una chiave simile a quella che già abbiamo.
Un addetto ci accompagna, apre la porta blindata, ci apre la cassetta... esce.
Un momento di tensione quando apriamo quella di Aleksja, ci saranno i documenti? Il denaro?
C'è una busta consistente e mazzetti di banconote! Raissa dà un occhiata veloce e fa un cenno d'assenso.
Si... sono i documenti, la corsa è finita!

-Dobbiamo festeggiare, Lev!-

Passando ordiniamo una bottiglia di vodka Imperia Luxury, dello spumante della Crimea, caviale e salmone, tartine.
In stanza...

-Ti lasci scopare da me, cavernicolo? Adoro come mi prendi, adoro il dolore che sai darmi, la tua violenza ma adesso voglio farti provare Raissa la puttana... quella che scopava nel bordello... vuoi?-

Mi spoglia... mi fa stendere sul letto e lei nuda si mette fra le mie gambe aperte.

-Ora Raissa adorerà il tuo cazzo... te lo farò innalzare duro, grosso e dritto come un totem, ora sei tu ad essere mio...-

Coinvolto? Di più... ho la necessità di inarcare il mio corpo come un arco mentre la sua lingua sapiente mi lecca dalla radice alla punta del mio cazzo. Ma che lingua ha? Lunghissima... bagnata, calda! E i suoi denti di perla quando li strofina sul glande? E mi morde forte sotto la corona? Ora sono io a gemere dal piacere!

-Mordimi... cazzo, segnami!!!-

Urlo sotto tensione, mentre ora sta prendendomi in gola, la sua mano tiene forte la base, la stringe per aumentare la tensione venosa del cazzo! E' esperta, lo fa vedere senza più nascondersi.
Ora i suoi movimenti si sono accentuati. Insiste e mi trattiene completamente nella sua gola. La cosa che più mi eccita? Che abbia sempre gli occhi incollati ai miei.

-Non voglio venire così! Scopami! Prendimi dentro!-

Si alza... mi scavalca, ora è sopra di me in piedi, si tocca... mi fa vedere la sua splendida fica... l'apre si tocca.

-La vuoi? Dimmi Lev... quanto mi desideri! Dillo alla tua Raissa...-
-Puttana! Scopami... cazzo! Prendimi dentro...!-

Si abbassa sulle ginocchia fino ad arrivare a contatto con me... prende il cazzo a due mani e se lo passa lungamente sul solco, sul perineo, contro il clitoride. Ora si strofina forte sulla verga, mi bagna... sento il suo calore.

-Prendimi dentro!-

Lo punta... si abbassa sento che vinco la prima resistenza nella penetrazione. Sono dentro! Si alza... e ricade, continua... e poi si strofina sul mio pelo... mi cavalca forte e smette... si strofina.

-Ora... sarò io a farti male, un male piacevole... vedrai.-

La vedo, la sento, accosta le labbra al mio capezzolo, lo succhia... è un mio punto sensibile quello, me lo fa diventare grosso, corposo, mi morde! Sento il dolore e cresce il piacere, non posso più resisterle e vengo... urlando, dentro di lei.
So, sento che ora è lei a dedicarsi a me, rimanda i suoi di orgasmi per curare i miei.

Poi ancora con me disteso... lei che mi fa risorgere.
Ma ora è diversa, i suoi movimenti sono diversi, la sua bocca è morbida, strofina lungamente il seno sul mio petto, le sue mani mi accarezzano... passano leggere e curiose sulle mie spalle, sul petto, sulle cicatrici...
E straordinariamente sento che sta piangendo.. sento le sue lacrime sul corpo, sul viso, le bevo... sono bagnate, salate...

-Ora Raissa ti fa l'amore, Lev... -

E riesce a scardinare la mia corazza! La sento ora vicina, non più quella algida bellezza che mi ha sempre mostrato ma lei donna, lei persona con sentimenti e forse amore. Forse...
Ora percorriamo assieme il cammino verso il piacere e l'orgasmo ci prende ambedue e diventa divino.
Poi si addormenta e la guardo lungamente, rifletto... e dopo mi assopisco.
Al mio risveglio la trovo seduta nuda sulla poltrona... sulle gambe accavallate è posata una automatica con silenziatore.

-Allora Lev... ti è piaciuta Raissa la puttana? Quella che si vendeva nei bordelli? Sono brava, vero? Oppure Raissa sentimentale e sdolcinata? Quale sarà la vera Raissa, Lev? Una o l'altra? Sono in antitesi, no?-

Guardo la pistola, mi sto chiedendo da dove viene.

-La pistola Lev? Lo sai il tuo limite? Che sei un dilettante, che non sa programmare, pensare a cosa fare un attimo dopo del tuo presente, sei limitato...-
-C'è un perché Raissa? Qualcosa che possa capire?-
-No... o forse si? Mi fa paura il futuro con te, penso ai giorni senza scopo, mi mancherebbe troppo quello che io vivo da sempre, ecco... senza la mia certezza... io affonderei... no, non so affrontare una vita diversa da quella che è stata programmata per me.
Mi sento affondare... Lev! To sink! Vuoi sapere della pistola? L'ho messa da tempo qui pronta per essere usata, sopra l'armadio, anche con te ho previsto tutto...-
-Ti hanno programmata Raissa! Ribellati a questo... To Sink è una forma coercitiva di condizionamento? Reagisci! Abbiamo un futuro... il destino ce lo deve!-
-Mentre ti facevo l'amore Lev... avevo pensato ad una alternativa, una proposta... a te il denaro e per me i documenti, insomma... lasciarti vivere, ma non funziona, tu vuoi me... tu vuoi Raissa... saresti un pericolo...-

In un attimo rivedo la mia vita, era vuota e tu... Raissa me l'hai riempita e mi hai dato un motivo di vivere. Ma ora tutto è solo una chimera, una illusione, qualcosa che non è mai esistito.
Porto la mano sotto il cuscino, è da sempre che ho questa fobia, essere sorpreso senza difesa e metto la calibro 22 sotto il cuscino, quella che porto abitualmente in una fondina sul polpaccio.

Spariamo ambedue nello stesso attimo, moriamo ambedue nello stesso momento.
To Sink.

Il mio respiro fuso con il suo, il mio corpo ondeggia su di lui, danziamo all'unisono rincorrendo qualcosa che si dissolve nell'aria come nebbia. L'alba, luce nascente, filtra nel vetro, come diamante si irradia nella stanza.
Mi chiedo: come fa il sole a risorgere sempre? Il piano è giunto al termine con perfezione strategica. Tutto programmato dal primo giorno, tutto è andato come doveva andare. Ora non resta che far sparire tutto. Financo l’ultimo superstite.
Lev ormai è sveglio. Speravo che non lo fosse, mi ha reso il lavoro difficile. Perché trovo difficile ucciderlo? Dormiva, avevo il tempo di freddarlo, eppure non ci sono riuscita. Cazzo... Lev è così difficile, ma devo! Non rendermi tutto difficile, non guardarmi, non parlarmi.
Gli ho mostrato il lato più freddo, quello professionale. Gli ho mostrato il killer.
Sto affondando nel petrolio, nero e lercio, non respiro e mi dibatto. Ti guardo. Due spari. Ti vedo cadere… e io… io… ho la mano sporca di sangue. Sono in ginocchio e la vita mi passa davanti, rincorro pensieri felici e mi accascio a terra. Sangue. Tanto sangue. Ho freddo.
E il mio respiro è pesante, i miei occhi sono pieni di lacrime. La vita mi sta abbandonando, la sento scivolare via. Abbiamo perso... Lev, siamo stati marionette in un teatro di cartapesta. Ma di una cosa sono certa.
Ho fatto l’amore con te…

****
Notine di Flame (Tibet non dimenticarti di metterle! :P)
Onorata di aver collaborato a To Sink. L'idea e lo svolgimento sono state tutte del Maestro. Mi ha guidata ed incoraggiata in questo percorso insidioso. Davvero in alcuni tratti mi è parso di affondare ma Tibet è riuscito a mantenere la baracca intatta. Sei un grande. Grazie.
E grazie a voi tutti che avete seguito la storia, i complimenti lasciateli a lui se li merita.
Baci Flame. ;)

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Tocca a me, Tibet.
Lieto ed orgoglioso di aver scritto questa storia con te, Flame.
Siamo arrivati alla fine con sollievo, non è vero? Ma soddisfatti
della cosa compiuta.
No... come ho detto in altra occasione merita lei i complimenti, credetemi.
Grazie a te.

Tibet.

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