Un regalo per te

scritto il 2026-10-23 tempo di lettura 10 min

di
genere
trio
cura
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*Un regalo per
te**

Ciao a tutti i lettori.

Mi chiamo Luca e sto per raccontarvi una mia esperienza capitata circa vent'anni fa.

Per lavoro mi trovavo tra il Lazio e l'Abruzzo. Nella squadra avevo un collega più grande di me, di nome Sergio.

Arrivati nel paese in cui avremmo dovuto lavorare, andammo a prenotare le camere per pernottare durante i cinque giorni lavorativi. Sergio mi prese in disparte e mi propose di condividere una camera, perché aveva bisogno di parlare con qualcuno. Accettai senza obiettare.

La sera, dopo essere tornati dal cantiere, ci rifugiammo subito in camera per rilassarci e prepararci per andare a cena. Chiesi a Sergio di fare per primo la doccia, perché dovevo chiamare i miei figli; altrimenti, se fosse passato troppo tempo, la mia ex moglie non me li avrebbe più fatti sentire.

Sergio finì di fare la doccia ed entrai io. Mentre mi spogliavo, lo sentivo parlare al telefono con la moglie. Era bello ascoltare una coppia ancora innamorata dopo tanti anni di matrimonio.

Quella sera, a cena, Sergio mi disse che il sabato successivo sua moglie avrebbe compiuto quarantacinque anni e che voleva regalarle qualcosa di speciale, ma non aggiunse altro.

La settimana trascorse tranquillamente e, mercoledì sera, Sergio mi chiese se il sabato sarei andato a festeggiare il compleanno insieme a lui e a sua moglie. Accettai, anche perché non avevo impegni, visto che i miei figli erano partiti per la settimana bianca.

Quella sera, in camera, Sergio mi confessò una cosa che mi lasciò di ghiaccio. Mi disse che lui e sua moglie, mentre facevano sesso, immaginavano la presenza di un altro uomo. Mi raccontò che sua moglie si eccitava tantissimo quando lui le sussurrava all'orecchio che voleva vederla con un altro cazzo in bocca.

Mentre lo ascoltavo, cominciai a eccitarmi, fino a raggiungere un'erezione completa. Dissi a Sergio che il suo racconto mi aveva fatto eccitare. Lui mi chiese di fargli vedere se fosse vero.

Tirai fuori il mio cazzo da sotto il lenzuolo. Sergio spalancò gli occhi e mi disse che avevo un bel cazzo, molto più grosso del suo. A quel punto mi chiese se volessi aiutarlo a realizzare la fantasia che condivideva con sua moglie.

Ero lusingato dalla proposta, ma Sergio mi spiegò che sua moglie non sapeva ancora nulla: stava organizzando tutto lui.

Il giorno dopo, durante la pausa pranzo, Sergio mi disse che aveva chiesto a sua moglie se potevano ospitarmi per quel fine settimana. Le aveva spiegato che mi ero appena separato e che, in quel periodo, non sapevo dove sistemarmi. Sua moglie aveva accettato.

Arrivò il venerdì e ci mettemmo in viaggio verso la Puglia. Durante il tragitto, Sergio continuava a raccomandarmi di andarci piano, viste le dimensioni del mio cazzo, naturalmente soltanto nel caso in cui sua moglie si fosse convinta a realizzare la fantasia che avevano in comune.

Arrivammo a casa e sua moglie venne ad aprirci la porta.

Rimasi di stucco. Davanti a me c'era una donna splendida, minuta, proprio come piaceva a me, con un fisico da adolescente e un culo da far perdere la testa a Rocco Siffredi.

Si chiamava Luana.

Mi fece entrare. Aveva uno sguardo indagatore, ma allo stesso tempo trasmetteva sicurezza e fragilità. Si presentò con un sorriso abbagliante.

Aveva già preparato la cena, ma le chiesi gentilmente se potevo fare una doccia, visto che durante il viaggio in macchina avevo sudato parecchio.

Mi indicò il bagno al piano superiore. Lasciai le valigie, presi il necessario per rendermi presentabile a tavola e salii a fare la doccia.

Quando ebbi finito, mi accorsi di non aver portato con me l'accappatoio. Chiamai Sergio e gli chiesi se poteva farmelo avere.

Avevo lasciato appositamente la porta socchiusa, in modo che, se Luana fosse salita le scale, la prima cosa che avrebbe visto sarebbe stata me nudo.

Sergio diede quindi a sua moglie l'accappatoio, chiedendole di portarmelo.

Salendo le scale, Luana mi vide nudo mentre aspettavo, facendo finta di nulla. Quando arrivò alla porta, mi chiamò. Mi voltai verso di lei e la vidi tutta rossa in viso.

Dentro di me ero contento: ero riuscito a darle un'idea di quello che avevo in mezzo alle gambe.

Luana tornò in cucina da Sergio ancora scossa. Il marito se ne accorse e le chiese se andasse tutto bene, domandandole se avesse visto qualcosa che l'avesse turbata.

Lei gli rispose che era tutto a posto.

Scesi e mi misi a tavola con loro. La cena era meravigliosa, buonissima. Feci tantissimi complimenti a Luana. Lei mi guardava con occhi dolci e mi chiedeva se avessi mai mangiato quelle prelibatezze.

Ovviamente le risposi che era la migliore cuoca che avessi mai conosciuto.

Si era fatto tardi e così decidemmo di andare a dormire. Le camere erano una accanto all'altra.

Dopo circa un'ora, cominciai a sentire dei mugolii. Sicuramente stavano scopando. Decisi di alzarmi e di mettermi accanto alla loro porta, visto che dovevo aspettare il segnale che avevo concordato con Sergio.

Mi affacciai e vidi che scopavano alla pecorina. Luana aveva la testa rivolta verso la testata del letto, mentre Sergio era di spalle alla porta. Sentivo lui che le chiedeva se, chiamandomi, sarebbe stata pronta.
Lei rispondeva che non era ancora pronta.

Sergio si tolse da dietro e si mise davanti a lei. Luana lo prese in bocca e, mentre lui la scopava con la bocca, continuava a ripeterle che, se fossi stato lì, l'avrei scopata allo stesso modo. Lei gemeva.
Sergio le mise due dita nella fica e Luana si staccò per un attimo dal suo cazzo, dicendo:

«Ha un cazzo grosso! L'ho visto mentre gli portavo l'accappatoio».

Sergio le disse che me l'aveva già visto in albergo e che avrebbe voluto vederlo dentro la sua fica.

Luana riprese a fare un pompino al marito.
Sergio le disse che era pronta e mi fece cenno con la mano di entrare.

Entrai piano piano e arrivai dietro di lei, mentre Sergio le teneva la testa premuta contro il suo cazzo. Allungai la mano per toccarle il culo. Luana sobbalzò e si girò a guardarmi, poi guardò il marito e disse:

«Amore, lo faccio per te».

Sergio le rispose che anche lui lo faceva anche per lei.
Mi posizionai dietro Luana e cominciai a baciarla e ad accarezzarla.

Le passai la lingua tra le grandi labbra, mentre con la mano la accarezzavo più in basso, toccandole il clitoride. La sentii tremare. Poi aggiunsi un altro dito.
Posizionai il mio cazzo in modo da sfiorarle il clitoride, facendolo scorrere fino alle grandi labbra. Continuai così finché non sentii Luana sussurrarmi:

«Dai, entra, fai piano.
Io ho avuto solo mio marito».

Sergio, ormai eccitato, disse con voce roca: «Dai, sfonda! L'ho preparata ed è molto bagnata. Fammi sentire come gode, falla venire come non ha mai fatto».

Quando affondai, effettivamente non feci molta fatica. Era stretta, ma ero riuscito a entrare per metà. Poi mi fermai quando sentii l'utero e avvertii Luana ritrarsi. Perciò procedetti piano, finché non sentii di essermi fatto strada.

Dopo poco ero entrato completamente. Luana mugolava e parlava sottovoce con Sergio, mentre stava raggiungendo l'orgasmo, quasi vergognandosi di lasciarsi andare.
Cominciai con un movimento ritmico.

Sergio era venuto in bocca a Luana, cosa che lei non faceva quasi mai. Quasi incredulo, Sergio vide che Luana ingoiò tutto senza avere conati, come invece le succedeva spesso nelle rare occasioni in cui lo faceva.

Quella scena lo eccitò a tal punto che mi chiese di scambiare le posizioni: voleva vedere che effetto facesse a Luana avere in bocca un cazzo come il mio.

Appena Luana se lo trovò davanti, lo prese subito in mano ed esclamò: «Mamma mia, ci vogliono due mani per tenerlo!». Poi cominciò a leccarlo tutto.

Provò a metterlo in bocca e, piano piano, ci riuscì. Sergio la invitava a prenderlo fino in gola e Luana cercava di assecondarlo, facendo del suo meglio.

Nel frattempo, Sergio leccava la fica e l'ano di Luana. Avevo capito le sue intenzioni: voleva prenderla da dietro.
Cioè, incularla.

Dopo poco, Luana, senza mollare il mio cazzo, emise un mugolio. Lì capii che Sergio stava inculando la moglie. Quando le entrò dentro, Luana spalancò la bocca il più possibile e io, per evitare che mollasse, le tenni la nuca premuta, anche perché stavo venendo.

Luana se ne accorse e cominciò a fare su e giù più forte. Anche mentre Sergio le penetrava il culo, lei non si staccò dal mio cazzo, facendomi venire nella sua bocca.

Mi liberai di tutta l'astinenza accumulata durante la settimana.

Luana non era abituata a una quantità così abbondante di sperma e, nonostante cercasse di ingoiarlo, non riusciva a farcela.

Le finì sul viso, sugli occhi e sui capelli. Senza mollare il cazzo, Luana continuava a maneggiarlo con entrambe le mani, esclamando: «Ma quanto ce n'hai?».

Nel frattempo, Sergio era venuto nel suo culo. Luana, però, era così presa da quello che era appena successo con me che non si accorse nemmeno dell'orgasmo del marito.

Poi mi chiese se, a quel punto, mi si sarebbe ammosciato. Le risposi che dipendeva da lei.

Luana era travolta dalle emozioni. Mi chiese che cosa volessi che facesse per me.

Le dissi che mi sarebbe bastato vedere la sua voglia: mi bastava poco per mantenermi eccitato.

Luana mi disse: «Vorrei provare te e mio marito insieme, ma ho paura che mi farai male».

Sergio, dopo essersi rinfrescato, rientrò in camera e ci portò una bevanda energetica.

Io ero abituato a farne sempre due, mentre Sergio, per l'occasione, prese la pillola blu, sapendo che sarebbe stata una nottata come non ne aveva mai vissute.

Poco dopo, Luana ricominciò a maneggiare il mio cazzo, leccando sia il mio sia quello di Sergio, facendoci un pompino ad entrambi.
In poco tempo, eravamo di nuovo entrambi duri. Luana era contenta di avere quei due cazzi tra le mani.

Sergio mi disse che si sarebbe posizionato sotto e io sopra. Chiesi a Luana se per lei andasse bene. Mi rispose di sì, ma si raccomandò di essere delicato.

Iniziammo con la doppia penetrazione. Luana si mise sopra Sergio, mentre io mi posizionai dietro di lei e, mentre lei cavalcava suo marito, le leccavo l'ano.

Luana era ormai vicina all'orgasmo. Mentre stava provando piacere, mi avvicinai ulteriormente e procedetti con delicatezza, senza forzare. Entrai con la cappella, Luana era ferma, aspettava la penetrazione, mentre Sergio continuava a muoversi.
Entrai dentro con metà cazzo, Luana grondava di umori, Sergio e il letto era bagnato.
Luana gridò a Sergio che stava impazzendo e che stava godendo tantissimo.
Luana era strettissima, in poco tempo io e Sergio venimmo contemporaneamente.
Scaricammo dentro Luana tutto lo sperma che ci era rimasta nelle palle, con Luana che era stravolta, ma contentissima dalla situazione.

La tensione era fortissima e tutti e tre eravamo consapevoli che stavamo vivendo qualcosa che fino a quel momento era rimasto soltanto una fantasia.
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