Il sonno di una madre . 1a parte
scritto il 2026-10-07 tempo di lettura 17 min
di
Gio70
genere
incesti
cura
B−
Sono le cinque del mattino di una domenica qualsiasi di inizio primavera. Fra qualche minuto la sveglia suonerà e mio marito, come tutte le domeniche mattina, uscirà per la sua corsa, almeno lui dice così, e non rientrerà prima delle nove e trenta. Fino a qualche anno fa si sarebbe comunque svegliato alla stessa ora e mi avrebbe svegliato abbracciandomi e facendomi sentire il suo desiderio poggiato alla mia coscia o al mio sedere. Le sue mani mi avrebbero afferrato le mammelle e me le avrebbero strette provocandomi un brivido di piacere quasi sempre ma a volte anche un po di dolce dolore. Poi mi avrebbe presa riempiendo la mia intimità con la sua virilità e non si sarebbe fermato se non dopo aver goduto e fatto godere me per almeno tre volte!! Diciamo che avremmo fatto le sette e mezza scopando divinamente per oltre due ore minimo.
Ora invece sveglia anche me ma solo perché gli prepari il caffè e, se tutto va bene, mi saluta con un bacio appena accennato sulle labbra. Mi chiamo Alessia, mio marito Gabriele: ho quarantasette anni e lui sta per compiere i cinquantasei. La nostra intimità ormai la conto sulle dita di una mano e spesso sono io a provocarlo pesantemente perché dentro di me ho ancora fame di lui e, più in generale, di sano sesso coniugale. Ma come aveva profetizzato la mia cara mamma, dieci anni di differenza si sarebbero fatti sentire prima o poi e aveva ragione. Io sono molto timida, quasi riservata, ma con lui non mi sono mai tirata indietro o sottratta alle sue voglie che spessissimo erano anche le mie: mi piace sentire il suo cazzo in bocca e bere il suo piacere, mi piace accarezzarlo e farmi accarezzare, il mio secondo canale è da sempre a sua disposizione e, nonostante la mia non più giovane età, sono ancora piacente e me ne accorgo quando esco e vedo gli sguardi compiaciuti di quanti incontro lungo la mia strada.
Quello che penso e di cui mi vado convincendo sempre di più è che ormai la nostra unione sia sempre più simile ad una convivenza tra fratello e sorella anche se, anche tra fratello e sorella, se lasciati soli, sicuramente qualcosa accadrebbe, sessualmente parlando, più spesso di quanto non sta accadendo oramai da troppo tempo tra me e mio marito.
Tutta questa situazione dovrebbe buttarmi giù fin quasi ad arrivare ad un esaurimento nervoso ma per fortuna da qualche settimana quasi provo piacere quando sento la porta chiudersi dietro le spalle di mio marito e rientro in camera da letto per stendermi di nuovo: in casa c'è un altro uomo che, al contrario di mio marito, ha iniziato una specie di corteggiamento verso di me approfittando proprio di queste ore del mattino della domenica durante le quali in casa non ci sono altri che io e lui. Il mio diciottenne figlio Andrea.
Anche lui è, come me, molto riservato e timido, sempre occhi bassi, poche parole, studioso come pochi, sta dando a noi genitori molte soddisfazioni per i suoi risultati, prima al liceo, da pochi mesi all'università. Al contrario dei suoi molti amici, non ha voluto scegliere di andar via da casa per frequentare l'università ma si è iscritto ad una facoltà che sta solo a qualche decina di chilometri da casa ed io adesso benedico questa scelta.
Come ho già detto sono molto timida ma certamente non sono ingenua.
Già da qualche settimana mi sono resa conto che alle cinque del mattino non siamo solo io e Gabriele a svegliarci ma anche Andrea e, anche lui, non vede l'ora che il padre esca di casa. Mi da il tempo di tornare a letto e poco dopo, di soppiatto, entra in camera mia e, credendo che io dorma, rimane lì in piedi a fianco al letto per guardarmi, ammirarmi e, sono certa ormai, desiderarmi non come un figlio ma come un maschio!
Le prime volte mi sono sentita molto a disagio e, proprio per la mia timidezza, non mi sono ribellata alla cosa, ma poi con il passare dei giorni, dopo aver trascorso notti insonni per trovare la forza di dargli gli schiaffi che meritava, qualcosa dentro di me mi ha prima convinta a lasciar perdere la giusta violenza materna, poi ho iniziato a provare un dolce dolore alla bocca dello stomaco e, devo essere sincera, anche al mio basso ventre, che mi ha fatto desiderare di continuare questo gioco che mi sta dando un piacere profondo, peccaminoso che molto mi turba ma anche molto mi appaga. Ormai desidero che ogni mattina sia una domenica mattina.... e, per me ormai, il passare dei giorni è un piccolo supplizio che si apre al piacere solo una volta a settimana. Le mie sono certezze che però non hanno ancora nessun riscontro visivo e di fatto. In quei momenti io, facendo finta di dormire, rimango ad occhi chiusi per cui le mie sono solo sensazioni: avverto la porta che si apre lentamente, poi sento che qualcuno entra nella stanza con fare molto circospetto, poi solo dopo diversi secondi lo sento girare attorno al talamo per venire al mio fianco e dai fruscii che ascolto, credo si abbassi i pantaloni del pigiama e inizi a toccarsi fino a che il mio udito non avverte il respiro del ragazzo farsi affannoso per poi lentamente quietarsi, infine avverto che lui piano piano ritorna a girare attorno al letto fino ad usciere dalla camera al chiudersi della porta. Solo allora riapro gli occhi mentre la mia mano inizia a carezzare la mia figa che è già umida, meglio dire bagnata fino allo sconquasso dell'orgasmo. Il mio sguardo vaga allora per la stanza per trovare una sola traccia di quanto so che è accaduto ma le uniche tracce sono le mie dita bagnate e spesso la chiazza del mio piacere sul lenzuolo del letto. A volte penso di aver solo sognato! Ma la cosa è reale, almeno spero!
Intanto quasi in modo inconsapevole durante queste ultime settimane ho abbandonato l'uso del pigiama per tornare ad indossare dei vecchi baby doll sopra delle mutandine che nel corso dei giorni sono diventate degli slippini.
Stamattina ho bevuto anche io il caffè insieme a Gabriele per cui quando torno in camera sono certa di non addormentarmi e, prima di stendermi di nuovo, mi specchio per vedere come sto: certamente i capelli non sono a posto, il trucco è inesistente ma il baby doll fa la sua bella figura e le mie gambe, seppur con qualche segno del tempo che passa, sono ancora belle da guardare, poi, sollevando l'orlo del corto indumento, lo slip semitrasparente disegna molto bene la mia già umida intimità. Però, stesa di nuovo a letto, la mia timidezza mi porta a coprirmi con il lenzuolo così da vanificare lo spettacolo per gli occhi di chi sta per varcare la soglia della mia camera. Solo un cosa riesco a mettere in pratica stamattina: mi giro su un fianco dando la faccia alla parte esterna del letto e lascio fuori dal lenzuolo un braccio con il palmo della mano rivolto quasi verso l'alto.
Devo aspettare alcuni minuti prima di avvertire il rumore della maniglia della porta che si abbassa... il lento cigolio che sento mi fa capire che, come ogni domenica mattina, Andrea è entrato in camera. Come fa di solito, prima vuole rendersi conto se sono addormentata poi, lentamente fa il giro del letto per mettersi accanto a me.
Non avverto il fruscio del pigiama: forse deve semplicemente aver abbassato l'elastico dei pantaloni.. no vedo ma così dovrebbe essere... ma ecco poco dopo avverto una leggerissima carezza sul palmo della mano come se qualcosa lo sfiorasse. Non ho il coraggio di stringere le dita per afferrare quanto mi sta a pochi millimetri, ma sono certa che qualcosa si è avvicinato moltissimo alla mia mano. Poi nulla per alcuni istanti fino a che il mio naso avverte un odore nuovo molto vicino ad esso e le mie labbra avvertono chiaramente un qualcosa di caldo che si è avvicinato alla mia bocca e che lentamente va verso la guancia esposta del mio viso risalendo quasi fino agli occhi per poi tornare giù. Non avverto nessuno sfioramento sulla pelle della mia faccia ma mi pare che Andrea mi voglia accarezzare senza averne il coraggio: ma non è una carezza quella che trasmette il calore sulla mia pelle. Ho già detto che sono timida ma ho una certa esperienza e sia l'odore che mi solletica il naso sia il calore che sento sulla pelle e molto di più sulle labbra devono per forza essere quello che emana dall'uccello di mio figlio!! Il movimento si ripete più volte e la mia bocca quasi in automatico pare voglia aprirsi come segno di accoglienza ma la mia timidezza impedisce anche questo.
Ho la figa bagnata e faccio fatica a stare ferma mentre il mio istinto di femmina vorrebbe andare a vedere se quello che provo è realtà o solo un mio sogno immaginario.
Adesso avverto sulla pelle quasi un aria che si smuove leggermente ed è persistente, anzi va piano piano aumentando..... Poi improvvisamente un respiro quasi soffocato e più niente se non la netta sensazione di aver ricevuto sul palmo della mano un qualcosa di umido, forse una goccia di sudore caduta dalla fronte di Andrea. Faccio una fatica enorme a rimanere ancora come se dormissi profondamente. Come accade ormai da tempo, avverto la presenza che si allontana e la porta chiudersi. Rimango immobile per altri lunghi secondi per essere certa che nessuno sia in stanza con me e quando riapro gli occhi immediatamente verifico che c'è qualcosa sul palmo della mia mano. La vista è più che sufficiente a capire che quella è una perla di sborra di mio figlio: sono troppo eccitata per non decidere di assaggiare con la bocca: quasi fosse una goccia di vino eccelso avvicino la mia mano alle labbra e risucchio in bocca il liquido che immediatamente assaporo con lussuria. E' sborra ed è quella di Andrea!!
L'orgasmo mi travolge mentre la lingua vellica le labbra della mia bocca e la mia mano sotto le lenzuola ha appena iniziato ad accarezzare il mio fiore carnoso ed umido.
E' evidente che stavolta, forse inavvertitamente, Andrea ha fatto cadere una goccia del suo piacere dal fazzoletto che, è evidente, ha già usato già le altre altre volte.
Una cosa è certa: adesso ho la prova inconfutabile che non ho mai sognato in queste settimane e che mio figlio, forse con una buona dose di depravazione, mi desidera non come un figlio ma come un giovane maschio di fronte ad una ancora piacente femmina.
Mentre penso queste cose la mia mano affoga tra le mie cosce e di nuovo ho un potentissimo orgasmo che mi travolge fino quasi a sfinirmi tanto che, alle nove passate, Gabriele mi trova a letto quasi ancora addormentata. Se invece di guardarmi con uno stupido stupore, si stendesse accanto a me e mi prendesse, nonostante gli orgasmi appena provati, sarei molto felice di accoglierlo tra le mie cosce. Ma invece nulla!!
Dopo la doccia mi sento come una ragazzina che deve vedere il suo amorino e vuole far colpo su di lui per cui niente tuta da casa ma un bel grembiule abbottonato sul davanti e legato alla vita da una cinta di stoffa, sotto solo il perizoma e metto anche le calze autoreggenti. Poi invece delle solite e lise pantofole da casa metto ai piedi una pantofola nuova con un bel tacco. Voglio proprio vedere la faccia di Andrea perché so già che quella di Gabriele non avrà nessuna reazione.
Ad ogni passo che faccio, ogni volta che mi piego in cucina, insomma mentre mi nuovo per casa, sento i miei capezzoli, liberi da ogni costrizione, strusciarsi sulla stoffa del grembiule e le mie mammelle, dato che i primi bottoni del grembiule non sono nelle asole, si muovono libere, deformano in mio busto con ondulazioni apprezzabili.
Come previsto Gabriele pare non apprezzare mentre Andrea non ha occhi che per me. Sento la carezza del suo sguardo che percorre tutto il mio corpo mentre non riesce a staccare gli occhi dalle mie forme. Ho continuamente brividi di piacere!
A pranzo il suo sguardo si infila dentro la scollatura del grembiule mentre sono chinata a riempire il suo piatto e anche Gabriele, stranamente, non si lascia sfuggire l'occasione. Poi mio marito, mentre mangiamo, ci comunica che per il prossimo fine settimana lui sarà fuori per motivi di lavoro. Partirà già venerdì per tornare solo martedì sera. La notizia mi provoca una contrazione dei muscoli della figa che irradia calore in tutto il mio corpo. Questa settimana dovrò lavorare perché il prossimo week end sia quello giusto. Ma nella mia testa le idee combattono violentemente: ho troppi dubbi e troppe incertezze che mi impediscono di assaporare pienamente la notizia.
Anche Andrea ha la sua novità: in settimana porterà a casa una sua collega di università per completare un lavoro di ricerca che sta facendo in vista di un esame importante.
“Finalmente porti a casa una ragazza!!! Era ora!!!” gongola Gabriele pensando che questa sia la volta buona a che Andrea si faccia una ragazza.... in tutti i sensi!!
“Papà la tua esaltazione è fuori posto! Grazia è solo una collega di studi e nemmeno tanto bella!!” lo dice come a voler rassicurare me, perché forse ha capito che io non sono affatto entusiasta della novella!!
Infatti le sue parole stavano per abbattere il castello che, a fatica, stavo cercando di mettere su. Già sono piena di dubbi, ci mancava ora il fatto che avrei dovuta sopportare anche sentire dei sospiri provenire dalla camera da letto di Andrea!
Se la notte porta consiglio a me invece ha portato solo incubi.... già da domenica sera i miei pensieri vagano in libertà e non riesco a pensare a come un figlio ed una madre possano guardarsi mentre consumano il più classico degli incesti. Nei miei sogni mi vedo che lo accolgo tra le mie gambe ma ogni volta che nel sogno provo ad aprire gli occhi per guardarlo in volto, mi sveglio di soprassalto quasi sudata e con affanno. Per non parlare poi delle parole che dovrebbero essere dette in quei momenti: mi arrovello il cervello a pensare quali potrebbero essere quelle giuste!! E poi, come potrà cambiare il nostro rapporto umano: sarò sempre sua madre con il rispetto che merita una madre o sarò considerata alla stregua di una puttana a cui chiedere ogni tipo di soddisfazioni?
Questi solo alcuni dei dubbi che la notte porta con se!
Ma poi arriva la luce del giorno e il ricordo di quella perla di sperma caduta sul palmo della mia mano che ho fatto mia completamente gustandone il sapore aspro e dolce allo stesso tempo, mi fanno comportare come una adolescente che cerca di attirare a se il suo ragazzo: sto rispolverando tutti i modi di vestire sexy che ho ancora nell'armadio e che ho usato per tenere sveglio l'interessi di mio marito fino a quando questo interesse c'è stato. Gonne corte, magliette finissime, grembiulini provocanti... e anche nei gesti mi sto adeguando. Vado in camera sua mentre studia per chiedergli se ha bisogno di qualcosa sia a metà mattina che a metà pomeriggio e nel farlo o mi metto dietro di lui seduto alla scrivania e gli poggio le mani sulle spalle chinandomi quasi a fargli infilare la testa tra le mie mammelle, cosa che gradisce molto perché, al sentire il calore del mio corpo, chiude sempre gli occhi con una espressione di beatitudine, oppure mi appoggio sul suo letto mettendo in mostra le mie gambe cosa che gli fa staccare lo sguardo dai libri per fissarlo proprio su di me.
Diciamo che nell'atteggiamento, nel tono di voce, nella cura che ho del mio personale, tutto dovrebbe essere una offerta chiara verso di lui.
Lo so che per superare la grande timidezza di entrambi forse, anzi sono certa, basterebbe solo una parola: il timido è fatto così, non parte mai, ma se parte non si ferma più ed io per prima devo trovare il modo di uscire dalla mia timidezza o far uscire lui dalla sua entro venerdì, massimo sabato per approfittare dell'assenza fisica di Gabriele mio marito!
Già lunedì nel primo pomeriggio Andrea mi avverte che arriverà a casa Grazia per il lavoro che stanno preparando e terminando per l'università.
Infatti non sono ancora le sedici che il campanello squilla, io apro il cancello di casa e aspetto sull'uscio l'arrivo della ragazza.
Quando apro la porta mi trovo davanti una ragazza a cui la natura deve aver fatto un torto perché ha poco di femminile anzi sembra più un maschiaccio che una ragazza.
Non voglio dare giudizi di nessun genere ma devo riconoscere che Andrea ha detto la verità sull'avvenenza della sua collega la quale però si apre verso di me con un luminoso sorriso quando mi vede. Noto pure che, dopo avermi abbracciata per salutarmi, mi squadra da cima a fondo e lo fa mordendosi il labbro inferiore della sua bocca carnosa: l'unica fattezza femminile bella ed evidente in un corpo che poco ha di donna, forse anche perché indossa una tuta, comoda certamente, ma che, volutamente più grande del necessario, nasconde le forme del suo corpo.
“Piacere di conoscerti Grazia, Andrea mi ha già parlato di te!!”
“Piacere mio signora, anche Andrea mi ha parlato, e tanto, di lei e devo essere sincera, di persona è molto meglio di come lui l'ha descritta!” Altro morso al labbro della sua bocca!! La ragazza non ha peli sulla lingua a quanto pare!!
“Sei troppo buona!!”
“No signora è lei che è proprio una bella donna!!” Il suo sguardo verso di me, languido e quasi indecente, è più limpido di un lungo ed articolato discorso!!
L'accompagno verso la camera di Andrea che quasi nemmeno si alza a salutarla. Sento lo sguardo di Grazia che mi fissa mentre io comunico a mio figlio che sto per uscire per un appuntamento dall'estetista e che rientrerò solo verso le diciannove.
Infatti voglio arrivare a fine settimana nella miglior forma possibile quindi: oggi l'estetista, domani il parrucchiere, poi un po' di acquisti mirati di capi di abbigliamento.... tutto per mio figlio, nonostante i dubbi e gli incubi di ogni notte! La femmina che si è risvegliata in me assaporando il seme del figlio non ha più dubbi. La madre, la donna, la moglie ne ha ancora troppi!!
E come moglie non ritengo giusto nascondere a Gabriele le mie “aspettative”, chiamiamole così!
Proprio la sera di mercoledì, dopo aver passato la giornata a compiacere Andrea e Grazia, che non ha mai nascosto il suo personale apprezzamento nei miei confronti, quasi spinta da una forza disumana, con molta calma, a letto, prima di prendere sonno, mi apro a mio marito.
“Posso dirti una cosa caro?”
“Certamente puoi dire tutto quello che vuoi!!”
“Senti io non ti voglio chiedere spiegazioni, alcune delle quali forse potrebbero anche offendermi, ma è sotto il sole che tra noi conviviamo ormai senza nessun contatto fisico...e, a me personalmente, la cosa ha iniziato a pesare. Lo sapevo da anni che un giorno la nostra differenza d'età avrebbe potuto portare a questo, ma speravo accadesse il più tardi possibile!! Voglio dirti che il mio affetto nei tuoi confronti è rimasto immutato....”
“Amore mio, il tuo cuore sa benissimo che io non sto guardando altrove.... è solo che il mio desiderio si è spento e nemmeno con la fantasia sono riuscito a riaccenderlo. Ma io ti amo e anche tanto!! L'amore non è possedere, l'amore è libertà ed io che ti amo dal profondo del cuore non posso, ma sopratutto non voglio, negarti la libertà!! Se poi questa libertà dovesse già vivere sotto questo tetto....!!!”
Il bacio che suggella il nostro breve colloquio è tra i più dolci che io abbia mai dato e ricevuto!! E stanotte riesco a dormire profondamente e senza alcun incubo abbracciato all'uomo della mia vita!
Gabriele aveva già colto tutto quanto sta accadendo, mentre io pensavo che fosse ormai quasi un estraneo con cui dividevo il letto!
Ora invece sveglia anche me ma solo perché gli prepari il caffè e, se tutto va bene, mi saluta con un bacio appena accennato sulle labbra. Mi chiamo Alessia, mio marito Gabriele: ho quarantasette anni e lui sta per compiere i cinquantasei. La nostra intimità ormai la conto sulle dita di una mano e spesso sono io a provocarlo pesantemente perché dentro di me ho ancora fame di lui e, più in generale, di sano sesso coniugale. Ma come aveva profetizzato la mia cara mamma, dieci anni di differenza si sarebbero fatti sentire prima o poi e aveva ragione. Io sono molto timida, quasi riservata, ma con lui non mi sono mai tirata indietro o sottratta alle sue voglie che spessissimo erano anche le mie: mi piace sentire il suo cazzo in bocca e bere il suo piacere, mi piace accarezzarlo e farmi accarezzare, il mio secondo canale è da sempre a sua disposizione e, nonostante la mia non più giovane età, sono ancora piacente e me ne accorgo quando esco e vedo gli sguardi compiaciuti di quanti incontro lungo la mia strada.
Quello che penso e di cui mi vado convincendo sempre di più è che ormai la nostra unione sia sempre più simile ad una convivenza tra fratello e sorella anche se, anche tra fratello e sorella, se lasciati soli, sicuramente qualcosa accadrebbe, sessualmente parlando, più spesso di quanto non sta accadendo oramai da troppo tempo tra me e mio marito.
Tutta questa situazione dovrebbe buttarmi giù fin quasi ad arrivare ad un esaurimento nervoso ma per fortuna da qualche settimana quasi provo piacere quando sento la porta chiudersi dietro le spalle di mio marito e rientro in camera da letto per stendermi di nuovo: in casa c'è un altro uomo che, al contrario di mio marito, ha iniziato una specie di corteggiamento verso di me approfittando proprio di queste ore del mattino della domenica durante le quali in casa non ci sono altri che io e lui. Il mio diciottenne figlio Andrea.
Anche lui è, come me, molto riservato e timido, sempre occhi bassi, poche parole, studioso come pochi, sta dando a noi genitori molte soddisfazioni per i suoi risultati, prima al liceo, da pochi mesi all'università. Al contrario dei suoi molti amici, non ha voluto scegliere di andar via da casa per frequentare l'università ma si è iscritto ad una facoltà che sta solo a qualche decina di chilometri da casa ed io adesso benedico questa scelta.
Come ho già detto sono molto timida ma certamente non sono ingenua.
Già da qualche settimana mi sono resa conto che alle cinque del mattino non siamo solo io e Gabriele a svegliarci ma anche Andrea e, anche lui, non vede l'ora che il padre esca di casa. Mi da il tempo di tornare a letto e poco dopo, di soppiatto, entra in camera mia e, credendo che io dorma, rimane lì in piedi a fianco al letto per guardarmi, ammirarmi e, sono certa ormai, desiderarmi non come un figlio ma come un maschio!
Le prime volte mi sono sentita molto a disagio e, proprio per la mia timidezza, non mi sono ribellata alla cosa, ma poi con il passare dei giorni, dopo aver trascorso notti insonni per trovare la forza di dargli gli schiaffi che meritava, qualcosa dentro di me mi ha prima convinta a lasciar perdere la giusta violenza materna, poi ho iniziato a provare un dolce dolore alla bocca dello stomaco e, devo essere sincera, anche al mio basso ventre, che mi ha fatto desiderare di continuare questo gioco che mi sta dando un piacere profondo, peccaminoso che molto mi turba ma anche molto mi appaga. Ormai desidero che ogni mattina sia una domenica mattina.... e, per me ormai, il passare dei giorni è un piccolo supplizio che si apre al piacere solo una volta a settimana. Le mie sono certezze che però non hanno ancora nessun riscontro visivo e di fatto. In quei momenti io, facendo finta di dormire, rimango ad occhi chiusi per cui le mie sono solo sensazioni: avverto la porta che si apre lentamente, poi sento che qualcuno entra nella stanza con fare molto circospetto, poi solo dopo diversi secondi lo sento girare attorno al talamo per venire al mio fianco e dai fruscii che ascolto, credo si abbassi i pantaloni del pigiama e inizi a toccarsi fino a che il mio udito non avverte il respiro del ragazzo farsi affannoso per poi lentamente quietarsi, infine avverto che lui piano piano ritorna a girare attorno al letto fino ad usciere dalla camera al chiudersi della porta. Solo allora riapro gli occhi mentre la mia mano inizia a carezzare la mia figa che è già umida, meglio dire bagnata fino allo sconquasso dell'orgasmo. Il mio sguardo vaga allora per la stanza per trovare una sola traccia di quanto so che è accaduto ma le uniche tracce sono le mie dita bagnate e spesso la chiazza del mio piacere sul lenzuolo del letto. A volte penso di aver solo sognato! Ma la cosa è reale, almeno spero!
Intanto quasi in modo inconsapevole durante queste ultime settimane ho abbandonato l'uso del pigiama per tornare ad indossare dei vecchi baby doll sopra delle mutandine che nel corso dei giorni sono diventate degli slippini.
Stamattina ho bevuto anche io il caffè insieme a Gabriele per cui quando torno in camera sono certa di non addormentarmi e, prima di stendermi di nuovo, mi specchio per vedere come sto: certamente i capelli non sono a posto, il trucco è inesistente ma il baby doll fa la sua bella figura e le mie gambe, seppur con qualche segno del tempo che passa, sono ancora belle da guardare, poi, sollevando l'orlo del corto indumento, lo slip semitrasparente disegna molto bene la mia già umida intimità. Però, stesa di nuovo a letto, la mia timidezza mi porta a coprirmi con il lenzuolo così da vanificare lo spettacolo per gli occhi di chi sta per varcare la soglia della mia camera. Solo un cosa riesco a mettere in pratica stamattina: mi giro su un fianco dando la faccia alla parte esterna del letto e lascio fuori dal lenzuolo un braccio con il palmo della mano rivolto quasi verso l'alto.
Devo aspettare alcuni minuti prima di avvertire il rumore della maniglia della porta che si abbassa... il lento cigolio che sento mi fa capire che, come ogni domenica mattina, Andrea è entrato in camera. Come fa di solito, prima vuole rendersi conto se sono addormentata poi, lentamente fa il giro del letto per mettersi accanto a me.
Non avverto il fruscio del pigiama: forse deve semplicemente aver abbassato l'elastico dei pantaloni.. no vedo ma così dovrebbe essere... ma ecco poco dopo avverto una leggerissima carezza sul palmo della mano come se qualcosa lo sfiorasse. Non ho il coraggio di stringere le dita per afferrare quanto mi sta a pochi millimetri, ma sono certa che qualcosa si è avvicinato moltissimo alla mia mano. Poi nulla per alcuni istanti fino a che il mio naso avverte un odore nuovo molto vicino ad esso e le mie labbra avvertono chiaramente un qualcosa di caldo che si è avvicinato alla mia bocca e che lentamente va verso la guancia esposta del mio viso risalendo quasi fino agli occhi per poi tornare giù. Non avverto nessuno sfioramento sulla pelle della mia faccia ma mi pare che Andrea mi voglia accarezzare senza averne il coraggio: ma non è una carezza quella che trasmette il calore sulla mia pelle. Ho già detto che sono timida ma ho una certa esperienza e sia l'odore che mi solletica il naso sia il calore che sento sulla pelle e molto di più sulle labbra devono per forza essere quello che emana dall'uccello di mio figlio!! Il movimento si ripete più volte e la mia bocca quasi in automatico pare voglia aprirsi come segno di accoglienza ma la mia timidezza impedisce anche questo.
Ho la figa bagnata e faccio fatica a stare ferma mentre il mio istinto di femmina vorrebbe andare a vedere se quello che provo è realtà o solo un mio sogno immaginario.
Adesso avverto sulla pelle quasi un aria che si smuove leggermente ed è persistente, anzi va piano piano aumentando..... Poi improvvisamente un respiro quasi soffocato e più niente se non la netta sensazione di aver ricevuto sul palmo della mano un qualcosa di umido, forse una goccia di sudore caduta dalla fronte di Andrea. Faccio una fatica enorme a rimanere ancora come se dormissi profondamente. Come accade ormai da tempo, avverto la presenza che si allontana e la porta chiudersi. Rimango immobile per altri lunghi secondi per essere certa che nessuno sia in stanza con me e quando riapro gli occhi immediatamente verifico che c'è qualcosa sul palmo della mia mano. La vista è più che sufficiente a capire che quella è una perla di sborra di mio figlio: sono troppo eccitata per non decidere di assaggiare con la bocca: quasi fosse una goccia di vino eccelso avvicino la mia mano alle labbra e risucchio in bocca il liquido che immediatamente assaporo con lussuria. E' sborra ed è quella di Andrea!!
L'orgasmo mi travolge mentre la lingua vellica le labbra della mia bocca e la mia mano sotto le lenzuola ha appena iniziato ad accarezzare il mio fiore carnoso ed umido.
E' evidente che stavolta, forse inavvertitamente, Andrea ha fatto cadere una goccia del suo piacere dal fazzoletto che, è evidente, ha già usato già le altre altre volte.
Una cosa è certa: adesso ho la prova inconfutabile che non ho mai sognato in queste settimane e che mio figlio, forse con una buona dose di depravazione, mi desidera non come un figlio ma come un giovane maschio di fronte ad una ancora piacente femmina.
Mentre penso queste cose la mia mano affoga tra le mie cosce e di nuovo ho un potentissimo orgasmo che mi travolge fino quasi a sfinirmi tanto che, alle nove passate, Gabriele mi trova a letto quasi ancora addormentata. Se invece di guardarmi con uno stupido stupore, si stendesse accanto a me e mi prendesse, nonostante gli orgasmi appena provati, sarei molto felice di accoglierlo tra le mie cosce. Ma invece nulla!!
Dopo la doccia mi sento come una ragazzina che deve vedere il suo amorino e vuole far colpo su di lui per cui niente tuta da casa ma un bel grembiule abbottonato sul davanti e legato alla vita da una cinta di stoffa, sotto solo il perizoma e metto anche le calze autoreggenti. Poi invece delle solite e lise pantofole da casa metto ai piedi una pantofola nuova con un bel tacco. Voglio proprio vedere la faccia di Andrea perché so già che quella di Gabriele non avrà nessuna reazione.
Ad ogni passo che faccio, ogni volta che mi piego in cucina, insomma mentre mi nuovo per casa, sento i miei capezzoli, liberi da ogni costrizione, strusciarsi sulla stoffa del grembiule e le mie mammelle, dato che i primi bottoni del grembiule non sono nelle asole, si muovono libere, deformano in mio busto con ondulazioni apprezzabili.
Come previsto Gabriele pare non apprezzare mentre Andrea non ha occhi che per me. Sento la carezza del suo sguardo che percorre tutto il mio corpo mentre non riesce a staccare gli occhi dalle mie forme. Ho continuamente brividi di piacere!
A pranzo il suo sguardo si infila dentro la scollatura del grembiule mentre sono chinata a riempire il suo piatto e anche Gabriele, stranamente, non si lascia sfuggire l'occasione. Poi mio marito, mentre mangiamo, ci comunica che per il prossimo fine settimana lui sarà fuori per motivi di lavoro. Partirà già venerdì per tornare solo martedì sera. La notizia mi provoca una contrazione dei muscoli della figa che irradia calore in tutto il mio corpo. Questa settimana dovrò lavorare perché il prossimo week end sia quello giusto. Ma nella mia testa le idee combattono violentemente: ho troppi dubbi e troppe incertezze che mi impediscono di assaporare pienamente la notizia.
Anche Andrea ha la sua novità: in settimana porterà a casa una sua collega di università per completare un lavoro di ricerca che sta facendo in vista di un esame importante.
“Finalmente porti a casa una ragazza!!! Era ora!!!” gongola Gabriele pensando che questa sia la volta buona a che Andrea si faccia una ragazza.... in tutti i sensi!!
“Papà la tua esaltazione è fuori posto! Grazia è solo una collega di studi e nemmeno tanto bella!!” lo dice come a voler rassicurare me, perché forse ha capito che io non sono affatto entusiasta della novella!!
Infatti le sue parole stavano per abbattere il castello che, a fatica, stavo cercando di mettere su. Già sono piena di dubbi, ci mancava ora il fatto che avrei dovuta sopportare anche sentire dei sospiri provenire dalla camera da letto di Andrea!
Se la notte porta consiglio a me invece ha portato solo incubi.... già da domenica sera i miei pensieri vagano in libertà e non riesco a pensare a come un figlio ed una madre possano guardarsi mentre consumano il più classico degli incesti. Nei miei sogni mi vedo che lo accolgo tra le mie gambe ma ogni volta che nel sogno provo ad aprire gli occhi per guardarlo in volto, mi sveglio di soprassalto quasi sudata e con affanno. Per non parlare poi delle parole che dovrebbero essere dette in quei momenti: mi arrovello il cervello a pensare quali potrebbero essere quelle giuste!! E poi, come potrà cambiare il nostro rapporto umano: sarò sempre sua madre con il rispetto che merita una madre o sarò considerata alla stregua di una puttana a cui chiedere ogni tipo di soddisfazioni?
Questi solo alcuni dei dubbi che la notte porta con se!
Ma poi arriva la luce del giorno e il ricordo di quella perla di sperma caduta sul palmo della mia mano che ho fatto mia completamente gustandone il sapore aspro e dolce allo stesso tempo, mi fanno comportare come una adolescente che cerca di attirare a se il suo ragazzo: sto rispolverando tutti i modi di vestire sexy che ho ancora nell'armadio e che ho usato per tenere sveglio l'interessi di mio marito fino a quando questo interesse c'è stato. Gonne corte, magliette finissime, grembiulini provocanti... e anche nei gesti mi sto adeguando. Vado in camera sua mentre studia per chiedergli se ha bisogno di qualcosa sia a metà mattina che a metà pomeriggio e nel farlo o mi metto dietro di lui seduto alla scrivania e gli poggio le mani sulle spalle chinandomi quasi a fargli infilare la testa tra le mie mammelle, cosa che gradisce molto perché, al sentire il calore del mio corpo, chiude sempre gli occhi con una espressione di beatitudine, oppure mi appoggio sul suo letto mettendo in mostra le mie gambe cosa che gli fa staccare lo sguardo dai libri per fissarlo proprio su di me.
Diciamo che nell'atteggiamento, nel tono di voce, nella cura che ho del mio personale, tutto dovrebbe essere una offerta chiara verso di lui.
Lo so che per superare la grande timidezza di entrambi forse, anzi sono certa, basterebbe solo una parola: il timido è fatto così, non parte mai, ma se parte non si ferma più ed io per prima devo trovare il modo di uscire dalla mia timidezza o far uscire lui dalla sua entro venerdì, massimo sabato per approfittare dell'assenza fisica di Gabriele mio marito!
Già lunedì nel primo pomeriggio Andrea mi avverte che arriverà a casa Grazia per il lavoro che stanno preparando e terminando per l'università.
Infatti non sono ancora le sedici che il campanello squilla, io apro il cancello di casa e aspetto sull'uscio l'arrivo della ragazza.
Quando apro la porta mi trovo davanti una ragazza a cui la natura deve aver fatto un torto perché ha poco di femminile anzi sembra più un maschiaccio che una ragazza.
Non voglio dare giudizi di nessun genere ma devo riconoscere che Andrea ha detto la verità sull'avvenenza della sua collega la quale però si apre verso di me con un luminoso sorriso quando mi vede. Noto pure che, dopo avermi abbracciata per salutarmi, mi squadra da cima a fondo e lo fa mordendosi il labbro inferiore della sua bocca carnosa: l'unica fattezza femminile bella ed evidente in un corpo che poco ha di donna, forse anche perché indossa una tuta, comoda certamente, ma che, volutamente più grande del necessario, nasconde le forme del suo corpo.
“Piacere di conoscerti Grazia, Andrea mi ha già parlato di te!!”
“Piacere mio signora, anche Andrea mi ha parlato, e tanto, di lei e devo essere sincera, di persona è molto meglio di come lui l'ha descritta!” Altro morso al labbro della sua bocca!! La ragazza non ha peli sulla lingua a quanto pare!!
“Sei troppo buona!!”
“No signora è lei che è proprio una bella donna!!” Il suo sguardo verso di me, languido e quasi indecente, è più limpido di un lungo ed articolato discorso!!
L'accompagno verso la camera di Andrea che quasi nemmeno si alza a salutarla. Sento lo sguardo di Grazia che mi fissa mentre io comunico a mio figlio che sto per uscire per un appuntamento dall'estetista e che rientrerò solo verso le diciannove.
Infatti voglio arrivare a fine settimana nella miglior forma possibile quindi: oggi l'estetista, domani il parrucchiere, poi un po' di acquisti mirati di capi di abbigliamento.... tutto per mio figlio, nonostante i dubbi e gli incubi di ogni notte! La femmina che si è risvegliata in me assaporando il seme del figlio non ha più dubbi. La madre, la donna, la moglie ne ha ancora troppi!!
E come moglie non ritengo giusto nascondere a Gabriele le mie “aspettative”, chiamiamole così!
Proprio la sera di mercoledì, dopo aver passato la giornata a compiacere Andrea e Grazia, che non ha mai nascosto il suo personale apprezzamento nei miei confronti, quasi spinta da una forza disumana, con molta calma, a letto, prima di prendere sonno, mi apro a mio marito.
“Posso dirti una cosa caro?”
“Certamente puoi dire tutto quello che vuoi!!”
“Senti io non ti voglio chiedere spiegazioni, alcune delle quali forse potrebbero anche offendermi, ma è sotto il sole che tra noi conviviamo ormai senza nessun contatto fisico...e, a me personalmente, la cosa ha iniziato a pesare. Lo sapevo da anni che un giorno la nostra differenza d'età avrebbe potuto portare a questo, ma speravo accadesse il più tardi possibile!! Voglio dirti che il mio affetto nei tuoi confronti è rimasto immutato....”
“Amore mio, il tuo cuore sa benissimo che io non sto guardando altrove.... è solo che il mio desiderio si è spento e nemmeno con la fantasia sono riuscito a riaccenderlo. Ma io ti amo e anche tanto!! L'amore non è possedere, l'amore è libertà ed io che ti amo dal profondo del cuore non posso, ma sopratutto non voglio, negarti la libertà!! Se poi questa libertà dovesse già vivere sotto questo tetto....!!!”
Il bacio che suggella il nostro breve colloquio è tra i più dolci che io abbia mai dato e ricevuto!! E stanotte riesco a dormire profondamente e senza alcun incubo abbracciato all'uomo della mia vita!
Gabriele aveva già colto tutto quanto sta accadendo, mentre io pensavo che fosse ormai quasi un estraneo con cui dividevo il letto!
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