La convivenza interiore parte 1

di
genere
trans

Sono Marco, ho 39 anni, sono sposato con prole, moro, alto 180 taglia 48.
Fisicamente non sono ne grasso ne magro, faccio sport e mi piace essere libero da peli superflui, sia per pulizia, sia per poter liberamente dare sfogo alla mia passione: trasformarmi in Sara.
Sara mi fa compagnia da quando avevo 20 anni, cioè quando durante una delle mie prime esperienze lavorative, ho scoperto di essere bisessuale, di amare il cazzo quanto la figa e di non poter rinunciare a nessuna delle due cose.
Me lo ha fatto scoprire il mio datore di lavoro dell'epoca.
Fu il primo in tutto. Fu il primo a cui toccai il cazzo, a cui feci un pompino, il primo a cui ho ingoiato sborra e il primo a cui ho dato il mio culetto.
Ci seppe fare, perchè all'epoca non avrei minimamente pensato a fare sesso con un uomo eppure con lui, scattò in me qualcosa di diverso, una curiosità che mai avevo avuto.
Lui era un tipo brillante, all'epoca aveva 45 anni ottimamente portati e metteva a proprio agio tutto il suo personale. Con me rideva e scherza come con tutti, ma ogni tanto mi abbracciava e mi dava qualche pacca sul culo come incoraggiamento, cosa che non faceva con nessuno, nenache con le colleghe donne.
Poi una sera facemmo più tardi del solito e rimanemmo da soli. Quando mi chiese se potevo restare a bere una birra prima di andar via, non ci trovai nulla di strano, poi peròle birre divennero due e poi tre e nel frattempo mi parlava di lui, della compagna che non voleva scopare e mi chiedeva di me delle mie esperienze, finchè alla quarta birra mi confessò di aver avuto esperienze con maschi, che i maschi facevano meno storie e tutto il resto delle chiacchiere. Eravamo mezzi brilli ed era notte inoltrata quando ci salutammo e lui nel farlo mi abbracciò stringendomi anche una natica.
Nelle settimane successive non accadde nulla, poi un sabato sera mi chiese se lo aiutavo a chiusura. Accettai, ripulimmo tutto e venne con due birre.
Stessa scena della volta precedente, terza birra, quarta birra, chiacchiere e poi imrpovvisamente mi chiese da quanto non scopavo.
Gli dissi che erano mesi che non avevo una donna.
"Ti masturbi quindi?"
"SI"
"Anche io e ho voglia di farmene una"
"Ora?"
"si, ora"
e mentre lo disse tirò fuori il suo cazzo. Rimasi quasi paralizzato, ma nel frattempo lui si era alzato e si era messo su un divanetto
"Tranquillo, non ti disturbo" disse. "Anzi se vuoi segarti fallo anche tu"
titubante dissi di no, ma lui nel frattempo era partito. Non so se era la birra nel mio corpo, ma rimasi immobile a fissarlo mentre si tirava la sega e non riuscivo a smettere di guardarlo e lui se ne accorse
"Che guardi? Ti piace"
"No... scusa io..."
"Vieni qui"
Mi avvicinai
"Siediti, tirati fuori il cazzo, stiamo tra uomini"
mi sedetti e tirai fuori il mio cazzo che era grosso, ma meno del suo
"Bravo, rilassati e datti piacere"
Iniziai a farmi la sega ed ogni tanto guardavo lui. Aveva un cazzo davvero grosso visto cosi da vicino e la cappella rossa e lucida. Non so perchè ma quella vista mi fece sborrare in pochissimi minuti e cosi me ne venni schizzando un mare di sperma
"Ecco brav vedi? ora sei libero e rilassato"
Gli sorrisi e poi mi alzai barcollando per prendere dei tovaglioli, dimenticando di essere con i pantaloni calati che scesero a terra. Mentre feci il gesto di alzarmeli, chinandomi sentii distintamnte la sua mano sul mio culo
"Aspetta, non ti muovere" disse
"che vuoi?"
"Niente, hai un bel culo, se me lo fai toccare un pò sborro meglio"
"Va bene ma fa presto" gli dissi
e cosi con una mano si menava il cazzo e con l'altra mi toccava il culo.
Ero imbarazzato ma allo stesso tempo incuriosito, ma fu di parola, dopo qualche minuto anche lui diede un rantolo e venne sborrando parecchio.
Ci pulimmo entrambi e poi ci salutammo
Nelle sere successive nulla, ma il sabato successivo si ripropose la scena.
Stavolta fu esplicito alla prima birra.
"MArco ho voglia di sborrare, fatti toccare un pò il culo"
"Ma non esageriamo " gli dissi
"Dai solo 5 minuti la scorsa volta fui veloce no"
Cosi mi convinse. Stavolta eravamo in piedi dinanzi al bancone, mi fece abbassare panataloni e slip piegandomi in avanti e con le mani mi toccava il culo, poi prese a segarsi. Mi dava delle manate non forti e qualche pizzico, am per lo più accarezzava e si segava. Stavolta mi accorsi che venne perchè mi schizzò sul culo. Mi ritrassi guardandolo stranito, malui era compiaciuto e mi disse solo grazie.
Mi passò un tovagliolo e mi fece pulire.

Passarono diverse settimane in cui non si avvicinò nenache per un attimo e la sera andava via prima del personale, al che pensai stranamente che forse avava trovato un altro sfogo e quella cosa mi lasciò un misto tra sollievo ed amarezza.

QUando dopo tre settimane mi chiese di restare devo ammettere che sentivo una strana euforia.
Una volta rimasti da soli, si avvicino con la solita birra e mi aspettavo qualcosa, ma lui non disse nulla, mi chiese solo come andava.
Gli dissi tutto ok e lui mi guardò con uno strano sorriso.
Finimmo la birra e me ne porse un'altra, solo in quel momento mi disse "vuoi una seconda birra o una seconda sborrata?"
Non seppi rispondere, rimanendo fermo.
"Decido io per te" così dicendomi si avvicinò e mi fece voltare, appoggiando le mie mani sul bancone. Si appoggiò sulla mia schiena e con le mani prese gli elastici della tuta tirandoli giù e dicendomi al'orecchio "sei bellissima"
Inerme tra le sue mani, sentii le sue mani sul culo e poi il suo cazzo strofinarsi sulle mie natiche. Stavolta oltre le mani mi faceva sentire il suo cazzo sul culo e io non dissi nulla, sentivo il movimento delle mani che si segava sfiornadomi l'ano e il culo, finchè mi prese la natica sinistra forte quasi ad aprire le mie gambe e schizzò il suo sperma dritto sul mio buchetto.
Continua
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2026-09-25
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