Incontro in città
di
Falanghinas
genere
bisex
Uno degli incontri più belli che ho fatto è stato quello con Giovanni. Sono passati circa 10 anni. Lui aveva sui 50 anni, io 30.
Aveva pubblicato un annuncio su un sito di incontri in cui offriva un lavoro manuale e chiedeva ovviamente anche una certa disponibilità fisica.
Io gli risposi che non avevo dimestichezza con i lavori manuali, ma la mia eventuale disponibilità c'era tutta. Risposi perché oltre ad essere in linea con ciò che cercavo (maturo attivo ed ospitale) era anche della mia città.
Il primo incontro fu proprio nel suo laboratorio, un pomeriggio infrasettimanale, prima dell'apertura al pubblico.
Lui era leggermente più basso di me, con un po' di pancetta e calvo. Fu un gentile ospite, mettendomi a mio agio e dopo una ventina di minuti di chiacchiere, gli feci capire che potevamo anche subito "approfondire".
Lui mi venne incontro e guardandomi mi disse.
"Sai a me piace che tu sia come una donna, disponibile ed aperta a tutto"
Di rimando senza farmi pregare gli risposi che non desideravo altro.
Mi tenne fermo il viso e mi baciò prima con calma e poi infilandomi la lingua in gola. Ovviamente le sue mani iniziarono ad indugiare sul mi corpo. E velocemente scese fino al mio culo, saggiandone lungamente la consistenza.
Io risposi allungando la mano verso la sua patta e da lì capii che da lì a breve sarei tornato a casa un po' dolorante.
Quando infatti glielo tirai fuori, si presentò tra le mani un cazzo enorme sia di lunghezza che in circonferenza, lo segai mentre lui continuava a baciarmi sentendolo durissimo.
Dopo qualche minuto così lo allontanai un secondo e mi spogliai completamente.
Lui apprezzò molto fondandosi sui miei capezzoli. Stavo godendo come una cagna già per quel trattamento.
Poi mi inginocchiai e con pazienza lo feci entrare il più possibile in gola. Ogni tanto lo facevo uscire per riprendere fiato e nel mentre gli leccavo le palle che sentivo molto piene.
Si godette il mio pompino per circa venti minuti, poi mi fece alzare e mentre mi girava mi disse all'orecchio che era di lunghissima durata e sperava non fosse un problema.
Gli dissi di no mentre mi chinavo sul tavolone del laboratorio offrendogli il mio culetto.
Fu davvero bravo, me lo leccava e lentamente infilava le dita, prima una pii due arrivando a tre, insalivando di continuo il mio buchetto.
Poi mi chiese se ero pronta.
Mi girai guardandolo negli occhi e gli dissi, non vedo l'ora.
Appoggiò il suo cazzo al buchetto e presi fiato. Spinse piano ed entrò lentamente. Capiva perfettamente che bestia avesse e mi penetrava lentamente e senza alcuna fretta. Io godevo e trattenevo il fiato dalla paura di farmi male, ma nel frattempo sentivo il bisogno di essere riempito da quella mazza enorme.
Ci vollero quasi 10 minuti e non so quanti tentativi, prima che entrasse completamente. Mi sentivo aperta, dilatata, piena e sentivo che dopo quella scopata nulla sarebbe stato come prima.
Dopo essere entrato tutto e avermi fatto adeguare, iniziò il suo movimento , lento profondo ed inesorabile. Sentivo la sua saliva scorrermi tra le chiappe ogni volta che si allontanava e rientrava e facevo una fatica bestiale per cercare di non urlare dal piacere. Quando aumentò il ritmo e le sue palle iniziarono a sbattermi sul culo, me ne venni sborrando senza toccarmi, con lui che mi diceva "brava troia, brava zoccola, così, prendilo così" ero completamente presa così iniziai ad incitarlo anche io a sbattermi senza pietà, a riempirmi. Andò avanti non so quanto ma tanto finché con un profondo respiro mi riempi il culo con la sua sborra bollente. Ero esausta con le gambe tremanti ed infatti quando l'ho smosciandosi usci dal mio culo, mi ritrovai a terra crollata sulla mia stessa sborra ed il suo cazzo penzoloni a pochi passi dal mio viso.
Lo afferrai e me lo misi in bocca pulendoglielo per bene guardandolo negli occhi.
Mi andai a rinfrescare e sistemare nel suo bagno e quando uscì mi porse un caffè e l'acqua. Gli diedi un bacio e lo ringraziai della bella scopata, lui mi disse che voleva vedermi ancora.
Gli dissi di sì, ma la prossima volta gli avrei fatto un regalo...
Continua
Aveva pubblicato un annuncio su un sito di incontri in cui offriva un lavoro manuale e chiedeva ovviamente anche una certa disponibilità fisica.
Io gli risposi che non avevo dimestichezza con i lavori manuali, ma la mia eventuale disponibilità c'era tutta. Risposi perché oltre ad essere in linea con ciò che cercavo (maturo attivo ed ospitale) era anche della mia città.
Il primo incontro fu proprio nel suo laboratorio, un pomeriggio infrasettimanale, prima dell'apertura al pubblico.
Lui era leggermente più basso di me, con un po' di pancetta e calvo. Fu un gentile ospite, mettendomi a mio agio e dopo una ventina di minuti di chiacchiere, gli feci capire che potevamo anche subito "approfondire".
Lui mi venne incontro e guardandomi mi disse.
"Sai a me piace che tu sia come una donna, disponibile ed aperta a tutto"
Di rimando senza farmi pregare gli risposi che non desideravo altro.
Mi tenne fermo il viso e mi baciò prima con calma e poi infilandomi la lingua in gola. Ovviamente le sue mani iniziarono ad indugiare sul mi corpo. E velocemente scese fino al mio culo, saggiandone lungamente la consistenza.
Io risposi allungando la mano verso la sua patta e da lì capii che da lì a breve sarei tornato a casa un po' dolorante.
Quando infatti glielo tirai fuori, si presentò tra le mani un cazzo enorme sia di lunghezza che in circonferenza, lo segai mentre lui continuava a baciarmi sentendolo durissimo.
Dopo qualche minuto così lo allontanai un secondo e mi spogliai completamente.
Lui apprezzò molto fondandosi sui miei capezzoli. Stavo godendo come una cagna già per quel trattamento.
Poi mi inginocchiai e con pazienza lo feci entrare il più possibile in gola. Ogni tanto lo facevo uscire per riprendere fiato e nel mentre gli leccavo le palle che sentivo molto piene.
Si godette il mio pompino per circa venti minuti, poi mi fece alzare e mentre mi girava mi disse all'orecchio che era di lunghissima durata e sperava non fosse un problema.
Gli dissi di no mentre mi chinavo sul tavolone del laboratorio offrendogli il mio culetto.
Fu davvero bravo, me lo leccava e lentamente infilava le dita, prima una pii due arrivando a tre, insalivando di continuo il mio buchetto.
Poi mi chiese se ero pronta.
Mi girai guardandolo negli occhi e gli dissi, non vedo l'ora.
Appoggiò il suo cazzo al buchetto e presi fiato. Spinse piano ed entrò lentamente. Capiva perfettamente che bestia avesse e mi penetrava lentamente e senza alcuna fretta. Io godevo e trattenevo il fiato dalla paura di farmi male, ma nel frattempo sentivo il bisogno di essere riempito da quella mazza enorme.
Ci vollero quasi 10 minuti e non so quanti tentativi, prima che entrasse completamente. Mi sentivo aperta, dilatata, piena e sentivo che dopo quella scopata nulla sarebbe stato come prima.
Dopo essere entrato tutto e avermi fatto adeguare, iniziò il suo movimento , lento profondo ed inesorabile. Sentivo la sua saliva scorrermi tra le chiappe ogni volta che si allontanava e rientrava e facevo una fatica bestiale per cercare di non urlare dal piacere. Quando aumentò il ritmo e le sue palle iniziarono a sbattermi sul culo, me ne venni sborrando senza toccarmi, con lui che mi diceva "brava troia, brava zoccola, così, prendilo così" ero completamente presa così iniziai ad incitarlo anche io a sbattermi senza pietà, a riempirmi. Andò avanti non so quanto ma tanto finché con un profondo respiro mi riempi il culo con la sua sborra bollente. Ero esausta con le gambe tremanti ed infatti quando l'ho smosciandosi usci dal mio culo, mi ritrovai a terra crollata sulla mia stessa sborra ed il suo cazzo penzoloni a pochi passi dal mio viso.
Lo afferrai e me lo misi in bocca pulendoglielo per bene guardandolo negli occhi.
Mi andai a rinfrescare e sistemare nel suo bagno e quando uscì mi porse un caffè e l'acqua. Gli diedi un bacio e lo ringraziai della bella scopata, lui mi disse che voleva vedermi ancora.
Gli dissi di sì, ma la prossima volta gli avrei fatto un regalo...
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