Il vicinato 1
di
Falanghinas
genere
etero
Da circa un anno sono tornato single, dopo la fine di una convivenza durata 5 anni. Ho preso casa in un piccolo condominio al centro della città dove vivo, poiché le condizioni erano buone e perché immaginavo potesse essere un posto tranquillo dove poter vivere serenamente le sere sia da solo, sia in compagnia di qualche bella ragazza o donna che avessi conosciuto. Non è andata proprio così, ma adesso vi spiego tutto.
Innanzitutto io sono Luca ed ho ormai 50 anni. Mi tengo in forma, pur non praticando palestra o altra attività sportiva, ma per il lavoro che faccio, curo molto la mia persona e faccio attenzione alla alimentazione.
Sono 1.90 quasi per 87 kg, moro, nessuno mi prende per 50enne e questo depone a mio vantaggio specialmente con le donne.
Non voglio definirmi un viveur, ma nella vita ho avuto molte relazioni, brevi, lunghe, da una notte e via. Insomma sono un fortunato.
Prima adoravo uscire, ballare, frequentare locali, dopo la convivenza ho scelto un tran tran più tranquillo ed ecco la scelta di questo piccolo condominio.
Il mio appartamento era spazioso seppur non enorme, molto bene tenuto ed io l'ho completato con qualche oggetto e altro. Avevo un ampio salone con un divano a penisola, comodo, una grande TV, una piccola cucina, il bagno e una spaziosa camera da letto. Completava il tutto un terrazzino che purtroppo (o per fortuna) non godeva di grande vista essendo quasi completamente chiuso tra altri palazzi, ma mi consentiva di godermi un po' d'aria fresca all'occorrenza.
Dicevo per fortuna, perché dal terrazzino potevo ammirare una bella ragazza, sui 30 anni, che abitava in uno di questi palazzoni che circondavano il terrazzo. Il suo balcone distava si e no 10 metri dal mio. Lei castana, non molto alta, sul metro e sessanta, aveva occhi scuri molto grandi e labbra carnose. La sua peculiarità era un bel culo, tondo che poggiava su un bel paio di gambe sode e una massa di capelli ricci.
Viveva con il marito e non avevano figli. Spesso lei era sola in casa durante la giornata.
Ma non era l'unica tentazione.
Sotto casa mia c'erano due abitazioni, quella immediatamente sotto era abitata da una famiglia, sicuramente non ricca, composta da lui, lei e tre bambini piccoli.
Lei classica casalinga, un po' trasandata ed anche un po' ignorante, ma si notavano anche in lei dei punti forti. Sicuramente le sue labbra, sporgenti e carnose ed il suo seno che era minimo una quinta.
Quelle poche volte che l'ho incrociata nelle scale, un po' più preparata, facevo fatica a non guardarle il seno, visto che tendeva a mostrarlo con generosità.
Al piano di sotto ancora invece c'era una coppia anziana, con loro viveva la figlia, una ventenne bionda, occhi chiari, longilinea, ma con un fondoschiena che parlava. Studentessa universitaria, sicuramente timida, ma anche lei non disdegnava fare risaltare i suoi punti forti, indossando spesso jeans o leggins che mostravano un culetto davvero splendido.
I rapporti con tutti i miei vicini era limitato ai saluti di rito, quando ci si incrociava per le scale, d'altronde io in casa c'ero poco, spesso solo la sera o nei weekend.
Anche con la dirimpettaia riccia, solo convenevoli quando ci si incrociava al balcone.
Si passò leggermente oltre, dopo qualche mese ed avvenne quasi tutto per puro caso. Ero intento a stendere la mia biancheria, quando mi cadde una shirt sul balcone di sotto.
Mi dissi che sarei andato con calma a riprenderla, volendomi rilassare e non sapendo se la mia vicina di sotto fosse in casa. Non so sentivano le urla dei figli, immaginai fosse fuori casa.
Appena mi stesi sul divano bussarono alla porta di casa e quando aprii era lei, con la mia shirt tra le mani.
Era salita a portarmela, così com'era in casa. Aveva i capelli raccolti in una pinza vistosa, una shirt che tratteneva a stento il suo grosso seno e degli short che mostravano delle cosce che avevo sottovalutato.
"Ma grazie, scusa sarei passato io non dovevi disturbarti, pensavo non fossi in casa"
"Ma figurati nessun problema, sono sola che i bambini non ci stanno e stavo anche io stendendo i panni"
"Ma certo, grazie davvero, ma vuoi un caffè? Qualcosa di fresco?"
La invitai ad entrare.
Lei non se lo fece ripetere due volte e mise piede in casa.
"Si grazie, volentieri"
Le offrii subito dell'acqua e misi a fare il caffè.
"Che bella casa che hai" mi disse.
Quando mi girai la vidi di spalle che stava osservando il mio salone e notai anche un bel culo che sembrava stare su una bellezza.
"Grazie" risposi "ci ho messo un po' di mio"
Lei si girò guardandomi e disse "hai buon gusto "
Mi sembrò di intravedere una certa malizia in quelle parole e in quel sorriso, ma non gli diedi subito peso.
"Ecco il caffè"
"Grazie" lo prese e si accomodò sul divano accavallando le gambe. Erano davvero delle belle cosce.
"Come mai da sola oggi?"
"Avevo bisogno di staccare e ho detto a mio marito di portarli a mare. Torneranno stasera"
"Una giornata di relax insomma"
"Penso di aver bisogno anche io di relax ogni tanto"
"Tutti ne abbiamo bisogno"
"Anche tu?"
"Beh si come vedi, sono in tenuta casalinga perché non voglio fare nulla tutta la giornata"
Ero in short a mia volta e maglietta.
"Beh devo dire che anche in casa sei sempre curato, non come me" disse mostrandomi i capelli.
Cercai di capire se avevo margine di manovra.
"Mi piacciono i capelli raccolti"
"Ah sì? Perché"
"Perché mostrano tutto il viso"
"Giusto. Se li sciogliessi ora mi coprirebbero il viso e non solo"
"Sono lunghi?"
"Mi arrivano quasi al fondoschiena" disse intimidendosi un po'
"Anche lunghi su una schiena nuda hanno il loro perché" dissi io provando a portarla a dama.
"Lo dice anche mio marito"
"Beh lui può vedere, è un fortunato"
"Già" rispose amara.
"Non è positivo?"
"Dipende. A volte una donna sai.. vabbè lasciamo perdere"
Decisi di affondare il colpo. Mi alzai per posare le tazzine ed avvicinandomi per prendere la sua le misi praticamente il pacco a poco più di 20 cm dalla sua faccia
"Donne e uomini hanno sempre bisogno di qualcosa" dissi.
Lei sollevò lo sguardo e lo abbassò subito, soffermandosi al mio pacco.
Presi le tazzine e mi girai con calma posandole.
"Anche io ho bisogno, spesso. Miriam giusto?"
Lei esitò un attimo e poi disse "Si Miriam"
Mi voltai guardandola, lei parve bloccarsi e poi si alzò.
"Devo andare" disse
"Già te ne vai? Tuo marito e i bambini tornano tra almeno 6 ore, no?"
"Si, ma devo sistemare "
Mi avvicinai a lei, facendole sentire il mio corpo.
Poi allungai una mano a prendere la sua.
"Sei salita, hai bisogno, ho bisogno, e poi vuoi andare via?"
Lei esitò.
Mi avvicinai ancora, le presi il mento tra le mani.
"Sei proprio sicura?"
"No.. non"
La baciai, lei dopo un iniziale blocco si sciolse completamente rispondendo con passione al bacio...
Continua
Innanzitutto io sono Luca ed ho ormai 50 anni. Mi tengo in forma, pur non praticando palestra o altra attività sportiva, ma per il lavoro che faccio, curo molto la mia persona e faccio attenzione alla alimentazione.
Sono 1.90 quasi per 87 kg, moro, nessuno mi prende per 50enne e questo depone a mio vantaggio specialmente con le donne.
Non voglio definirmi un viveur, ma nella vita ho avuto molte relazioni, brevi, lunghe, da una notte e via. Insomma sono un fortunato.
Prima adoravo uscire, ballare, frequentare locali, dopo la convivenza ho scelto un tran tran più tranquillo ed ecco la scelta di questo piccolo condominio.
Il mio appartamento era spazioso seppur non enorme, molto bene tenuto ed io l'ho completato con qualche oggetto e altro. Avevo un ampio salone con un divano a penisola, comodo, una grande TV, una piccola cucina, il bagno e una spaziosa camera da letto. Completava il tutto un terrazzino che purtroppo (o per fortuna) non godeva di grande vista essendo quasi completamente chiuso tra altri palazzi, ma mi consentiva di godermi un po' d'aria fresca all'occorrenza.
Dicevo per fortuna, perché dal terrazzino potevo ammirare una bella ragazza, sui 30 anni, che abitava in uno di questi palazzoni che circondavano il terrazzo. Il suo balcone distava si e no 10 metri dal mio. Lei castana, non molto alta, sul metro e sessanta, aveva occhi scuri molto grandi e labbra carnose. La sua peculiarità era un bel culo, tondo che poggiava su un bel paio di gambe sode e una massa di capelli ricci.
Viveva con il marito e non avevano figli. Spesso lei era sola in casa durante la giornata.
Ma non era l'unica tentazione.
Sotto casa mia c'erano due abitazioni, quella immediatamente sotto era abitata da una famiglia, sicuramente non ricca, composta da lui, lei e tre bambini piccoli.
Lei classica casalinga, un po' trasandata ed anche un po' ignorante, ma si notavano anche in lei dei punti forti. Sicuramente le sue labbra, sporgenti e carnose ed il suo seno che era minimo una quinta.
Quelle poche volte che l'ho incrociata nelle scale, un po' più preparata, facevo fatica a non guardarle il seno, visto che tendeva a mostrarlo con generosità.
Al piano di sotto ancora invece c'era una coppia anziana, con loro viveva la figlia, una ventenne bionda, occhi chiari, longilinea, ma con un fondoschiena che parlava. Studentessa universitaria, sicuramente timida, ma anche lei non disdegnava fare risaltare i suoi punti forti, indossando spesso jeans o leggins che mostravano un culetto davvero splendido.
I rapporti con tutti i miei vicini era limitato ai saluti di rito, quando ci si incrociava per le scale, d'altronde io in casa c'ero poco, spesso solo la sera o nei weekend.
Anche con la dirimpettaia riccia, solo convenevoli quando ci si incrociava al balcone.
Si passò leggermente oltre, dopo qualche mese ed avvenne quasi tutto per puro caso. Ero intento a stendere la mia biancheria, quando mi cadde una shirt sul balcone di sotto.
Mi dissi che sarei andato con calma a riprenderla, volendomi rilassare e non sapendo se la mia vicina di sotto fosse in casa. Non so sentivano le urla dei figli, immaginai fosse fuori casa.
Appena mi stesi sul divano bussarono alla porta di casa e quando aprii era lei, con la mia shirt tra le mani.
Era salita a portarmela, così com'era in casa. Aveva i capelli raccolti in una pinza vistosa, una shirt che tratteneva a stento il suo grosso seno e degli short che mostravano delle cosce che avevo sottovalutato.
"Ma grazie, scusa sarei passato io non dovevi disturbarti, pensavo non fossi in casa"
"Ma figurati nessun problema, sono sola che i bambini non ci stanno e stavo anche io stendendo i panni"
"Ma certo, grazie davvero, ma vuoi un caffè? Qualcosa di fresco?"
La invitai ad entrare.
Lei non se lo fece ripetere due volte e mise piede in casa.
"Si grazie, volentieri"
Le offrii subito dell'acqua e misi a fare il caffè.
"Che bella casa che hai" mi disse.
Quando mi girai la vidi di spalle che stava osservando il mio salone e notai anche un bel culo che sembrava stare su una bellezza.
"Grazie" risposi "ci ho messo un po' di mio"
Lei si girò guardandomi e disse "hai buon gusto "
Mi sembrò di intravedere una certa malizia in quelle parole e in quel sorriso, ma non gli diedi subito peso.
"Ecco il caffè"
"Grazie" lo prese e si accomodò sul divano accavallando le gambe. Erano davvero delle belle cosce.
"Come mai da sola oggi?"
"Avevo bisogno di staccare e ho detto a mio marito di portarli a mare. Torneranno stasera"
"Una giornata di relax insomma"
"Penso di aver bisogno anche io di relax ogni tanto"
"Tutti ne abbiamo bisogno"
"Anche tu?"
"Beh si come vedi, sono in tenuta casalinga perché non voglio fare nulla tutta la giornata"
Ero in short a mia volta e maglietta.
"Beh devo dire che anche in casa sei sempre curato, non come me" disse mostrandomi i capelli.
Cercai di capire se avevo margine di manovra.
"Mi piacciono i capelli raccolti"
"Ah sì? Perché"
"Perché mostrano tutto il viso"
"Giusto. Se li sciogliessi ora mi coprirebbero il viso e non solo"
"Sono lunghi?"
"Mi arrivano quasi al fondoschiena" disse intimidendosi un po'
"Anche lunghi su una schiena nuda hanno il loro perché" dissi io provando a portarla a dama.
"Lo dice anche mio marito"
"Beh lui può vedere, è un fortunato"
"Già" rispose amara.
"Non è positivo?"
"Dipende. A volte una donna sai.. vabbè lasciamo perdere"
Decisi di affondare il colpo. Mi alzai per posare le tazzine ed avvicinandomi per prendere la sua le misi praticamente il pacco a poco più di 20 cm dalla sua faccia
"Donne e uomini hanno sempre bisogno di qualcosa" dissi.
Lei sollevò lo sguardo e lo abbassò subito, soffermandosi al mio pacco.
Presi le tazzine e mi girai con calma posandole.
"Anche io ho bisogno, spesso. Miriam giusto?"
Lei esitò un attimo e poi disse "Si Miriam"
Mi voltai guardandola, lei parve bloccarsi e poi si alzò.
"Devo andare" disse
"Già te ne vai? Tuo marito e i bambini tornano tra almeno 6 ore, no?"
"Si, ma devo sistemare "
Mi avvicinai a lei, facendole sentire il mio corpo.
Poi allungai una mano a prendere la sua.
"Sei salita, hai bisogno, ho bisogno, e poi vuoi andare via?"
Lei esitò.
Mi avvicinai ancora, le presi il mento tra le mani.
"Sei proprio sicura?"
"No.. non"
La baciai, lei dopo un iniziale blocco si sciolse completamente rispondendo con passione al bacio...
Continua
5
voti
voti
valutazione
6.4
6.4
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Sliding Doors parte 4
Commenti dei lettori al racconto erotico