Un giorno ed una notte

di
genere
bisex

Gerardo è l'uomo che mi ha reso femmina.
Quando ci siamo conosciuti, lui aveva 53 anni, io 30. Ero un semplice bisex consapevole, che ogni tanto andava alla ricerca di incontri con maturi attivi per soddisfare le mie voglie. E fu così anche nel nostro primo incontro. Un caffè, molto veloce, poi a casa sua. Era il tipo con cui mi piaceva concedermi. Non molto alto, abbastanza corpulento ed un cazzo di non grossissime dimensioni ma funzionante. Soprattutto aveva un posto proprio dove poter stare tranquilli e rilassati.
La sua casa era piccola ma curata, con una cucina soggiorno al piano terra e la camera da letto con bagno al piano superiore, classica casetta da single.
La prima volta come dicevo, non fu un incontro fugace, come quelli vissuti in precedenza, vista la disponibilità di Gerardo. Sono stato con lui quasi tre ore, in cui abbiamo potuto denudarci completamente e provare varie posizioni sul suo letto comodo.
Per la prima volta mi sono sentito libero ed appagato. Lui venne due volte. La prima non durò molto, dopo il mio lavoro di bocca, mi mise a pecora e mi riempi il culo con una fiume di sborra. Una volta ripreso, gli feci un nuovo lavoretto di bocca e poi mi penetrò in diverse posizioni, a cucchiaio, a pecora, a smorzacandela ed alla fine anche alla missionaria sollevando le mie gambe sulle sue spalle.
Con lui in quella occasione per la prima volta mi sono lasciato andare ad un bacio con la lingua perché mi sono sentito preso nel modo giusto, con calma, con passione e si intuiva un rispetto da parte sua che in altre occasioni non avevo sentito.
Prendemmo a vederci una volta a settimana, di solito il giovedì pomeriggio in cui entrambi eravamo piuttosto liberi. I nostri incontri erano sempre incandescenti, ma oltre al sesso il rispetto reciproco ci faceva vivere come due veri amanti le nostre esperienze.
Dopo un paio di mesi di incontri ci ritrovavano a baciarci con passione anche dopo aver scopato, mi piaceva che mi abbracciasse, sentivo insomma qualcosa di diverso. A volte dopo il sesso restavamo a letto abbracciati, o ci facevamo la doccia insieme insaponandoci a vicenda, altre volte chiacchieravamo in cucina mentre faceva il caffè. Aspettavo con ansia il giovedì per vivere quelle emozioni che per me erano nuove.
Un giorno decisi di osare qualcosa di diverso. Mi infilai un perizoma e quando andai da lui dopo i saluti, i primi baci, quando andammo in camera sua e mi spogliai potrei vedere sul suo viso un'espressione di soddisfazione e gioia nuova. Evidentemente avevo fatto centro pensai che ciò che aveva visto gli piacesse e lui me lo dimostrò baciandomi con passione e penetrandomi senza togliere il perizoma, ma solo spostandolo di lato. Terminammo l'amplesso baciandoci mentre lui mi riversava il suo seme dentro. Poi mi guardò negli occhi e mi disse di amarmi.
Non seppi rispondere ma gli sorrisi.
Mentre mi preparava il caffè mi chiese scusa per quello che mi aveva detto, ma io lo tranquillizzai dicendogli che anche io con lui stavo bene e che non sapevo definire le mie emozioni.
Lui mi spiegò che avermi visto con il perizoma lo aveva fatto impazzire e che in un certo modo era felice che con lui io mi sentissi donna.
Al che senza pensarci gli dissi che era vero, con lui mi sentivo libero di esprimere totalmente la mia sessualità e che mi sentivo la sua donna.
Chiacchierammo un po' prima di salutarci.
La settimana successiva rimisi il perizoma e tornai da lui, che mi accolse con un caldo sorriso ed appena chiusa la porta un lungo bacio a cui mi lasciai andare completamente.
Quando le nostre bocche si separarono mi chiese se avevo voglia di fare una cosa per lui. Gli dissi di sì. Mi accompagnò in camera e sul letto c'era un completo femminile che comprendeva calze autoreggenti, perizoma, reggiseno e un vestito nero. Mi chiese solo se mi andava di fare questo gioco e io gli dissi di sì.
Quando fui pronto e vestito di tutto, mi sentivo una eccitazione nuova pervadermi, lo chiamai e mi raggiunse, quando mi vide con dolcezza si avvicinò a baciarmi e mi disse che ero bellissima. Per la prima volta mi parlò al femminile.
Fu diverso quel giorno, da parte sua ci fu anche più delicatezza mentre mi spogliava e mi baciava. Si soffermava maggiormente a baciarmi il petto e poi sul buchetto. Io dal mio canto credo di avergli fatto il miglior pompino della mia vita, leccandolo con dolcezza lungo tutta l'asta, per poi prenderlo tutto fino in gola, per poi tornare a leccare e succhiargli anche le palle, portandolo al limite del piacere più volte e quando mi fece alzare per baciarmi mi portò delicatamente sul letto, mi sollevò le gambe e mi penetro con decisione e delicatezza.
Fu un amplesso non lunghissimo ma con una passione che ci travolse, mi possedeva senza staccare le labbra dalle mie ed io desideravo in quel momento esattamente quello. Quando venne dentro di me lo guardai ancora pieno di piacere e gli dissi che anche io lo amavo. Rimanemmo a baciarci ancora mentre il suo cazzo lentamente usciva dal mio culo e poi restammo sul letto accoccolati come due innamorati.
In tutti gli incontri successivi trovavo qualche capo nuovo, nuovi abiti, nuovi completi intimi, calze velate, a rete, bianche, rosse, completi di pizzo, guepiere, altri vestitini lunghi e corti, qualche paio di scarpe con tacchi, poi le parrucche di tutti i tipi e colori, iniziativa mettere un po' di rossetto e a depilarmi completamente. Ogni incontro era per me un piacere di donarmi completamente. Un pomeriggio facemmo più tardi del solito, dopo aver scopato per ben tre volte. Ormai avevamo troppo bisogno l'uno dell'altro, mi chiese se mi volessi fermare a cena e decisi di si. Fu una cena veloce, ma per la prima volta potei dargli una mano, aiutandolo in cucina, sistemando la tavola, mi muovevo seguendo le sue indicazioni per le cose da prendere. Fece un ottimo spaghetto e un ottimo vino ci accompagnò durante la cena. Lo ringraziai facendogli un succoso pompino ingoiando tutte le ultime gocce di sborra che aveva. Poi andammo a fare la doccia insieme e ci salutammo.
Questo si è ripetuto più volte, fino a che ormai la notte del giovedì la passavo da lui. Mi aveva preso tutto, anche una camicia da notte per passare la notte con lui. La mattina prima di salutarci mi sollevo la camicia, sposto il perizoma e mi impalo su di lui facendomi riempire di crema.
Da 10 anni tutti i giovedì sono la sua Laura per un giorno ed una notte. Ho smesso di fare incontri saltuari, con lui sono appagata e mi sento femmina totalmente. Ormai in casa sono sia la sua regina a letto, ma io lo aiuto in tutto, rassettando e cucinando, come farebbe una brava mogliettina, in cambio ho il suo amore e un cazzo che mi sbatte per bene e a lungo. Non sono trav, lo sono per lui, un giorno ed una notte
scritto il
2026-04-15
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