Un incontro che mi ha cambiato la vita - parte due
di
Faanghinas
genere
trans
Non potevo credere a ciò che leggevo. Digitando il numero per salvarlo, risultava associato al nome che avevo inserito: "Capo"
Il mio capo, la persona per cui lavoravo e che a breve avrebbe scelto chi nominare come nuovo responsabile.
Fui molto combattuto. Dovevo disdire appuntamento per non rischiare ripercussioni lavorative o andare avanti e provare ad approfittare della situazione a mio vantaggio? Questo dubbio mi pervase per tutta la settimana fino al sabato mattina, quando terminato l'orario lavorativo tornai a casa e decisi.
La prima cosa da fare era sistemare casa. Iniziai le pulizie, rinfrecando gli ambienti e soprattutto mettendo biancheria pulita sul letto. Poi verso le 17, a sole tre ore dall'appuntamento, iniziai a dedicarmi a me. Doccia profumata, depilazione completa, shampoo e pulizia interna.
Alle 18 andai alla toeletta ed inizia a truccarmi. Terra, ombretto lilla, rossetto chiaro. Dopo anni di tutorial e pratica, avevo imparato a nascondere per bene i tratti mascolini del mio viso. Ciglia e unghie finte alle mani, smalto sui piedi, tutto in tono con un lilla che richiamava l'ombretto.
Poi andai alla vestizione. Per prima cosa il mio busto che riproduce il seno finto, una terza misura che si allinea perfettamente al mio fisico, completo intimo lilla e nero, con reggiseno a balconcino e brasiliana abbinata. Guepiere e calze velate nere agganciate.
Per finire completai il tutto con un tubino nero appena sopra al ginocchio, per nascondere il mio intimo, senza sembrare né casta, né troppo sfacciata.
Misi delle décolleté nere lucide, tacco 12 e una parrucca nera, con effetto appena mosso.
Mi riguardai allo specchio lungo in camera da letto e fui felice di ciò che vedevo.
Mancava ormai poco al suo arrivo, presi il prosecco dal frigo e lo infilai nel cestello del ghiaccio sul tavolino in salotto e presi due calici.
Accesi una sigaretta e la fumai nascondendomi dietro la tenda della cucina per non farmi vedere affacciata alla finestra.
Alle 19:58 arriva il suo messaggio.
"Sono all'indirizzo che mi hai dato"
"Apro. Prendi l'ascensore a destra e vieni al terzo piano, sul ballatoio la porta a destra".
Avevo il cuore che andava a mille, molto peggio di altre volte, in cui vivevo i miei incontri con quasi serenità.
Quando suonò il campanello esitai un attimo, contai fino a 3 e con un respiro profondo andai alla porta, nascondendomi per non farmi vedere dalle scale.
Lui entrò con dei fiori e io richiusi rapidamente la porta alle sue spalle.
"Buonasera"
"Buonasera a te, che bei fiori"
"Mi sembrava un gesto carino"
"Lo è"
Sembrava che non si fosse accorto di nulla e io presi i fiori e li misi in un vaso.
"Accomodati pure, sistemo i fiori e ti raggiungo"
"Grazie. Casa molto graziosa"
"Grazie, provo a tenerla per bene"
"Ci riesci magnificamente"
Sapesse la fatica che faccio arrivando distrutta a casa
Sistemati i fiori, lo raggiungo sul divano, accomodandomi tenendo il busto in avanti e accavallando le gambe.
"Sei molto bella anche tu"
"Grazie, tu sei come ti immaginavo" dissi fingendo stupore, ma sapevo fin troppo bene chi fosse e come fosse
"Sicura? Non sono troppo vecchio o grasso?"
"Sei esattamente come ti immaginavo" ripetei. "Per questo sei qui" aggiunsi ammiccando leggermente.
"Allora possiamo fare un brindisi"
"Certo, ma apri tu, che mi si spezzano le unghie" sorrisi quasi civettuola o provando ad esserlo.
Lui sorrise a sua volta e si alzò. Prese la bottiglia e la aprì.
Versò il prosecco nei calici e con un semplice "a noi" iniziammo a bere.
Parlammo qualche minuto, quasi del nulla, poi dopo questa finta conoscenza, decise di andare al dunque
"Come ti posso chiamare?"
"Claudia, chiamami Claudia"
"Bene Claudia, io non sono un habitué di queste situazioni, ma qualche anno fa ho scoperto il piacere di possedere fisicamente e mentalmente donne come te, avendo conosciuto per caso una ragazza come te"
"Certo, sono si..." Mi interruppe
"Fammi parlare. Se sono qui stasera è perché dai messaggi scambiati mi sembri la persona per riprovare quella esperienza e se dovesse andare bene, pretendo di essere il tuo unico uomo, anche se dovessimo vederci una volta al mese. Questa è la prima regola" annuì in silenzio.
"La seconda regola è che durante i nostri incontri, che avranno una durata variabile, ma mai meno di tre-4 ore, tu sia completamente disponibile sessualmente e non solo"
"Cosa intendi per non solo?" Dissi
"Intendo che mi aspetto di trovarti intenta a prepararmi la cena, ad esempio, oppure disponibile ad uscire di casa con me. Voglio vivere i nostri incontri come se fossimo conviventi, amanti, compagni scegli tu il termine"
"Non sono mai uscita di casa così"
"Non pretendo che lo faccia subito, ma con gradualità ed usando le precauzioni dovute"
Annuii nuovamente.
"Nel sesso, sono pretenzioso e molto porco. Non mi piace i l preservativo ed ogni goccia del mio sperma deve essere addosso a te o dentro di te".
"Beh, si questo non credo ci siano problemi"
"Sarò violento a volte, ma anche dolce. Potrei schiaffeggiarti, usarti, darti degli ordini e pretendo ubbidienza"
"Certo"
"Ed ovviamente ci sentiremo solo tramite messaggi, per concordare di volta in volta i nostri incontri, non sono aperto a messaggini di buongiorno, buonanotte e tutte le smancerie varie, tranne che tra queste mura o ovunque ci potremmo incontrare"
"Va bene, fin qui tutto normale"
"Ovviamente, non voglio mai vederti nella tua versione maschile"
"Ci mancherebbe" pensai che lo fa quotidianamente e manco si è accorto chi fossi, almeno per ora.
"Bene, allora sanciamo questo nostro accordo con un altro brindisi?"
"Assolutamente si"
Riempi i calici e brindammo per la seconda volta.
"Stasera partiremo gradualmente, scoprirai nel tempo, cosa intendo per dominazione mentale e fisica"
"Va bene"
Si alzò, posando il calice sul tavolino
"Alzati"
Posai il mio calice e mi alzai. Si avvicinò a me, spostando con la sua mano il mio mento affinché lo guardassi negli occhi.
"Fai tutto?"
"Si"
"Sono molto pretenzioso"
"Spero di accontentarti"
"Lo farai"
Mi baciò con passione, esitai un attimo e poi risposi al bacio. La sua lingua ruvida entrò nella mia bocca, mentre le sue labbra mi divoravano letteralmente. Appoggiai le mie mani sui suoi fianchi e lui mise la sua mano destra sul mio culo, tastandolo con forza.
Il bacio durò qualche minuto, quando si staccò mi guardò dicendomi solo "l'inizio è positivo"
Gli sorrisi.
Continua
Il mio capo, la persona per cui lavoravo e che a breve avrebbe scelto chi nominare come nuovo responsabile.
Fui molto combattuto. Dovevo disdire appuntamento per non rischiare ripercussioni lavorative o andare avanti e provare ad approfittare della situazione a mio vantaggio? Questo dubbio mi pervase per tutta la settimana fino al sabato mattina, quando terminato l'orario lavorativo tornai a casa e decisi.
La prima cosa da fare era sistemare casa. Iniziai le pulizie, rinfrecando gli ambienti e soprattutto mettendo biancheria pulita sul letto. Poi verso le 17, a sole tre ore dall'appuntamento, iniziai a dedicarmi a me. Doccia profumata, depilazione completa, shampoo e pulizia interna.
Alle 18 andai alla toeletta ed inizia a truccarmi. Terra, ombretto lilla, rossetto chiaro. Dopo anni di tutorial e pratica, avevo imparato a nascondere per bene i tratti mascolini del mio viso. Ciglia e unghie finte alle mani, smalto sui piedi, tutto in tono con un lilla che richiamava l'ombretto.
Poi andai alla vestizione. Per prima cosa il mio busto che riproduce il seno finto, una terza misura che si allinea perfettamente al mio fisico, completo intimo lilla e nero, con reggiseno a balconcino e brasiliana abbinata. Guepiere e calze velate nere agganciate.
Per finire completai il tutto con un tubino nero appena sopra al ginocchio, per nascondere il mio intimo, senza sembrare né casta, né troppo sfacciata.
Misi delle décolleté nere lucide, tacco 12 e una parrucca nera, con effetto appena mosso.
Mi riguardai allo specchio lungo in camera da letto e fui felice di ciò che vedevo.
Mancava ormai poco al suo arrivo, presi il prosecco dal frigo e lo infilai nel cestello del ghiaccio sul tavolino in salotto e presi due calici.
Accesi una sigaretta e la fumai nascondendomi dietro la tenda della cucina per non farmi vedere affacciata alla finestra.
Alle 19:58 arriva il suo messaggio.
"Sono all'indirizzo che mi hai dato"
"Apro. Prendi l'ascensore a destra e vieni al terzo piano, sul ballatoio la porta a destra".
Avevo il cuore che andava a mille, molto peggio di altre volte, in cui vivevo i miei incontri con quasi serenità.
Quando suonò il campanello esitai un attimo, contai fino a 3 e con un respiro profondo andai alla porta, nascondendomi per non farmi vedere dalle scale.
Lui entrò con dei fiori e io richiusi rapidamente la porta alle sue spalle.
"Buonasera"
"Buonasera a te, che bei fiori"
"Mi sembrava un gesto carino"
"Lo è"
Sembrava che non si fosse accorto di nulla e io presi i fiori e li misi in un vaso.
"Accomodati pure, sistemo i fiori e ti raggiungo"
"Grazie. Casa molto graziosa"
"Grazie, provo a tenerla per bene"
"Ci riesci magnificamente"
Sapesse la fatica che faccio arrivando distrutta a casa
Sistemati i fiori, lo raggiungo sul divano, accomodandomi tenendo il busto in avanti e accavallando le gambe.
"Sei molto bella anche tu"
"Grazie, tu sei come ti immaginavo" dissi fingendo stupore, ma sapevo fin troppo bene chi fosse e come fosse
"Sicura? Non sono troppo vecchio o grasso?"
"Sei esattamente come ti immaginavo" ripetei. "Per questo sei qui" aggiunsi ammiccando leggermente.
"Allora possiamo fare un brindisi"
"Certo, ma apri tu, che mi si spezzano le unghie" sorrisi quasi civettuola o provando ad esserlo.
Lui sorrise a sua volta e si alzò. Prese la bottiglia e la aprì.
Versò il prosecco nei calici e con un semplice "a noi" iniziammo a bere.
Parlammo qualche minuto, quasi del nulla, poi dopo questa finta conoscenza, decise di andare al dunque
"Come ti posso chiamare?"
"Claudia, chiamami Claudia"
"Bene Claudia, io non sono un habitué di queste situazioni, ma qualche anno fa ho scoperto il piacere di possedere fisicamente e mentalmente donne come te, avendo conosciuto per caso una ragazza come te"
"Certo, sono si..." Mi interruppe
"Fammi parlare. Se sono qui stasera è perché dai messaggi scambiati mi sembri la persona per riprovare quella esperienza e se dovesse andare bene, pretendo di essere il tuo unico uomo, anche se dovessimo vederci una volta al mese. Questa è la prima regola" annuì in silenzio.
"La seconda regola è che durante i nostri incontri, che avranno una durata variabile, ma mai meno di tre-4 ore, tu sia completamente disponibile sessualmente e non solo"
"Cosa intendi per non solo?" Dissi
"Intendo che mi aspetto di trovarti intenta a prepararmi la cena, ad esempio, oppure disponibile ad uscire di casa con me. Voglio vivere i nostri incontri come se fossimo conviventi, amanti, compagni scegli tu il termine"
"Non sono mai uscita di casa così"
"Non pretendo che lo faccia subito, ma con gradualità ed usando le precauzioni dovute"
Annuii nuovamente.
"Nel sesso, sono pretenzioso e molto porco. Non mi piace i l preservativo ed ogni goccia del mio sperma deve essere addosso a te o dentro di te".
"Beh, si questo non credo ci siano problemi"
"Sarò violento a volte, ma anche dolce. Potrei schiaffeggiarti, usarti, darti degli ordini e pretendo ubbidienza"
"Certo"
"Ed ovviamente ci sentiremo solo tramite messaggi, per concordare di volta in volta i nostri incontri, non sono aperto a messaggini di buongiorno, buonanotte e tutte le smancerie varie, tranne che tra queste mura o ovunque ci potremmo incontrare"
"Va bene, fin qui tutto normale"
"Ovviamente, non voglio mai vederti nella tua versione maschile"
"Ci mancherebbe" pensai che lo fa quotidianamente e manco si è accorto chi fossi, almeno per ora.
"Bene, allora sanciamo questo nostro accordo con un altro brindisi?"
"Assolutamente si"
Riempi i calici e brindammo per la seconda volta.
"Stasera partiremo gradualmente, scoprirai nel tempo, cosa intendo per dominazione mentale e fisica"
"Va bene"
Si alzò, posando il calice sul tavolino
"Alzati"
Posai il mio calice e mi alzai. Si avvicinò a me, spostando con la sua mano il mio mento affinché lo guardassi negli occhi.
"Fai tutto?"
"Si"
"Sono molto pretenzioso"
"Spero di accontentarti"
"Lo farai"
Mi baciò con passione, esitai un attimo e poi risposi al bacio. La sua lingua ruvida entrò nella mia bocca, mentre le sue labbra mi divoravano letteralmente. Appoggiai le mie mani sui suoi fianchi e lui mise la sua mano destra sul mio culo, tastandolo con forza.
Il bacio durò qualche minuto, quando si staccò mi guardò dicendomi solo "l'inizio è positivo"
Gli sorrisi.
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