Il donatore di sperma cap. 7 il coinvolgimento di laura

di
genere
confessioni

DONATORE DI SPERMA

(Da una storia vera)

Cap. 7 IL COINVOLGIMENTO
(Navigare sugli annunci di internet.)


Sere dopo quel chiarimento e aver creato io un indirizzo email nuovo proprio per collegarmi con quei tipi di siti dei donatori di sperma, tornammo insieme su internet, mostrandole e facendole conoscere qualche sito nuovo che avevo già visionato precedentemente da solo.
Quando le dissi che saremmo andati sul internet a curiosare tra i donatori di sperma, mi fece uno sguardo tollerante e un sorriso sfacciato e timido allo stesso tempo.
Con lei seduta su una poltroncina al mio fianco, mi misi alla ricerca dei vari siti e cercai un blog che avevo già visionato, precedentemente, dal titolo invitante:” La cicogna.”
Con l'immagine di una cicogna in volo che teneva con il becco un fagotto con un neonato dentro, e con gli annunci all'interno del sito.
Entrammo e iniziammo a consultare il “catalogo” online della cicogna con all’interno i suoi donatori di sperma. Senza domandarglielo cercai un donatore di sperma ipotetico che potesse andare teoricamente bene per noi, per mia moglie. Ne trovammo e leggemmo parecchi e oltre agli annunci leggemmo i commenti di chi prima di noi aveva corrisposto con loro.
Visto che lei osservava curiosa esclamai: “Sono messaggi di donne single o coppie come noi in cerca di una speranza e di un’opportunità per il loro desiderio di maternità...” Aggiungendo:” .... tanto da andare oltre a pregiudizi o i timori.”
Laura era turbata e contemporaneamente curiosa quanto me di vedere chi fossero questi donatori di sperma, ma allo stesso tempo era a disagio e imbarazzata e nervosamente continuava a toccarsi le dita guardando e leggendo sul monitor. E involontariamente senza farci caso prendeva la vera nuziale dell’anulare e la muoveva dentro l'anulare su e giù, portandola avanti quasi sull'unghia come per toglierla, per poi rispingerla e infilarla lentamente e completamente dentro le falangi fino in fondo al dito, senza rendersi conto di quello che faceva.
Non sapevo dare un significato a quello che vedevo compiere a mia moglie, a quel suo gesto incontrollato, ma sapevo che quella manovra inconscia ne aveva molti, era una introduzione istintiva, come una penetrazione del dito nella vera nuziale, come se visionando inconsciamente gli annunci pensasse all’introduzione sessuale e la desiderasse.
Con la freccia del mouse scorrevo l’elenco degli annunci, c’era anche chi metteva l’immagine propria sulla presentazione, come se si vendesse un oggetto, un prodotto. Alcuni apponevano anche nome o pseudonimo, anni, altezza, colore degli occhi e capelli, tipo di fisico e la dicitura: “Spermiogramma ottimo con valori alti, visibile su richiesta.”
C’era chi specificava l’area geografica da dove proveniva e quella in cui era disposto a muoversi, chi forniva descrizioni emozionali di sé e chi, chiaramente era in cerca solo di sesso e precisava di praticare unicamente il “metodo naturale diretto”, che era il nome “tecnico” che veniva utilizzato per definire il rapporto sessuale completo.
L’alternativa era la fecondazione artigianale tramite il Kit, quella che cercavamo noi. In questi c’era chi lo donava gratis e chi chiedeva un compenso. E devo dire che mentalmente io prendevo in considerazione entrambi i tipi di donazione di sperma. La donazione con Kit, pur avendola scartata personalmente, la riproponevo sempre come paragone con quella sessuale diretta, per dare a mia moglie una parvenza di scelta, da farle credere che poteva preferire una o l’altra, e gliel’avrei continuata a proporre come paragone fino alla fine, quando non sarei stato sicuro che sarebbe convenuta con me in quella che preferivo io e che mi era entrata in testa, la fecondazione diretta con rapporto sessuale.
Per la donazione diretta con rapporto sessuale ci pensai a lungo, non era facile da accettare per un tipo come me con la mia mentalità meridionale, ma sarebbe stata la più segreta, un momento, una cosa veloce e via, e avrei fatto in modo che se avesse avuto un rapporto sessuale sarebbe stato asessuale e che Laura non avesse provato piacere, che fosse soltanto un sacrificio.
In quella visualizzazione del sito, con Laura al mio fianco che leggeva gli annunci, girando il capo verso di lei la osservavo e vedevo il suo profilo illuminato dal monitor, bello, attraente con i capelli lunghi castano scuro che le cadevano oltre le spalle, gli occhi grandi ma leggermente stretti per mettere meglio a fuoco quello che leggeva e proteggersi dalla luce fastidiosa dello schermo. Avrei avuto voglia di accarezzarla e baciarla, ma non volevo rovinare quel momento magico della sua partecipazione e attenzione sul sito.
Il guardare lei a disagio nel trovarsi in quel sito di venditori e donatori di sperma, con lei così pulita moralmente, educata e per bene mentalmente, anche se non c'era niente di volgare e sconcio nella visione, il solo pensiero che guardasse con attenzione quegli annunci stranamente mi accalorava, forse eccitava. E per interessarla maggiormente volevo che fosse lei a scegliere il donatore di sperma e per questo dovevo coinvolgerla mentalmente, convincerla nella scelta che preferivo io, anche se sapevo che non era facile. Lo ritenevo un suo diritto partecipare ad una ricerca ed eventuale scelta visto che era lei che doveva ricevere lo sperma e diventare madre.
Il pensiero assurdo che mia moglie potenzialmente potesse venire ingravidata da un altro uomo, un donatore di sperma sconosciuto, ma da noi conosciuto su internet, mi inquietava e stranamente mi attraeva.
La osservavo, la vedevo diversa.
Insolitamente provavo una sensazione piacevole nel saperla lì al mio fianco a osservare ragazzi e uomini adulti tra i vari siti e annunci, e cercare con me un possibile donatore che l’avrebbe fecondata e resa mamma di mio figlio.
Lei mi seguiva nel percorso e nella lettura dei commenti, silenziosamente, arrendevolmente, lasciandosi guidare da me in quel tour inconsueto e peccaminoso, dandomi una straordinaria sensazione, di turbamento che avvertivo nell’averla vicino a me a indicarle e forse a scegliere il possibile maschio che l’avrebbe posseduta, e quello mi faceva sentire emozionato e superiore a lei.
Ne avvertivo il profumo sul collo, buono e forte mischiarsi al suo sudore dovuto al caldo della casa e alla sua tensione, che come negli animali accalorati aumentava di intensità e fragranza accendendo in me il desiderio di lei.
Un logo attirò la sua attenzione e appoggiandolo in dito sul monitor mi fece segno di cliccare sopra, era la fotografia di una cicogna dove aperto, all’interno diceva: “Italiano 30 enne, bella presenza, alto, sano, dona sperma solo con rapporto sessuale.” E seguivano altre caratteristiche, e poi indirizzo email, e per entrare in contatto dovevamo chiedere l’amicizia, ma non lo feci, curiosammo soltanto e chiudemmo, saremmo entrati forse un’altra sera con calma e tranquillità, ma soprattutto più preparati. Leggemmo anche qualche annuncio di ricerca di donatore da parte di coppie: “Coppia lei 28enne, cerca donatore di sperma, in Lombardia…” E seguiva indirizzo email.
Navigammo e curiosammo un po’.
Un’altra sera entrammo ancora su internet, non più per curiosità, ma per approfondire, e volle riandare su quel sito con la cicogna, l’attirava, molti avevano il logo studiato appositamente per attirare psicologicamente i candidati genitori.
Quella sera vedendola partecipe chiesi l’amicizia al sito che avevamo visionato qualche sera prima, e che ci permetteva di entrare in contatto diretto con lui, il donatore. Lui rispose quasi subito e mi diede l’amicizia e chattammo un poco, dicendosi disposto a fecondare mia moglie anche tramite Kit, ma voleva un compenso. Non chiedemmo nemmeno quanto, chiudemmo subito delusi. In seguito provammo con altri siti, alcuni davano l’indirizzo mail, altri non rispondevano ma potevi visionare l’interno e altri ancora rispondevano con calma scrivendoti il giorno dopo.
“Però ce ne!” Esclamò Laura stupita quanto me riferendosi al numero degli annunci che vedevamo.
“Come per qualsiasi cosa, su internet si trova di tutto.” Risposi:” Chissà se lo vendono anche su Amazon… “Dissi ridendo visto che spesso ci compivamo degli acquisti.
“Ma figurati, Amazon è un sito serio!” Rispose lei scandalizzata dalla mia battuta.
“Anche alcuni di questi lo sono amore!” Ribattei io.
“Sarà… forse si ci sarà senz’altro qualcuno serio, ma quasi tutti lo donano con metodo naturale diretto, volendo praticare un rapporto sessuale completo.” Pronunciò.
“Si!” Risposi io e per tranquillizzarla aggiunsi:” Ma la nostra preferenza andrà a chi lo offre con kit…” E in quel momento approfittai volutamente, presi coraggio e continuai:” .... se poi non lo troveremo, prenderemo in considerazione e discuteremo anche di questo metodo sessuale.”
Mi aspettavo una sua reazione negativa da parte sua, un no o un vedremo oppure sono contraria, invece restò in silenzio, non disse nulla guardando fissa il monitor e le sue immagini di annunci e pancioni, facendo muovere quei suoi grandi e splendidi occhi scuri sullo schermo, senza rispondere. È vista la sua passività e arrendevolezza approfittai ancora, sorrisi e le presi la mano dicendo: “Ma stai tranquillo amore, che anche se sarà il metodo con eiaculazione diretta, quello che cercheremo per te sarà ultra sicuro. “Facendole intuire con quella frase, già quale poteva essere stata la mia preferenza.
Non disse ancora nulla, come se non avesse sentito, continuò a scrutare il monitor e io non forzai di più il ragionamento, c’era tempo, doveva metabolizzare, lei era di carattere arrendevole ed era influenzabile da me, quando sarebbe stato il momento giusto l’avrei suggestionata e vincolata alla mia scelta.
L’importante per noi era avere un figlio!... Come?... Lo avremmo deciso in seguito.

Quegli annunci erano comunque una selva a cui prestare attenzione. Molti si nascondevano dietro falsi profili e poi invitavano a lasciare messaggi come successe a noi con quel ragazzo del logo della cicogna e poi contattavano direttamente gli interessati. Il messaggio iniziale era sempre lo stesso o quasi.
"Siete o sei in cerca di un donatore di sperma?"
Poi passavano alla trattativa vera e propria, chiedendo denaro, inviando un messaggio dietro l'altro fino a fissare l’incontro, quello che precedeva il momento dell'inseminazione artigianale.
Noi non lo avevamo fatto, ma avevamo letto i commenti di altri, ma bastava iscriversi a uno dei tanti gruppi e si aveva la possibilità di accedere a una vasta gamma di donatori, di ogni provenienza geografica e scegliere.
Laura leggendo con attenzione con un sorriso divertito e ironico esclamò segnandomi con il dito una didascalia: “Guarda qui!” Disse:” Quelli che lo praticano con rapporto sessuale, dicono di immolarsi per la causa, di seguire una vera e propria missione di vita e di voler dare gioia a tutte quelle coppie, donne single o lesbiche che non possono avere, ma vogliono un figlio.”
“Si, dicono...” Risposi, ma bisogna stare attenti amore:” Accettare una “donazione” passando per questa via equivale a compiere sesso con uno sconosciuto.” Per questo voglio il meglio per te amore. “E per la seconda volta le feci capire la mia intenzione e la mia scelta verso il metodo che preferivo. Solo che quella volta si girò guardandomi con occhi dolci da gatta innamorata chiedendomi: “Ma davvero tu Roberto vuoi davvero che resti fecondata direttamente?... Con questo metodo? Avere un rapporto sessuale con un altro?”
Dalla sua espressione e dal modo come me lo chiese mi spiazzò, ero impreparato.
“Vedremo!” Risposi:” Te l’ho detto, quel metodo lì lo teniamo in considerazione, non lo scartiamo, ma poi sarai tu a scegliere come farlo. Comunque abbiamo ancora tempo.” L’intenzione di praticare la fecondazione era a giugno e noi eravamo ancora a marzo.


Sapevo che quel periodo scelto era un momento particolare dove si sarebbe deciso tutto, ma dovevo coinvolgerla a piccoli passetti, inculcaglielo in testa senza fretta e soprattutto forzature per farla accettare, convincerla con calma, senza premura, con pazienza e ai suoi no e ai suoi dubbi farla ragionare e arrivare al punto da farle credere che era lei che sceglieva e non io.
Anche durante le giornate cercavo di persuaderla e spesso quando parlavamo di altro durante la giornata, nei nostri momenti coniugali, tergiversando sulla conversazione che avevamo, con il sorriso ritornavo sull'argomento ripetendole sempre le stesse cose sulla fecondazione.
Una sera smettemmo di navigare e osservare il monitor e iniziammo a parlarle seriamente e incominciai ripetendomi: “Come ti ho già detto Laura, la differenza con questo tipo di metodo nuovo che abbiamo appreso è che arriviamo a incontrare e conoscere direttamente il donatore di sperma, è questo è positivo. Lo scegliamo noi e possiamo parlargli, chiedere, fare con lui un accordo privato anonimo senza tracce e nessuno saprà mai niente. Invece in una banca del seme on line o in una clinica della fertilità, bisognerà dare sempre la nostra identità e tutta una serie di dati, fare test psicologici, documenti e burocrazia, con il rischio poi…che prima o poi si possa venire a sapere di noi, del donatore e di te che sei la ricevente.” Feci una pausa e ripresi:” … poi è azzardato soprattutto per te, per quello che dovrai passare psicologicamente oltre che fisicamente per ingravidarti con strumenti…”
Poi ancora prendendole le mani e stringendole nelle mie come facevo nei momenti seri e carichi di tenerezza tra noi, guardandola negli occhi languidi e dolci le dissi: “Amore… certamente tu lo sai meglio di me che avere un figlio è una delle più grandi, se non la più grande decisione da prendere della nostra vita e dobbiamo cercare di essere razionali e non inseguire le emozioni e le mode, ma fare la scelta giusta, perché cambierà per sempre la nostra vita. È una decisione solo nostra scegliere quale metodo di inseminazione effettuare, ed eventualmente il donatore di sperma. Una scelta solo nostra, soprattutto tua …. Come ti ho già detto, il nostro bambino sarà il risultato della scelta che faremo e del donatore di sperma che sceglieremo.”
Usavo a proposito psicologicamente la parola bambino che non genericamente figlio, perché anche se non sembrava era più intima e famigliare, la colpiva di più proiettandola nella fanciullezza.
Feci nuovamente una pausa e portai con un gesto affettuoso che compivo spesso nei momenti di intimità, le sue mani alla mia bocca, le appoggiai le labbra sopra e le baciai sul dorso ripetutamente con tenerezza e amore, e ritornando a guardarla negli occhi proseguii in quel dire, in quella tattica per convincerla.
“Niente di quello che faremo ci dividerà mai!!...Noi non ci tradiremo mai!!!” Esclamai con determinazione.
Poi come riportandola alla realtà, ritornai a quello che stavamo visionando. E con un sorriso di gioia abbozzai con una:” Stai tranquilla amore, per te troveremo i migliori spermini che ci sono al mondo.” Dissi e con le sue mani nelle mie, delineò anche lei un sorriso più con gli occhi che con il movimento delle labbra.

Continuai a parlarle, a chiarire e ripetere frasi e concetti che avevo già provveduto a spiegarle e non mi stancavo di farlo e lo facevo proprio per infondere e convincere meglio la sua mente. A volte li ripetevo per provocazione, per vedere come reagiva e parlavo in modo da farle capire che davo già per scontato il metodo con cui avremmo praticato la fecondazione.
“Come ti ho detto, abbiamo visto e oramai sai amore, ci sono diversi percorsi per raggiungere il concepimento, ma secondo me è opportuno per la serie di ragioni diverse che ti ho già spiegato che ora dobbiamo prendere in considerazione seriamente e realmente come trovare ed entrare in contatto con un donatore di sperma privato; il modo in cui vogliamo incontrarlo e pianificare come avvenga la fecondazione per concepire nostro figlio. Così non solo avremo un'idea delle qualità che desideriamo possegga il donatore di sperma, ma soprattutto scegliendo noi, avremmo ...” Mi corressi subito:” …. tu avrai la possibilità di scegliere, conoscerlo prima virtualmente e poi personalmente, di preferirlo ad altri in base al suo aspetto come l’altezza, l’età, la costituzione, il colore degli occhi e dei capelli e in base alla personalità che dimostrerà in quel momento. Se è adatto ai tuoi gusti, e lo riusciremo a capire solo quando lo incontreremo.
Insomma, dobbiamo provare a ricercare e fare già delle valutazioni o simulazioni se preferisci chiamarle così. Sceglieremo non solo l’etnia e saremo certi che sarà quella che vedremo, ma altri criteri secondari anche se non influiscono, come la nazionalità o la regione di appartenenza, se meridionale come noi o del nord.
La differenza con il donatore privato e gli altri metodi sarà che potremo vederlo di persona prima che tu riceva lo sperma, osservarlo, parlare e interagire con lui e quindi in un certo senso esaminare chi sarà il padre biologico del nostro futuro figlio. In modo che non sia solo un numero su un foglio o una scheda anonima e sconosciuta oppure un file con dei dati su un programma di qualche computer. “
Quelle parole le dicevo a lei, ma erano rivolte anche a me stesso, in una sorta di autoconvincimento che fosse la scelta giusta quella, il metodo migliore da praticare, anche se avesse comportato il rapporto sessuale di Laura. Perché è vero che io avevo già deciso quale praticare, ma ero insicuro, pieno di gelosia per il timore che si accoppiasse con un altro uomo, e dovevo in quel atto della fecondazione togliere tutto quello che di erotico e sessuale poteva esserci in quello che avrebbe compiuto. E prosegui: “Ed è questo il motivo principale perché alcune coppie scelgono questa opzione di donazione dello sperma. Lo fanno per conoscere l’identità del donatore, vederlo e incontrarlo per avere la possibilità di conoscere il padre del loro bambino ed eventualmente sceglierlo.”
Affermai sempre più deciso e consapevole, mentre lei sempre con le sue mani tra le mie ascoltava silenziosa. Sapevo, conoscendola che stavo lentamente cambiando le sue convinzioni precedenti ma come dicevo sopra, volevo che pensasse che fosse una sua scelta farlo…. E non mia.
“Ma se hanno malattie?” Chiese dubbiosa e intimorita con la voce rotta e tremante dalla vergogna di domandarmelo, facendomi capire con quella domanda che la donazione diretta con rapporto sessuale la prendeva in considerazione davvero e che avrebbe potuto anche accettarlo.
Le strinsi le mani più forte elargendole un sorriso appena percettibile nella serietà del discorso.
“Amore! ...Ci sono donatori di sperma testati clinicamente, quando troveremo il nostro chiederemo di fornirci la documentazione medica che dimostri la sua salute e l'assenza di malattie sessualmente trasmissibili, genetiche e infettive e se ancora non li avrà fatti, chiederemo noi che si sottoponga a test clinici. È molto importante che tu e il nostro bambino siate al sicuro. “Dissi salendo con le dita e sfiorandole la pelle dell'avambraccio. Sapevo essere molto tenero e dolce quando volevo, specialmente dopo l’incidente.
“Ma…non so! ...” Esclamò a bassa voce, guardando in basso con una espressione intimorita e dubbiosa: “Sai che sono contraria…. “
Non finì la frase di suo proposito. Era già positivo che avesse dei dubbi, era un buon segno che mi faceva capire che avrei dovuto continuare a discorrere con lei per convincerla.
“E poi amore...” Continuai:” ... l'atto di concepimento, la fecondazione avverrebbe tutto in un ambiente scelto da noi e non su un lettino di una clinica o di un ospedale. “Continuando: “So amore che questa è una opzione molto più personale, che si tratta di un approccio diverso tra la fecondazione assistita e la donazione di sperma diretta, ma noi dobbiamo considerarla come un'alternativa, celere e anonima e non un tradimento o qualcosa di sporco e peccaminoso, e non dobbiamo avere problemi morali. Il fine autorizza i mezzi…” Dissi:” … e il nostro fine è nobile.”
Quella sera terminammo la conversazione così, quasi convinta.
Nei giorni seguenti per coinvolgerla maggiormente, quando eravamo a passeggio o per casualità quando incontravamo una donna incinta con il pancione, non fuggivamo più con lo sguardo o giravamo gli occhi dall’altra parte, ma le dicevo volutamente:” Guarda amore che bel pancione che ha quella signora…presto anche tu sarai così!” E lei osservandola abbozzava un sorriso.

Più si avvicinava il periodo che avevamo programmato per la fecondazione fine maggio inizio giugno circa, più cambiavamo idea, tralasciando la fecondazione artificiale che ci aveva spiegato la ginecologa, sempre più per il metodo diretto e naturale. In vista della procreazione assistita nella clinica con la dottoressa, avevamo già pianificato e detto ai nostri genitori, amici e parenti che saremmo andati alcuni giorni in vacanza in montagna, e invece all’insaputa di tutti saremmo andati nella clinica privata per la fecondazione artificiale. Così sostituii nei programmi, quel periodo programmato per la fecondazione artificiale, con quello della fecondazione naturale diretta, da praticare con un donatore di sperma quando lo avremmo trovato.
E più cercavamo, più diventavamo preoccupati e agitati.

Quelle sere durante i tour su internet alla ricerca del donatore ideale, tenemmo conto di molti fattori, tra cui il modo in cui desideravamo incontrarlo e come pianificare il concepimento di Laura.
Io oramai avevo già accantonato la decisione della fecondazione artificiale per il metodo diretto naturale e lei era quasi convinta; mi affascinava ed eccitava l’idea di essere anch'io a sceglie il donatore, chi avrebbe fecondato mia moglie, e mi sentivo partecipe, coinvolto al concepimento, ed era bello. E glielo dissi e lei lo sapeva, mi vedeva entusiasta di diventare padre come lei madre e in quei momenti poco mi importava se avrebbe dovuto essere posseduta da qualcuno, sarebbe stato solo per pochi minuti, lontano da qui, con qualcuno che non conoscevamo, in un rapporto sessuale consumato in fretta e senza che lei avesse provato piacere. E nessuno avrebbe mai saputo niente e noi poi, con l’amore per il figlio avremmo dimenticato tutto in fretta.
Continuavo a trascinarla mentalmente il più possibile in quella che all’inizio era solo una curiosità, poi un gioco, fino a diventare la mia scelta e farla diventare la sua, e scherzando una sera le dissi mentre navigavamo con lei seduta in poltroncina al mio fianco.
“Tu come lo vorresti?”
“Come vorrei cosa?” Rispose sorpresa.
“Nostro figlio!” Replicai:” Con i capelli scuri o chiari?”
Restò meravigliata da quella domanda, non sapeva cosa rispondere: “Ma non so!” Mormorò imbarazzata.
“Facciamo finta che lo stiamo cercando davvero Laura!” Esclamai all’improvviso:” ... Come lo vorresti il donatore?... Devi scegliere amore, perché il 50% assomiglierà a te, avrà i tuoi cromosomi e DNA, ma l’altro 50% assomiglierà al donatore e avrà i suoi e il suo DNA. E quindi dobbiamo decidere le sue qualità, come altezza, costituzione, colore degli occhi e dei capelli. “La informai.
” Visto che c'è la possibilità di scegliere, realizziamolo…compiamolo in modo che piaccia a te, ma che assomigli anche a me se vuoi tu!” Affermai sorridendo, anche se io desideravo ed ero attento egoisticamente che soddisfacesse più le mie esigenze che le sue.
Lei restò in silenzio, poi mormorò ancora timida ed emozionata: “Ma non so!... Non saprei?” Con una espressione sorpresa.
“Prova a dire amore … è una prova, come un gioco, come se fosse giunto il momento di sceglierlo veramente. Tieni conto che dovrà assomigliare anche a me se vuoi!”
“Biondo!” Esclamò all’improvviso compiendo un sorriso vergognoso di partecipazione timorosa a quella scelta.
“Bene!” Risposi io e continuai:” Alto basso, magro grasso? “
“Grasso no! Alto, bello…” Replicò sorridendo a labbra chiuse, celando i suoi denti bianchi, ma illuminando il viso con gli occhi.
“Certo sarà bello come te.” Ribattei.
“Vuoi un maschietto o una femminuccia?” Continuai.
“Oh...non importa, purché abbia un figlio, sia bello e sano...” Rispose con una esclamazione di enfasi e desiderio materno.
Quel coinvolgerla in quel gioco era utile. Io mi ero già fatto un'idea del donatore e volevo che somigliasse a me com’ero quando mi sposai, con i caratteri somatici simili ai miei e ne discussi con lei di quello che volevo, interrompendo momentaneamente e felicemente quella selezione giocosa.
“Vedi!... “Ripetei:” …Qui con questo metodo possiamo scegliere l’età, l’altezza e altro.... basta che abbiamo le idee chiare e siamo consapevoli di cosa vogliamo. Qui non è come la fecondazione artificiale che acquisti a scatola chiusa e ti trovi in utero quello che ti trovi…. Qui vedi e scegli cosa vuoi …” Dissi ridendo.
Sorrise anche lei dicendo stupita:” Come la regione? La nostra… siciliano? “Domandò spiritosa.
“Vuoi che sia un siciliano come noi?” Chiesi.
“Si...ma io dicevo così per dire…” Esclamò imbarazzata:” … mi va bene qualsiasi regione, nazionalità, l’importante che sia bianco e come dicono i medici della nostra razza, quella caucasica.” Esclamò quasi vergognandosi di pensare e precisare quella richiesta.

Riprendemmo a navigare, a cercare in base ai suoi desideri, ma si vedeva che era impensierita da quella ricerca, ma in un certo senso felice di scegliersi come voleva lei il padre biologico del figlio. Entrammo in un sito nuovo e fu una sorpresa, lei era turbata, ma potevamo scegliere da un menu a tendina la lista di donatori e quello con cui volevamo entrare in contatto. Inoltre, tenevamo presente la tecnica di donazione scelta, quella di rapporti sessuali completi.
“Ma davvero c’è tutta questa gente che fa i donatori?” Chiese sempre ingenuamente scorrendo i file degli annunci.
“Si, ma saranno pochi quelli seri, e quindi aiutami a cercarli. “Ribattei con un sorriso.
La sua attenzione fu attirata dall’icona di una fotografia dove una ragazza, nuda e incinta di circa sei mesi-sette, con i capelli biondi lunghi tirati sulla nuca in uno chignon e una gamba leggermente piegata, mostrava orgogliosa il suo pancione avvolto da un nastro con un fiocco verde sopra, come se fosse un pacco dono e le mani intorno ad esso nell’atto di prenderlo e donarlo a chi le era di fronte, in quel caso noi oltre lo schermo; e sorrideva guardandoci.
Fu attratta da quella immagine. “Guarda lì!” Mi disse facendomi segno con il dito sull’icona.
Cliccai e la ingrandì, la fotografia era davvero accattivante e colpiva l’immaginazione con il pancione fasciato a pacco dono, con il fiocco sull’ombelico e successivamente entrai e leggemmo:” Donatore di sperma privato, quarantenne, di bella presenza. Non mercenario, offre sperma…” E proseguiva:” …ai mariti sterili… … e se volete fare il dono di un bel bambino a vostra moglie contattatemi tramite email...” E seguiva l'indirizzo con la nota:” .... solo coppie regolarmente sposate, no single o coppie di fatto ...” E terminava:” …. solo con rapporto sessuale etero completo. Altre info in privato.”
“Solo coppie sposate!” Disse Laura.
“Si! E metodo naturale completo ...” Aggiunsi io:” Quarant’anni…sposato… sano. E nient'altro.
Altre info verranno date in privato…. Un annuncio diverso dagli altri …” mormorai:” …che lo donano a tutti pur di farsi la chiavatina. “E curiosammo, c'erano alcune foto di donne incinte con il viso coperto. Osservammo e poi uscimmo, senza andare oltre, visionando altri annunci, non era una scelta facile.
Altri giorni andammo a navigare e visionare.

Un pomeriggio in auto mentre ritornavamo dai suoi genitori la sollecitai a dire qualcosa, a essere propositiva.
“Pensa qualcosa anche tu dai Laura!” La esortai coinvolgendola ancora, mentre io iniziavo a informala di quello che avremmo dovuto fare secondo me, visto che la fecondazione artificiale era ormai fuori completamente dai nostri programmi con le sue problematiche per noi.
“Cosa vuoi che pensi?” Domandò smarrita.
“Non so! Dirmi i tuoi eventuali gusti …” E parlammo un po'.
“L'unica soluzione...” le ripetevo cercando di convincerla e stimolarla maggiormente:” ...sarebbe la fecondazione naturale diretta, con un altro uomo!”
E la informai chiaramente cosa ne pensavo io, era un ripetersi, una sorta di lavaggio di cervello che le praticavo e alla fine si rivelò utile e dichiarai:” Ne abbiamo già parlato. Se avviene in modo riservato e all'insaputa di tutti, non ci sarebbe nulla di male, di disdicevole e immorale, perché lo scopo è nobile, non lo si pratica per sesso, ma per avere un figlio. E come ti ho già detto non sarebbe un tradimento perché io sono consenziente e tu anche. Ed è l'unica soluzione secondo me, la più riservata, rapida e sicura e non lascerebbe tracciabilità.”

Una sera che tornammo sul discorso le dissi anche: ” Se troviamo la persona giusta, un ragazzo che vada bene anche a te come caratteristiche somatiche e caratteriali, potremmo incontrarci con lui in un posto lontano da qui, facendo una piccola vacanza per esempio, dove non ci conosce nessuno e li tu ricevere la donazione. “
Feci una pausa e preso dal discorso prosegui ripetendo in modo profondo e ardito per toglierle ogni possibile resistenza e dubbio se ne aveva ancora assopiti: ... “Intanto lo vedremo di persona se ci sembrerà adatto, lo guarderemo in faccia, parleremo con lui e dopo averlo conosciuto se tu sarai favorevole, procederemo alla donazione.” La guardai ed esclamai:” In che modo? Come?... Vedremo... E con le parole giuste ed in modo appropriato gli parlerò chiaro.” La informai.
“Ma io ho paura Roby!” Disse con i suoi occhioni teneri e scuri.
“Paura di cosa Laura? Sarà tutto programmato e dovrà essere tutto molto chiaro. Lui si dovrà limitare a penetrarti, muoversi un poco ed eiaculare e donarti il suo seme direttamente in vagina, sessualmente, che secondo me è la soluzione migliore, e avverrà tutto senza baci, abbracci e carezze e tu lo stesso verso lui, sarai il più distaccata e assente mentalmente e fisicamente possibile. Sarà un rapporto freddo, senza passione e coinvolgimento, distaccato che rimuoverai in fretta dalla mente perché non lo vivrai sessualmente come tale, ma come un sacrificio. Per te e per me sarà un sacrificio.” Dissi.
In silenzio lei mi ascoltava impensierita e io proseguivo.
“Non farà niente che non sarà concordato con me...” Mi corressi:” ... con noi, e lo farà senza libidine e darti piacere, sarà solo un rapporto distaccato, meccanico, fecondativo e basta!” Ripetei chiaramente e sicuro di me accarezzandola affettuosamente sulla schiena, sancendo in quel modo la scelta definitiva per cui avremmo optato e non avremmo più parlato di altro tipo di inseminazione, e quando lo avremmo fatto, era sottointeso ormai che la fecondazione sarebbe stata con il metodo naturale, diretto, privato con rapporto sessuale.
Oramai eravamo arrivati a maggio, al mio piano mancava solo il donatore e il consenso affermativo e chiaro di mia moglie che ero sicuro mi avrebbe dato visto l’indecisione e il silenzio dimostrato nel non opporsi alla scelta definitiva che le avevo prospettato, e non sarebbe tardato ad arrivare.
Ma quando ero ormai sicuro, Laura manifesto ancora la sua contrarietà, non era propensa per una donazione naturale diretta con un rapporto sessuale e ripeté ancora di no: “No! In quel modo li no Roby… non voglio dai! Io non mi sento pronta a questo Roby … non ci riuscirò mai ad andare con un altro uomo. Ti amo e voglio restarti fedele e solo tua, sei stato e resterai per sempre il mio unico uomo. Solo il pensiero che un altro mi possa toccare, mi crea disgusto e vivrei tutto con ribrezzo.” Ripeteva.
E questo suo resistere e mio convincerla ad accettare di farsi praticamente possedere da un altro per ricevere lo sperma e velocizzare e chiudere tutto, aveva qualcosa di eccitante.
Le ripetevo: “Ma non è un tradimento amore, come te lo devo dire? Non c’è volontà di tradire e poi c’è il mio consenso e ci sarà il tuo se lo faremo, non dovrai farti accarezzare, baciare o altro, capisco il disgusto che proverai ad essere posseduta da un altro, ma sarà momentaneo, te l’ho detto sarà un accoppiamento freddo e distaccato e io vicino a te che ti infondo sicurezza. Ne abbiamo già discusso altre volte.”
E parlandole ancora la portai lentamente sull'indecisione prima e la possibilità poi. “Il fine è nobile amore, anche se il mezzo per giungerci è disdicevole e riprovevole. Capisco le tue sensazioni negative, non credere che non le viva anch’io, solo al pensiero mi inquieto, ma è un sacrificio che dobbiamo fare. “

Devo dire sinceramente che l'idea che mia moglie fosse posseduta sessualmente da un altro uomo pur eccitandomi in alcuni momenti, non mi piaceva e a mente fredda ero riluttante, indeciso e insicuro anch’io, essendo un tipo geloso e di mentalità meridionale possessiva ed esclusiva su di lei. Pur avendo studiato ed essere cresciuto al nord come mia moglie, su certe cose la nostra mentalità era siciliana. Un conto il rapporto sessuale era pensarlo, immaginarlo in particolari circostanze mentali che le mie limitazioni mi avevano portato a fare, e un altro doverlo fare realmente. Ma ammetto che inconsciamente il fatto che fossi io a scegliere e a gestire tutto, mi turbava ed eccitava dentro inspiegabilmente.
Seppur lo scopo era un altro, alto e importante della nostra vita e che niente aveva a che fare con il sesso, la gelosia e il tradimento, quello del rapporto sessuale purtroppo era il passaggio più semplice verso il nostro desiderio di maternità e paternità ma anche più preoccupante. Se non fosse stato per la donazione di sperma e la conseguente fecondazione, mai e poi mai avrei permesso che un altro uomo possedesse sessualmente mia moglie, se non appunto con il fine di ingravidarla e con lo scopo di farla diventare madre.
Come si suol dire pensavo sempre dentro me: “Il fine giustifica i mezzi.”
Ma nel prendere in considerazione quel metodo, mi sentivo mentalmente a disagio anch'io, avvertivo ed ero consapevole che compivo una imposizione psicologica a me stesso come probabilmente anche a mia moglie, imponendole di considerare un metodo alternativo e quella naturale diretta come l’unica pratica possibile.
Era anche una umiliazione per me che provavo tutto il disagio di non essere in grado a ingravidare mia moglie, e seppur avevo attimi di piacevole turbamento nell'immaginare, dopo con la mente a freddo vivevo tutto con frustrazione e mortificazione, come vivessi una sorta di assoggettamento a lei, che in un certo modo accettava e si sceglieva con il mio consenso un altro maschio al mio posto. E nell’immaginazione vivevo anche sensazioni dove mi sentivo sottomesso anche a lui all’ipotetico donatore di sperma, che l'avrebbe inseminata e resa gravida al posto mio, oltre a qualcos’altro in me che non riuscivo a definire.
Avere un figlio, fare fecondare mia moglie dallo sperma di un altro uomo e lei accettare di esserla ingravidata, era davvero un atto d'amore di entrambi, una grande decisione da prendere, che avrebbe cambiato la nostra vita per sempre e quindi andava ponderata bene.
Certamente con il donatore avremmo avuto patti chiari prima di incontrarci e volevo che ci arrivassimo preparati al massimo, tutto programmato, ma nonostante queste intenzioni il malessere lo provavo lo stesso.

Nei giorni seguenti ne parlammo spesso, eravamo verso la fine di maggio e stavamo per entrare nel mese di giugno, e poi sarebbe arrivata l'estate, e quello era il periodo che avevamo pianificato per la fecondazione artificiale e che ora dopo l’acquisizione delle nuove conoscenze, nei miei e nostri intenti si era trasformata in fecondazione diretta naturale con rapporto sessuale.
Discutevamo quasi sempre alla sera, davanti al computer, alla tv o anche a letto prima di addormentarci e a volte facendo poi l'amore accalorati dal discorso che compivamo. Ma come dicevo di quella preferenza io stesso non ne ero persuaso completamente e né entusiasta come i primi giorni, l'accettavo perché era pratica e veloce e un po’ mi eccitava lo ammetto, ma che ad attuare realmente ne avevo paura anche se non lo mostravo. Eravamo entrambi inesperti di queste cose e in un certo senso lo subivo anch’io il timore pur preferendola e ricercandola, ma non volevo dar modo a lei di capirlo che ero combattuto anch'io, se no si sarebbe tirata subito indietro.
Dall'enfasi iniziale, forse dovuta alla possibilità inconscia che lei non accettasse, che facesse più resistenza o che non si sarebbe mai giunti in fondo a realizzare, fino a quella reale che probabilmente acconsentisse al metodo, più passavano i giorni più nasceva in me qualche dubbio e cercavo di autoconvincermi anch'io mentre lo facevo con lei.
Quelle sue incertezze che diventavano possibilità nel mio convincimento, in parte mi facevano rabbia, inconsciamente mentre prima avrei voluto che accettasse, ora che quasi l'aveva fatto, avrei voluto che resistesse di più, che fosse meno passiva e arrendevole alle mie persuasioni. Ma oramai seguivamo un percorso ed avevamo passato il punto di non ritorno, eravamo quasi obbligati senza dirlo l'uno all'altro ad andare in fondo, il costo di un fermato” l'aereo voglio scendere “lo avremmo pagato a caro prezzo con la nostra vita di coppia, si sarebbe spezzata quell’intesa magica che si era creata tra noi.

Una sera Laura di sua iniziativa ritornò sul discorso del donatore con metodo naturale e mentre eravamo seduti vicino sul divano a guardare la tv, accarezzandomi con le sue dita affusolate e morbide la testa rasata, guardandomi il cranio che diventava sempre più sfolto e liscio, sfiorandolo con la dolcezza della sua mano, pronunciò delusa in preda ai ripensamenti: “Ma noi ci amiamo Roby!... Come faccio ad andare con un altro uomo se amo te?... E tu non sei geloso? “ripeté continuando:” E poi se si scoprisse e venisse a sapere mi vergognerei?”
Tutte considerazioni e dubbi più che legittimi che però ne avevamo già parlato tra di noi all’infinito.
“Stai tranquilla…” Risposi:” … ti ho detto che se lo faremo, sarà tutto calcolato e segreto, niente verrà lasciato al caso, dalla persona che sceglieremo ... a tutto il resto. Metteremo con il donatore le cose bene in chiaro, sia riguardo a come praticare la donazione, che al luogo e al modo. Come ti ho già detto, tu compirai quell’atto solo per farti fecondare, non ci sarà nessun tipo di coinvolgimento fisico o mentale o di altro tipo, e non devi sentirti in colpa, non sarà un tradimento, hai il mio consenso, il consenso di tuo marito e tu stessa acconsenti, quindi…? E l'amore qui non c'entra per niente…” Precisai:” … il nostro amore non verrà intaccato e non verrà meno, perché noi ci ameremo di più dopo questo sacrificio, quando saremo in tre ... io, te e il nostro bambino sulle tue gambe.” Le sussurrai stringendola a me cercando ancora di rassicurarla. “
Pensa al motivo perché lo faremo. Tu dovrai pensare solo a quello… a nostro figlio quando avverrà la copulazione e a nient'altro e sono sicuro che lo farai, non ti lascerai andare a soddisfazioni fisiche o psicologiche, ma solo a quella felice di diventare madre.” Evitavamo volutamente la parola sesso, sessuale e gli altri derivati, per esorcizzare la sessualità, per noi doveva essere solo un sacrificio.
Oramai gli ultimi giorni li passavamo così tra dubbi a ripeterci sempre le stesse cose, il nostro amore e il motivo per cui lo facevamo.
Ma a lei, e lo capivo, ritornavano spesso tutte le remore educative, religiose e morali che aveva da ragazzina e le avevano insegnato i genitori e con un atteggiamento remissivo con palpebre basse, il labbro inferiore protruso in fuori e le sopracciglia corrucciate ripeté nuovamente diventando un’ossessione: “Ma come possiamo farlo? Anche moralmente non è giusto nei tuoi confronti io ti amo, voglio solo te, sei stato il primo e l'unico uomo della mia vita e lo sai e lo sarai sempre.” Ribadì.
“Appunto!” Risposi e cercai ancora per l’ennesima volta di spiegarle bene mitigando tutte le sue preoccupazioni rassicurandola, dicendole:” C’ho già pensato sopra e a lungo io amore, anche nei particolari e l'unica cosa che manca per essere effettivo è solo la tua convinzione, il tuo sì... Ora per procedere manca solo il tuo consenso… il tuo sì ...” Ripetei:” … il tuo va bene facciamolo! E partirebbe tutto.”
Ma volevo che fosse anche una sua scelta, che fosse partecipe e insistetti in quei colloqui ormai giornalieri, ripetendomi sempre a dire gli stessi concetti fino alla stanchezza.
“Te l’ho ripeto amore! Possiamo praticare la donazione quando andremo in vacanza. Sceglieremo una persona giovane, pulita con le caratteristiche che vogliamo noi, che possiamo conoscere e vedere personalmente e poi solo in quel momento decideremo, ci sarà la decisione finale sul praticarlo o no, ora si tratta soltanto di cercarlo, trovarlo e contattarlo, ma con la volontà di compiere la donazione diretta. Con lui gli parlerò io, tu non dovrai fare niente...niente! Gli metterò in chiaro le cose io.”
Ci fu una pausa silenziosa e poi: “Ma cosa penserà di me?” Ribadì Laura agitata, guardando lo schermo del televisore seduta affianco a me sul divano.
“Ma amore … lui non penserà proprio niente, è preparato per fare queste cose, avverrà solo la donazione e basta! Durerà pochi minuti e tutto sarà finito in qualsiasi modo lo faremo. Ti ho detto che al donatore gli parlerò io prima …. e poi cosa ti frega cosa penserà di te e di me se lo vedremo una volta sola e poi basta? Deve solo fecondarti, mica diventare il tuo amante, e non dovrai fare nient'altro o in un modo o nell'altro che farti penetrare ed eiaculare dentro e basta., tutto finito Non ci sarà nulla di erotico in quello che faremo, né sessuale, ma solo qualcosa di amorevole per noi e per nostro figlio.”
“Ma ho paura Roby …” Borbotto ancora intimorita con l'espressione insicura e angustiata.
“Oddio ancora?!...Ma basta Laura…paura di cosa amore!? “Ripetei al limite della sopportazione:” Ci sarò anche io vicino a te, non ti lascerò mai da sola, sarò sempre lì presente al tuo fianco e se vorrai a tenerti la mano. Ripeto, non ti lascerò mai sola.”
Vedendola in quella situazione pensai che i suoi timori fossero dettati anche dal rapporto sessuale che avrebbe dovuto avere, e non esclusi il fatto che quella paura potesse essere dettata dal non riuscire a controllarsi durante il coito e di avere l’ansia di reazioni scomposte, improvvise e non controllabili, che a una donna giovane e per bene e quasi in astinenza sessuale certamente la metterebbero in imbarazzo davanti al marito. In poche parole pensai che avesse il timore di provare piacere e non controllarsi.
Intuendo quella motivazione le dissi stingendole la mano nella mia: “Stai tranquilla Laura farò in modo che non vi spoglierete nemmeno, non lo vedrai in viso e lui non vedrà te quando avverrà la donazione e tu riceverai lo sperma!”
E la informai su quello che avevo pensato in quei giorni per rendere un eventuale rapporto sessuale, più freddo e distaccato possibile, asettico.
”... Lo farà da dietro.... non davanti, si metterà posteriormente e avverrà tutto in pochi minuti, te l’ho detto! Senza nemmeno guardarvi in faccia.”
“Come dietro?” Chiese.
“Si! Lui sarà a posteriori, non lo vedrai in faccia e non dovrai nemmeno spogliati, tirerai su la gonna e abbasserai un poco la mutandina e basta…”
Era silenziosa e vedendo le sue titubanze, portai il discorso sull’aspetto emotivo e materno. “E noi una volta terminato saremmo felici perché diventeremo genitori e una volta compiuto, ripartiremo subito per tornare a casa.”
“E se poi non resto incinta?” Esclamò con il viso serio e gli occhi preoccupati e smarriti, quasi spaventata.
“Ohh ma dai Laura! … Non essere l'uccello del malaugurio amore, non portare sfiga… tu sei a posto lo ha detto anche la ginecologa, hai fatto tutti gli esami, lo sarà anche lui visto che lo sceglieremo appositamente. Non penso che saremo così sfigati da trovare tra migliaia di ragazzi, uno come me che fa queste cose, non voglio nemmeno pensare a questa eventualità, chiederemo garanzie.
E comunque se non proviamo non lo sapremo mai ed è un rischio che dobbiamo correre…” Aggiunsi spazientito:” ... anzi sai cosa faremo? Ne cercheremo uno sposato con figli, così saremo tranquilli.” Aggiungendo: “Incrociamo le dita e accendiamo una candela che ti metta incinta subito.” Dissi ridendo per rompere la serietà di quella tensione e timore che aveva creato con i suoi dubbi.
E sempre rivolgendomi a lei prosegui: “Piuttosto, tu dovrai essere nel periodo fertile, ricordiamocelo.” Puntualizzai. “Una volta praticato, sarà tutto finito, in poco tempo, senza burocrazia e nient’altro.” Ripetei ancora per indurla ad accettare.
“Si ma però io non voglio essere baciata e nemmeno toccata e né fare dell'altro se lui lo pretende.” Replicò imbarazzata, facendomi capire che acconsentiva.
Mi si aprì il cuore a quella risposta e provai una sensazione di felicità per il consenso, ma nello stesso tempo di dispiacere perché accettava di essere di un altro.
“Ma figurati amore!!“Esclamai:” Non farai niente di tutto questo, te l’ho detto come avverrà, ti farai solo penetrare da dietro e ricevere il suo seme e basta!... Te l’ho detto e te lo ripeto, sarà un rapporto… anzi chiamiamola con il suo nome… “Mi corressi dicendo:” … una donazione di sperma distaccata, fredda, disinteressata sessualmente.” Precisai io: “Non ti spoglierai nemmeno…. Resterai con la maglietta e la gonna e te lo ripeto ancora per rassicurarti, tu tirerai su la gonna e un po' giù solo la mutandina e basta!” Affermai.
Ci fu silenzio alla ripetizione di quella mia spiegazione sul come praticarlo, mentre le immagini del programma televisivo oramai scorrevano da sé sul video con le voci sorde e metalliche dell'abbassamento del volume senza che più nessuno di noi le seguiva.
Purtroppo avevo cantato vittoria troppo presto, perché lei forse proprio perché capiva che tutto si stava avverando, com'era nel suo carattere improvvisamente sbottò ancora indecisa: “Non so! Ci devo pensare Roberto, non piace questa soluzione, il pensiero di essere penetrata da un altro mi disgusta. E se è ammalato!?” ripeté nuovamente.
“Ohhh ma bastaaaa… basta...mio Diooo Laura! ...” Esclamai spazientito: “Ma no dai! Non puoi essere pessimista così. Gli chiederemo tutti gli esami del sangue per le malattie, hai visto anche tu come funziona nei siti, alcuni seri li mostrano. Cercheremo qualcuno pulito, sano padre di famiglia, se poi uno è sposato con figli, in genere non è ammalato. Non cercare di vedere solo tutte le parti negative, guarda anche quelle positive, che avremmo un figlio nostro.” Dichiarai un po' seccato facendoglielo capire anche.
Tirò un sospiro dicendo: “Ci penserò!”
Sapevo che non era una scelta facile per una donna accettare di farsi ingravidare da un altro che non è il marito e con il suo consenso, capivo i suoi ripensamenti, dubbi e preoccupazioni ripetitive, ma ora doveva scegliere.
“Va bene pensaci, io sono stanco di parlarne di queste cose, dei metodi, dei sì, no, ci penserò…. Tutte domande legittime, ma non ti dirò più niente. Quello che dirai faremo, vuoi fare la fecondazione artificiale?... Bene quando hai finito di riflettere se lo dirai faremo quella, prenderemo appuntamento con la dottoressa e andremo in clinica, ma basta tutte queste tira e molla, sono mesi che ci logoriamo. Mi sono stancato, demoralizzi anche a me. Non ti dirò più niente, decidi tu e quello che sceglierai faremo.”
E veramente spazientito mi alzai.
“Ma non ti arrabbiare!” Disse dispiaciuta prendendomi per la mano quando ero già in piedi.
“No. Non mi arrabbio, sono solo spazientito, scusami, hai tutte le ragioni e i diritti di pensarci, sono io che sbaglio, rifletti pure tranquillamente e poi mi dirai.” Mi avvicinai e le diedi un bacino sulla fronte.
E intanto il periodo che avevamo programmato era terminato e stavamo per entrare in giugno, lei aveva quasi 26 anni e io 27.

Alla fine finalmente acconsentì a provare a ricercare il donatore, ma con la riserva che dovesse andare bene a lei, se non gli fosse piaciuto non si sarebbe praticato nulla.
Come avevamo programmato per la fecondazione assistita, decidemmo di praticare la donazione diretta nello stesso periodo durante la vacanza, saremmo stati lontani e sicuri e avremmo potuto constatare fino a che punto al di là delle intenzioni e delle parole ci saremmo spinti realmente. Ora dovevamo trovare un donatore di sperma e poi ci sarebbe stata la scelta finale di lei, sì o no e se le piaceva come caratteristiche!”
Nel pensare quei momenti che avremmo navigavamo insieme su internet, provavo una sottile eccitazione nell’immaginarmela cercare il donatore, un maschio da cui sarebbe stata posseduta e fecondata, e mi avrebbe esaltato suggerirle e consigliarle chi scegliere, da chi doveva ricevere lo sperma direttamente in vagina con metodo naturale, Mi dava una forma di eccitazione abbattere le sue resistenze e farle praticare la donazione come volevo io ... convincerla che era un sacrificio, per uno scopo superiore, per diventare mamma e ne avrei provato gusto a spingerla o trascinarla dove volevo io, a farla sentire turbata della sua scelta. Oramai era quasi fatta, dovevamo solo scegliere il donatore.
Così dopo averne parlato a lungo tra di noi nelle settimane precedenti, decidemmo finalmente di scegliere e contattare un donatore di sperma, pronti a iniziare davvero il processo di ingravidamento di mia moglie.

Anche se preoccupata, si sentiva coinvolta e turbata dalla mia proposta su quella scelta, ne era attratta e avversa.
A volte quando a letto facevamo l'amore, all’improvviso le spiegavo ancora come sarebbe avvenuto e mi eccitavo a farlo, aumentando l’erezione e mi accorgevo che anche lei pur restando in silenzio si bagnava di più in vagina, le piaceva ascoltare e forse chissà immaginare che qualcuno l’avrebbe posseduta al mio posto.
“Ma tu non dovrai godere.” Le ripetevo sussurrando possedendola:” E solo un sacrificio il nostro, il tuo…” Aggiungevo con una sorta di masochismo piacevole.
“Stai tranquillo che non godrò…” Rispondeva con la voce bassa e calda:” …io amo solo te e solo il pensiero di essere toccata da un altro uomo mi dà repulsione e fastidio.”

La sera seguente a quella conversazione, dopo cena andammo su internet, digitai Donatori di sperma e navigammo ancora. L’intenzione era di trovarne uno adatto a noi.
Ce n’erano molti e iniziammo a curiosare, visionare, chattare o corrispondere rapidamente last minute, con breve email con alcuni, ma ci rendemmo conto che erano solo interessati venalmente fisicamente o sessualmente a mia moglie, qualcuno chiedendo le caratteristiche:” Com'è fatta?... È bella?! È alta, magra, bionda e altro.” Perché gli interessava solo la bellezza per chiavare.
All’improvviso l’attenzione di mia moglie fu attirata ancora una volta dalla fotografia con l'icona di quella ragazza nuda e sorridente incinta, con un bel pancione di sei sette mesi che sorrideva prendendolo tra le mani nel gesto di offrirlo con un grande nastro che lo circondava e un grosso fiocco verde d’avanti. Probabilmente quell’immagine l’aveva colpita e mi fece timida ancora segno con il dito sullo schermo.
“Qui! Questo! Proviamo ancora qui!” Disse agitata.
Andai sopra l’annuncio, lo puntai con il mouse e cliccai per entrare nuovamente in quel mondo nuovo, affascinante ma pericoloso….

Eravamo felicemente sposati e follemente innamorati da tre anni quando iniziammo quel percorso dovuto a una serie di circostanze negative che avrebbero cambiato per sempre la nostra vita e il nostro amore. O meglio mi portarono... perché lei mi seguì, lasciandosi convincere dalla mia decisione a essere precipitosi e a fare una scelta avventata, per paura che ci ripensasse.
La mentalità, l'ignoranza in materia, e la vergogna che si sapesse che non potevo avere figli, sia nei confronti dei parenti, ma anche riguardo agli amici e conoscenti, oltre che darmi un senso di inferiorità e di impotenza psicologica mi portò a fare valutazioni azzardate e di conseguenza anche mia moglie Laura...

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dressage1@hotmail.it
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2026-08-01
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