Il donatore di sperma cap.2 l'incidente (2)
di
IMMORALEX
genere
tradimenti
IL DONATORE DI SPERMA
Il titolo del primo capitolo doveva essere “Innamorati” E non “L’incidente” che è questo che pubblico ora. Chiedo scusa alle lettrici e ai lettori, e stata una mia svista.
Note:
“Avrei preferito prendere un calcio nel ginocchio… ma Il football ha le sue ragioni misteriose che la ragione umana non conosce. Forse era destino…”
(Roberto)
Cap. 2 L’INCIDENTE.
Continuammo in quella nostra vacanza meravigliosa, sempre più innamorati. Conoscemmo anche gente del luogo, giovani e meno giovani, residenti e altre coppie di turisti come noi in vacanza.
La sera il centro della vita notturna sull'isola si concentrava nella città di Kos, dove c'erano ristoranti, locali per l'aperitivo e discoteche che frequentavamo da soli o con coppie di conoscenti occasionali, sia del luogo o vacanzieri come noi, anche stranieri.
Come capita spesso da noi in Italia, anche lì durante le vacanze i vari stabilimenti balneari, bar e hotel della città organizzarono un torneo di calcetto a squadre di sei giocatori, una specie di gara tra bar, hotel e stabilimenti marini con coppa premio ai vincitori.
Quando lo venni a sapere casualmente, mentre chiacchieravo con un dipendente nella hall dell'hotel dove soggiornavamo e dopo averne parlato con Laura, decisi di partecipare anch’io e lo feci presente al personale, vantando la mia bravura italiana con il calcio, facendo parte di una nazione, l’Italia che aveva vinto più volte i mondiali di calcio. Accettarono volentieri e fui accolto con calore con loro nella squadra dell’hotel. Partecipai con sommo piacere, esortato anche da mia moglie che era la mia prima tifosa e si divertiva a vedermi giocare e che io fossi al centro delle curiosità, attenzioni e delle aspettative degli altri.
Il torneo si giocava in un campo sportivo della periferia di Kos e ci diedero in dotazione scarpe e maglie improvvisate, senza numero, con fasce colorate al braccio o pettorine per distinguerci in squadra A, dalle altre avversarie.
Le squadre erano composte dai residenti, dipendenti e da qualche turista appassionato come me di calcio.
Il torneo iniziò. La prima partita andò bene, vincemmo noi grazie a me che segnai, ricordo che quella sera diventai un idolo e festeggiammo tutti ragazzi e ragazze a cena in un ristorante del centro, bevendo e mangiando, per poi ballare. Al ritorno in hotel celebrai la vittoria con mia moglie, nudi nel letto, abbracciati, caldi, vittoriosi e pieni d'amore e di passione, la baciai in tutto il corpo, seno, glutei collo e bocca e facemmo sesso in modo lussurioso e passionale. La penetrai e sudati e abbracciati come una carne sola, ci possedemmo con desiderio godendo entrambi delle nostre carni lussuriose e nostre lingue vogliose ognuna nella bocca dell’altro e fu una notte intensa e ardente ricca di sessualità, amore e godimento.
Due sere dopo si disputò un'altra partita, stessa formazione la nostra dell’hotel contro un’altra squadra di uno stabilimento marino denominato Paradise Beach.
Quella serata era calda e umida, i bordi del campo erano affollati di residenti e turisti di ogni nazionalità, e lei, mia moglie era la, davanti a tutti a fare tifo per me tra le donne e gli uomini che mi osservava, ed era ammirata da loro perché affascinante, abbronzata ed elegante, la più bella... e con mio piacere la più osservata tra le ragazze presenti; e come i bambini sorridendomi mi salutava con la manina e con la stessa mi inviava baci tifando per me. L'amavo.
Probabilmente vedendo che nella volta precedente giocavo bene, venni marcato stretto, la prima mezz'oretta passò bene, segnarono loro e noi e finimmo il primo tempo in pareggio. Iniziato il secondo tempo dopo dieci minuti circa segnai un goal e passammo in vantaggio con il tripudio dei tifosi della nostra parte e di Laura che seduta su una sedia sul bordo campo, alzandosi in piedi saltando mi mandava dei baci soffiando sul palmo della mano. Ero marcato stretto e questo per me era motivo d'onore, come lo era per Laura che mi guardava sempre sorridendo, fiera ed orgogliosa di me.
All'improvviso il pallone lanciato da un calcio avversario, cadde sulla destra del campo, mi misi a correre veloce sull'erba per prenderlo cercando di arrivare prima del mio avversario e contemporaneamente superare l'altro antagonista di fianco a me, ma ci venne incontro per aiutarmi anche un altro mio compagno di squadra. Lui per provare a rubargli il pallone e prenderlo per primo entrò in scivolata a gamba tesa, mancò il pallone e cercando di riprenderlo e dargli un calcio con l'altra gamba per allontanarlo, alzò il piede in mezzo alle mie e senza volerlo in quel groviglio a tre, ci fu uno scontro e ricevetti un calcio che mi colpì l'inguine sinistro e il testicolo. Tutto avvenne velocemente quasi senza che ce ne rendessimo conto.
Dal colpo caddi a terra dolorante, tenendomi i testicoli con le mani, mentre gli altri proseguirono a giocare incuranti di me e la gente probabilmente continuava a guardare la partita tifando.
Solo Laura in apprensione e con l'espressione preoccupata unitamente a qualche altro dal bordo campo mi guardavano cercando di capire se stavo male e se doveva correre da me.
Rimasi qualche secondo a terra dolorante per il trauma testicolare dovuto a quel calcio ai ‘coglioni’ come si suole dire. Mi faceva malissimo, finché mi si avvicinò un mio compagno di squadra che tendendomi il braccio prese il mio e tirando con forza mi aiutò ad alzarmi, e visto che dal dolore non potevo riprendere il gioco, camminando zoppicante appoggiato a lui mi accompagnò sul bordo campo, dove Laura preoccupata e in ansia mi aspettava, abbracciandomi subito e baciandomi il viso sudato e dolorante appena fui da lei.
“Ti fa male amore?” Chiese.
“Si!” Risposi.
Il mio compagno di squadra tornò a giocare lasciandomi con mia moglie.
In quel momento si avvicinò un Greco che in italiano stentato mi invitò: “Venga, andiamo in infermeria, negli spogliatoi.”
E appoggiato a lui e a mia moglie a fatica e zoppicando camminai un po' passando dietro alla gente, che disinteressata di me continuava a gridare e tifare guardando la partita, con me probabilmente già sostituito.
Entrai nello spogliatoio zoppicando, quando mi sedetti sembrò che si attenuasse il dolore e con un sorriso stringendole la mano feci cenno a Laura agitata e spaventata di calmarsi: “Stai tranquilla amore! Non è niente!” Dissi.
“Ma ti fa male Roby? “Domandò lei preoccupata della mia sofferenza come se fosse la sua.
“Se cammino sì! Ma ora che sono seduto un po' meno.”
“Ma ti ha dato un calcio? “Domandò.
“Si, ma certamente senza volerlo, in una azione del gioco. Probabilmente ha colpito l'inguine e il testicolo.” Precisai.
Ed era vero, il dolore persisteva ma non era più acuto come prima, non mi stava passando ma si trasformava diventando un intorpidimento, il cosiddetto avere le formiche, che altro non era che una parestesia che mi dava una strana sensazione mai provata prima sul testicolo.
Nel frattempo quel tizio che era l’addetto dell’infermeria del campo, così ci disse lui. Mi fece tirare giù i pantaloncini e lo slip, mise i guanti monouso di lattice e mi guardò e toccò i testicoli e l'inguine. Sia io che mia moglie pensavamo che fosse un medico, ma sapemmo in seguito che non lo era. Mi visitò guardando il testicolo e palpandolo e disse: “Non è nulla, solo un colpo all'inguine e di riflesso sul testicolo. Il dolore gli passerà in poche ore ma mi raccomandò metta il ghiaccio e lo tenga tutta la notte. “
“Non c’è niente di preoccupante?” Domandò Laura.
“No!... I testicoli sono a posto ...” Ci informò ancora tastandoli nuovamente tutte e due e guardandoli. “Questo destro le fa maggiormente male se lo tocco perché è quello che ha preso il colpo, ma è solo un po' rosso!
“Ma a me fa male!” Ribadii sofferente:” Ora meno, non forte come prima, ma se mi muovo lo sento dolorante.”
“E ‘il colpo...” Rispose in un italiano stentato gesticolando con le mani per farmi capire:” ... vedrà che domani non avrà più niente. Ci metta sopra del ghiaccio stasera e prenda un analgesico per il dolore e un antinfiammatorio e vedrai che passerà e domani mattina starà meglio. Però ora vada in albergo e si metta a riposo a letto.” Mi esortò.
Non riuscendo più a giocare e non sentendomi di stare a guardare la partita, aiutato da Laura mi vestii e una volta pronto, camminando con una gamba dura e tesa trascinando il piede sul terreno, accompagnato e appoggiato a lei e anche da lui, giungemmo al posteggio della moto, ci salutò e tornò al campo ripetendoci la raccomandazione del riposo e del ghiaccio. Riprendemmo lo scooter che avevamo noleggiato e con mio tormento a guidare tornammo in Hotel.
Laura dalla reception riuscì a farsi dare la borsa del ghiaccio, dicendo che avevo preso un colpo all’inguine, mi diede una bustina di Aulin che ci eravamo portati dietro dall’Italia e mi sdraiai sul letto mettendo la borsa del ghiaccio sopra e sotto i testicoli.
L’antidolorifico e il freddo probabilmente li anestetizzarono un po’, ed effettivamente sembrava che mi passasse, il dolore diminuì e anche se si erano gonfiati un poco riuscii a camminare nella stanza zoppicando di meno e andare in bagno.
Era tardi, le 23.00 passate e quella sera andammo a letto senza cena e ci abbracciammo, la strinsi a me, era spaventata, ma la rassicurai e le prime ore riuscii a dormire. Ma durante la notte le conseguenze furono drammatiche, il dolore ritornò più forte di prima e i testicoli gonfiarono da sembrare due arance, doloranti e scuri al tatto, tanto che poche ore dopo, al mattino presto oltre i testicoli gonfi, avevo la febbre alta oltre 39 gradi centigradi.
Provai ad alzarmi per andare in bagno ma non ci riuscii, avevo male e mi girava la testa, scottavo e sudavo. Laura era spaventata e anch'io, non solo non riuscivo a camminare, ma nemmeno a stare in piedi dal dolore, dovevo sdraiarmi e avevo voglia di urinare, tanto che mia moglie me la fece fare a letto in una bacinella di plastica.
Sempre più allarmata ed esortata anche da me, chiamò la reception spiegando cosa avevo e l'hotel mandò un medico che arrivò dopo due ore e mi visitò, dicendo poi guardandoci: “E' una situazione seria, il testicolo è gonfio e duro, bisogna andare in ospedale!”
“In ospedale? Ma cosa ho?!” Chiesi preoccupato.
“Il trauma probabilmente ha provocato una infiammazione, ed è meglio che la veda uno specialista in ospedale, un urologo.” Basta, non disse altro e dispose subito il mio trasferimento in pronto soccorso facendo chiamare un’autoambulanza. Tolse i guanti, mise gli strumenti nella sua borsa e andò a lavarsi le mani, uscito dal bagno le asciugò, lo pagammo, salutò, strinse la mano a Laura e se ne andò.
Quando in albergò arrivò l’ambulanza, mi vennero a prendere in camera e mi portarono giù su una barella per non farmi camminare, ed essendo un turista mi mandarono al MedHome Hippocrates che è un ospedale specializzato in cure mediche di alta qualità al servizio dei residenti facoltosi e soprattutto dei visitatori e turisti dell’isola. Laura sempre più spaventata prese alcuni oggetti personali e indumenti intimi, la sua borsa e venne con me.
Giunti in Ospedale, fui visitato subito, e mentre ero sul lettino, vidi il medico poco lontano parlare con mia moglie, mentre una infermiera mi metteva un ago nella vena del braccio praticandomi dei prelievi di sangue, lasciandomi l'ago nella vena e collegandoci una flebo e subito insieme in doppia via degli antibiotici. Vedevo Laura fuori dalla stanza dei codici che mi guardava abbozzando un sorriso forzato con gli occhi lucidi, era spaventata ma pareva non volesse dimostrarmelo e sembrava che volesse piangere.
Quando ritornò l'urologo chiesi: “Ma cos'ho dottore!?”
“Aspetti, faccio ancora un esame ai testicoli con l'ecocolordoppler e poi gli dico tutto …” Rispose. E portarono un apparecchio, un ecografo con monitor e tastiera su delle ruote, mise il gel sui testicoli e con una sonda appoggiata sopra me li esplorò all’interno.
Al termine chiamò mia moglie che venne anche lei vicino a me dicendo l’urologo: “La diagnosi non è bella, né positiva, a causa del colpo ricevuto e della trascuratezza gli è venuta una infezione al testicoli, con conseguente orchite bilaterale, che significa il rigonfiamento del testicolo con interessamento per contiguità anche dell’altro controlaterale.” Fece una pausa e un mezzo sospiro mentre Laura continuava a guardarmi tenendomi la mano stringendomela e l’urologo proseguì: “Ha un testicolo in necrosi e se non interveniamo subito chirurgicamente ci andrà anche l’altro.” Restai sorpreso e confuso, ero scioccato.
“Come un testicolo in necrosi?... Cioè che significa dottore? Cosa vuol dire?” Domandai mentre mia moglie con gli occhi lucidi mi stringeva sempre forte la mano baciandomela.
“Significa che deve essere operato d’urgenza e togliere il testicolo in necrosi.”
“Togliere il testicolo!? “Esclamai allarmato e incredulo.
“Si è l'unica cosa da fare e bisogna agire in fretta! Già siamo in ritardo.” Affermò.
Ero sconvolto, traumatizzato da quelle parole, vedevo il viso di Laura solcato sulle guance da due lunghe lacrime. E il medico proseguire: “L'intervento non durerà molto, è un intervento cosiddetto demolitivo e non ricostruttivo e si esegue relativamente in fretta, un'oretta, ora l'infermiera le farà firmare tutti i consensi informati.... le raserà i peli genitali e sui testicoli e appena pronto la porteremo in sala operatoria. “
Ero incredulo e seppur dolorante chiesi: “Ma come è possibile?”
E il medico, un cinquantenne, vedendomi in quello stato spiegò ancora a me e Laura vedendoci giovani sposi e preoccupati: “Purtroppo quel calcio ha fatto ruotare sul proprio asse il testicolo nello scroto, procurandogli una torsione del testicolo e del funicolo spermatico, che è quello dove passano il dotto deferente, i vasi sanguigni e i nervi, e torcendosi su sé stesso ha ostruito tutti questi passaggi…” E mentre spiegava in un italiano stentato, faceva segno con le mani alla torsione per meglio farci comprendere quello che diceva e che era accaduto, continuando:” ... e come conseguenza di questa torsione si ha avuto l’avvolgimento su sé stessi dei vasi sanguigni, con l’ostruzione venosa e arteriosa non arrivando più sangue al testicolo, procurando edema ed emorragia secondaria intratesticolare…” Fece una altra pausa e riprese subito:” … lo dimostra lo scroto che è diventando scuro e in conseguenza della torsione il telestico è gonfiato e diventato duro come un palla da bigliardo e si ha avuta l'occlusione arteriosa. Non arrivando più sangue ha portato il testicolo in necrosi, praticamente alla morte dei tessuti del testicolo, per questo è da togliere subito.” Ripeté.
E mentre osservava un po' me e un po' mia moglie, entrambi spaventati e smarriti seguitò:” I sintomi sono chiari e parlano da soli, il dolore acuto, improvviso, il testicolo richiamato verso l’alto quasi a livello inguinale, che viene anche detto- testicolo in ascensore-, l'aumentato di volume con il gonfiore e il calore e l’ecocolordoppler alla gonade(testicolo) hanno confermato che non arriva più sangue.” E proseguì:” Ed inoltre si è instaurata una infezione che ha contagiato per contiguità anche l'altro testicolo e gli annessi vicini...” Dichiarò:” Per questo dobbiamo intervenire tempestivamente.”
Spaventato e dolorante sempre con la mia mano stretta in quella di mia moglie chiesi: “Cosa succede ora?”
“Come gli ho detto la prima cosa da fare in questo caso è togliere il testicolo e pulire quello sofferente. “
Non riuscivo a capacitarmi, a darmi pace ero come assente, sospeso in aria.
“Ma non si può fare altro?! “Esclamai disperato quasi piangendo.
“Purtroppo no! ... Non si può più sbrigliare o de torcere il funicolo spermatico e stendere lineare come prima, ormai sono passate 12 ore e il tempo limite per queste manovre è sei ore, poi il testicolo senza sangue muore, come è avvenuto al suo.”
Guardai mia moglie con le lacrime agli occhi e chiesi ancora: “Ma bisogna per forza toglierlo, non c'è un’altra soluzione?”
“No mi spiace non c’è altra soluzione! Come detto e ripeto non si può sbrigliare e c'è il rischio che se non si agisce in fretta il danno dell'infezione danneggi anche l'altro, che è già sofferente e gonfio.”
Oltre al dolore, a quelle parole per la tensione nervosa e l'agitazione che avevo in corpo, iniziai ad avere nausea e conati di vomito e Laura spaventata come me mi abbracciò piangendo accarezzandomi con la mano la fronte e il viso. Ci guardavamo in silenzio, non potevamo credere a quello che accadeva, di lì a poco sarei andato in sala operatoria per un intervento come chiamavano loro di orchiectomia destra, mi toglievano un testicolo.
Una vacanza meravigliosa e da sogno si era trasformata in disperazione e incubo.
In quel momento ero tanto abbattuto che non pensai alle consegue, che riguardavano le capacità sessuali.
Ero arrivato alle otto del mattino circa in ospedale e dopo tutti i preparativi alle dieci mi operarono e dopo l’intervento verso mezzogiorno mi riportarono in camera senza un testicolo e con l’altro sofferente, con mia moglie al mio fianco che mi stava sempre vicina e mi teneva la mano assistendomi ... guardandomi negli occhi senza parlare.
Nel primo pomeriggio venne il chirurgo urologo che mi aveva operato e ci spiegò: “Siamo giunti in tempo. L’intervento di per sé non è stato complicato, è durato poco più di un’oretta. Ho dovuto praticare l’orchiectomia monolaterale e rimuovere il testicolo destro, ma l'altro siamo riusciti a salvarlo.” Disse con soddisfazione e un abbozzo di sorriso sulle labbra che si riverberò anche sulle nostre.
“Ho praticato dei lavaggi con disinfettanti e antibiotici all'interno di entrambi gli scroti e abbiamo posizionato una protesi testicolare, uguale di forma e peso a quella del testicolo che c’era e a quello rimasto controlaterale, da far apparire esteticamente gli scroti entrambi pieni. Quindi da fuori esternamente non si vedrà nulla.” Fece una pausa e proseguì: “All’altro, il sinistro, diciamo quello buono per farvi capire, abbiamo praticato solo la scrototomia, cioè abbiamo tagliato e aperto lo scroto, e visto che il testicolo era sano, solo un po' edematoso e gonfio, abbiamo praticato vari lavaggi in situ con disinfettanti e antibiotici, richiudendo tutto e mettendola sotto terapia endovena antibiotica.”
Guardandomi in giro e davanti a mia moglie, la prima cosa che preoccupato gli chiesi fu: “Scusi dottore, ma sessualmente...?”
“Sorrise, mise la mano sul lenzuolo sopra la mia gamba e disse: “Ora è presto per parlare di questo, ma mi sento di dirgli che le capacità sessuali non dovrebbero essere intaccate, si ha una buona sessualità anche con un testicolo solo, ma vedremo nei prossimi giorni come sarà il decorso post operatorio. Ora le farò dare un calmante così si riposerà un poco.” Pronunciò, e salutando me e mia moglie si allontanò.
Sia io che Laura eravamo demoralizzati e preoccupati dell’accaduto, del fatto che mi avessero dovuto togliere un testicolo. Le raccomandai di non dire nulla a mia madre e alla sua che l'avrebbero senz'altro chiamata nel pomeriggio come ogni giorno al cellulare.
“Quando ti chiameranno i nostri genitori non dire nulla, inventarle qualcosa senza preoccuparli, digli che li chiamerò poi io domani con il mio smartphone, che oggi non mi sento. “
Le parole del dottore pur nel danno che avevo subito mi avevano rincuorato un po’, anche a Laura e fatto sperare che tutto lentamente ritornasse come prima.
In quel momento l'infermiera arrivò con una siringa, e mise qualcosa all’interno di una flebina già in infusione e poco dopo mentre parlavo con Laura, mi assopii senza accorgermene.
Dopo una lunga dormita pomeridiana indotta probabilmente dal farmaco verso sera mi svegliai, la prima cosa che vidi furono gli occhi e il viso sorridente di mia moglie al capezzale, mi accarezzo la fronte e i capelli sussurrando con un sorriso: “Ciao amore, come stai ?!”
Sorrisi: “Meglio!”
“Non hai più la febbre sai!” Mormorò felice toccandomi la fronte e accarezzandomi la mano: “Sei sfebbrato, il dottore ha detto che è un buon segno, che procede tutto bene!”
Ero senza febbre e stavo meglio, sembravo un altro, a detta di mia moglie e delle infermiere avevo cambiato faccia, non più l'espressione della tipica facies sofferente, ma rilassata. Secondo il medico che mi visitò quel tardi pomeriggio, avrei potuto essere dimesso quella sera stessa, ma aspettarono ancora 24 ore per sicurezza, preferendo dimettermi il giorno seguente a quello dell’intervento. Chiesi al medico se mia moglie poteva restare vicino a me a farmi assistenza durante la notte e acconsentì. Mi preoccupava che restasse in hotel tutta la notte da sola senza di me in un Paese che non era il nostro.
“Hai mangiato qualcosa?” le domandai impensierito.” È da ieri sera che non mangi nulla, non hai neppure pranzato. Vai fuori, comprati qualcosa ...” La esortai prendendo la sua mano nella mia.
“No.… ci sono le macchinette distributrice qui fuori, ho preso qualcosa li quando tu dormivi, stai tranquillo per me.” Mi rasserenò.
“Hai sentito qualcuno?” Domandai.
“No.… ne dall'hotel e nessuno di quelli che giocavano con te, non si è fatto vivo, nessuno.”
“Quegli stronzi del campo, è colpa loro se sono così! “Esclamai arrabbiato. “Sarebbero da denunciare tutti, ma va a sapere chi sono? … Ma non è detto che non lo faccia… mi dispiace solo che finirei sui giornali locali ripresi da quelli italiani. Già vedo il titolo: E lo saprebbero tutti anche i nostri parenti e conoscenti a Torino e non voglio. Vedremo più avanti il da farsi per il comportamento di quel tipo, se il campo è assicurato. Piuttosto ai sentito qualcuno dei nostri genitori?” Domandai cambiando discorso.
“Si, ha chiamato mia madre e poi la tua che non riusciva a mettersi in contatto con te perché il cellulare le dava sempre non raggiungibile.”
“Hai detto qualcosa?”
“No, ho fatto come mi hai detto tu, a mia madre ho detto che era tutto normale e che ci divertivamo, alla tua che andava tutto bene solo che a volte manca il segnale e non si può comunicare bene, di stare tranquilla che appena lo avresti dovuto, la chiamavi tu.”
“Hai fatto bene, domani la chiamerò io!” Risposi accarezzandola sul braccio.
Quella notte dormii poco, osservavo e accarezzavo il capo di Laura, i suoi folti capelli lunghi e sciolti, che stanca, seduta sulla sedia a fianco a me, si era piegata in avanti appoggiando le braccia conserte sul bordo del letto e il capo su di esse e dormiva profondamente vicino a me. Era bella, l'amavo e dimostrava in quei momenti con la sua vicinanza di amarmi anche lei tanto, mi voleva bene e io anche, ma quella notte dormii poco, non potei fare a meno di pensare alla mia sessualità, al testicolo rimosso.
“E se resto impotente, incapace di avere l’erezione per penetrarla? Se non avessi più possibilità di amare Laura possedendola fisicamente …?” Pensavo.
Solo l’idea mi faceva impazzire e rendeva inquieto. Non lo manifestavo a lei, ma dentro di me il timore e la preoccupazione c'era ed era forte ... che avrei fatto? Pregavo che fosse tutto come aveva detto il dottore, che anche con un testicolo solo avrei avuto la mia sessualità, la mia vita intima anche se ridotta e devo dire che fui ascoltato nelle mie preghiere e in quelle di Laura, perché così fu. Ma il problema divenne un altro e lo esporrò di seguito.
La mattina presto quando in ospedale Laura si svegliò dall’aver passato la notte a farmi assistenza, vidi il suo viso assonnato, dolce, tenero, con gli occhi ancora pieni di sonno. La feci avvicinare a me, la strinsi e la baciai sulle labbra,
“Buongiorno amore!” Le sussurrai.
“Buongiorno! ...” Rispose ricambiando il bacio sul viso.
Si vedeva però che oltre stanca era anche triste.
“Mi metto in ordine!” Mormorò passandosi le mani sui capelli cercando di aggiustarli alzandosi intorpidita e indolenzita dalla posizione scomoda sulla sedia che aveva tenuto durante la notte. Prendendo alcuni accessori nella borsetta come elastico, il pettine, le salviettine umidificate e il mini trousse porta trucchi e avvicinandosi al lavandino si passò le salviette sul viso e pettinandosi si riordinò.
Quando tornò da me la esortai: “Vai a prenderti qualcosa da mettere nello stomaco.”
Probabilmente aveva fame perché si voltò prendendo il portafogli domandandomi: “Vado alla macchinetta distributrice. Vuoi qualcosa anche tu amore? “
“No… non so nemmeno se posso mangiare o sono ancora a digiuno, comunque tra poco qui daranno la colazione e vedrò, pensa a te ora, ci vediamo dopo.”
Quando tornò stavo meglio, anch’io avevo consumato una leggera colazione composta da the e biscotti, scherzammo e mi sorrideva. Quando entrarono i medici lei uscì dalla stanza.
Dopo avermi visitato e medicato l'urologo mi informò che andava meglio, molto meglio, il testicolo rimasto si stava sgonfiando velocemente e che la terapia antibiotica aveva effetto. Fui dimesso con la condizione e la promessa che sarei restato in hotel a riposarmi in camera almeno tre giorni prima di uscire, e ci invitò nel suo studio a m e Laura per le dimissioni, informazioni e modalità del caso.
Prima che mi alzassi, arrivò una infermiera con una strana mutandina a perizoma, era un sospensorio testicolare, che tra il mio imbarazzo davanti a mia moglie me lo misurò e aiutò a indossarlo, con i testicoli fasciati dentro. Mi vestii e in piedi camminando zoppicando appoggiato a Laura, andammo nello studio medico. Lui ci aspettava, ci fece accomodare e iniziò a spiegare: “Va meglio signor Roberto! ...” Disse:” ... In questa condizione la convalescenza può passarla benissimo in hotel e non qui dentro in una camera di ospedale. Nei prossimi giorni sarà normale avvertire dolore allo scroto e all’inguine, anche per via della presenza dei punti di sutura sulla ferita che gli possono dare fastidio e comunque oltre alla terapia antibiotica che proseguirà per bocca per almeno sei giorni e ne dovrà prendere una compressa ogni otto ore, assumerà anche degli antidolorifici e antiinfiammatori che ora gli prescrivo.” Affermò abbozzando un sorriso e proseguendo: “Mi raccomando di bere molti liquidi, per aiutare l'allontanamento dal sangue dei farmaci e degli anestetici utilizzati nel corso dell’intervento chirurgico, non dovrà alzare pesi e non praticare attività o movimenti faticosi e durante le prime 24-48 ore dovrà applicare del ghiaccio sull'area operata. Indossi indumenti intimi comodi e usi il sospensorio, per almeno un paio di settimane. “
E mentre scriveva parlava: “Deve stare a riposo mi raccomando, non camminare molto e ci vediamo qui tra cinque giorni alle nove di venerdì mattina, la prenoto già, toglieremo i punti di sutura e faremo un controllo con l’ecodoppler e ricordi...” Continuò guardando anche Laura:” ... in qualsiasi momento per qualunque motivo abbia bisogno può fare riferimento alla struttura ospedaliera.” Proseguendo con le raccomandazioni:” Ripeto i primi giorni dovrà fare attenzione a non affaticarsi, poi lentamente con attenzione potrà tornare a svolgere tutte le normali attività, compreso il lavoro…”
“Quanto tempo ci vorrà dottore?” Domandai.
“Penso un paio di settimane e dovrà portare il sospensorio ricordi... Uniche eccezioni, dovrà astenersi dallo sport e dal sesso. Astensione dall’attività fisica intensa per almeno un mese e oltre. Per la ripresa dell’attività sessuale, l’aspetto più importante da tenere in considerazione è la completa guarigione della ferita chirurgica in genere occorrono 15-20 giorni. “
“Quindi sessualmente ritornerò come prima?” Domandai trepidante:” Non è cambiato nulla?”.
“Vediamo il decorso post operatorio, io penso di sì, come gli ho detto si ha una attività sessuale soddisfacente anche con un testicolo solo, lei è giovane, ma questo si vedrà più avanti e lo scoprirà lei stesso.” Dichiarò.” Per le spese se ha una assicurazione privata le saranno rimborsate, siamo convenzionati con molte compagnie estere, se no guardi di rintracciare gli organizzatori della partita e vedete un po'… “
Dovevamo pagare o essere assicurati e poi rimborsati perché l'Ospedale era privato e non pubblico, ma non feci rimborsi assicurativi né ricerche degli organizzatori, non volevo che si sapesse quello che mi era accaduto, volevo dimenticare in fretta....
“Si... si! Va bene!” Risposi.
Lo salutammo stringendogli la mano. Quel pomeriggio fui dimesso, passammo dalla reception dell’ospedale a pagare e lasciai anche la mancia agli infermieri. Mi ero trovato bene e mi avevano ispirato fiducia, pagai con la carta di credito e chiesi anche la fotocopia della mia cartella clinica. La segretaria mi informò che sarebbe stata preparata e consegnata quando sarei ritornato a rifare la visita di controllo e la medicazione successiva il giorno che avrei rimosso i punti.
Presi a regola i suoi consigli.
Salutammo l’impiegata, ci chiamarono un taxi e con il nostro borsone e appoggiato a Laura zoppicando uscimmo dal MedHome Hippocrates Hospital.
Appena arrivai in hotel telefonai ai miei genitori dicendo che era ritornato il segnale di stare tranquilli che era tutto a posto, che stavamo bene. Malgrado tutte le problematiche e l’incidente, finché non fossi stato meglio, decidemmo di restare e finire la vacanza fino al termine del periodo prenotato.
In convalescenza all'hotel qualche dolore al testicolo lo ebbi, ma si risolse in pochi giorni ricorrendo anche agli antidolorifici prescritti. Il testicolo lo sentivo meno gonfio e fastidioso.
In quei giorni di riposo forzato in hotel migliorai lentamente e ripresi a camminare in camera e sul terrazzino e con Laura parlammo di tutto, evitando di entrare nel merito delle conseguenze dell’accaduto, solo frasi sporadiche e di circostanza durante gli abbracci e i baci affettuosi che ci davamo, indirizzate più alla guarigione che alla passione, era difficile per noi accettare quello che era successo. A volte i suoi occhi grandi mi guardavano con tristezza come a voler parlare, a cercare conforto per lo spavento passato e io la stringevo e baciavo dicendo: “Vedrai che tutto tornerà come prima!”
In quei giorni che iniziavo a stare bene, stringere tra le braccia Laura, mia moglie, la donna che amavo, accarezzare le forme del suo corpo e aspirare il suo profumo sulla pelle e sul collo era confortante. Pur nell’impossibilità di avere un’erezione e un rapporto carnale, provavo desiderio sessuale a stringerla e annusarla, ma non avvertivo lo stimolo fisico sotto l’effetto del danno ricevuto e dei farmaci presi, ma mentalmente la volevo, la desideravo anche se non potevo possederla…. È terribile credetemi desiderare la donna che si ama, che sia moglie, fidanzata o compagna e non riuscire ad avvertire lo stimolo di averla carnalmente perché non c’era la reazione sessuale in me e quella condizione mi generava un'intensa miscela di emozioni contradditorie. La limitazione corporea mi creava un forte stato di tensione emotiva e fisica.
In quel periodo nel nostro conversare affrontammo anche il motivo perché io non volevo che si sapesse in Italia.
“Non voglio che si sappia Laura!” Le dicevo:” Nessuno deve conoscere niente in Italia di quello che mi è successo qui, nemmeno i miei e i tuoi genitori, sarà un nostro segreto.”
“Perché? “Mi chiedeva nella sua innocenza non comprendendo il mio comportamento.
“Perché non voglio essere commiserato e sparlato dietro le spalle da amici, conoscenti e parenti…” Rispondevo:” … vedere i loro sguardi compassionevoli e sentire mormorii e parole di compatimento verso me e te del tipo: < Sai in Grecia Roberto ha avuto un incidente genitale poverino, ora ha un testicolo solo …> E qualche altro o altra dire: < Oh poveretto chissà come farà ora, se riuscirà sessualmente… se sarà ancora buono a soddisfare sua moglie.… > E magari farci il risolino dietro. Non mi va di sentire le loro chiacchierare o anche solo immaginare quello che dicono: < Eh...poveretta anche lei, una così giovane e bella ragazza, con un marito così, a metà, senza un testicolo …. > Perché so che loro parlerebbero così… E sentirli o pensarli con i loro sguardi di compatimento, con il sorriso di scherno sulle labbra mormorare: < Poverino! Ci riuscirà a possederla ora?> E le loro mogli e tue amiche rispondere:” Poverina Laura! ...> Ecco io voglio evitare tutto questo, che sparlano di noi.” Precisai.
Mi rendevo conto che quella situazione mi aveva creato uno stato emotivo particolare che immaginavo agli altri intenzioni ostili senza che probabilmente non avevano, senza prove concrete, generando in me ansia e un'eccessiva immaginazione nei confronti delle persone che ci circondavano.
“Ma io non credo Roby che spettegolino alle nostre spalle, sei tu che ti preoccupi troppo, in questi momenti sei preoccupato e hai preoccupazioni che ti spaventano… Comunque forse hai ragione…” Convenne:” …meglio non dire niente a nessuno, nemmeno ai genitori e affrontare e risolvere tutto da noi.”
Erano tutte considerazioni che mi costruivo da solo e ne parlavo con lei, battute, sottointesi e stupidità quelle che pensavo e mi impedivano di essere aperto verso i conoscenti e parenti, che noi di origine del sud quando accadono certe situazioni alla sfera sessuale non vogliamo che nessuno sappia. E proiettavo su mia moglie le mi insicurezze, attribuendo agli altri giudizi che non c’erano forse non avrebbero mai avuto, visto che mi basavo su supposizioni mentali piuttosto che su fatti reali. Continuando a spiegarle: “Le cose nostre… in casa nostra...” Esclami a Laura pronunciando il proverbio siciliano e proseguendo: “Non voglio che si sappia che ho un testicolo solo Laura, nelle nostre mentalità verrei considerato un mezzo uomo…”
Lei mi guardava in silenzio quasi a non capirmi la preoccupazione e io ripresi: “Saranno questi di cui ti ho parlato i commenti che faranno.” Precisai ripetendo bene:” Ci compatiranno Laura e non voglio.”
La mia era una posizione da mentalità meridionale che veniva fuori in me, e di riflesso anche in lei, probabilmente sbagliata ma l'avevamo entrambi, e mia moglie anche se con qualche dubbio come al solito convenne con me sulla riservatezza da avere.
“Si forse hai ragione!” Affermò con un’espressione seria:” Queste sono cose nostre... fatti che non interessano agli altri e non le devono conoscere…”
Ero felice che la pensasse come me, non ne avevo avuto dubbio, e risposi: “Si amore!... Queste sono cose nostre che fanno parte della nostra vita e intimità di coppia e poi come spero e come ha detto il dottore, hai sentito anche tu, sarà passeggero e tutto ritornerà normale. “
“Certo!” Esclamò sorridendomi:” Sarà un nostro segreto…” E ci abbracciammo e baciammo. Ero contento anche perché avevamo segreti e qualcosa in comune nel bene e nel male. “
Con il responsabile dell’hotel parlammo anche dell’organizzazione di quella partita di calcio e Laura disse risentita e irritata dal loro comportamento:” Se quella sera qualcuno o quel tipo che lo ha visitato nello spogliatoio lo avesse inviato subito in ospedale tutto questo che è accaduto a mio marito non sarebbe successo.”
Ci informammo tramite il personale dell'albergo chi fosse quei tipo chi mi aveva visitato, ma furono evasivi ci dissero che non lo conoscevano, che era parte del coordinamento delle partite.” Sarà stato soltanto uno spettatore in quel campetto che in quel momento si è fatto avanti per aiutarvi. Noi proseguendo la partita non ci siamo accorti di niente, vi abbiamo visti camminare in tre e abbiamo pensato che si era tutto risolto. Ma non c'entrava niente con 'organizzazione e non sapevano nemmeno chi fosse.”
Non so se era vero o no quello che dichiaravano o lo dicevano soltanto per coprirsi tra loro visto che mi aveva anche vistato senza essere un medico autorizzato, ma d’accordo con Laura lasciai perdere.
C’era una sorta di omertà fra loro, forse avremmo dovuto denunciarlo e farlo ricercare dalla polizia, ma quale sarebbe stato il suo reato? Abuso della professione medica o soltanto quello di avermi guardato i testicoli e dire che non c'era niente? E di cosa lo accusavo? Non era un medico che sbagliava diagnosi, un suo buon avvocato avrebbe potuto dire a me: “…Era lei signor Roberto che se sentiva dolore al testicolo avrebbe dovuto scegliere di andare subito in ospedale, non il mattino seguente dopo 12 ore e non questo cittadino che si è prestato volontariamente a soccorrerlo ... E sua moglie perché non ha chiamato una ambulanza al campo sportivo? “
Non era semplice come si poteva pensare, si rischiava un contenzioso giuridico e di restare cornuti e mazziati come si dice al sud, cioè sputtanati in Italia, perdere la causa in Grecia e restare lo stesso senza testicolo.
Laura dopo un ragionamento approfondito con me seppur dispiaciuti e delusi convenne di lasciare perdere, di non fare scalpore. Se lo avessi denunciato saremmo stati sottoposti al clamore mediatico e per un eventuale processo avremmo dovuto ritornare chissà quante volte in Grecia, trovare un avvocato qui del posto che ci tutelasse, risentirlo e rivederlo insieme alla squadra e all’organizzatore delle partite, e poi chissà come sarebbe finita…
E conversando con Laura dichiarai: “Anche se vincessimo la causa, cosa difficile, probabilmente quel tipo non avrà nemmeno i soldi per risarcirci, sarebbe più che altro una vittoria morale ma che ci costerebbe in immagine e reputazione. Sai che bella soddisfazione… e quanto ce ne importa di una vittoria morale!” Affermai.
Lei convenne con me:” Hai ragione Roby!” Pronunciò.
In sesta giornata, quel venerdì alle nove con mia moglie andai in ambulatorio a fare la visita di controllo, mi visitarono e fecero un nuovo ecodoppler ai testicoli, mi rifecero alcuni esami del sangue, tolsero i punti e medicarono, l’urologo fu sensibile ma chiaro.
“L’intervento tecnicamente è andato bene e anche il post operatorio e la convalescenza, all’ecodoppler il testicolo si è sgonfiato e non ha versamento di liquido prodotto dall’infezione e infiammazione, è bello asciutto. Ma dovrà fare attenzione a non fare sforzi e per il primo mese porti sempre il sospensorio…”
Lui parlava ma io avevo sempre il mio chiodo fisso in mente. Anche se non lo davo a vedere c’era un argomento che mi tormentava a cui pensavo spesso in quei giorni e a cui probabilmente pensava anche mia moglie pur non dicendo nulla come era nel suo carattere riservato, e anche se mi aveva già risposto, come un bambino mi premeva chiedere ancora per essere ancora e ancora rassicurato.
E pronunciai interrompendolo mentre scriveva.: “Dottore, ma è stato compromesso qualcosa? È tutto a posto?” E lo guardai.
Rispose tirando sul capo dal ricettario e guardandomi in volto: “Bè, ha un testicolo solo… Dal punto di vista urologico ha ripreso a funzionare tutto.”
“Ma sessualmente?” Domandai ancora preoccupato e ansioso, volendo sentirmi rassicurato.” Sessualmente c'è qualche rischio?”
Mentre Laura seduta vicino a me imbarazzata voltava il capo nella parte opposta fingendo di osservare l’arredamento nell'ambulatorio per non mostrarsi e essere guardata negli occhi dal medico.
“Come gli ho già detto, l'orchiectomia può non incidere sessualmente, si può avere una vita sessuale soddisfacente con un testicolo solo, anche se il suo rimanente è stato intaccato dall’infezione ed è stato sofferente. Però questo, la fisiologia sessuale la vedrà con calma più avanti, sarà lei stesso a valutare gli impulsi che sentirà ed una eventuale erezione, tenga presente che comunque le sue funzioni sessuali con un testicolo solo saranno ridotte al 40-50 per cento…” Mi osservò e aggiunse:” … Ripeto però, anche se in questi giorni avvenisse l’erezione…” E guardò Laura che abbasso gli occhi:” … non dovete avere rapporti sessuali prima di un mese, un mese e mezzo e nemmeno pratiche come la masturbazione che portano alla eiaculazione. Non dovrà eiaculare in nessun modo per non fare avere contrazione premature al testicolo rimasto e alle vescichette seminali. Ci vuole calma, in tempo dovuto.”
Vidi Laura abbassare ancora lo sguardo e arrossire.
“Quindi una volta guarito avrò rapporti sessuali normali e potrò eiaculare normalmente in seguito?
“Domandai pregandolo.” ...Mi dica la verità di tutto quello che può succedere!” Chiesi ancora agitato e cocciuto, quasi che nel mio inconscio volessi che mi dicesse chiaro. “Si! È tutto normale, guarirà e tornerà come prima a fare l’amore con sua moglie.” E invece rispose.... “Credo di sì! Ma come gli ho già detto questo si saprà in seguito. Gli posso solo dire che con un testicolo solo le complicanze comuni che potranno manifestarsi potrebbero essere o un calo della libido con difficoltà erettive, che probabilmente ci saranno ma non impediranno il rapporto sessuale, oppure esserci una diminuita produzione di spermatociti e quindi forme di sterilità.”
“Sterilità!?” Ripetei sorpreso osservando mia moglie che seduta accanto a me attenta ascoltava silenziosa e stupita anche lei. Non avevo mai contemplato fino a quel momento l'aspetto della sterilità, non sapevo nemmeno che potesse esserci, ma soltanto quello sessuale.
“Si la sterilità...” Continuò lui:” ... sono le complicanze più importanti, ma per questo dovrà fare esami specifici tra qualche mese come lo spermiogramma ed altri che gli dirà il suo medico urologo in Italia, ora è presto e prematuro per parlare di queste cose. Cerchi di star bene, può darsi che il testicolo rimasto funzioni benissimo e sopperisca l’altro in tutte le sue funzioni anche nella formazione degli spermatozoi e quindi non ci sarà alcun problema.”
“Se no ... niente figli?” Mormorai io come un automa.
“Be non si fasci la testa prima di averla rotta...” Rispose abbozzando una smorfia di un sorriso guardando Laura:” ...non è detto, è una complicanza che può accadere, può essere momentanea e se ci fosse ci sono delle cure specifiche che possono correggerla, ma non è detto che sia, gliel’ho detto solo perché me lo ha chiesto ed è mio dovere informarvi di tutti gli aspetti di complicanze possibili. Ora stia tranquillo, queste cose si sapranno con esami mirati e opportuni tra qualche mese. Ma cerchi di essere ottimista… tra qualche settimana riprenderà l’attività sessuale con attenzione e calma e poi valuterà tutto il resto in Italia. “
Fece una pausa e aggiunse: “Quando sarà a casa, per queste cose, si faccia seguire da un bravo urologo, io gli do tutta la documentazione anche dell’intervento chirurgico, la descrizione e terapia. Lui gli prescriverà un controllo a distanza di tempo per stabilire che effettivamente non ci siano conseguenze sulla fertilità e se occorre che avrà problemi sessuali, che saranno credo più di natura psicologica che meccanica visto che lei è molto emotivo, si faccia seguire anche da un bravo. psicologo.
Salutammo e dopo essere passati dalla segreteria a ritirare la fotocopia della cartella clinica e pagare, andammo in hotel. Oramai erano dodici giorni che eravamo lì in quella vacanza forzata, passammo gli altri due a passeggiare e poi partimmo con il volo Alitalia, ritornammo a Milano e in auto a casa vicino Torino.
E alla prima preoccupazione sulla virilità sessuale se ne era aggiunta un'altra non meno importante, la fecondazione, la possibilità di essere diventato sterile e di non poter avere figli. A quelle parole, quando il medico ci informò come ipotesi di complicanza, avevo visto sul volto di mia moglie Laura il dispiacere per quella considerazione, specialmente ora che ci sentivamo pronti ad averli….
Al rientro in Italia zoppicavo ancora un poco, ma dissi a tutti che era stato un calcio al ginocchio durante una partita di gioco, ma che ora stavo bene e stava passando tutto.
Al ritorno si prospettava la parte più drammatica e difficile di quella situazione, insieme a Laura in maniera riservata e con segretezza cercammo su internet un urologo bravo e lo trovammo a Torino nella nostra città. Era un professore e primario di Urologia o come si dice oggi Direttore di Struttura di Urologia e andrologia e docente universitario, e prendemmo subito un appuntamento privato e a pagamento nel suo studio.
Quando lo incontrammo, spiegai al professore la mia situazione, dall'incidente all'intervento e soprattutto fui chiaro e lo informai sulle mie preoccupazioni sessuali e ultima quella della fertilità, sull'avere dei figli. Volevo che mia moglie come me sapesse tutto e fosse sempre al mio fianco.
Dopo che parlammo e visionata e letta la cartella clinica greca con relazione in inglese, mi fece sdraiare su un lettino, mise i guanti di nitrile e mi visitò palpandomi il testicolo superstite, poi mi fece alzare, rimettere in ordine e risedere davanti alla scrivania affianco a mia moglie dicendo: “I colleghi greci si sono attenuti alle procedure internazionali e hanno operato bene. Tecnicamente l'intervento è perfetto e anche la morfologia del testicolo al tatto. È sgonfio e palpabile e all’interno dello scroto l'epididimo e il didimo si sentono bene e non mi sembrano edematosi. Direi che si sta riprendendo bene, riguardo le sue preoccupazioni per la sessualità è presto, aspettiamo ancora qualche settimana e poi valutiamo, per la fertilità invece, in genere la rimozione di un testicolo in presenza di un altro controlaterale normale e funzionante di per sé non compromette la spermatogenesi, né le capacità sessuali e la possibilità di avere figli. “
E continuò: “... Le persone con un solo testicolo normalmente funzionale possono avere una conservata anche se ridotta fertilità e ne è ricca la letteratura medica di questi casi.”
Ci guardò e riprese.
“Sarebbe opportuno che in questi giorni eseguisse una serie di esami ematici e diagnostici ecografici. Inizieremo con alcuni partendo con quelli sulla funzionalità sessuale, quelli per la rilevazione della fecondità, mi riferisco allo spermiogramma li farà in seguito. Per ora inizi con una nuova ecografia scrotale con doppler della vena e arteria gonadica, che sono i vasi che trasportano il sangue alle e via dalle gonadi maschili i testicoli) e femminili le ovaie, per valutare se la circolazione ematica è nella norma. Pratichi anche un dosaggio nel sangue degli ormoni di testosterone, Lh e Fsh… “Fece una pausa, prese il ricettario e dichiarò mentre io e Laura ci osservavamo:” Ora glieli prescrivo.
Per commenti, suggerimenti, idee, notizie o critiche, scrivere a:
dressage1@hotmail.it
Grazie
Il titolo del primo capitolo doveva essere “Innamorati” E non “L’incidente” che è questo che pubblico ora. Chiedo scusa alle lettrici e ai lettori, e stata una mia svista.
Note:
“Avrei preferito prendere un calcio nel ginocchio… ma Il football ha le sue ragioni misteriose che la ragione umana non conosce. Forse era destino…”
(Roberto)
Cap. 2 L’INCIDENTE.
Continuammo in quella nostra vacanza meravigliosa, sempre più innamorati. Conoscemmo anche gente del luogo, giovani e meno giovani, residenti e altre coppie di turisti come noi in vacanza.
La sera il centro della vita notturna sull'isola si concentrava nella città di Kos, dove c'erano ristoranti, locali per l'aperitivo e discoteche che frequentavamo da soli o con coppie di conoscenti occasionali, sia del luogo o vacanzieri come noi, anche stranieri.
Come capita spesso da noi in Italia, anche lì durante le vacanze i vari stabilimenti balneari, bar e hotel della città organizzarono un torneo di calcetto a squadre di sei giocatori, una specie di gara tra bar, hotel e stabilimenti marini con coppa premio ai vincitori.
Quando lo venni a sapere casualmente, mentre chiacchieravo con un dipendente nella hall dell'hotel dove soggiornavamo e dopo averne parlato con Laura, decisi di partecipare anch’io e lo feci presente al personale, vantando la mia bravura italiana con il calcio, facendo parte di una nazione, l’Italia che aveva vinto più volte i mondiali di calcio. Accettarono volentieri e fui accolto con calore con loro nella squadra dell’hotel. Partecipai con sommo piacere, esortato anche da mia moglie che era la mia prima tifosa e si divertiva a vedermi giocare e che io fossi al centro delle curiosità, attenzioni e delle aspettative degli altri.
Il torneo si giocava in un campo sportivo della periferia di Kos e ci diedero in dotazione scarpe e maglie improvvisate, senza numero, con fasce colorate al braccio o pettorine per distinguerci in squadra A, dalle altre avversarie.
Le squadre erano composte dai residenti, dipendenti e da qualche turista appassionato come me di calcio.
Il torneo iniziò. La prima partita andò bene, vincemmo noi grazie a me che segnai, ricordo che quella sera diventai un idolo e festeggiammo tutti ragazzi e ragazze a cena in un ristorante del centro, bevendo e mangiando, per poi ballare. Al ritorno in hotel celebrai la vittoria con mia moglie, nudi nel letto, abbracciati, caldi, vittoriosi e pieni d'amore e di passione, la baciai in tutto il corpo, seno, glutei collo e bocca e facemmo sesso in modo lussurioso e passionale. La penetrai e sudati e abbracciati come una carne sola, ci possedemmo con desiderio godendo entrambi delle nostre carni lussuriose e nostre lingue vogliose ognuna nella bocca dell’altro e fu una notte intensa e ardente ricca di sessualità, amore e godimento.
Due sere dopo si disputò un'altra partita, stessa formazione la nostra dell’hotel contro un’altra squadra di uno stabilimento marino denominato Paradise Beach.
Quella serata era calda e umida, i bordi del campo erano affollati di residenti e turisti di ogni nazionalità, e lei, mia moglie era la, davanti a tutti a fare tifo per me tra le donne e gli uomini che mi osservava, ed era ammirata da loro perché affascinante, abbronzata ed elegante, la più bella... e con mio piacere la più osservata tra le ragazze presenti; e come i bambini sorridendomi mi salutava con la manina e con la stessa mi inviava baci tifando per me. L'amavo.
Probabilmente vedendo che nella volta precedente giocavo bene, venni marcato stretto, la prima mezz'oretta passò bene, segnarono loro e noi e finimmo il primo tempo in pareggio. Iniziato il secondo tempo dopo dieci minuti circa segnai un goal e passammo in vantaggio con il tripudio dei tifosi della nostra parte e di Laura che seduta su una sedia sul bordo campo, alzandosi in piedi saltando mi mandava dei baci soffiando sul palmo della mano. Ero marcato stretto e questo per me era motivo d'onore, come lo era per Laura che mi guardava sempre sorridendo, fiera ed orgogliosa di me.
All'improvviso il pallone lanciato da un calcio avversario, cadde sulla destra del campo, mi misi a correre veloce sull'erba per prenderlo cercando di arrivare prima del mio avversario e contemporaneamente superare l'altro antagonista di fianco a me, ma ci venne incontro per aiutarmi anche un altro mio compagno di squadra. Lui per provare a rubargli il pallone e prenderlo per primo entrò in scivolata a gamba tesa, mancò il pallone e cercando di riprenderlo e dargli un calcio con l'altra gamba per allontanarlo, alzò il piede in mezzo alle mie e senza volerlo in quel groviglio a tre, ci fu uno scontro e ricevetti un calcio che mi colpì l'inguine sinistro e il testicolo. Tutto avvenne velocemente quasi senza che ce ne rendessimo conto.
Dal colpo caddi a terra dolorante, tenendomi i testicoli con le mani, mentre gli altri proseguirono a giocare incuranti di me e la gente probabilmente continuava a guardare la partita tifando.
Solo Laura in apprensione e con l'espressione preoccupata unitamente a qualche altro dal bordo campo mi guardavano cercando di capire se stavo male e se doveva correre da me.
Rimasi qualche secondo a terra dolorante per il trauma testicolare dovuto a quel calcio ai ‘coglioni’ come si suole dire. Mi faceva malissimo, finché mi si avvicinò un mio compagno di squadra che tendendomi il braccio prese il mio e tirando con forza mi aiutò ad alzarmi, e visto che dal dolore non potevo riprendere il gioco, camminando zoppicante appoggiato a lui mi accompagnò sul bordo campo, dove Laura preoccupata e in ansia mi aspettava, abbracciandomi subito e baciandomi il viso sudato e dolorante appena fui da lei.
“Ti fa male amore?” Chiese.
“Si!” Risposi.
Il mio compagno di squadra tornò a giocare lasciandomi con mia moglie.
In quel momento si avvicinò un Greco che in italiano stentato mi invitò: “Venga, andiamo in infermeria, negli spogliatoi.”
E appoggiato a lui e a mia moglie a fatica e zoppicando camminai un po' passando dietro alla gente, che disinteressata di me continuava a gridare e tifare guardando la partita, con me probabilmente già sostituito.
Entrai nello spogliatoio zoppicando, quando mi sedetti sembrò che si attenuasse il dolore e con un sorriso stringendole la mano feci cenno a Laura agitata e spaventata di calmarsi: “Stai tranquilla amore! Non è niente!” Dissi.
“Ma ti fa male Roby? “Domandò lei preoccupata della mia sofferenza come se fosse la sua.
“Se cammino sì! Ma ora che sono seduto un po' meno.”
“Ma ti ha dato un calcio? “Domandò.
“Si, ma certamente senza volerlo, in una azione del gioco. Probabilmente ha colpito l'inguine e il testicolo.” Precisai.
Ed era vero, il dolore persisteva ma non era più acuto come prima, non mi stava passando ma si trasformava diventando un intorpidimento, il cosiddetto avere le formiche, che altro non era che una parestesia che mi dava una strana sensazione mai provata prima sul testicolo.
Nel frattempo quel tizio che era l’addetto dell’infermeria del campo, così ci disse lui. Mi fece tirare giù i pantaloncini e lo slip, mise i guanti monouso di lattice e mi guardò e toccò i testicoli e l'inguine. Sia io che mia moglie pensavamo che fosse un medico, ma sapemmo in seguito che non lo era. Mi visitò guardando il testicolo e palpandolo e disse: “Non è nulla, solo un colpo all'inguine e di riflesso sul testicolo. Il dolore gli passerà in poche ore ma mi raccomandò metta il ghiaccio e lo tenga tutta la notte. “
“Non c’è niente di preoccupante?” Domandò Laura.
“No!... I testicoli sono a posto ...” Ci informò ancora tastandoli nuovamente tutte e due e guardandoli. “Questo destro le fa maggiormente male se lo tocco perché è quello che ha preso il colpo, ma è solo un po' rosso!
“Ma a me fa male!” Ribadii sofferente:” Ora meno, non forte come prima, ma se mi muovo lo sento dolorante.”
“E ‘il colpo...” Rispose in un italiano stentato gesticolando con le mani per farmi capire:” ... vedrà che domani non avrà più niente. Ci metta sopra del ghiaccio stasera e prenda un analgesico per il dolore e un antinfiammatorio e vedrai che passerà e domani mattina starà meglio. Però ora vada in albergo e si metta a riposo a letto.” Mi esortò.
Non riuscendo più a giocare e non sentendomi di stare a guardare la partita, aiutato da Laura mi vestii e una volta pronto, camminando con una gamba dura e tesa trascinando il piede sul terreno, accompagnato e appoggiato a lei e anche da lui, giungemmo al posteggio della moto, ci salutò e tornò al campo ripetendoci la raccomandazione del riposo e del ghiaccio. Riprendemmo lo scooter che avevamo noleggiato e con mio tormento a guidare tornammo in Hotel.
Laura dalla reception riuscì a farsi dare la borsa del ghiaccio, dicendo che avevo preso un colpo all’inguine, mi diede una bustina di Aulin che ci eravamo portati dietro dall’Italia e mi sdraiai sul letto mettendo la borsa del ghiaccio sopra e sotto i testicoli.
L’antidolorifico e il freddo probabilmente li anestetizzarono un po’, ed effettivamente sembrava che mi passasse, il dolore diminuì e anche se si erano gonfiati un poco riuscii a camminare nella stanza zoppicando di meno e andare in bagno.
Era tardi, le 23.00 passate e quella sera andammo a letto senza cena e ci abbracciammo, la strinsi a me, era spaventata, ma la rassicurai e le prime ore riuscii a dormire. Ma durante la notte le conseguenze furono drammatiche, il dolore ritornò più forte di prima e i testicoli gonfiarono da sembrare due arance, doloranti e scuri al tatto, tanto che poche ore dopo, al mattino presto oltre i testicoli gonfi, avevo la febbre alta oltre 39 gradi centigradi.
Provai ad alzarmi per andare in bagno ma non ci riuscii, avevo male e mi girava la testa, scottavo e sudavo. Laura era spaventata e anch'io, non solo non riuscivo a camminare, ma nemmeno a stare in piedi dal dolore, dovevo sdraiarmi e avevo voglia di urinare, tanto che mia moglie me la fece fare a letto in una bacinella di plastica.
Sempre più allarmata ed esortata anche da me, chiamò la reception spiegando cosa avevo e l'hotel mandò un medico che arrivò dopo due ore e mi visitò, dicendo poi guardandoci: “E' una situazione seria, il testicolo è gonfio e duro, bisogna andare in ospedale!”
“In ospedale? Ma cosa ho?!” Chiesi preoccupato.
“Il trauma probabilmente ha provocato una infiammazione, ed è meglio che la veda uno specialista in ospedale, un urologo.” Basta, non disse altro e dispose subito il mio trasferimento in pronto soccorso facendo chiamare un’autoambulanza. Tolse i guanti, mise gli strumenti nella sua borsa e andò a lavarsi le mani, uscito dal bagno le asciugò, lo pagammo, salutò, strinse la mano a Laura e se ne andò.
Quando in albergò arrivò l’ambulanza, mi vennero a prendere in camera e mi portarono giù su una barella per non farmi camminare, ed essendo un turista mi mandarono al MedHome Hippocrates che è un ospedale specializzato in cure mediche di alta qualità al servizio dei residenti facoltosi e soprattutto dei visitatori e turisti dell’isola. Laura sempre più spaventata prese alcuni oggetti personali e indumenti intimi, la sua borsa e venne con me.
Giunti in Ospedale, fui visitato subito, e mentre ero sul lettino, vidi il medico poco lontano parlare con mia moglie, mentre una infermiera mi metteva un ago nella vena del braccio praticandomi dei prelievi di sangue, lasciandomi l'ago nella vena e collegandoci una flebo e subito insieme in doppia via degli antibiotici. Vedevo Laura fuori dalla stanza dei codici che mi guardava abbozzando un sorriso forzato con gli occhi lucidi, era spaventata ma pareva non volesse dimostrarmelo e sembrava che volesse piangere.
Quando ritornò l'urologo chiesi: “Ma cos'ho dottore!?”
“Aspetti, faccio ancora un esame ai testicoli con l'ecocolordoppler e poi gli dico tutto …” Rispose. E portarono un apparecchio, un ecografo con monitor e tastiera su delle ruote, mise il gel sui testicoli e con una sonda appoggiata sopra me li esplorò all’interno.
Al termine chiamò mia moglie che venne anche lei vicino a me dicendo l’urologo: “La diagnosi non è bella, né positiva, a causa del colpo ricevuto e della trascuratezza gli è venuta una infezione al testicoli, con conseguente orchite bilaterale, che significa il rigonfiamento del testicolo con interessamento per contiguità anche dell’altro controlaterale.” Fece una pausa e un mezzo sospiro mentre Laura continuava a guardarmi tenendomi la mano stringendomela e l’urologo proseguì: “Ha un testicolo in necrosi e se non interveniamo subito chirurgicamente ci andrà anche l’altro.” Restai sorpreso e confuso, ero scioccato.
“Come un testicolo in necrosi?... Cioè che significa dottore? Cosa vuol dire?” Domandai mentre mia moglie con gli occhi lucidi mi stringeva sempre forte la mano baciandomela.
“Significa che deve essere operato d’urgenza e togliere il testicolo in necrosi.”
“Togliere il testicolo!? “Esclamai allarmato e incredulo.
“Si è l'unica cosa da fare e bisogna agire in fretta! Già siamo in ritardo.” Affermò.
Ero sconvolto, traumatizzato da quelle parole, vedevo il viso di Laura solcato sulle guance da due lunghe lacrime. E il medico proseguire: “L'intervento non durerà molto, è un intervento cosiddetto demolitivo e non ricostruttivo e si esegue relativamente in fretta, un'oretta, ora l'infermiera le farà firmare tutti i consensi informati.... le raserà i peli genitali e sui testicoli e appena pronto la porteremo in sala operatoria. “
Ero incredulo e seppur dolorante chiesi: “Ma come è possibile?”
E il medico, un cinquantenne, vedendomi in quello stato spiegò ancora a me e Laura vedendoci giovani sposi e preoccupati: “Purtroppo quel calcio ha fatto ruotare sul proprio asse il testicolo nello scroto, procurandogli una torsione del testicolo e del funicolo spermatico, che è quello dove passano il dotto deferente, i vasi sanguigni e i nervi, e torcendosi su sé stesso ha ostruito tutti questi passaggi…” E mentre spiegava in un italiano stentato, faceva segno con le mani alla torsione per meglio farci comprendere quello che diceva e che era accaduto, continuando:” ... e come conseguenza di questa torsione si ha avuto l’avvolgimento su sé stessi dei vasi sanguigni, con l’ostruzione venosa e arteriosa non arrivando più sangue al testicolo, procurando edema ed emorragia secondaria intratesticolare…” Fece una altra pausa e riprese subito:” … lo dimostra lo scroto che è diventando scuro e in conseguenza della torsione il telestico è gonfiato e diventato duro come un palla da bigliardo e si ha avuta l'occlusione arteriosa. Non arrivando più sangue ha portato il testicolo in necrosi, praticamente alla morte dei tessuti del testicolo, per questo è da togliere subito.” Ripeté.
E mentre osservava un po' me e un po' mia moglie, entrambi spaventati e smarriti seguitò:” I sintomi sono chiari e parlano da soli, il dolore acuto, improvviso, il testicolo richiamato verso l’alto quasi a livello inguinale, che viene anche detto- testicolo in ascensore-, l'aumentato di volume con il gonfiore e il calore e l’ecocolordoppler alla gonade(testicolo) hanno confermato che non arriva più sangue.” E proseguì:” Ed inoltre si è instaurata una infezione che ha contagiato per contiguità anche l'altro testicolo e gli annessi vicini...” Dichiarò:” Per questo dobbiamo intervenire tempestivamente.”
Spaventato e dolorante sempre con la mia mano stretta in quella di mia moglie chiesi: “Cosa succede ora?”
“Come gli ho detto la prima cosa da fare in questo caso è togliere il testicolo e pulire quello sofferente. “
Non riuscivo a capacitarmi, a darmi pace ero come assente, sospeso in aria.
“Ma non si può fare altro?! “Esclamai disperato quasi piangendo.
“Purtroppo no! ... Non si può più sbrigliare o de torcere il funicolo spermatico e stendere lineare come prima, ormai sono passate 12 ore e il tempo limite per queste manovre è sei ore, poi il testicolo senza sangue muore, come è avvenuto al suo.”
Guardai mia moglie con le lacrime agli occhi e chiesi ancora: “Ma bisogna per forza toglierlo, non c'è un’altra soluzione?”
“No mi spiace non c’è altra soluzione! Come detto e ripeto non si può sbrigliare e c'è il rischio che se non si agisce in fretta il danno dell'infezione danneggi anche l'altro, che è già sofferente e gonfio.”
Oltre al dolore, a quelle parole per la tensione nervosa e l'agitazione che avevo in corpo, iniziai ad avere nausea e conati di vomito e Laura spaventata come me mi abbracciò piangendo accarezzandomi con la mano la fronte e il viso. Ci guardavamo in silenzio, non potevamo credere a quello che accadeva, di lì a poco sarei andato in sala operatoria per un intervento come chiamavano loro di orchiectomia destra, mi toglievano un testicolo.
Una vacanza meravigliosa e da sogno si era trasformata in disperazione e incubo.
In quel momento ero tanto abbattuto che non pensai alle consegue, che riguardavano le capacità sessuali.
Ero arrivato alle otto del mattino circa in ospedale e dopo tutti i preparativi alle dieci mi operarono e dopo l’intervento verso mezzogiorno mi riportarono in camera senza un testicolo e con l’altro sofferente, con mia moglie al mio fianco che mi stava sempre vicina e mi teneva la mano assistendomi ... guardandomi negli occhi senza parlare.
Nel primo pomeriggio venne il chirurgo urologo che mi aveva operato e ci spiegò: “Siamo giunti in tempo. L’intervento di per sé non è stato complicato, è durato poco più di un’oretta. Ho dovuto praticare l’orchiectomia monolaterale e rimuovere il testicolo destro, ma l'altro siamo riusciti a salvarlo.” Disse con soddisfazione e un abbozzo di sorriso sulle labbra che si riverberò anche sulle nostre.
“Ho praticato dei lavaggi con disinfettanti e antibiotici all'interno di entrambi gli scroti e abbiamo posizionato una protesi testicolare, uguale di forma e peso a quella del testicolo che c’era e a quello rimasto controlaterale, da far apparire esteticamente gli scroti entrambi pieni. Quindi da fuori esternamente non si vedrà nulla.” Fece una pausa e proseguì: “All’altro, il sinistro, diciamo quello buono per farvi capire, abbiamo praticato solo la scrototomia, cioè abbiamo tagliato e aperto lo scroto, e visto che il testicolo era sano, solo un po' edematoso e gonfio, abbiamo praticato vari lavaggi in situ con disinfettanti e antibiotici, richiudendo tutto e mettendola sotto terapia endovena antibiotica.”
Guardandomi in giro e davanti a mia moglie, la prima cosa che preoccupato gli chiesi fu: “Scusi dottore, ma sessualmente...?”
“Sorrise, mise la mano sul lenzuolo sopra la mia gamba e disse: “Ora è presto per parlare di questo, ma mi sento di dirgli che le capacità sessuali non dovrebbero essere intaccate, si ha una buona sessualità anche con un testicolo solo, ma vedremo nei prossimi giorni come sarà il decorso post operatorio. Ora le farò dare un calmante così si riposerà un poco.” Pronunciò, e salutando me e mia moglie si allontanò.
Sia io che Laura eravamo demoralizzati e preoccupati dell’accaduto, del fatto che mi avessero dovuto togliere un testicolo. Le raccomandai di non dire nulla a mia madre e alla sua che l'avrebbero senz'altro chiamata nel pomeriggio come ogni giorno al cellulare.
“Quando ti chiameranno i nostri genitori non dire nulla, inventarle qualcosa senza preoccuparli, digli che li chiamerò poi io domani con il mio smartphone, che oggi non mi sento. “
Le parole del dottore pur nel danno che avevo subito mi avevano rincuorato un po’, anche a Laura e fatto sperare che tutto lentamente ritornasse come prima.
In quel momento l'infermiera arrivò con una siringa, e mise qualcosa all’interno di una flebina già in infusione e poco dopo mentre parlavo con Laura, mi assopii senza accorgermene.
Dopo una lunga dormita pomeridiana indotta probabilmente dal farmaco verso sera mi svegliai, la prima cosa che vidi furono gli occhi e il viso sorridente di mia moglie al capezzale, mi accarezzo la fronte e i capelli sussurrando con un sorriso: “Ciao amore, come stai ?!”
Sorrisi: “Meglio!”
“Non hai più la febbre sai!” Mormorò felice toccandomi la fronte e accarezzandomi la mano: “Sei sfebbrato, il dottore ha detto che è un buon segno, che procede tutto bene!”
Ero senza febbre e stavo meglio, sembravo un altro, a detta di mia moglie e delle infermiere avevo cambiato faccia, non più l'espressione della tipica facies sofferente, ma rilassata. Secondo il medico che mi visitò quel tardi pomeriggio, avrei potuto essere dimesso quella sera stessa, ma aspettarono ancora 24 ore per sicurezza, preferendo dimettermi il giorno seguente a quello dell’intervento. Chiesi al medico se mia moglie poteva restare vicino a me a farmi assistenza durante la notte e acconsentì. Mi preoccupava che restasse in hotel tutta la notte da sola senza di me in un Paese che non era il nostro.
“Hai mangiato qualcosa?” le domandai impensierito.” È da ieri sera che non mangi nulla, non hai neppure pranzato. Vai fuori, comprati qualcosa ...” La esortai prendendo la sua mano nella mia.
“No.… ci sono le macchinette distributrice qui fuori, ho preso qualcosa li quando tu dormivi, stai tranquillo per me.” Mi rasserenò.
“Hai sentito qualcuno?” Domandai.
“No.… ne dall'hotel e nessuno di quelli che giocavano con te, non si è fatto vivo, nessuno.”
“Quegli stronzi del campo, è colpa loro se sono così! “Esclamai arrabbiato. “Sarebbero da denunciare tutti, ma va a sapere chi sono? … Ma non è detto che non lo faccia… mi dispiace solo che finirei sui giornali locali ripresi da quelli italiani. Già vedo il titolo: E lo saprebbero tutti anche i nostri parenti e conoscenti a Torino e non voglio. Vedremo più avanti il da farsi per il comportamento di quel tipo, se il campo è assicurato. Piuttosto ai sentito qualcuno dei nostri genitori?” Domandai cambiando discorso.
“Si, ha chiamato mia madre e poi la tua che non riusciva a mettersi in contatto con te perché il cellulare le dava sempre non raggiungibile.”
“Hai detto qualcosa?”
“No, ho fatto come mi hai detto tu, a mia madre ho detto che era tutto normale e che ci divertivamo, alla tua che andava tutto bene solo che a volte manca il segnale e non si può comunicare bene, di stare tranquilla che appena lo avresti dovuto, la chiamavi tu.”
“Hai fatto bene, domani la chiamerò io!” Risposi accarezzandola sul braccio.
Quella notte dormii poco, osservavo e accarezzavo il capo di Laura, i suoi folti capelli lunghi e sciolti, che stanca, seduta sulla sedia a fianco a me, si era piegata in avanti appoggiando le braccia conserte sul bordo del letto e il capo su di esse e dormiva profondamente vicino a me. Era bella, l'amavo e dimostrava in quei momenti con la sua vicinanza di amarmi anche lei tanto, mi voleva bene e io anche, ma quella notte dormii poco, non potei fare a meno di pensare alla mia sessualità, al testicolo rimosso.
“E se resto impotente, incapace di avere l’erezione per penetrarla? Se non avessi più possibilità di amare Laura possedendola fisicamente …?” Pensavo.
Solo l’idea mi faceva impazzire e rendeva inquieto. Non lo manifestavo a lei, ma dentro di me il timore e la preoccupazione c'era ed era forte ... che avrei fatto? Pregavo che fosse tutto come aveva detto il dottore, che anche con un testicolo solo avrei avuto la mia sessualità, la mia vita intima anche se ridotta e devo dire che fui ascoltato nelle mie preghiere e in quelle di Laura, perché così fu. Ma il problema divenne un altro e lo esporrò di seguito.
La mattina presto quando in ospedale Laura si svegliò dall’aver passato la notte a farmi assistenza, vidi il suo viso assonnato, dolce, tenero, con gli occhi ancora pieni di sonno. La feci avvicinare a me, la strinsi e la baciai sulle labbra,
“Buongiorno amore!” Le sussurrai.
“Buongiorno! ...” Rispose ricambiando il bacio sul viso.
Si vedeva però che oltre stanca era anche triste.
“Mi metto in ordine!” Mormorò passandosi le mani sui capelli cercando di aggiustarli alzandosi intorpidita e indolenzita dalla posizione scomoda sulla sedia che aveva tenuto durante la notte. Prendendo alcuni accessori nella borsetta come elastico, il pettine, le salviettine umidificate e il mini trousse porta trucchi e avvicinandosi al lavandino si passò le salviette sul viso e pettinandosi si riordinò.
Quando tornò da me la esortai: “Vai a prenderti qualcosa da mettere nello stomaco.”
Probabilmente aveva fame perché si voltò prendendo il portafogli domandandomi: “Vado alla macchinetta distributrice. Vuoi qualcosa anche tu amore? “
“No… non so nemmeno se posso mangiare o sono ancora a digiuno, comunque tra poco qui daranno la colazione e vedrò, pensa a te ora, ci vediamo dopo.”
Quando tornò stavo meglio, anch’io avevo consumato una leggera colazione composta da the e biscotti, scherzammo e mi sorrideva. Quando entrarono i medici lei uscì dalla stanza.
Dopo avermi visitato e medicato l'urologo mi informò che andava meglio, molto meglio, il testicolo rimasto si stava sgonfiando velocemente e che la terapia antibiotica aveva effetto. Fui dimesso con la condizione e la promessa che sarei restato in hotel a riposarmi in camera almeno tre giorni prima di uscire, e ci invitò nel suo studio a m e Laura per le dimissioni, informazioni e modalità del caso.
Prima che mi alzassi, arrivò una infermiera con una strana mutandina a perizoma, era un sospensorio testicolare, che tra il mio imbarazzo davanti a mia moglie me lo misurò e aiutò a indossarlo, con i testicoli fasciati dentro. Mi vestii e in piedi camminando zoppicando appoggiato a Laura, andammo nello studio medico. Lui ci aspettava, ci fece accomodare e iniziò a spiegare: “Va meglio signor Roberto! ...” Disse:” ... In questa condizione la convalescenza può passarla benissimo in hotel e non qui dentro in una camera di ospedale. Nei prossimi giorni sarà normale avvertire dolore allo scroto e all’inguine, anche per via della presenza dei punti di sutura sulla ferita che gli possono dare fastidio e comunque oltre alla terapia antibiotica che proseguirà per bocca per almeno sei giorni e ne dovrà prendere una compressa ogni otto ore, assumerà anche degli antidolorifici e antiinfiammatori che ora gli prescrivo.” Affermò abbozzando un sorriso e proseguendo: “Mi raccomando di bere molti liquidi, per aiutare l'allontanamento dal sangue dei farmaci e degli anestetici utilizzati nel corso dell’intervento chirurgico, non dovrà alzare pesi e non praticare attività o movimenti faticosi e durante le prime 24-48 ore dovrà applicare del ghiaccio sull'area operata. Indossi indumenti intimi comodi e usi il sospensorio, per almeno un paio di settimane. “
E mentre scriveva parlava: “Deve stare a riposo mi raccomando, non camminare molto e ci vediamo qui tra cinque giorni alle nove di venerdì mattina, la prenoto già, toglieremo i punti di sutura e faremo un controllo con l’ecodoppler e ricordi...” Continuò guardando anche Laura:” ... in qualsiasi momento per qualunque motivo abbia bisogno può fare riferimento alla struttura ospedaliera.” Proseguendo con le raccomandazioni:” Ripeto i primi giorni dovrà fare attenzione a non affaticarsi, poi lentamente con attenzione potrà tornare a svolgere tutte le normali attività, compreso il lavoro…”
“Quanto tempo ci vorrà dottore?” Domandai.
“Penso un paio di settimane e dovrà portare il sospensorio ricordi... Uniche eccezioni, dovrà astenersi dallo sport e dal sesso. Astensione dall’attività fisica intensa per almeno un mese e oltre. Per la ripresa dell’attività sessuale, l’aspetto più importante da tenere in considerazione è la completa guarigione della ferita chirurgica in genere occorrono 15-20 giorni. “
“Quindi sessualmente ritornerò come prima?” Domandai trepidante:” Non è cambiato nulla?”.
“Vediamo il decorso post operatorio, io penso di sì, come gli ho detto si ha una attività sessuale soddisfacente anche con un testicolo solo, lei è giovane, ma questo si vedrà più avanti e lo scoprirà lei stesso.” Dichiarò.” Per le spese se ha una assicurazione privata le saranno rimborsate, siamo convenzionati con molte compagnie estere, se no guardi di rintracciare gli organizzatori della partita e vedete un po'… “
Dovevamo pagare o essere assicurati e poi rimborsati perché l'Ospedale era privato e non pubblico, ma non feci rimborsi assicurativi né ricerche degli organizzatori, non volevo che si sapesse quello che mi era accaduto, volevo dimenticare in fretta....
“Si... si! Va bene!” Risposi.
Lo salutammo stringendogli la mano. Quel pomeriggio fui dimesso, passammo dalla reception dell’ospedale a pagare e lasciai anche la mancia agli infermieri. Mi ero trovato bene e mi avevano ispirato fiducia, pagai con la carta di credito e chiesi anche la fotocopia della mia cartella clinica. La segretaria mi informò che sarebbe stata preparata e consegnata quando sarei ritornato a rifare la visita di controllo e la medicazione successiva il giorno che avrei rimosso i punti.
Presi a regola i suoi consigli.
Salutammo l’impiegata, ci chiamarono un taxi e con il nostro borsone e appoggiato a Laura zoppicando uscimmo dal MedHome Hippocrates Hospital.
Appena arrivai in hotel telefonai ai miei genitori dicendo che era ritornato il segnale di stare tranquilli che era tutto a posto, che stavamo bene. Malgrado tutte le problematiche e l’incidente, finché non fossi stato meglio, decidemmo di restare e finire la vacanza fino al termine del periodo prenotato.
In convalescenza all'hotel qualche dolore al testicolo lo ebbi, ma si risolse in pochi giorni ricorrendo anche agli antidolorifici prescritti. Il testicolo lo sentivo meno gonfio e fastidioso.
In quei giorni di riposo forzato in hotel migliorai lentamente e ripresi a camminare in camera e sul terrazzino e con Laura parlammo di tutto, evitando di entrare nel merito delle conseguenze dell’accaduto, solo frasi sporadiche e di circostanza durante gli abbracci e i baci affettuosi che ci davamo, indirizzate più alla guarigione che alla passione, era difficile per noi accettare quello che era successo. A volte i suoi occhi grandi mi guardavano con tristezza come a voler parlare, a cercare conforto per lo spavento passato e io la stringevo e baciavo dicendo: “Vedrai che tutto tornerà come prima!”
In quei giorni che iniziavo a stare bene, stringere tra le braccia Laura, mia moglie, la donna che amavo, accarezzare le forme del suo corpo e aspirare il suo profumo sulla pelle e sul collo era confortante. Pur nell’impossibilità di avere un’erezione e un rapporto carnale, provavo desiderio sessuale a stringerla e annusarla, ma non avvertivo lo stimolo fisico sotto l’effetto del danno ricevuto e dei farmaci presi, ma mentalmente la volevo, la desideravo anche se non potevo possederla…. È terribile credetemi desiderare la donna che si ama, che sia moglie, fidanzata o compagna e non riuscire ad avvertire lo stimolo di averla carnalmente perché non c’era la reazione sessuale in me e quella condizione mi generava un'intensa miscela di emozioni contradditorie. La limitazione corporea mi creava un forte stato di tensione emotiva e fisica.
In quel periodo nel nostro conversare affrontammo anche il motivo perché io non volevo che si sapesse in Italia.
“Non voglio che si sappia Laura!” Le dicevo:” Nessuno deve conoscere niente in Italia di quello che mi è successo qui, nemmeno i miei e i tuoi genitori, sarà un nostro segreto.”
“Perché? “Mi chiedeva nella sua innocenza non comprendendo il mio comportamento.
“Perché non voglio essere commiserato e sparlato dietro le spalle da amici, conoscenti e parenti…” Rispondevo:” … vedere i loro sguardi compassionevoli e sentire mormorii e parole di compatimento verso me e te del tipo: < Sai in Grecia Roberto ha avuto un incidente genitale poverino, ora ha un testicolo solo …> E qualche altro o altra dire: < Oh poveretto chissà come farà ora, se riuscirà sessualmente… se sarà ancora buono a soddisfare sua moglie.… > E magari farci il risolino dietro. Non mi va di sentire le loro chiacchierare o anche solo immaginare quello che dicono: < Eh...poveretta anche lei, una così giovane e bella ragazza, con un marito così, a metà, senza un testicolo …. > Perché so che loro parlerebbero così… E sentirli o pensarli con i loro sguardi di compatimento, con il sorriso di scherno sulle labbra mormorare: < Poverino! Ci riuscirà a possederla ora?> E le loro mogli e tue amiche rispondere:” Poverina Laura! ...> Ecco io voglio evitare tutto questo, che sparlano di noi.” Precisai.
Mi rendevo conto che quella situazione mi aveva creato uno stato emotivo particolare che immaginavo agli altri intenzioni ostili senza che probabilmente non avevano, senza prove concrete, generando in me ansia e un'eccessiva immaginazione nei confronti delle persone che ci circondavano.
“Ma io non credo Roby che spettegolino alle nostre spalle, sei tu che ti preoccupi troppo, in questi momenti sei preoccupato e hai preoccupazioni che ti spaventano… Comunque forse hai ragione…” Convenne:” …meglio non dire niente a nessuno, nemmeno ai genitori e affrontare e risolvere tutto da noi.”
Erano tutte considerazioni che mi costruivo da solo e ne parlavo con lei, battute, sottointesi e stupidità quelle che pensavo e mi impedivano di essere aperto verso i conoscenti e parenti, che noi di origine del sud quando accadono certe situazioni alla sfera sessuale non vogliamo che nessuno sappia. E proiettavo su mia moglie le mi insicurezze, attribuendo agli altri giudizi che non c’erano forse non avrebbero mai avuto, visto che mi basavo su supposizioni mentali piuttosto che su fatti reali. Continuando a spiegarle: “Le cose nostre… in casa nostra...” Esclami a Laura pronunciando il proverbio siciliano e proseguendo: “Non voglio che si sappia che ho un testicolo solo Laura, nelle nostre mentalità verrei considerato un mezzo uomo…”
Lei mi guardava in silenzio quasi a non capirmi la preoccupazione e io ripresi: “Saranno questi di cui ti ho parlato i commenti che faranno.” Precisai ripetendo bene:” Ci compatiranno Laura e non voglio.”
La mia era una posizione da mentalità meridionale che veniva fuori in me, e di riflesso anche in lei, probabilmente sbagliata ma l'avevamo entrambi, e mia moglie anche se con qualche dubbio come al solito convenne con me sulla riservatezza da avere.
“Si forse hai ragione!” Affermò con un’espressione seria:” Queste sono cose nostre... fatti che non interessano agli altri e non le devono conoscere…”
Ero felice che la pensasse come me, non ne avevo avuto dubbio, e risposi: “Si amore!... Queste sono cose nostre che fanno parte della nostra vita e intimità di coppia e poi come spero e come ha detto il dottore, hai sentito anche tu, sarà passeggero e tutto ritornerà normale. “
“Certo!” Esclamò sorridendomi:” Sarà un nostro segreto…” E ci abbracciammo e baciammo. Ero contento anche perché avevamo segreti e qualcosa in comune nel bene e nel male. “
Con il responsabile dell’hotel parlammo anche dell’organizzazione di quella partita di calcio e Laura disse risentita e irritata dal loro comportamento:” Se quella sera qualcuno o quel tipo che lo ha visitato nello spogliatoio lo avesse inviato subito in ospedale tutto questo che è accaduto a mio marito non sarebbe successo.”
Ci informammo tramite il personale dell'albergo chi fosse quei tipo chi mi aveva visitato, ma furono evasivi ci dissero che non lo conoscevano, che era parte del coordinamento delle partite.” Sarà stato soltanto uno spettatore in quel campetto che in quel momento si è fatto avanti per aiutarvi. Noi proseguendo la partita non ci siamo accorti di niente, vi abbiamo visti camminare in tre e abbiamo pensato che si era tutto risolto. Ma non c'entrava niente con 'organizzazione e non sapevano nemmeno chi fosse.”
Non so se era vero o no quello che dichiaravano o lo dicevano soltanto per coprirsi tra loro visto che mi aveva anche vistato senza essere un medico autorizzato, ma d’accordo con Laura lasciai perdere.
C’era una sorta di omertà fra loro, forse avremmo dovuto denunciarlo e farlo ricercare dalla polizia, ma quale sarebbe stato il suo reato? Abuso della professione medica o soltanto quello di avermi guardato i testicoli e dire che non c'era niente? E di cosa lo accusavo? Non era un medico che sbagliava diagnosi, un suo buon avvocato avrebbe potuto dire a me: “…Era lei signor Roberto che se sentiva dolore al testicolo avrebbe dovuto scegliere di andare subito in ospedale, non il mattino seguente dopo 12 ore e non questo cittadino che si è prestato volontariamente a soccorrerlo ... E sua moglie perché non ha chiamato una ambulanza al campo sportivo? “
Non era semplice come si poteva pensare, si rischiava un contenzioso giuridico e di restare cornuti e mazziati come si dice al sud, cioè sputtanati in Italia, perdere la causa in Grecia e restare lo stesso senza testicolo.
Laura dopo un ragionamento approfondito con me seppur dispiaciuti e delusi convenne di lasciare perdere, di non fare scalpore. Se lo avessi denunciato saremmo stati sottoposti al clamore mediatico e per un eventuale processo avremmo dovuto ritornare chissà quante volte in Grecia, trovare un avvocato qui del posto che ci tutelasse, risentirlo e rivederlo insieme alla squadra e all’organizzatore delle partite, e poi chissà come sarebbe finita…
E conversando con Laura dichiarai: “Anche se vincessimo la causa, cosa difficile, probabilmente quel tipo non avrà nemmeno i soldi per risarcirci, sarebbe più che altro una vittoria morale ma che ci costerebbe in immagine e reputazione. Sai che bella soddisfazione… e quanto ce ne importa di una vittoria morale!” Affermai.
Lei convenne con me:” Hai ragione Roby!” Pronunciò.
In sesta giornata, quel venerdì alle nove con mia moglie andai in ambulatorio a fare la visita di controllo, mi visitarono e fecero un nuovo ecodoppler ai testicoli, mi rifecero alcuni esami del sangue, tolsero i punti e medicarono, l’urologo fu sensibile ma chiaro.
“L’intervento tecnicamente è andato bene e anche il post operatorio e la convalescenza, all’ecodoppler il testicolo si è sgonfiato e non ha versamento di liquido prodotto dall’infezione e infiammazione, è bello asciutto. Ma dovrà fare attenzione a non fare sforzi e per il primo mese porti sempre il sospensorio…”
Lui parlava ma io avevo sempre il mio chiodo fisso in mente. Anche se non lo davo a vedere c’era un argomento che mi tormentava a cui pensavo spesso in quei giorni e a cui probabilmente pensava anche mia moglie pur non dicendo nulla come era nel suo carattere riservato, e anche se mi aveva già risposto, come un bambino mi premeva chiedere ancora per essere ancora e ancora rassicurato.
E pronunciai interrompendolo mentre scriveva.: “Dottore, ma è stato compromesso qualcosa? È tutto a posto?” E lo guardai.
Rispose tirando sul capo dal ricettario e guardandomi in volto: “Bè, ha un testicolo solo… Dal punto di vista urologico ha ripreso a funzionare tutto.”
“Ma sessualmente?” Domandai ancora preoccupato e ansioso, volendo sentirmi rassicurato.” Sessualmente c'è qualche rischio?”
Mentre Laura seduta vicino a me imbarazzata voltava il capo nella parte opposta fingendo di osservare l’arredamento nell'ambulatorio per non mostrarsi e essere guardata negli occhi dal medico.
“Come gli ho già detto, l'orchiectomia può non incidere sessualmente, si può avere una vita sessuale soddisfacente con un testicolo solo, anche se il suo rimanente è stato intaccato dall’infezione ed è stato sofferente. Però questo, la fisiologia sessuale la vedrà con calma più avanti, sarà lei stesso a valutare gli impulsi che sentirà ed una eventuale erezione, tenga presente che comunque le sue funzioni sessuali con un testicolo solo saranno ridotte al 40-50 per cento…” Mi osservò e aggiunse:” … Ripeto però, anche se in questi giorni avvenisse l’erezione…” E guardò Laura che abbasso gli occhi:” … non dovete avere rapporti sessuali prima di un mese, un mese e mezzo e nemmeno pratiche come la masturbazione che portano alla eiaculazione. Non dovrà eiaculare in nessun modo per non fare avere contrazione premature al testicolo rimasto e alle vescichette seminali. Ci vuole calma, in tempo dovuto.”
Vidi Laura abbassare ancora lo sguardo e arrossire.
“Quindi una volta guarito avrò rapporti sessuali normali e potrò eiaculare normalmente in seguito?
“Domandai pregandolo.” ...Mi dica la verità di tutto quello che può succedere!” Chiesi ancora agitato e cocciuto, quasi che nel mio inconscio volessi che mi dicesse chiaro. “Si! È tutto normale, guarirà e tornerà come prima a fare l’amore con sua moglie.” E invece rispose.... “Credo di sì! Ma come gli ho già detto questo si saprà in seguito. Gli posso solo dire che con un testicolo solo le complicanze comuni che potranno manifestarsi potrebbero essere o un calo della libido con difficoltà erettive, che probabilmente ci saranno ma non impediranno il rapporto sessuale, oppure esserci una diminuita produzione di spermatociti e quindi forme di sterilità.”
“Sterilità!?” Ripetei sorpreso osservando mia moglie che seduta accanto a me attenta ascoltava silenziosa e stupita anche lei. Non avevo mai contemplato fino a quel momento l'aspetto della sterilità, non sapevo nemmeno che potesse esserci, ma soltanto quello sessuale.
“Si la sterilità...” Continuò lui:” ... sono le complicanze più importanti, ma per questo dovrà fare esami specifici tra qualche mese come lo spermiogramma ed altri che gli dirà il suo medico urologo in Italia, ora è presto e prematuro per parlare di queste cose. Cerchi di star bene, può darsi che il testicolo rimasto funzioni benissimo e sopperisca l’altro in tutte le sue funzioni anche nella formazione degli spermatozoi e quindi non ci sarà alcun problema.”
“Se no ... niente figli?” Mormorai io come un automa.
“Be non si fasci la testa prima di averla rotta...” Rispose abbozzando una smorfia di un sorriso guardando Laura:” ...non è detto, è una complicanza che può accadere, può essere momentanea e se ci fosse ci sono delle cure specifiche che possono correggerla, ma non è detto che sia, gliel’ho detto solo perché me lo ha chiesto ed è mio dovere informarvi di tutti gli aspetti di complicanze possibili. Ora stia tranquillo, queste cose si sapranno con esami mirati e opportuni tra qualche mese. Ma cerchi di essere ottimista… tra qualche settimana riprenderà l’attività sessuale con attenzione e calma e poi valuterà tutto il resto in Italia. “
Fece una pausa e aggiunse: “Quando sarà a casa, per queste cose, si faccia seguire da un bravo urologo, io gli do tutta la documentazione anche dell’intervento chirurgico, la descrizione e terapia. Lui gli prescriverà un controllo a distanza di tempo per stabilire che effettivamente non ci siano conseguenze sulla fertilità e se occorre che avrà problemi sessuali, che saranno credo più di natura psicologica che meccanica visto che lei è molto emotivo, si faccia seguire anche da un bravo. psicologo.
Salutammo e dopo essere passati dalla segreteria a ritirare la fotocopia della cartella clinica e pagare, andammo in hotel. Oramai erano dodici giorni che eravamo lì in quella vacanza forzata, passammo gli altri due a passeggiare e poi partimmo con il volo Alitalia, ritornammo a Milano e in auto a casa vicino Torino.
E alla prima preoccupazione sulla virilità sessuale se ne era aggiunta un'altra non meno importante, la fecondazione, la possibilità di essere diventato sterile e di non poter avere figli. A quelle parole, quando il medico ci informò come ipotesi di complicanza, avevo visto sul volto di mia moglie Laura il dispiacere per quella considerazione, specialmente ora che ci sentivamo pronti ad averli….
Al rientro in Italia zoppicavo ancora un poco, ma dissi a tutti che era stato un calcio al ginocchio durante una partita di gioco, ma che ora stavo bene e stava passando tutto.
Al ritorno si prospettava la parte più drammatica e difficile di quella situazione, insieme a Laura in maniera riservata e con segretezza cercammo su internet un urologo bravo e lo trovammo a Torino nella nostra città. Era un professore e primario di Urologia o come si dice oggi Direttore di Struttura di Urologia e andrologia e docente universitario, e prendemmo subito un appuntamento privato e a pagamento nel suo studio.
Quando lo incontrammo, spiegai al professore la mia situazione, dall'incidente all'intervento e soprattutto fui chiaro e lo informai sulle mie preoccupazioni sessuali e ultima quella della fertilità, sull'avere dei figli. Volevo che mia moglie come me sapesse tutto e fosse sempre al mio fianco.
Dopo che parlammo e visionata e letta la cartella clinica greca con relazione in inglese, mi fece sdraiare su un lettino, mise i guanti di nitrile e mi visitò palpandomi il testicolo superstite, poi mi fece alzare, rimettere in ordine e risedere davanti alla scrivania affianco a mia moglie dicendo: “I colleghi greci si sono attenuti alle procedure internazionali e hanno operato bene. Tecnicamente l'intervento è perfetto e anche la morfologia del testicolo al tatto. È sgonfio e palpabile e all’interno dello scroto l'epididimo e il didimo si sentono bene e non mi sembrano edematosi. Direi che si sta riprendendo bene, riguardo le sue preoccupazioni per la sessualità è presto, aspettiamo ancora qualche settimana e poi valutiamo, per la fertilità invece, in genere la rimozione di un testicolo in presenza di un altro controlaterale normale e funzionante di per sé non compromette la spermatogenesi, né le capacità sessuali e la possibilità di avere figli. “
E continuò: “... Le persone con un solo testicolo normalmente funzionale possono avere una conservata anche se ridotta fertilità e ne è ricca la letteratura medica di questi casi.”
Ci guardò e riprese.
“Sarebbe opportuno che in questi giorni eseguisse una serie di esami ematici e diagnostici ecografici. Inizieremo con alcuni partendo con quelli sulla funzionalità sessuale, quelli per la rilevazione della fecondità, mi riferisco allo spermiogramma li farà in seguito. Per ora inizi con una nuova ecografia scrotale con doppler della vena e arteria gonadica, che sono i vasi che trasportano il sangue alle e via dalle gonadi maschili i testicoli) e femminili le ovaie, per valutare se la circolazione ematica è nella norma. Pratichi anche un dosaggio nel sangue degli ormoni di testosterone, Lh e Fsh… “Fece una pausa, prese il ricettario e dichiarò mentre io e Laura ci osservavamo:” Ora glieli prescrivo.
Per commenti, suggerimenti, idee, notizie o critiche, scrivere a:
dressage1@hotmail.it
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