Una serata da troia
di
Valerio sissy
genere
etero
Angelo uscì fuori dalla sala respirando l’aria fresca della sera. Si trovava nella terrazza di un famoso albergo, location scelta dagli sposi per il loro matrimonio. E lui era uno degli invitati. Si guardò intorno e poi la vide. Non poteva non vederla. Era bellissima, con quell’abito rosso lungo e aderente, le spalline fini, e uno spacco vertiginoso che sembrava non finire mai e che metteva in risalto le sue gambe lunghissime. Appena lo vide la donna si avvicinò a lui, la sigaretta tra le labbra purpuree. Mentre camminava su quei tacchi improbabili, alti almeno una quindicina di centimetri, le sue ciocche di capelli ondeggiavano. Angelo non se ne intendeva di acconciature, e non sapeva definirla esattamente. Sapeva soltanto che i capelli biondi della donna erano tirati su, a parte le due ciocche ai lati, mettendo in risalto il suo collo perfetto e i due pendenti con brillante che adornavano il suo lungo collo. La donna arrivò di fronte a lui e gli sorrise.
“Ha da accendere?”
Angelo cercò in tasca e trovò l’accendino. Lo tirò fuori e accese la sigaretta alla bellissima donna. Notò subito che era più alta di lui, sia pure aiutata dai tacchi, ma anche senza quell’ausilio era ugualmente molto alta, intorno al metro e settantacinque. Qualche centimetro meno di lui. Il viso era perfetto, impreziosito da un trucco mirato e attento. D’altronde, quel matrimonio prevedeva un outfit di classe, e sia lui, con il suo impeccabile smocking, che la donna si erano adeguati.
La donna intanto le porse la mano. “Mi chiamo Ludovica. E lei?”
L’uomo tossicchiò. “Ehm, io sono Angelo.”
“Bene, Angelo, le va di farmi compagnia?” gli disse, mettendosi seduta vicino a un tavolino e invitando l’uomo a fare altrettanto.
“Non potrei desiderare compagnia migliore”, fece l’uomo, dopo essersi messo seduto anche lui.
“Angelo, potrò sembrarti sfacciata, ma mi sto annoiando. I matrimoni sono tutti uguali. Hai in mente qualcosa che possa far diventare questa serata… un po’ più divertente?”
Era passata al tu, e Angelo si adeguò. “Con una donna bella come te, avrei in mente solo una cosa per far diventare questa serata indimenticabile.”
La donna sorrise. Le sue lunghe gambe accavallate calamitavano l’attenzione di Angelo e degli altri uomini presenti su quella terrazza. “Vedo che abbiamo sensazioni simili. Pertanto andrò subito al dunque. Ho voglia di un cazzo. Bello grosso. Un cazzo che possa leccare, ingoiare e sul quale possa impalarmici. Ho voglia di sesso. Che ne dici di casa tua?”
“Non potrei chiedere di meglio”, rispose Angelo, alzandosi e porgendo la mano alla donna per aiutarla a fare altrettanto. Ludovica sorrise, spense la sigaretta, e si fece aiutare.
I due camminarono per un po’ a fianco, poi Angelo si rivolse alla donna. “Credi sia il caso di avvertire gli sposi che… anticipiamo il momento di andarcene?”
La donna si fermò, afferrò l’uomo e lo prese per la nuca per baciarlo voluttuosamente, mentre la sua mano esplorava il cazzo di Angelo che si era ovviamente inturgidito. “Forse non hai capito bene. Ho voglia di un cazzo. E lo voglio il prima possibile. Non mi va di perdere tempo per salutare gli sposini che nemmeno si accorgeranno della nostra assenza. Vorrà dire che rinunceremo alla bomboniera.”
“Ok, come vuoi”, disse a sua volta Angelo. Quel bacio così sensuale lo aveva mandato fuori di testa. Prese la mano di Ludovica e insieme si diressero verso il parcheggio dove lui aveva lasciato la sua vettura. Mise in moto dirigendosi verso la sua abitazione, ma dopo cinque minuti, la donna iniziò a sospirare.
“Non ce la faccio ad aspettare”, disse, toccandosi sensualmente i suoi seni. Poi la sua mano andò sui pantaloni di Angelo e tirò giù la cerniera lampo.
“Che… cosa vuoi fare?”
“Stai zitto e guida. Io mi prenderò cura di questo affare che non ce la fa a restare nei tuoi boxer.”
Ludovica fece uscire il cazzo dell’uomo dai pantaloni e, chinandosi completamente dalla sua parte, lo ingoiò completamente.
“Oh, cazzo! Se ci fermano mi tolgono la patente.”
La donna sorrise. “Non ci fermeranno. Continua a guidare e vienimi in bocca. Voglio assaggiare il tuo sperma, lo voglio ingoiare tutto. Non mi sono mai sentita così troia. Dimmelo che sono una troia.”
“Sì, cazzo, sei una troia. Oh, mio Dio, non mi fai capire niente.”
Ludovica non rispose continuando a fare quel pompino straordinario all’uomo che, ben presto, toccò il punto di non ritorno. Lei se ne accorse immediatamente, Lo fece uscire un attimo dalla sua bocca ma continuò a leccarlo avidamente. “Non adesso. Voglio che tu desideri la mia bocca come non hai mai desiderato altro nella tua vita.”
“N-Non resisto, Mi stai mandando in estasi.”
“Vieni, allora. Tutto nella mia bocca.”
Angelo non si fece ripetere l’invito. Il suo cazzo durissimo tornato tra le labbra ardenti della donna sussultò diverse volte, mentre Ludovica ingoiava tutto, come se lo sperma fosse un prezioso nettare di cui nutrirsi. Alla fine lo ripulì con la sua lingua, indugiando maliziosamente su quel membro ancora parzialmente turgido.
“Oh, Cristo santo. Mi hai prosciugato.”
Ludovica sorrise, leccandosi addirittura le labbra. “Questo è solo il primo round. Adesso la mia fichetta vogliosa arde di desiderio, e tu dovrai accontentarla.”
Angelo socchiuse gli occhi. Il piacere appena provato era stato enorme, ma era certo che sarebbe riuscito ad accontentare la donna anche in altri modi. Troppo bella, troppo sensuale, troppo… troia per non desiderarla ancora, malgrado fosse appena venuto portentosamente.
Erano ormai quasi arrivati, e Angelo fece scendere la donna per poi incamminarsi insieme a lei verso il suo portone. Lo aprì e si diressero verso l’ascensore. Lei lo guardò sorridendo.
“Ti farò passare la serata più bella della tua vita.”
“Ne sono convinto”, rispose l’uomo, mentre lei iniziò a baciargli il collo e le labbra in attesa dell’ascensore. Anche all’interno dell’elevatore, i due corpi erano attaccati, vogliosi come raramente poteva accadere tra un uomo e una donna.
“Dio santo quanto sei bella!” le dissi, quando si staccarono per uscire.
“Ti piaccio tanto?”
“Non puoi capire quanto.”
“Lo capirò vedendo come diventa duro e come mi scoperai.”
Appena dentro l’appartamento di Angelo, i due ripresero a baciarsi. Adesso quei baci erano più lenti, meno frenetici. Ma Ludovica non poteva più attendere. Si tirò su il meraviglioso abito che indossava.
“Leccamela, ti prego. Ne ho bisogno.”
Angelo non si fece ripetere l’invito. Si inginocchiò ai piedi della bellissima donna, le fece scendere il perizoma che indossava, e fece entrare la sua lingua dentro la fica fradicia di Ludovica.
“Oddio, quanto mi piace essere troia. Lecca tutto.”
Mentre diceva queste parole sospirava di desiderio. L’orgasmo arrivò quasi immediatamente, facendole vibrare il corpo intero.
Angelo si scansò, il viso completamente impiastricciato degli umori di Ludovica scesi in abbondanza.
“Cristo! Ma quanto sei venuta?”
La donna sorrise. “Dai vatti a lavare. E torna presto. La mia fichetta ha assaggiato la tua lingua, ma adesso vuole il tuo cazzo. Lo pretende.”
Quel linguaggio contribuì ad aumentare il desiderio di Angelo. Appena uscì dal bagno dopo essersi ripulito il viso, afferrò la donna per la vita, le fece scendere l’abito, e iniziò a baciarla come se non ci fosse un domani. Poi la voltò e la spinse a ridosso del grosso comò sormontato da uno specchio. Poi le fece allargare le gambe, e infine la prese in quel modo. Il suo cazzo scivolava dentro la sua fica bagnata fradicia, e i suoi colpi diventavano sempre più forti.
Dal canto suo, Ludovica, sentiva già che le stava per arrivare un nuovo orgasmo. “”Dai, sfondamela. Fammelo sentire tutto. Oh, quanto mi piace.”
Il piacere arrivò ben presto per tutti e due. Ma la serata non era certo terminata. Malgrado le due eiaculazioni, dopo un po’ di relax, i due erano pronti per ricominciare. Angelo la prese in tutte le posizioni possibili, e Ludovica non sembrava mai sazia, anche se ebbe diversi altri orgasmi. La terza eiaculazione dell’uomo sancì la fine definitiva di quella serata di sesso. Ludovica si accese una sigaretta, mentre Angelo se la guardava con gli occhi di fuori. I loro corpi nudi erano madidi di sudore, e l’acconciatura perfetta della donna era scomparsa. I suoi capelli biondi le cadevano sulle spalle disordinatamente. Tuttavia, il suo fascino, che prima era di classe, non aveva perso nulla nella versione più selvaggia.
“Dio, quanto sei bella”, le disse infine.
Lei sorrise. “Uhm, come complimenti puoi fare di meglio.”
“Sei una donna straordinaria, tremendamente sensuale e…”
“E troia. Mi piace essere troia.”
“Basta che tu lo sia solo con me, amore mio.”
Ludovica scoppiò a ridere. “Geloso?”
Come faccio a non essere geloso di te, amore. Sei la moglie che tutti mi invidiano.”
La donna rise di nuovo. “Beh, anche il mio amato maritino non è male. Ti è piaciuta la serata?”
“Meravigliosa. Dovremmo rifarla più spesso. Lasciamo i bambini dai nonni come stasera, andiamo in qualche locale, e lì mi rimorchi davanti a tutti fingendo che tu sia una completa sconosciuta. Che ne dici?”
“Vestita come una troia?” domandò Ludovica.
“Perché no. Basta che dopo vieni con me.”
“Ok, la programmiamo per la prossima settimana. Anche perché… Tesoro, questa è stata la serata di sesso più bella della mia vita. E siamo sposati da oltre dieci anni.”
“Anche per me. Farmi rimorchiare da una bellissima sconosciuta, è stato sconvolgente.”
“E’ la prima volta che rimorchio un uomo,” disse Ludovica scoppiando a ridere. “Ma credo che non sarà l’ultima.”
“E pensare che quando te l’ho proposto non volevi accettare”, le fece notare Angelo.
“Amore, pensavo fosse una sciocchezza. Invece è stato tutto di una sensualità travolgente.”
La donna posò la sua testa sul petto di suo marito. Sì, era stata una serata magica, una serata che presto avrebbero riprovato. Non era più una ragazzina coi suoi quarant’anni, ma si sentiva ancora bella e vogliosa. E fare quella messa in scena con l’uomo di cui era ancora follemente innamorata, era stato travolgente.
Accanto a lei Angelo aveva i suoi stessi pensieri. Avevano avuto una serata trasgressiva, ma non sarebbe stata l’ultima. Presto avrebbe incrociato una bellissima donna che, senza mezzi termini, gli avrebbe fatto capire di volere una serata all’insegna del sesso. Per alcune ore sarebbero stati due sconosciuti che si desideravano allo spasimo, ma poi sarebbero tornati a essere una coppia come tanti. Solo apparentemente, però. Dentro di loro c’era un fuoco che non poteva essere spento con il sesso tradizionale di una coppia sposata già da diversi anni. Loro però lo avevano capito in tempo. Ed erano pronti per rivivere quelle sensazioni che avevano vissuto quella sera. Per alcune ore sarebbero stati solo due sconosciuti che si desideravano ardentemente.
Angelo sorrise accarezzando i biondi capelli di sua moglie che si era ormai addormentata con la testa sul suo petto. La baciò sulle labbra e poi socchiuse gli occhi. Anche per lui il sonno stava per arrivare. Era stanco, ma già pregustava il bis. Un lieve sorriso apparve sulle sue labbra prima che le braccia di Morfeo lo avvolgessero definitivamente. Una settimana sarebbe trascorsa presto, ed entrambi non vedevano l’ora di riprovare quelle meravigliose sensazioni. Il sesso poteva essere bellissimo anche da sposati.
FINE
“Ha da accendere?”
Angelo cercò in tasca e trovò l’accendino. Lo tirò fuori e accese la sigaretta alla bellissima donna. Notò subito che era più alta di lui, sia pure aiutata dai tacchi, ma anche senza quell’ausilio era ugualmente molto alta, intorno al metro e settantacinque. Qualche centimetro meno di lui. Il viso era perfetto, impreziosito da un trucco mirato e attento. D’altronde, quel matrimonio prevedeva un outfit di classe, e sia lui, con il suo impeccabile smocking, che la donna si erano adeguati.
La donna intanto le porse la mano. “Mi chiamo Ludovica. E lei?”
L’uomo tossicchiò. “Ehm, io sono Angelo.”
“Bene, Angelo, le va di farmi compagnia?” gli disse, mettendosi seduta vicino a un tavolino e invitando l’uomo a fare altrettanto.
“Non potrei desiderare compagnia migliore”, fece l’uomo, dopo essersi messo seduto anche lui.
“Angelo, potrò sembrarti sfacciata, ma mi sto annoiando. I matrimoni sono tutti uguali. Hai in mente qualcosa che possa far diventare questa serata… un po’ più divertente?”
Era passata al tu, e Angelo si adeguò. “Con una donna bella come te, avrei in mente solo una cosa per far diventare questa serata indimenticabile.”
La donna sorrise. Le sue lunghe gambe accavallate calamitavano l’attenzione di Angelo e degli altri uomini presenti su quella terrazza. “Vedo che abbiamo sensazioni simili. Pertanto andrò subito al dunque. Ho voglia di un cazzo. Bello grosso. Un cazzo che possa leccare, ingoiare e sul quale possa impalarmici. Ho voglia di sesso. Che ne dici di casa tua?”
“Non potrei chiedere di meglio”, rispose Angelo, alzandosi e porgendo la mano alla donna per aiutarla a fare altrettanto. Ludovica sorrise, spense la sigaretta, e si fece aiutare.
I due camminarono per un po’ a fianco, poi Angelo si rivolse alla donna. “Credi sia il caso di avvertire gli sposi che… anticipiamo il momento di andarcene?”
La donna si fermò, afferrò l’uomo e lo prese per la nuca per baciarlo voluttuosamente, mentre la sua mano esplorava il cazzo di Angelo che si era ovviamente inturgidito. “Forse non hai capito bene. Ho voglia di un cazzo. E lo voglio il prima possibile. Non mi va di perdere tempo per salutare gli sposini che nemmeno si accorgeranno della nostra assenza. Vorrà dire che rinunceremo alla bomboniera.”
“Ok, come vuoi”, disse a sua volta Angelo. Quel bacio così sensuale lo aveva mandato fuori di testa. Prese la mano di Ludovica e insieme si diressero verso il parcheggio dove lui aveva lasciato la sua vettura. Mise in moto dirigendosi verso la sua abitazione, ma dopo cinque minuti, la donna iniziò a sospirare.
“Non ce la faccio ad aspettare”, disse, toccandosi sensualmente i suoi seni. Poi la sua mano andò sui pantaloni di Angelo e tirò giù la cerniera lampo.
“Che… cosa vuoi fare?”
“Stai zitto e guida. Io mi prenderò cura di questo affare che non ce la fa a restare nei tuoi boxer.”
Ludovica fece uscire il cazzo dell’uomo dai pantaloni e, chinandosi completamente dalla sua parte, lo ingoiò completamente.
“Oh, cazzo! Se ci fermano mi tolgono la patente.”
La donna sorrise. “Non ci fermeranno. Continua a guidare e vienimi in bocca. Voglio assaggiare il tuo sperma, lo voglio ingoiare tutto. Non mi sono mai sentita così troia. Dimmelo che sono una troia.”
“Sì, cazzo, sei una troia. Oh, mio Dio, non mi fai capire niente.”
Ludovica non rispose continuando a fare quel pompino straordinario all’uomo che, ben presto, toccò il punto di non ritorno. Lei se ne accorse immediatamente, Lo fece uscire un attimo dalla sua bocca ma continuò a leccarlo avidamente. “Non adesso. Voglio che tu desideri la mia bocca come non hai mai desiderato altro nella tua vita.”
“N-Non resisto, Mi stai mandando in estasi.”
“Vieni, allora. Tutto nella mia bocca.”
Angelo non si fece ripetere l’invito. Il suo cazzo durissimo tornato tra le labbra ardenti della donna sussultò diverse volte, mentre Ludovica ingoiava tutto, come se lo sperma fosse un prezioso nettare di cui nutrirsi. Alla fine lo ripulì con la sua lingua, indugiando maliziosamente su quel membro ancora parzialmente turgido.
“Oh, Cristo santo. Mi hai prosciugato.”
Ludovica sorrise, leccandosi addirittura le labbra. “Questo è solo il primo round. Adesso la mia fichetta vogliosa arde di desiderio, e tu dovrai accontentarla.”
Angelo socchiuse gli occhi. Il piacere appena provato era stato enorme, ma era certo che sarebbe riuscito ad accontentare la donna anche in altri modi. Troppo bella, troppo sensuale, troppo… troia per non desiderarla ancora, malgrado fosse appena venuto portentosamente.
Erano ormai quasi arrivati, e Angelo fece scendere la donna per poi incamminarsi insieme a lei verso il suo portone. Lo aprì e si diressero verso l’ascensore. Lei lo guardò sorridendo.
“Ti farò passare la serata più bella della tua vita.”
“Ne sono convinto”, rispose l’uomo, mentre lei iniziò a baciargli il collo e le labbra in attesa dell’ascensore. Anche all’interno dell’elevatore, i due corpi erano attaccati, vogliosi come raramente poteva accadere tra un uomo e una donna.
“Dio santo quanto sei bella!” le dissi, quando si staccarono per uscire.
“Ti piaccio tanto?”
“Non puoi capire quanto.”
“Lo capirò vedendo come diventa duro e come mi scoperai.”
Appena dentro l’appartamento di Angelo, i due ripresero a baciarsi. Adesso quei baci erano più lenti, meno frenetici. Ma Ludovica non poteva più attendere. Si tirò su il meraviglioso abito che indossava.
“Leccamela, ti prego. Ne ho bisogno.”
Angelo non si fece ripetere l’invito. Si inginocchiò ai piedi della bellissima donna, le fece scendere il perizoma che indossava, e fece entrare la sua lingua dentro la fica fradicia di Ludovica.
“Oddio, quanto mi piace essere troia. Lecca tutto.”
Mentre diceva queste parole sospirava di desiderio. L’orgasmo arrivò quasi immediatamente, facendole vibrare il corpo intero.
Angelo si scansò, il viso completamente impiastricciato degli umori di Ludovica scesi in abbondanza.
“Cristo! Ma quanto sei venuta?”
La donna sorrise. “Dai vatti a lavare. E torna presto. La mia fichetta ha assaggiato la tua lingua, ma adesso vuole il tuo cazzo. Lo pretende.”
Quel linguaggio contribuì ad aumentare il desiderio di Angelo. Appena uscì dal bagno dopo essersi ripulito il viso, afferrò la donna per la vita, le fece scendere l’abito, e iniziò a baciarla come se non ci fosse un domani. Poi la voltò e la spinse a ridosso del grosso comò sormontato da uno specchio. Poi le fece allargare le gambe, e infine la prese in quel modo. Il suo cazzo scivolava dentro la sua fica bagnata fradicia, e i suoi colpi diventavano sempre più forti.
Dal canto suo, Ludovica, sentiva già che le stava per arrivare un nuovo orgasmo. “”Dai, sfondamela. Fammelo sentire tutto. Oh, quanto mi piace.”
Il piacere arrivò ben presto per tutti e due. Ma la serata non era certo terminata. Malgrado le due eiaculazioni, dopo un po’ di relax, i due erano pronti per ricominciare. Angelo la prese in tutte le posizioni possibili, e Ludovica non sembrava mai sazia, anche se ebbe diversi altri orgasmi. La terza eiaculazione dell’uomo sancì la fine definitiva di quella serata di sesso. Ludovica si accese una sigaretta, mentre Angelo se la guardava con gli occhi di fuori. I loro corpi nudi erano madidi di sudore, e l’acconciatura perfetta della donna era scomparsa. I suoi capelli biondi le cadevano sulle spalle disordinatamente. Tuttavia, il suo fascino, che prima era di classe, non aveva perso nulla nella versione più selvaggia.
“Dio, quanto sei bella”, le disse infine.
Lei sorrise. “Uhm, come complimenti puoi fare di meglio.”
“Sei una donna straordinaria, tremendamente sensuale e…”
“E troia. Mi piace essere troia.”
“Basta che tu lo sia solo con me, amore mio.”
Ludovica scoppiò a ridere. “Geloso?”
Come faccio a non essere geloso di te, amore. Sei la moglie che tutti mi invidiano.”
La donna rise di nuovo. “Beh, anche il mio amato maritino non è male. Ti è piaciuta la serata?”
“Meravigliosa. Dovremmo rifarla più spesso. Lasciamo i bambini dai nonni come stasera, andiamo in qualche locale, e lì mi rimorchi davanti a tutti fingendo che tu sia una completa sconosciuta. Che ne dici?”
“Vestita come una troia?” domandò Ludovica.
“Perché no. Basta che dopo vieni con me.”
“Ok, la programmiamo per la prossima settimana. Anche perché… Tesoro, questa è stata la serata di sesso più bella della mia vita. E siamo sposati da oltre dieci anni.”
“Anche per me. Farmi rimorchiare da una bellissima sconosciuta, è stato sconvolgente.”
“E’ la prima volta che rimorchio un uomo,” disse Ludovica scoppiando a ridere. “Ma credo che non sarà l’ultima.”
“E pensare che quando te l’ho proposto non volevi accettare”, le fece notare Angelo.
“Amore, pensavo fosse una sciocchezza. Invece è stato tutto di una sensualità travolgente.”
La donna posò la sua testa sul petto di suo marito. Sì, era stata una serata magica, una serata che presto avrebbero riprovato. Non era più una ragazzina coi suoi quarant’anni, ma si sentiva ancora bella e vogliosa. E fare quella messa in scena con l’uomo di cui era ancora follemente innamorata, era stato travolgente.
Accanto a lei Angelo aveva i suoi stessi pensieri. Avevano avuto una serata trasgressiva, ma non sarebbe stata l’ultima. Presto avrebbe incrociato una bellissima donna che, senza mezzi termini, gli avrebbe fatto capire di volere una serata all’insegna del sesso. Per alcune ore sarebbero stati due sconosciuti che si desideravano allo spasimo, ma poi sarebbero tornati a essere una coppia come tanti. Solo apparentemente, però. Dentro di loro c’era un fuoco che non poteva essere spento con il sesso tradizionale di una coppia sposata già da diversi anni. Loro però lo avevano capito in tempo. Ed erano pronti per rivivere quelle sensazioni che avevano vissuto quella sera. Per alcune ore sarebbero stati solo due sconosciuti che si desideravano ardentemente.
Angelo sorrise accarezzando i biondi capelli di sua moglie che si era ormai addormentata con la testa sul suo petto. La baciò sulle labbra e poi socchiuse gli occhi. Anche per lui il sonno stava per arrivare. Era stanco, ma già pregustava il bis. Un lieve sorriso apparve sulle sue labbra prima che le braccia di Morfeo lo avvolgessero definitivamente. Una settimana sarebbe trascorsa presto, ed entrambi non vedevano l’ora di riprovare quelle meravigliose sensazioni. Il sesso poteva essere bellissimo anche da sposati.
FINE
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