Astrid, una trans dominante Primo capitolo di tre.
di
Valerio sissy
genere
trans
Primo capitolo di tre.
Era un giorno come tanti. Ero immerso nella riparazione di un computer quando sentii il mio telefono squillare. Afferrai il cellulare un po’ seccato per essere stato interrotto, ma poteva essere un nuovo cliente e dovevo assolutamente rispondere.
“Pronto?”
“Buona sera. Lei è Livio Maltesi? Il tecnico dei computer?” Era una voce femminile. Una voce molto sensuale.
“Sì, sono io,” risposi. “In cosa posso aiutarla?”
“Ho un problema con il mio computer.”
“Non c’è problema, me lo porti qui nel mio negozio. Ha l’indirizzo?”
La sentii sospirare. “Senta, non si tratta di un problema tecnico. Ho letto una sua pubblicità dove dice che non ripara solo i computer, ma è anche un Content Ceator. E io ho bisogno di una figura del genere. Potrei pagarla molto bene. Io lavoro con il computer, e ho avuto un problema con la persona che prima mi aiutava a caricare i miei video e le mie foto. Potrei anche farlo da sola ma… Insomma, ho bisogno di un professionista.”
Rimasi senza fiato. “Perché proprio io?” le chiesi.
“Perché abito vicino al suo negozio, e mi è capitato alcune volte di passarci davanti. Quando…ho avuto quel problema con il mio vecchio Content Creator, mi è venuto in mente lei, ed è stato facile trovare il suo numero sul web.”
Non dovetti pensarci molto. Quello di fare il Content Creator era proprio il mio sogno, anche se mi ero adattato a riparare computer e telefonini, mettendo così a profitto le mie abilità informatiche. Accettai, mi feci dare il suo indirizzo e le diedi appuntamento per le 19:00.
Mentre mi incamminavo verso casa di quella misteriosa donna, riflettevo su quale tipo di lavoro dovesse fare. Se aveva bisogno di uno come me, di un Content Creator, significava che era una modella o qualcosa del genere. Non mi sarebbe dispiaciuto creare contenuti per una modella.
Quando arrivai sotto casa sua, notai subito come la palazzina dove abitava fosse decisamente signorile. Quella donna se la passava bene economicamente, e questo rafforzò in me il fatto che potesse essere una modella.
Con un po’ di ansia suonai alla porta. Quando la porta si aprì rimasi con la bocca aperta. Quella ragazza era la creatura più bella che avessi mai visto. La prima cosa che notai fu la sua altezza. Malgrado non avesse tacchi, mi superava di una quindicina di centimetri. Sì, non ero altissimo con il mio metro e settanta, ma lei era una stangona di almeno un metro e ottantacinque. Era vestita casual, con un semplice jeans che fasciava il suo corpo strepitoso, e una camicetta avorio portata fuori dai jeans che metteva in evidenza un seno straordinario, almeno una quarta misura. Le tette erano dritte, sfidando la forza di gravità. Anche il viso era bellissimo. Un ovale straordinario con lunghi capelli neri e occhi di un azzurro intenso. Non riuscivo a darle un’età precisa, ma immaginai avesse circa venticinque anni, più o meno la mia età. Era la ragazza più bella che avessi mai visto, e questo rafforzava in me l’idea che fosse una modella. Mi sentivo veramente una nullità al suo cospetto, e una cosa del genere non mi era mai accaduta. Mi diede la mano che strinsi con delicatezza.
“Buonasera. Tu sei Livio, suppongo.”
“Io… Sì, sono Livio, piacere”, risposi quasi balbettando di fronte a tanta bellezza.
“Piacere mio. Io sono Astrid. Prego, accomodati”, mi disse facendomi strada lungo un corridoio arredato in modo lussuoso.
“In che modo potrei esserti utile, Astrid?” le chiesi. Mi aveva dato del “tu” e mi comportai allo stesso modo, anche se mi trovavo in grande imbarazzo.
“Credo che sia meglio andare subito al dunque. Hai capito chi sono?”
“Ehm, considerando che hai bisogno di un Content Creator, e vista la tua… bellezza, immagino che tu sia un’influencer, una modella.”
“Io sono una modella… per adulti. Pubblico le mie foto e i miei video su Onlyfans, e sono molto conosciuta nell’ambiente. Ho circa diecimila fans che… mi permettono di guadagnare molto bene. Ma ho bisogno di un fotografo, di un videomaker, e di una persona che poi inserisca foto e video nel mio profilo. Tu pensi di essere in grado?”
Una modella per adulti? Era abbastanza prevedibile. Era di una bellezza da mozzare il fiato, e aveva trovato la maniera di sfruttare la sua bellezza. Non stava certo a me giudicarla.
“Sì, penso di essere in grado”, le risposi senza nemmeno pensarci troppo.
Lei si accese una sigaretta. Le sue movenze erano ipnotiche, e anche il gesto di fumare era in lei molto sensuale.
“Molto bene. Ma prima di parlare di soldi, dovresti vedere che tipo di contenuti sono.”
Si alzò, la sua sigaretta tra le dita, e mi fece cenno di seguirla in un’altra stanza. Era una stanza molto più piccola e sembrava essere una specie di ufficio, con una scrivania e un computer. Si sedette, mise la sua sigaretta tra le labbra e iniziò a smanettare. Poi si alzò, spense la sigaretta e mi indicò la poltrona dietro la scrivania.
“Cosa devo fare?” le chiesi incuriosito.
“Siediti e apri qualcuno di quei files. Sono foto e video che ho già pubblicato. Così comprenderai di cosa ho bisogno.”
Feci quanto mi aveva richiesto e aprii uno di quei files. Lo osservai e poi la guardai. Non era possibile. C’erano decine di foto che la riguardavano. Alcune che la ritraevano vestita in modo molto sensuale e truccata di tutto punto, e altre invece dove era nuda. In quest’ultime lei metteva in mostra… un cazzo di dimensioni gigantesche. Mai vista una cosa del genere. Non riuscivo a dire esattamente quanti centimetri fosse, ma era il cazzo più grosso che io avessi mai visto, con un diametro spaventoso.
“N-Non credevo…”
“Sono una dominatrice trans. Comprendo il tuo sbigottimento, e se non accetterai ti pagherò il disturbo”, m’interruppe.
“Oddio santo! Non sembri. Cioè. Sei bellissima ed estremamente femminile.”
Scoppiò a ridere. “Bene, buon segno. Non credo che i miei fans pagherebbero per una dominatrice con sembianze maschili.”
Riguardai quelle foto e osservai anche i video. Il genere era sempre quello. Spesso non era sola e veniva accompagnata da due uomini con una mascherina che le baciavano i piedi, che erano in ginocchio dinanzi a lei mentre fumava, e mentre… prendevano in bocca quel cazzo gigantesco. Oppure mentre lei se li inculava. Eppure, malgrado quell’appendice, non perdeva nulla di quella femminilità sfrontata.
“Non avrei mai detto”, confermai, come se fossi un disco rotto.
“Quei due sono i miei schiavi, e sono sempre disponibili a fare i miei video e a farsi fotografare. Non li devo nemmeno pagare. Per me farebbero qualsiasi cosa. Io ho due soggetti gratis e loro hanno una padrona senza pagare. Uno scambio equo.”
La osservai di nuovo. Possibile che non fosse una femmina biologica? Era di una bellezza sconvolgente, con lineamenti molto femminili. Poi mi venne in mente quel cazzo che avevo visto nei suoi video, quei due uomini che le facevano da schiavi.
“Va bene, non mi interessa cosa fai. Se mi paghi adeguatamente mi metterò al lavoro per te.”
Mi disse la cifra. Ed era una cifra piuttosto consistente. Avrei dovuto fare almeno tre video a settimana e una buona dose di foto che io poi avrei dovuto inserire nel suo profilo giornalmente. I suoi fans volevano sempre nuovi contenuti. Ci demmo appuntamento per la sera seguente, appena terminato il mio lavoro, ovvero verso le 19:00. Lei avrebbe provveduto a contattare i suoi due schiavi e a farli trovare nella sua abitazione. Mi fece vedere una camera dedicata appunto ai video e alle foto, con una specie di trono che avevo già notato osservando i vecchi contenuti. Infine mi riaccompagnò alla porta dandomi la mano.
“A domani sera, Livio”, mi disse con quella voce leggermente roca che assumeva ancora più sensualità.
“A domani, Astrid.”
Tornai a casa completamente nel pallone. Non avevo mai visto una ragazza così bella. L’unico problema era che… non era una ragazza. Eppure, mentre stavo di fronte a lei avrei pagato qualsiasi cosa per baciarla. Possibile? Non avevo mai pensato a una trans come compagna di giochi sessuali, ma Astrid era veramente meravigliosa.
Era un giorno come tanti. Ero immerso nella riparazione di un computer quando sentii il mio telefono squillare. Afferrai il cellulare un po’ seccato per essere stato interrotto, ma poteva essere un nuovo cliente e dovevo assolutamente rispondere.
“Pronto?”
“Buona sera. Lei è Livio Maltesi? Il tecnico dei computer?” Era una voce femminile. Una voce molto sensuale.
“Sì, sono io,” risposi. “In cosa posso aiutarla?”
“Ho un problema con il mio computer.”
“Non c’è problema, me lo porti qui nel mio negozio. Ha l’indirizzo?”
La sentii sospirare. “Senta, non si tratta di un problema tecnico. Ho letto una sua pubblicità dove dice che non ripara solo i computer, ma è anche un Content Ceator. E io ho bisogno di una figura del genere. Potrei pagarla molto bene. Io lavoro con il computer, e ho avuto un problema con la persona che prima mi aiutava a caricare i miei video e le mie foto. Potrei anche farlo da sola ma… Insomma, ho bisogno di un professionista.”
Rimasi senza fiato. “Perché proprio io?” le chiesi.
“Perché abito vicino al suo negozio, e mi è capitato alcune volte di passarci davanti. Quando…ho avuto quel problema con il mio vecchio Content Creator, mi è venuto in mente lei, ed è stato facile trovare il suo numero sul web.”
Non dovetti pensarci molto. Quello di fare il Content Creator era proprio il mio sogno, anche se mi ero adattato a riparare computer e telefonini, mettendo così a profitto le mie abilità informatiche. Accettai, mi feci dare il suo indirizzo e le diedi appuntamento per le 19:00.
Mentre mi incamminavo verso casa di quella misteriosa donna, riflettevo su quale tipo di lavoro dovesse fare. Se aveva bisogno di uno come me, di un Content Creator, significava che era una modella o qualcosa del genere. Non mi sarebbe dispiaciuto creare contenuti per una modella.
Quando arrivai sotto casa sua, notai subito come la palazzina dove abitava fosse decisamente signorile. Quella donna se la passava bene economicamente, e questo rafforzò in me il fatto che potesse essere una modella.
Con un po’ di ansia suonai alla porta. Quando la porta si aprì rimasi con la bocca aperta. Quella ragazza era la creatura più bella che avessi mai visto. La prima cosa che notai fu la sua altezza. Malgrado non avesse tacchi, mi superava di una quindicina di centimetri. Sì, non ero altissimo con il mio metro e settanta, ma lei era una stangona di almeno un metro e ottantacinque. Era vestita casual, con un semplice jeans che fasciava il suo corpo strepitoso, e una camicetta avorio portata fuori dai jeans che metteva in evidenza un seno straordinario, almeno una quarta misura. Le tette erano dritte, sfidando la forza di gravità. Anche il viso era bellissimo. Un ovale straordinario con lunghi capelli neri e occhi di un azzurro intenso. Non riuscivo a darle un’età precisa, ma immaginai avesse circa venticinque anni, più o meno la mia età. Era la ragazza più bella che avessi mai visto, e questo rafforzava in me l’idea che fosse una modella. Mi sentivo veramente una nullità al suo cospetto, e una cosa del genere non mi era mai accaduta. Mi diede la mano che strinsi con delicatezza.
“Buonasera. Tu sei Livio, suppongo.”
“Io… Sì, sono Livio, piacere”, risposi quasi balbettando di fronte a tanta bellezza.
“Piacere mio. Io sono Astrid. Prego, accomodati”, mi disse facendomi strada lungo un corridoio arredato in modo lussuoso.
“In che modo potrei esserti utile, Astrid?” le chiesi. Mi aveva dato del “tu” e mi comportai allo stesso modo, anche se mi trovavo in grande imbarazzo.
“Credo che sia meglio andare subito al dunque. Hai capito chi sono?”
“Ehm, considerando che hai bisogno di un Content Creator, e vista la tua… bellezza, immagino che tu sia un’influencer, una modella.”
“Io sono una modella… per adulti. Pubblico le mie foto e i miei video su Onlyfans, e sono molto conosciuta nell’ambiente. Ho circa diecimila fans che… mi permettono di guadagnare molto bene. Ma ho bisogno di un fotografo, di un videomaker, e di una persona che poi inserisca foto e video nel mio profilo. Tu pensi di essere in grado?”
Una modella per adulti? Era abbastanza prevedibile. Era di una bellezza da mozzare il fiato, e aveva trovato la maniera di sfruttare la sua bellezza. Non stava certo a me giudicarla.
“Sì, penso di essere in grado”, le risposi senza nemmeno pensarci troppo.
Lei si accese una sigaretta. Le sue movenze erano ipnotiche, e anche il gesto di fumare era in lei molto sensuale.
“Molto bene. Ma prima di parlare di soldi, dovresti vedere che tipo di contenuti sono.”
Si alzò, la sua sigaretta tra le dita, e mi fece cenno di seguirla in un’altra stanza. Era una stanza molto più piccola e sembrava essere una specie di ufficio, con una scrivania e un computer. Si sedette, mise la sua sigaretta tra le labbra e iniziò a smanettare. Poi si alzò, spense la sigaretta e mi indicò la poltrona dietro la scrivania.
“Cosa devo fare?” le chiesi incuriosito.
“Siediti e apri qualcuno di quei files. Sono foto e video che ho già pubblicato. Così comprenderai di cosa ho bisogno.”
Feci quanto mi aveva richiesto e aprii uno di quei files. Lo osservai e poi la guardai. Non era possibile. C’erano decine di foto che la riguardavano. Alcune che la ritraevano vestita in modo molto sensuale e truccata di tutto punto, e altre invece dove era nuda. In quest’ultime lei metteva in mostra… un cazzo di dimensioni gigantesche. Mai vista una cosa del genere. Non riuscivo a dire esattamente quanti centimetri fosse, ma era il cazzo più grosso che io avessi mai visto, con un diametro spaventoso.
“N-Non credevo…”
“Sono una dominatrice trans. Comprendo il tuo sbigottimento, e se non accetterai ti pagherò il disturbo”, m’interruppe.
“Oddio santo! Non sembri. Cioè. Sei bellissima ed estremamente femminile.”
Scoppiò a ridere. “Bene, buon segno. Non credo che i miei fans pagherebbero per una dominatrice con sembianze maschili.”
Riguardai quelle foto e osservai anche i video. Il genere era sempre quello. Spesso non era sola e veniva accompagnata da due uomini con una mascherina che le baciavano i piedi, che erano in ginocchio dinanzi a lei mentre fumava, e mentre… prendevano in bocca quel cazzo gigantesco. Oppure mentre lei se li inculava. Eppure, malgrado quell’appendice, non perdeva nulla di quella femminilità sfrontata.
“Non avrei mai detto”, confermai, come se fossi un disco rotto.
“Quei due sono i miei schiavi, e sono sempre disponibili a fare i miei video e a farsi fotografare. Non li devo nemmeno pagare. Per me farebbero qualsiasi cosa. Io ho due soggetti gratis e loro hanno una padrona senza pagare. Uno scambio equo.”
La osservai di nuovo. Possibile che non fosse una femmina biologica? Era di una bellezza sconvolgente, con lineamenti molto femminili. Poi mi venne in mente quel cazzo che avevo visto nei suoi video, quei due uomini che le facevano da schiavi.
“Va bene, non mi interessa cosa fai. Se mi paghi adeguatamente mi metterò al lavoro per te.”
Mi disse la cifra. Ed era una cifra piuttosto consistente. Avrei dovuto fare almeno tre video a settimana e una buona dose di foto che io poi avrei dovuto inserire nel suo profilo giornalmente. I suoi fans volevano sempre nuovi contenuti. Ci demmo appuntamento per la sera seguente, appena terminato il mio lavoro, ovvero verso le 19:00. Lei avrebbe provveduto a contattare i suoi due schiavi e a farli trovare nella sua abitazione. Mi fece vedere una camera dedicata appunto ai video e alle foto, con una specie di trono che avevo già notato osservando i vecchi contenuti. Infine mi riaccompagnò alla porta dandomi la mano.
“A domani sera, Livio”, mi disse con quella voce leggermente roca che assumeva ancora più sensualità.
“A domani, Astrid.”
Tornai a casa completamente nel pallone. Non avevo mai visto una ragazza così bella. L’unico problema era che… non era una ragazza. Eppure, mentre stavo di fronte a lei avrei pagato qualsiasi cosa per baciarla. Possibile? Non avevo mai pensato a una trans come compagna di giochi sessuali, ma Astrid era veramente meravigliosa.
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