Elena, prima di Alberto sposata al calciatore
di
S.s.s.t.S.s.s.m.
genere
confessioni
Sono sempre Elena, quella che si scopa -anche- Alberto, penso di fare cosa gradita continuando a darvi un po’ del mio background sessuale per capire quanto sono porca.
Vi ho già raccontato che sono stata sposata con un noto calciatore che ha militato in Serie A (non dico le squadre per evitare di trovarvi alla mia porta con una erezione nei pantaloni). Quello è stato un periodo sessualmente complicato perche mio marito tra allenamenti, ritiri, prescrizioni mediche e quanto altro mi dava il cazzo col contagocce inoltre avevo affrontato una gravidanza e si sa, col pancione si chiava poco anche se ho trovato conforto nelle mie amiche di sempre (la capitana e la senior) che mi venivano a trovare e non mi lasciavano mai senza essere venuta sotto i colpi delle loro sapienti lingue.
Abitavamo al tempo in una città abbastanza grande del nord Italia e nonostante fossi abbastanza in vista a causa della professione di mio marito si poteva tranquillamente andare in giro senza avere troppe attenzioni fastidiose. Al tempo familiarizzai con le compagne dei colleghi di mio marito che versavano piu o meno nella mia situazione. Una sera, con i mariti in ritiro pre-partita, fui invitata a cena a casa di un’altra ragazza dove trovai la moglie di un altro collega di mio marito. Era abitudine lasciare i figli piccoli ad una unica baby sitter a casa di una delle invitate. Quindi eravamo libere da impegni e potevamo stare fino a notte fonda a chiacchierare.
Capii subito che le ragazze avevano una certa facilità alle frequentazioni saffiche. Dopo qualche bicchiere iniziarono le allusioni ed i commenti sul fisico di ciascuna di noi tre. Mi prestai al gioco ed in men che non si dica eravamo tutte e tre in lingerie ma mantenendo rigorosamente i sandali con un tacco 12 che ci rendeva alla vista molto troie. E lo eravamo, tutte e 3. Una mise la musica alta e l’altra serviva dei calici di champagne. Al secondo calice sono volati via i reggiseni e non ricordo a quale numero di calice ci ritrovammo nude a ballare sulla terrazza dell’attico con nessuno che ci potesse vedere. Di certo il volume della musica e noi che cantavamo a squarciagola lasciava presagire che qualcuno si stava divertendo e anche molto. Ad un certo punto mi ritrovai sola a ballare mentre le mie due “colleghe” erano una seduta su un divanetto e l’altra in ginocchio tra le sue gambe larghe. Decisi di farmi spazio e iniziai a baciare dietro la ragazza che stava leccando tra le gambe l’altra ragazza. Sentivo che apprezzava ma sta di fatto che l’unica che mancava all’appello dal punto di vista del godimento ero proprio io. Esclamai, dopo aver leccato profondamente la mia partner: “ehi, per me non c’è nulla?”. Fu li che le due troie si lanciarono uno sguardo di intesa e mi dissero: “fidati di noi” e mi legarono i polsi al divanetto in modo non stretto ma senza darmi la possibilità di divincolarmi. Inoltre mi legarono le caviglie a gambe larghe. Considerato che ero nuda, in preda all’alcol e legata a gambe aperte, ho temuto il peggio immaginandomi che saltasse fuori un uomo con un cazzo enorme che mi potesse violentare.
Invece le altre due troie si presentarono con una glacette da Champagne piena di ghiaccio e con in mezzo una banana verde enorme. Mi dissero: “adesso devi far godere la banana”; io risposi: “e come faccio a farla zampillare di sperma?”; “non preoccuparti la banana è dura perché è congelata se riesci a farla scongelare e a renderla molle con il calore della tua figa, sarai di diritto membro del nostro club. Noi abbiamo superato la prova ed ora reclutiamo nuove adepte per incontri solo femminili come quello di questa sera.
Io mi vedevo già penetrata per oltre un’ora da quella banana enorme e congelata con la figa quasi anestetizzata dal freddo della banana, allora chiesi di essere penetrata prima dietro perché avrei potuto spendere il calore di un passaggio più stretto per poi scioglierla definitivamente nella figa.
Le due troie aderirono entusiasticamente alla mia idea e,senza slegarmi, iniziarono a spalmarmi con del miele per facilitare la penetrazione. La banana era gelata ma aveva iniziato a cedere dopo soli 5 minuti di penetrazione. Loro si masturbavano follemente ma non dimenticavano mai di stantuffare la banana nel mio culo. Quando la banana appariva gestibile, chiesi di essere infilata nella figa. Mi fecero squirtare e venni copiosamente con del liquido caldo che rese la banana inservibile dopo circa 30 minuti di masturbazione. A volte penso che la mia passione per lo strap on sia nata da quella sera con queste due troie. Erano i primi anni 90 e lo strap on non era cosi diffuso in Italia.
Chiesi dove avessero trovato delle banane di quella grandezza e ancora acerbe. Avevo in mente di usarle con la capitana e la senior. Loro mi risposero che c’era un negozietto in centro con un vecchio porco che quando facevano spesa gliele regalava sempre in modo allusivo. Una delle due mi disse:”guarda se vuoi discrezione dillo al garzone avrà a malapena 20 anni è un ragazzino discreto e se gli allunghi una mancia ti porta la spesa a casa. Se fai la spesa a fine giornata ti accompagna lui e ti porta le borsine, banana compresa.
Ebbi subito un’idea.
La serata proseguì con qualche sforbiciata e un bel po’ di dita nella figa e poi ci salutammo con la promessa di replicare la serata, ora che facevo parte del club a tutti gli effetti.
La mattina dopo feci un sopralluogo al negozietto di frutta e verdura. Il porco lo riconobbi subito ma il giovanotto non lo vidi. Fui costretta ad ordinare, tra le altre cose, la banana al porco che non fece fatica a collegare la mia richiesta alle mie colleghe ed alla squadra di calcio. Infatti mi disse: “se domenica vinciamo, la prossima volta le regalo la banana”. Il discorso era allusivo, inelegante e volgare. Fu lì che uscendo dal fruttivendolo incrociai il garzone che era alto biondo fisicato e non mi sembro per niente timido: diede un’occhiata alle borsine di frutta e vide la banana e mi disse:”signora, la prossima volta venga all’ora di chiusura che la accompagno io con la spesa”.
Misi la banana in freezer e dimenticai per qualche giorno il tema. Mio marito era preoccupato, la squadra non faceva risultato e c’era la possibilità che la squadra andasse in ritiro dal martedi fino alla partita della domenica. Il turno successivo era proibitivo e c’era aria di rivoluzione con esonero dell’allenatore.
Sta di fatto che il martedi la squadra andò in ritiro. C’erano i primi cellulari ma non e’ come oggi che sei praticamente sempre connesso.
Allora ebbi l’illuminazione, mercoledì sera andai a fare una spesa importante di frutta, sperando che ci fosse il garzone. Infatti era lì e quando mi vide si affrettò a servirmi dicendomi che ero la sua ultima cliente della giornata e mi avrebbe poi portato la spesa a casa condividendo il tragitto.
Durante la strada facemmo conoscenza e lui si mostrò molto comprensivo per le prestazioni calcistiche di mio marito che,essendo difensore, era nell’occhio del ciclone. Il ragazzo aveva 19 anni, dieci anni meno di me e si chiamava Fabio. Quando fummo all’ascensore feci per prendere le borse piene di frutta e verdura ma si offri di oortarmele in cucina.
Le appoggiò sul tavolo e gli dissi di accomodarsi in salotto che avremmo bevuto una birra insieme. A lui si illuminarono gli occhi e forse aveva capito che ci scappava qualche toccatina e forse anche una sega. Invece, dopo aver ordinato la spesa mentre gli parlavo da una stanza all’altra -mi aveva detto di avere una fidanzatina di 16 anni- mi presentai completamente nuda con in una mano la banana, quella che era dimenticata nel freezer e che il suo principale mi aveva dato in precedenza e nell’altra avevo del miele. Il ragazzo non capì subito ma il messaggio di vedermi nuda fu persuasivo a sufficienza e si mise nudo anche lui in un attimo.
Aveva gia una erezione sufficiente per penetrarmi ma lo feci stendere supino e poi lo montai dandogli le spalle. Cosparsi la banana gelata di miele e gli infilai due dita di miele nel suo buchetto. Iniziò ad intuire. Il suo cazzo riusciva a penetrarmi la figa che stava iniziando a bagnarsi.
Non appena spinsi la banana nel suo culo che vedevo in primo piano avendogli dato le spalle, sentii il suo cazzo dentro di me che era diventato di marmo e me lo chiavai sempre più velocemente, sia con la figa che con la banana. Quando venne cacciò un urlo e mi sparò dentro 4 o 5 fiotti di sperma caldo che colarono sulle sue palle e arrivarono alla banana che era ancora dura e ben piantata nel suo culo.
Diciamo che fino a quando mio maritò giocò per la squadra di quella città, non facevo fatica a portare la spesa a casa e c’era sempre qualcosa di fresco (ma anche lungo e duro) nel freezer per premiare il ragazzino che mi portava in casa la spesa
Vi ho già raccontato che sono stata sposata con un noto calciatore che ha militato in Serie A (non dico le squadre per evitare di trovarvi alla mia porta con una erezione nei pantaloni). Quello è stato un periodo sessualmente complicato perche mio marito tra allenamenti, ritiri, prescrizioni mediche e quanto altro mi dava il cazzo col contagocce inoltre avevo affrontato una gravidanza e si sa, col pancione si chiava poco anche se ho trovato conforto nelle mie amiche di sempre (la capitana e la senior) che mi venivano a trovare e non mi lasciavano mai senza essere venuta sotto i colpi delle loro sapienti lingue.
Abitavamo al tempo in una città abbastanza grande del nord Italia e nonostante fossi abbastanza in vista a causa della professione di mio marito si poteva tranquillamente andare in giro senza avere troppe attenzioni fastidiose. Al tempo familiarizzai con le compagne dei colleghi di mio marito che versavano piu o meno nella mia situazione. Una sera, con i mariti in ritiro pre-partita, fui invitata a cena a casa di un’altra ragazza dove trovai la moglie di un altro collega di mio marito. Era abitudine lasciare i figli piccoli ad una unica baby sitter a casa di una delle invitate. Quindi eravamo libere da impegni e potevamo stare fino a notte fonda a chiacchierare.
Capii subito che le ragazze avevano una certa facilità alle frequentazioni saffiche. Dopo qualche bicchiere iniziarono le allusioni ed i commenti sul fisico di ciascuna di noi tre. Mi prestai al gioco ed in men che non si dica eravamo tutte e tre in lingerie ma mantenendo rigorosamente i sandali con un tacco 12 che ci rendeva alla vista molto troie. E lo eravamo, tutte e 3. Una mise la musica alta e l’altra serviva dei calici di champagne. Al secondo calice sono volati via i reggiseni e non ricordo a quale numero di calice ci ritrovammo nude a ballare sulla terrazza dell’attico con nessuno che ci potesse vedere. Di certo il volume della musica e noi che cantavamo a squarciagola lasciava presagire che qualcuno si stava divertendo e anche molto. Ad un certo punto mi ritrovai sola a ballare mentre le mie due “colleghe” erano una seduta su un divanetto e l’altra in ginocchio tra le sue gambe larghe. Decisi di farmi spazio e iniziai a baciare dietro la ragazza che stava leccando tra le gambe l’altra ragazza. Sentivo che apprezzava ma sta di fatto che l’unica che mancava all’appello dal punto di vista del godimento ero proprio io. Esclamai, dopo aver leccato profondamente la mia partner: “ehi, per me non c’è nulla?”. Fu li che le due troie si lanciarono uno sguardo di intesa e mi dissero: “fidati di noi” e mi legarono i polsi al divanetto in modo non stretto ma senza darmi la possibilità di divincolarmi. Inoltre mi legarono le caviglie a gambe larghe. Considerato che ero nuda, in preda all’alcol e legata a gambe aperte, ho temuto il peggio immaginandomi che saltasse fuori un uomo con un cazzo enorme che mi potesse violentare.
Invece le altre due troie si presentarono con una glacette da Champagne piena di ghiaccio e con in mezzo una banana verde enorme. Mi dissero: “adesso devi far godere la banana”; io risposi: “e come faccio a farla zampillare di sperma?”; “non preoccuparti la banana è dura perché è congelata se riesci a farla scongelare e a renderla molle con il calore della tua figa, sarai di diritto membro del nostro club. Noi abbiamo superato la prova ed ora reclutiamo nuove adepte per incontri solo femminili come quello di questa sera.
Io mi vedevo già penetrata per oltre un’ora da quella banana enorme e congelata con la figa quasi anestetizzata dal freddo della banana, allora chiesi di essere penetrata prima dietro perché avrei potuto spendere il calore di un passaggio più stretto per poi scioglierla definitivamente nella figa.
Le due troie aderirono entusiasticamente alla mia idea e,senza slegarmi, iniziarono a spalmarmi con del miele per facilitare la penetrazione. La banana era gelata ma aveva iniziato a cedere dopo soli 5 minuti di penetrazione. Loro si masturbavano follemente ma non dimenticavano mai di stantuffare la banana nel mio culo. Quando la banana appariva gestibile, chiesi di essere infilata nella figa. Mi fecero squirtare e venni copiosamente con del liquido caldo che rese la banana inservibile dopo circa 30 minuti di masturbazione. A volte penso che la mia passione per lo strap on sia nata da quella sera con queste due troie. Erano i primi anni 90 e lo strap on non era cosi diffuso in Italia.
Chiesi dove avessero trovato delle banane di quella grandezza e ancora acerbe. Avevo in mente di usarle con la capitana e la senior. Loro mi risposero che c’era un negozietto in centro con un vecchio porco che quando facevano spesa gliele regalava sempre in modo allusivo. Una delle due mi disse:”guarda se vuoi discrezione dillo al garzone avrà a malapena 20 anni è un ragazzino discreto e se gli allunghi una mancia ti porta la spesa a casa. Se fai la spesa a fine giornata ti accompagna lui e ti porta le borsine, banana compresa.
Ebbi subito un’idea.
La serata proseguì con qualche sforbiciata e un bel po’ di dita nella figa e poi ci salutammo con la promessa di replicare la serata, ora che facevo parte del club a tutti gli effetti.
La mattina dopo feci un sopralluogo al negozietto di frutta e verdura. Il porco lo riconobbi subito ma il giovanotto non lo vidi. Fui costretta ad ordinare, tra le altre cose, la banana al porco che non fece fatica a collegare la mia richiesta alle mie colleghe ed alla squadra di calcio. Infatti mi disse: “se domenica vinciamo, la prossima volta le regalo la banana”. Il discorso era allusivo, inelegante e volgare. Fu lì che uscendo dal fruttivendolo incrociai il garzone che era alto biondo fisicato e non mi sembro per niente timido: diede un’occhiata alle borsine di frutta e vide la banana e mi disse:”signora, la prossima volta venga all’ora di chiusura che la accompagno io con la spesa”.
Misi la banana in freezer e dimenticai per qualche giorno il tema. Mio marito era preoccupato, la squadra non faceva risultato e c’era la possibilità che la squadra andasse in ritiro dal martedi fino alla partita della domenica. Il turno successivo era proibitivo e c’era aria di rivoluzione con esonero dell’allenatore.
Sta di fatto che il martedi la squadra andò in ritiro. C’erano i primi cellulari ma non e’ come oggi che sei praticamente sempre connesso.
Allora ebbi l’illuminazione, mercoledì sera andai a fare una spesa importante di frutta, sperando che ci fosse il garzone. Infatti era lì e quando mi vide si affrettò a servirmi dicendomi che ero la sua ultima cliente della giornata e mi avrebbe poi portato la spesa a casa condividendo il tragitto.
Durante la strada facemmo conoscenza e lui si mostrò molto comprensivo per le prestazioni calcistiche di mio marito che,essendo difensore, era nell’occhio del ciclone. Il ragazzo aveva 19 anni, dieci anni meno di me e si chiamava Fabio. Quando fummo all’ascensore feci per prendere le borse piene di frutta e verdura ma si offri di oortarmele in cucina.
Le appoggiò sul tavolo e gli dissi di accomodarsi in salotto che avremmo bevuto una birra insieme. A lui si illuminarono gli occhi e forse aveva capito che ci scappava qualche toccatina e forse anche una sega. Invece, dopo aver ordinato la spesa mentre gli parlavo da una stanza all’altra -mi aveva detto di avere una fidanzatina di 16 anni- mi presentai completamente nuda con in una mano la banana, quella che era dimenticata nel freezer e che il suo principale mi aveva dato in precedenza e nell’altra avevo del miele. Il ragazzo non capì subito ma il messaggio di vedermi nuda fu persuasivo a sufficienza e si mise nudo anche lui in un attimo.
Aveva gia una erezione sufficiente per penetrarmi ma lo feci stendere supino e poi lo montai dandogli le spalle. Cosparsi la banana gelata di miele e gli infilai due dita di miele nel suo buchetto. Iniziò ad intuire. Il suo cazzo riusciva a penetrarmi la figa che stava iniziando a bagnarsi.
Non appena spinsi la banana nel suo culo che vedevo in primo piano avendogli dato le spalle, sentii il suo cazzo dentro di me che era diventato di marmo e me lo chiavai sempre più velocemente, sia con la figa che con la banana. Quando venne cacciò un urlo e mi sparò dentro 4 o 5 fiotti di sperma caldo che colarono sulle sue palle e arrivarono alla banana che era ancora dura e ben piantata nel suo culo.
Diciamo che fino a quando mio maritò giocò per la squadra di quella città, non facevo fatica a portare la spesa a casa e c’era sempre qualcosa di fresco (ma anche lungo e duro) nel freezer per premiare il ragazzino che mi portava in casa la spesa
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