La fattoria di Antibes
di
Annamaria
genere
dominazione
La fattoria di Antibes
Haziz mi stava tormentando. Mi mandava in continuazione immagini con cani e cavalli e richieste esplicite. Sebbene l’idea in sé mi eccitasse, e non poco, non volevo vivere ancora un’esperienza del genere. Quella vissuta tempo addietro nella sua villa con quel cane enorme mi era stata più che sufficiente. Mi ero tolta la curiosità, e non mi andava di ripeterla, anche perché non è che ne avessi un ricordo particolarmente piacevole.
Qualche mese fa, senza preavviso, passa personalmente nel mio studio. Cosa rarissima. C’è anche il mio socio e non voglio assolutamente che i due interloquiscano.
Cazzo fai qui? Gli sussurro indiavolata.
Vorrei parlare col tuo socio, un affare gigantesco.
Mi infurio.
Ma che cazzo dici! Che vuoi?
Sei interessata? Mi fa con quella sua aria indisponente. Lo avrei preso volentieri a sberle.
Lo porto nel mio ufficio imbufalita.
Dimmi cosa cazzo vuoi, avanti!
Calma Annamaria, calma. Ho un grosso affare per le mani. Un mega complesso extra lusso in costa azzurra, ma se non vuoi…
Ma certo che voglio! Ma che dici! Spiegami.
Mi spiega, un affare enorme, margini di guadagno alti, altissimi.
Quindi sei interessata?
Certo che si.
E allora vieni il fine settimana con me ad Antibes.
Quando? A far cosa?
Questo fine settimana, Annamaria. Andiamo domani, venerdì, e domenica sera ti riporto a casa.
Resto sorpresa.
A far cosa? Chiedo.
Nella fattoria di un mio caro amico, ha una fattoria splendida, con bellissimi cani e cavalli.
Non ci vedo più.
Tu sei un porco, un maiale, un pervertito…
Ok, il tuo è un no, mi dice, e fa per andare via.
Lo blocco. Ho detto che sei un porco, un pervetito, non ho detto di no.
Mi sorride sornione.
Siamo in questa fattoria splendida. Campi coltivati, stalle, rimesse, tutto racconta di un’attività di grande qualità. Il titolare è un caro amico di Haziz, che lo conosce bene e ne asseconda le perversioni grazie a cani e cavalli perfettamente addestrati.
Ci sono molte stalle, e in una di queste c’è un settore con diversi comfort per protagonisti e spettatori.
Haziz mi fa fare la conoscenza dei miei futuri partners. Un cane alto, grosso, che mi arriva alla vita, nero, col pelo raso. Appena mi vede mi fiuta, si avvicina alla mia fica.
Ti ha già individuata mia cara, mi fa Haziz ridendo.
Poi il cavallo, uno stallone nero anche lui, enorme, elegante, con una criniera che sembra lucidata e una lunga coda.
Tesoro, mi fa Haziz, allora tra un po' ti divertirai con Nathaniel, che non vede l’ora di scoparti, e domani ti dedicherai a.. come si chiama il cavallo? Chiede al fattore.
Durigon, gli risponde quello.
Mi ritrovo nell’angolo della stalla dedicato a questi spettacoli.
C’è un letto. Mi spoglio nuda e mi stendo sul letto.
Arriva il cane che sa perfettamente quello che deve fare.
Allargo le gambe, allargo la fica con le mani e la sua lingua comincia a leccare con entusiasmo.
A un ordine del padrone mi sale addosso, ma con molta cura. Resto davvero sorpresa. Poggia le zampe anteriori oltre le mie spalle e con il cazzo già duro mi penetra la fica con una facilità sconcertante. Inizia a spingere, a pompare, ma lo fa in modo quasi umano. Il suo ritmo è rapido ma consapevole. Pompa a lungo, minuti, fino a quando io, eccitata, vengo cercando di non darlo troppo a vedere. Poco dopo sento il fiotto violento dello sperma del cane invadermi la fica. Una sensazione mai provata devo dire, come se la mia fica venisse affogata nella sborra, travolta da un fiume in piena.
Il padrone gli dà un ordine e lui con un movimento rapido viene avanti e mi mette il suo cazzo davanti alla bocca.
Mio Dio! Lo afferro, lo succhio. Esce ancora sperma, che mi riempie la bocca e che mi ritrovo a ingoiare. Lecco il suo cazzo a lungo, fino a quando il padrone gli da un ordine e il cane torna a leccarmi la fica da cui fuoriesce la sborra.
Lunghi minuti a leccarmi la fica, tanto che io eccitata, vengo di nuovo, quasi vergognandomi.
Quando il padrone gli da un ordine secco il cane scende dal letto e va via.
Haziz ride come un pazzo, applaude.
Ho finito? Chiedo alzandomi dal letto.
Ma certo mia cara, bravissima, una meraviglia, vai pure.
Resto nella vasca idromassaggio per un tempo imprecisato, mi addormento persino.
Il giorno dopo prima di pranzo Haziz si presenta.
Seguimi in camera tesoro. Non ti sarai mica dimenticata di me?
E come potrei?
Scopiamo senza tanti preliminari.
Conosco bene i suoi gusti.
La fica come antipasto, il culo come vero divertimento e la sborrata in bocca per vedermi bene in faccia mentre mi inonda col suo sperma.
Sei sempre favolosa tesoro, mi dice allungato sul letto.
E tu sei sempre il solito porco pervertito, rispondo acida e con il viso ancira sporco di sperma. Faccio per alzarmi.
Dove virresti andare? Mi fa trattenendomi per un braccio.
A pulirmi, se permetti.
No, no, mi dice mentre con le dita raccoglie li sperma che ho sul viso e me lo mette in bocca.
Lecca, troia, lo sai che mi piace.
Lo so, certo che lo so, e lecco le sue dita fino a quando, soddisfatto, mi lascia andare.
Quando esco dal bagno è ancora lì, allungato sul letto.
Mi guarda.
Sei uno spettacolo Annamaria, più bella di una Dea.
E tu sempre un porco Haziz, non c'è da sbagliarsi.
Ride.
Sei pronta per il cavallo?
Si ma scordati che io pigli quel cazzo nella fica o nel culo, maiale. Non voglio finire in ospedale per le tue perversioni, chiaro?
Non me lo perdonerei mai tesoro, mi risponde ridendo.
Nel pomeriggio torniamo nella stalla attrezzata.
Il cavallo è fermo, tranquillo.
Mi spoglio nuda.
Mi avvicino con cautela. Il fattore lo tiene per la briglia e con dei movimenti decisi lo orienta.
Mi avvicino a lui, mi chino, vado con la mano a prendere il suo arnese. Lo afferro con entrambe le mani e inizio a segarlo. Cresce rapidamente, grosso, enorme, spaventoso, lungo quanto un mio avambraccio.
Dai, in bocca Annamaria! Mi incita Haziz.
Mi chino di più, vado sotto di lui e cerco di mettere in bocca quella specie di boa. Lo lecco, ma pur spalancando la bocca al massimo nemmeno la parte superiore di quel cazzo riesco a mettere in bocca.
Appoggialo alla fica! Mi urla Haziz.
Vaffanculo, porco, dico a bassa voce.
Mi giro, restando sotto il cavallo.
E’ una fatica! Con la mano dirigo il suo cazzo verso la mia fica, ce l’appoggio, spingo un po', leggermente per sentire l’effetto che fa. Faccio entrare un po' la punta, è una sensazione strana. Il cavallo resta sempre calmo, immobile, tenuto a bada dal fattore. Spingo ancora un po', lo sento dentro, ed è come essere invasa da un mostro. Mi muovo un po', lo sento ancora più dentro, che mi riempie, nonostante sia entrata solo una piccola parte della punta.
Il cavallo nitrisce, comincia ad agitarsi, mollo tutto e scappo via, mentre il fattore con la briglie lo mantiene fermo.
E allora? Mi fa Haziz. Fallo sborrare, torna sotto! Mi urla divertito quel porco arabo.
Guardo il fattore che tiene il cavallo per le briglie.
E’ tutto a posto, vai pure, mi fa.
Torno sotto, afferro il cazzo del cavallo con le mani e prendo a segarlo con vigore. Faticoso. Continuo.
In bocca! Hai capito? Mi urla Haziz.
Si, ho capito, vaffanculo porco.
Continuo, continuo, con la faccia davanti al cazzo del cavallo, fino a quando quel cazzo mostruoso mi esplode davanti e lo sperma mi innaffia il volto.
E’ la prima volta, non immaginavo, una cosa che non si può descrivere. Appena il cavallo prende ad agitarsi scappo via, grondante di sperma. Fuggo di corsa verso il bagno. Mi chiudo dentro e ci resto per ore.
Basta, basta, dico a me stessa.
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