Ferragosto con Valter
di
Annamaria
genere
tradimenti
Vi avevo detto di quello che mi era successo il giorno precedente Ferragosto nella mia casa di montagna. Un incontro imprevisto con Valter, il giovane figlio di una coppia di amici che, non predisposto per le lunghe passeggiate in montagna, aveva preferito restare in casa per prendersi cura di me. Ricordo che stava in cucina, tutto intento a riempire la borsa del ghiaccio da mettere sulla mia caviglia infortunata, quando ci siamo incrociati.
Ci sono circostanze, che non so spiegare, in cui scatta qualcosa in me e che mi portano a provare un brivido di eccitazione che poi fatico a controllare.
E' stato così con Valter. Mi ha fatto una tenerezza immensa quando, sovreccitato e incapace di controllarsi, mi ha sborrato in bocca in modo imprevisto, dopo pochi secondi.
Il suo sguardo di smarrimento, di vergogna quasi.
E così ieri sera ho finto ancora un notevole dolore.
Ma nemmeno a pensarci che io rischi la mia caviglia per le tue escursioni del cazzo, dico aspra a mio marito che cerca di convincermi ad andare con loro il giorno dopo.
Ma è Ferragosto, Anna, stiamo insieme, anche se non puoi camminare, stai con noi, ti diverti, ti divaghi.
Senti Francesco, te lo dico per l'ennesima volta. Non rompere. Quelle vostre escursioni del cazzo non mi fanno divertire. Sono stanca, sfibrata, lasciami riposare. Fammi trascorrere un Ferragosto in pace, con me stessa, in silenzio, nel riposo. Per favore. Non mi avvilire. E tieni a posto le mani! Cazzo vuoi adesso, anche scopare?
Lo guardo quasi con esasperazione.
Ma Anna in questi giorni...
Senti, gli dico guardandolo dritto negli occhi, o la smetti o io me ne vado a dormire in cameretta. Lasciami in pace. Sono stata chiara? Fa caldo, sono dolorante, infastidita, sudata, stanca. E cazzo! Lasciami in pace!
La mattina dopo si alzano tutti di buon'ora, si preparano.
Anna, allora noi andiamo, tu sei sicura...
Non lascio finire mio marito.
Vattene, divertiti e torna il più tardi possibile, va bene?
Resto un'oretta ancora a letto.
So che Valter è in casa.
Sento armeggiare in cucina.
Scendo. Lo vedo mentre è intento a preparare qualcosa.
Ciao, gli dico rimanendo in piedi sulla porta. Che fai?
Si volta di scatto.
Annamaria! I suoi occhi parlano per lui. E' come se avesse avuto una visione.
Ho i capelli lunghi, neri, ricci, ribelli, spettinati che mi ricadono disordinatamente sulle spalle. Una canottiera bianca che mi copre a malapena i peli della fica. Niente intimo.
Sto, sto...
Stai? Gli chiedo divertita.
Sto preparando qualcosa per te. Una spremuta, una fetta di dolce, un caffè...
Tutta stà roba? Gli dico ridendo. Per chi mi hai presa?
La caviglia come va?
Vieni, guarda tu stesso, gli dico invitandolo col dito.
Si inginocchia davanti a me. Tocca la caviglia, delicatamente.
Prova anche più sù, gli dico decisa.
Le sue mani risalgono rapidamente verso la mia fica. La accarezzano, la allargano. Sento la sua lingua leccarmi.
Allargo le gambe, gli premo la testa.
Più forte, dai, leccami più forte, gli dico mentre inizio a inumidirmi.
Resta per qualche minuto a leccarmi avidamente, la lingua in profondità a impossessarsi dei miei umori.
Lo tiro a me, lo porto verso il soggiorno, sul grande divano.
Vai a prendere l'asciugamano più grande che trovi, gli dico spingendolo verso il bagno.
Lo stendo sul divano. Mi tolgo la canottiera. Mi allungo.
Allora Valter, dove eravamo rimasti? Gli chiedo guardandolo negli occhi.
Si spogli rapidamente, si stende su di me, il cazzo già duro e pronto.
Si perde tra e mie tette. Le bacia, le accarezza, le lecca, morde i capezzoli, li succhia.
Lo lascio fare. Mi piace la sua delicatezza.
Dai penetrami, fammelo sentire dentro, gli dico accarezzandogli i capelli.
Allargo le gambe. Lui si avvicina col suo cazzo in mano, lo appoggia alla mia fica. La allargo con le mani, la spingo verso di lui. Lo sento entrare, lentamente. Lo abbraccio, lo tiro a me, con forza.
Dai sbattimi, gli dico ansimando.
Valter inizia a spingere, dapprima lentamente, poi con più decisione.
Lo sento arrivare in profondità. Aumenta di velocità, inizia a fremere.
Dai non ti fermare, sborrami nella fica, dai, ti voglio nella fica, gli dico mentre mi agito e mi masturbo.
Mi sbatte con decisione. Lo sento più sicuro. Sono eccitata, fremo di passione, vengo mugolando di piacere.
All'improvviso Valter esce.
Mi afferra per la vita.
Dai girati, ti voglio inculare, mi fa quasi con violenza.
La cosa mi sorprende e mi piace, molto.
Mio giro, mi metto a quattro zampe, allargo le gambe: Dai sfondami, gli dico eccitata.
Tuffa la lingua sul mio culo. Lo lecca con forza, sento la sua lingua entrare nel buco, rovistare dentro. Sento il suo dito che lo dilata. Con le mani mi allarga il culo, il suo cazzo si appoggia, poi con la mano lo afferra e inizia a spingere con forza. Lo sento entrare.
Sii! Mi inarco, ansimo.
Lo sento spingere, entrare a fondo. Lo sento fremere di piacere.
Entra, spinge, esce, entra. Riprendo a masturbarmi. Mi piace. Sono eccitata, il culo in fiamme. Vengo ancora agitandomi e godendo come una vera porca.
Valter si trattiene in culo per un po', fermo, poi esce di nuovo.
Ti voglio guardare in faccia mentre ti sborro in bocca, ti voglio vedere! Mi dice tutto agitato.
Mi giro velocemente, spalanco la bocca.
Lui è su di me, si sega con veemenza, mi esplode il suo sperma sul viso.
I fiotti si susseguono rapidi, fino a quando esausto smette.
Allora gli afferro il cazzo, ancora duro e prendo a leccarlo. lo lecco a lungo, fino a quando comincia ad afflosciarsi. A quel punto lo bacio e me lo passo sul viso. Raccolgo lo sperma sulle guance, sulle labbra e me lo metto in bocca. Ingoio soddisfatta. Gli assesto ancora un pò di baci e di leccate, poi lo spingo via.
Ora vado in bagno a pulirmi, poi vado a letto, e ti aspetto. Intesi?
Ora sono stesa sul letto, nuda.
Sento Valter salire le scale. Si presenta con un vassoio pieno. Il caffè caldo, la spremuta, il dolce. Me lo poggia affianco.
Mi bacia. Mi metto a sedere sul letto, mentre lui mi accarezza estasiato le tette.
Bevo il caffè.
Buono! Bravo! Gli dico, mentre lui mi succhia i capezzoli.
Sono ancora qui. Stò bene. Non ho voglia di alzarmi. Valter continua a viziarmi. Non si stacca dalle mie tette e dalla mia fica. Le accarezza, le bacia, le guarda, e io lo lascio fare.
Oggi è Ferragosto, sono stanca, ho solo voglia di riposare.
Su telegram @seduzioneamaranto e su instagram @ladyam.annamaria
Le mie immagini artistiche su instagram @la.regola.del.kaos
Ci sono circostanze, che non so spiegare, in cui scatta qualcosa in me e che mi portano a provare un brivido di eccitazione che poi fatico a controllare.
E' stato così con Valter. Mi ha fatto una tenerezza immensa quando, sovreccitato e incapace di controllarsi, mi ha sborrato in bocca in modo imprevisto, dopo pochi secondi.
Il suo sguardo di smarrimento, di vergogna quasi.
E così ieri sera ho finto ancora un notevole dolore.
Ma nemmeno a pensarci che io rischi la mia caviglia per le tue escursioni del cazzo, dico aspra a mio marito che cerca di convincermi ad andare con loro il giorno dopo.
Ma è Ferragosto, Anna, stiamo insieme, anche se non puoi camminare, stai con noi, ti diverti, ti divaghi.
Senti Francesco, te lo dico per l'ennesima volta. Non rompere. Quelle vostre escursioni del cazzo non mi fanno divertire. Sono stanca, sfibrata, lasciami riposare. Fammi trascorrere un Ferragosto in pace, con me stessa, in silenzio, nel riposo. Per favore. Non mi avvilire. E tieni a posto le mani! Cazzo vuoi adesso, anche scopare?
Lo guardo quasi con esasperazione.
Ma Anna in questi giorni...
Senti, gli dico guardandolo dritto negli occhi, o la smetti o io me ne vado a dormire in cameretta. Lasciami in pace. Sono stata chiara? Fa caldo, sono dolorante, infastidita, sudata, stanca. E cazzo! Lasciami in pace!
La mattina dopo si alzano tutti di buon'ora, si preparano.
Anna, allora noi andiamo, tu sei sicura...
Non lascio finire mio marito.
Vattene, divertiti e torna il più tardi possibile, va bene?
Resto un'oretta ancora a letto.
So che Valter è in casa.
Sento armeggiare in cucina.
Scendo. Lo vedo mentre è intento a preparare qualcosa.
Ciao, gli dico rimanendo in piedi sulla porta. Che fai?
Si volta di scatto.
Annamaria! I suoi occhi parlano per lui. E' come se avesse avuto una visione.
Ho i capelli lunghi, neri, ricci, ribelli, spettinati che mi ricadono disordinatamente sulle spalle. Una canottiera bianca che mi copre a malapena i peli della fica. Niente intimo.
Sto, sto...
Stai? Gli chiedo divertita.
Sto preparando qualcosa per te. Una spremuta, una fetta di dolce, un caffè...
Tutta stà roba? Gli dico ridendo. Per chi mi hai presa?
La caviglia come va?
Vieni, guarda tu stesso, gli dico invitandolo col dito.
Si inginocchia davanti a me. Tocca la caviglia, delicatamente.
Prova anche più sù, gli dico decisa.
Le sue mani risalgono rapidamente verso la mia fica. La accarezzano, la allargano. Sento la sua lingua leccarmi.
Allargo le gambe, gli premo la testa.
Più forte, dai, leccami più forte, gli dico mentre inizio a inumidirmi.
Resta per qualche minuto a leccarmi avidamente, la lingua in profondità a impossessarsi dei miei umori.
Lo tiro a me, lo porto verso il soggiorno, sul grande divano.
Vai a prendere l'asciugamano più grande che trovi, gli dico spingendolo verso il bagno.
Lo stendo sul divano. Mi tolgo la canottiera. Mi allungo.
Allora Valter, dove eravamo rimasti? Gli chiedo guardandolo negli occhi.
Si spogli rapidamente, si stende su di me, il cazzo già duro e pronto.
Si perde tra e mie tette. Le bacia, le accarezza, le lecca, morde i capezzoli, li succhia.
Lo lascio fare. Mi piace la sua delicatezza.
Dai penetrami, fammelo sentire dentro, gli dico accarezzandogli i capelli.
Allargo le gambe. Lui si avvicina col suo cazzo in mano, lo appoggia alla mia fica. La allargo con le mani, la spingo verso di lui. Lo sento entrare, lentamente. Lo abbraccio, lo tiro a me, con forza.
Dai sbattimi, gli dico ansimando.
Valter inizia a spingere, dapprima lentamente, poi con più decisione.
Lo sento arrivare in profondità. Aumenta di velocità, inizia a fremere.
Dai non ti fermare, sborrami nella fica, dai, ti voglio nella fica, gli dico mentre mi agito e mi masturbo.
Mi sbatte con decisione. Lo sento più sicuro. Sono eccitata, fremo di passione, vengo mugolando di piacere.
All'improvviso Valter esce.
Mi afferra per la vita.
Dai girati, ti voglio inculare, mi fa quasi con violenza.
La cosa mi sorprende e mi piace, molto.
Mio giro, mi metto a quattro zampe, allargo le gambe: Dai sfondami, gli dico eccitata.
Tuffa la lingua sul mio culo. Lo lecca con forza, sento la sua lingua entrare nel buco, rovistare dentro. Sento il suo dito che lo dilata. Con le mani mi allarga il culo, il suo cazzo si appoggia, poi con la mano lo afferra e inizia a spingere con forza. Lo sento entrare.
Sii! Mi inarco, ansimo.
Lo sento spingere, entrare a fondo. Lo sento fremere di piacere.
Entra, spinge, esce, entra. Riprendo a masturbarmi. Mi piace. Sono eccitata, il culo in fiamme. Vengo ancora agitandomi e godendo come una vera porca.
Valter si trattiene in culo per un po', fermo, poi esce di nuovo.
Ti voglio guardare in faccia mentre ti sborro in bocca, ti voglio vedere! Mi dice tutto agitato.
Mi giro velocemente, spalanco la bocca.
Lui è su di me, si sega con veemenza, mi esplode il suo sperma sul viso.
I fiotti si susseguono rapidi, fino a quando esausto smette.
Allora gli afferro il cazzo, ancora duro e prendo a leccarlo. lo lecco a lungo, fino a quando comincia ad afflosciarsi. A quel punto lo bacio e me lo passo sul viso. Raccolgo lo sperma sulle guance, sulle labbra e me lo metto in bocca. Ingoio soddisfatta. Gli assesto ancora un pò di baci e di leccate, poi lo spingo via.
Ora vado in bagno a pulirmi, poi vado a letto, e ti aspetto. Intesi?
Ora sono stesa sul letto, nuda.
Sento Valter salire le scale. Si presenta con un vassoio pieno. Il caffè caldo, la spremuta, il dolce. Me lo poggia affianco.
Mi bacia. Mi metto a sedere sul letto, mentre lui mi accarezza estasiato le tette.
Bevo il caffè.
Buono! Bravo! Gli dico, mentre lui mi succhia i capezzoli.
Sono ancora qui. Stò bene. Non ho voglia di alzarmi. Valter continua a viziarmi. Non si stacca dalle mie tette e dalla mia fica. Le accarezza, le bacia, le guarda, e io lo lascio fare.
Oggi è Ferragosto, sono stanca, ho solo voglia di riposare.
Su telegram @seduzioneamaranto e su instagram @ladyam.annamaria
Le mie immagini artistiche su instagram @la.regola.del.kaos
7
voti
voti
valutazione
6.9
6.9
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Questa e' la mia vita. Quel giorno alle Eolie col figlio di mio marito
Commenti dei lettori al racconto erotico