L'amante guardone
di
Annamaria
genere
tradimenti
Ho un debole per gli imbranati. Avete presente quegli uomini molto insicuri di sè, quelli che "vorrei tanto ma non sono capace", che incespicano, che fanno cadere le cose, che urtano quello che hanno attorno perchè perdono la cognizione dello spazio. Ecco, questi mi fanno una tenerezza infinita e mi viene voglia, spesso, di regalare loro una gioia, una esperienza indimenticabile. Poi se sono anche sgraziati, con un fisico tutt'altro che attraente, bruttini, mi eccitano ancora di più. Non so dirvi con precisione quale meccanismo scatti nella mia mente perversa, stà di fatto che a volte, di fronte a uomini e ragazzi che non riescono a farsi avanti, che addirittura si nascondono, vengo presa dal desiderio di provocarli, eccitarli e poi farmi scopare da loro. Recentemente è accaduto mentre a Ferragosto ero in montagna con Valter, il giovane figlio di amici che timido, imbranato, insicuro si è totalmente dedicato a me, completamente perso nella sua passione per me. Valter mi è devoto in un modo totale senza alcuna riserva, e ho pensato bene di premiarlo. L'altro girono mi trovavo a Imperia del notaio mio amante che da tempo reclamava la mia presenza.
Ero partita da Torino di buon mattino.
Mio marito mi guarda interdetto mentre mi preparo.
Dove vai? Non mi avevi detto niente. Allora? Non mi rispondi?
Saranno pure cazzi miei? Gli rispondo senza nemmeno guardarlo.
Sono sempre tuo marito! Mi fa incazzato.
Fanculo, Francè, se non ti sta bene, vattene.
Ma...ma...sempre a fare la troia con gli altri!
E' fuori di sè.
E quando faccio la troia per te, porco, allora va bene?
Ma...ma...
Sembra un disco rotto che si è incantato.
Ma vaffanculo! Gli dico mentre prendo la mia 24 ore: E non aspettarmi.
Perchè, quando torni? Posso almeno sapere quando torni?
Quando mi va, gli dico uscendo di casa.
Raggiungo il notaio nella sua villa in collina. Smania dal desiderio di vedermi scopata. Aveva invitato per l'occasione un ricco imprenditore immobiliare con cui era in affari. Facciamo le consuete presentazioni, le solite chiacchiere.
Ah, ma lei è meravigliosa... fortunato suo marito... sarebbe un sogno godere di lei...
Si, tutto molto bello, ma veniamo alle cose interessanti: io che ci guadagno?
Mi spiegano, mi illustrano. Non male, proprio non male, ma avrò bisogno di un assistente che faccia tutto il lavoro manuale.
Ti metterò a disposizione la mia segretaria, tesoro, mi fa il mio amante.
No, quella no. Non mi soffre, si vede da un chilometro, e io non la sopporto proprio. No, c'è un ragazzo, un bravo ragazzo, riservato e lavoratore, che si stà iscrivendo a giurisprudenza: perchè non lo prendi come stagista e me lo assegni?
Ma chi sarebbe, di preciso? Mi chiede dubbioso il notaio.
Si chiama Valter, ha 19 anni. E senti, o lo prendi o non se ne fa niente, chiaro?
Si, si, ci mancherebbe tesoro, certo, domani stesso, fallo venire, sistemo tutto.
Bravo, ma che mi dicevi di questo affare allora? Chiedo mentre mi alzo.
Anche oggi fa un caldo insopportabile, vero? E mentre comincio a sbottonarmi la camicetta li guardo provocante.
Nella sala cala il silenzio, mentre io lentamente mi spoglio sotto gli sguardi eccitati del notaio e dell'imprenditore.
E tu, che fai? Non ti spogli? Chiedo all'imprenditore.
In un baleno si denuda, mi avvicino a lui, gli do le spalle, col culo vado a sollecitargli il cazzo già in erezione, mentre lui mi toglie reggiseno e slip.
Le sue mani cominciano a viaggiare sul mio corpo. Le tette, i capezzoli, la fica, il buco del culo: sento le sue dita dappertutto.
Mi inginocchio davanti a lui e prendo a fargli un pompino, dapprima lentamente, poi aumento la velocità. Inizio anche a segarlo, fino a quando lo sento rigido e vibrante, pronto.
Vado a stendermi sul grande divano, con le gambe allargate.
Dai, fammi sentire la tua lingua, porco, gli dico guardandolo,
Mi salta addosso come una furia. Mi allarga la fica con le mani, si tuffa dentro, tra i peli. Sento la sua lingua cercarmi con voracità, entrare dentro, leccare tutti i miei umori.
Dai scopami, gli dico tirandolo per i capelli.
Armeggia col suo cazzo, lo sento entrare, con decisione, inizia a sbattermi con vigore.
Mi piace, mentre mi masturbo. Lui continua a pompare con velocità crescente. Lo sento tutto dentro, lancio un urlo sommesso, vengo contorcendomi.
Dai sborrami dentro, gli dico decisa.
Lui per tutta risposta esce e mi gira.
No, voglio il tuo culo, troia, mi fa allargandomi il culo con le mani e iniziando a leccare con avidità. Allarga il buco con le dita, ci sputa dentro, lo sento appoggiare il suo cazzo e poi cominciare a spingere. Lentamente, ma con decisione. Lancio alcuni urli sommessi per il dolore. Poi lo sento dentro e prendo ad ancheggiare per il piacere. Inizia a pompare. Il mio culo si allarga e diventa rovente. Per un pò spinge con vigore, poi esce di nuovo.
Mi afferra per i capelli: apri quella bocca, puttana, mi dice mentre prende a segarsi.
Sono stesa sul divano, con la bocca spalancata, la lingua di fuori, quando vengo investita dai suoi fiotti di sborra che mi vanno sulle labbra, in bocca, sulla lingua, sul mento. Il getto è debole, per fortuna, e lo sperma non va sugli occhi. Lecco e ingoio con piacere, mentre il notaio guarda eccitato all'inverosimile.
Si alza, si avvicina a me, estrae il suo cazzo già duro, me lo mette in mano.
Prendo a segarlo. Ci vuole poco, pochi secondi e mi sborra in faccia anche lui.
Altra sborra da leccare, un altro cazzo da mettere in bocca. Ora ne ho due in mano, li lecco alternandoli, e la cosa mi fa sorridere. Me li passo sul viso per raccogliere la sborra, lecco ancora, fino a quando sono del tutto sgonfi.
A quel punto mi alzo.
Vado a prendere il telefono.
Allora lunedì presentati nello studio del notaio V..... a Imperia, si, in via ....... dico a Valter mentre con le dita raccolgo lo sperma che ho ancora sulle guance e sulle labbra.
Viene lunedì mattina, non te ne dimenticare, dico al notaio mentre vado in bagno a farmi una doccia. Quando torno parliamo un pò di affari, d'accordo?
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