Cercando di te
di
TiArVanilla
genere
masturbazione
Magari mi ripeterò rispetto ad altri racconti. O magari servirà a far avvicinare altre persone ai medesimi, meglio.
Fatto sta che mentre immaginavo cosa scrivere, ho fatto mente locale e realizzato quanto abbia già parlato di te in maniera indiretta qui dentro. Un "di te" che può anche essere riferito a più persone, e che comunque è un periodico chiodo fisso. Che va, oltretutto a pescare in un altro leit motif già trattato in queste pagine: l'ho già detto che sono un cultore della donna che si masturba, a tal punto che sono i particolari a fare la differenza?
Beh, nel caso lo dico ora, di QUEI particolari. Di un tuo video che mi aveva lasciato a metà, che era una promessa rimasta sullo schermo. E di te che forse senza saperlo avevi comunque indovinato cosa mi fa impazzire: le inquadrature giuste. Mai troppo vicine, mai troppo lontane. Insomma, vorrei proprio sapere cosa ti é saltato in mente quella volta di riprenderti a figura intera in modo che si vedessero bene anche le gambe e perfino i piedi, posizionati perfettamente verso l'occhio della videocamera.
Lo sai cosa mi hai acceso, lasciando tutto in sospeso, lo so che ne sei cosciente.
E no, il racconto è tutto tranne che uno sfogo per andare oltre al fatto che tra noi, di "sfoghi", dopo quel video non ne sono arrivati.
Stasera volevo solo riflettere su come il porno sia finto.
O almeno, quello che cerco io. Che da anni, per non dire da sempre, ho l'utopia della ricerca del video perfetto.
Che non esiste.
Perché dovrebbe innanzitutto essere rubato e allo stesso tempo consenziente. Perché dovrebbe inquadrare una donna che si masturba e guarda lo schermo, come se ci fosse un uomo che la guarda dall'altra parte, e contemporaneamente sentirsi libera nell'essere da sola.
Così, un racconto che potrebbe essere una dedica, arranca in una serie di considerazioni che lo potrebbero spostare da un secondo all'altro dalla categoria "masturbazione" a quella "comici".
Perché uno vorrebbe soltanto cercare in santa pace qualcosa che più lo rappresenti, e si ritrova a mentalizzare tutto: possibile che tra miliardi di possibilità, la ricerca "masturbating" non porti a nulla di vero o quantomeno di verosimile?
Tra donne palesemente finte, teaser di OF (grazie, ma pagare per dell'autoerotismo it's not my cup of tea), e soprattutto riprese in movimento, mi sa che qui, come ebbi a dire a mio tempo, "anche oggi ci si spugnetta domani". Chi cappero c'è dietro che muove l'inquadratura, si può sapere? Eppure l'avevo appena specificato nel raffinare la ricerca: "masturbating at home alone". Macché. Tra l'altro è già passata una ventina di minuti e sto guardando anteprime senza mai trovare nulla che mi stimoli davvero, probabile che i vicini, da quante volte hanno sentito partire a volume tremila il cazzo di spot di Winnita Casinò che non si può skippare penseranno che sia un giocatore compulsivo. In più la scoperta che ormai l'intera nostra eccitazione sia relegata a un fenomeno algoritmo è inquietante: se clicchi un qualsiasi video, i suggeriti sono del tutto identici, senza varianti. Vedi una donna asiatica che ha fatto un lieve primo piano sul piede e che ha intorno ai 20 anni? Ti arriveranno SOLO suggerimenti di ragazzine asiatiche che inquadrano i piedi in quella posizione.
E se io voglio cercare tracce di te, o meglio, di una persona che quantomeno ti somigli e mi riaccebda qualcosa di paragonabile al tuo video lasciato a metà, mi sa che devo cambiare velocemente target di ricerca.
Però, che palla, anche "milf masturbating" è un terno al lotto, che va bene donna decisamente più adulta, ma arrivare a non districare più i video di granny che potrebbero essere tua madre, anche no.
Perché deve essere tutto così complicato?
Io volevo solo ritrovarti. E stasera l'algoritmo delle scelte secondarie mi perdonerà la questione di tigna: se dopo un'ora di scroll non c'è segno di erezione va bè, ci può anche stare che non sia serata.
Però se ti ritrovi da diversi minuti con il duello, quel barzotto che è una via di mezzo tra il vorrei e il "mica posso dedicare una pappa alla prima che trovo per disperazione", lì no, lì viene fuori il Capricorno ostinato.
Quello che ti vuole ritrovare per forza, prendere a sassate tutti i video fake di X-Hamster ancora in volo. Li farò cadere ad uno ad uno, spezzerò le ali dell'algoritmo, e ti avrò vicino (sul mio schermo, intendo).
In fondo, mica è difficile, basta solo visualizzare (va bè, insomma, un pochino difficile lo è, sul tema "legge di attrazione?" ho già disquisito ampiamente in un altro racconto qui). Una persona più simile a te. Una persona più simile a me.
Una persona che si tocca solo per il piacere di farlo e non per i soldi che guadagnerà dal suo show.
E la costanza, dopo poco, viene premiata.
Sei quasi tu, i capelli un po' più d'argento li colora. Rischio di impazzire, può spezzarsi il... ok, ok, giusto, avevo un obiettivo, non perdiamoci nei meandri delle citazioni di Sanremo che se no mi distraggo di nuovo.
Sei quasi tu, comunque. Ti muovi come mi ricordavo e come vorrei che avessi proseguito. Ti mordi le labbra.
(e guarda in quella cazzo di camera, ogni tanto!).
Sei tu, o sei quasi tu, quel quasi che però per stasera rafforza l'idea che la tigna alle lunghe funziona.
Comincio a immaginare che siamo davvero noi, che abbiamo ripreso il nostro rendez-vous virtuale. Quello che ci meritavamo. Che mi meritavo, soprattutto ora che finalmente ho l'uccello duro e ho voglia di guardarti. Di immaginare che sei davvero tu, in diretta, che ti stai toccando, che ti stai sgrillettando la fica e il clitoride.
Quasi quasi ora vorrei mettere in pausa il video, o tornare indietro giusto quel poco che faccia durare di più la tua eccitazione. Il tuo sguardo, le tue labbra che mordi dicendo sottovoce il mio nome (va bene, il video è in tedesco, non sottilizziamo proprio ora). Ho voglia di continuare, di smanettarmi di fronte a tè. Dal contatore che mi separa dalla fine del video so che presumibilmente tra circa 40 secondi avrai un organo. E anche io, dopo tutto questo penare, sto per esplodere insieme a te.
Non resisto.
Schizzo in maniera oscena, emetto un gemito e ti vedo che le tue dita nella fica hanno raggiunto un risultato analogo.
Avevo bisogno di una sborrata liberatoria, e di viverla "con te".
Ho ancora i brividi, e anche le gambe un tantino anchliosate. Questo fiotto di sborra me l'hai fatto sudare.
Ma ne è valsa la pena: algoritmo disperato vs. fantasie specifiche 1-0.
Certo che però, vedere a che ora ho finito la ricerca... più che "Perdere l'amore", direi "Perdere due ore". Maledetta sera.
Fatto sta che mentre immaginavo cosa scrivere, ho fatto mente locale e realizzato quanto abbia già parlato di te in maniera indiretta qui dentro. Un "di te" che può anche essere riferito a più persone, e che comunque è un periodico chiodo fisso. Che va, oltretutto a pescare in un altro leit motif già trattato in queste pagine: l'ho già detto che sono un cultore della donna che si masturba, a tal punto che sono i particolari a fare la differenza?
Beh, nel caso lo dico ora, di QUEI particolari. Di un tuo video che mi aveva lasciato a metà, che era una promessa rimasta sullo schermo. E di te che forse senza saperlo avevi comunque indovinato cosa mi fa impazzire: le inquadrature giuste. Mai troppo vicine, mai troppo lontane. Insomma, vorrei proprio sapere cosa ti é saltato in mente quella volta di riprenderti a figura intera in modo che si vedessero bene anche le gambe e perfino i piedi, posizionati perfettamente verso l'occhio della videocamera.
Lo sai cosa mi hai acceso, lasciando tutto in sospeso, lo so che ne sei cosciente.
E no, il racconto è tutto tranne che uno sfogo per andare oltre al fatto che tra noi, di "sfoghi", dopo quel video non ne sono arrivati.
Stasera volevo solo riflettere su come il porno sia finto.
O almeno, quello che cerco io. Che da anni, per non dire da sempre, ho l'utopia della ricerca del video perfetto.
Che non esiste.
Perché dovrebbe innanzitutto essere rubato e allo stesso tempo consenziente. Perché dovrebbe inquadrare una donna che si masturba e guarda lo schermo, come se ci fosse un uomo che la guarda dall'altra parte, e contemporaneamente sentirsi libera nell'essere da sola.
Così, un racconto che potrebbe essere una dedica, arranca in una serie di considerazioni che lo potrebbero spostare da un secondo all'altro dalla categoria "masturbazione" a quella "comici".
Perché uno vorrebbe soltanto cercare in santa pace qualcosa che più lo rappresenti, e si ritrova a mentalizzare tutto: possibile che tra miliardi di possibilità, la ricerca "masturbating" non porti a nulla di vero o quantomeno di verosimile?
Tra donne palesemente finte, teaser di OF (grazie, ma pagare per dell'autoerotismo it's not my cup of tea), e soprattutto riprese in movimento, mi sa che qui, come ebbi a dire a mio tempo, "anche oggi ci si spugnetta domani". Chi cappero c'è dietro che muove l'inquadratura, si può sapere? Eppure l'avevo appena specificato nel raffinare la ricerca: "masturbating at home alone". Macché. Tra l'altro è già passata una ventina di minuti e sto guardando anteprime senza mai trovare nulla che mi stimoli davvero, probabile che i vicini, da quante volte hanno sentito partire a volume tremila il cazzo di spot di Winnita Casinò che non si può skippare penseranno che sia un giocatore compulsivo. In più la scoperta che ormai l'intera nostra eccitazione sia relegata a un fenomeno algoritmo è inquietante: se clicchi un qualsiasi video, i suggeriti sono del tutto identici, senza varianti. Vedi una donna asiatica che ha fatto un lieve primo piano sul piede e che ha intorno ai 20 anni? Ti arriveranno SOLO suggerimenti di ragazzine asiatiche che inquadrano i piedi in quella posizione.
E se io voglio cercare tracce di te, o meglio, di una persona che quantomeno ti somigli e mi riaccebda qualcosa di paragonabile al tuo video lasciato a metà, mi sa che devo cambiare velocemente target di ricerca.
Però, che palla, anche "milf masturbating" è un terno al lotto, che va bene donna decisamente più adulta, ma arrivare a non districare più i video di granny che potrebbero essere tua madre, anche no.
Perché deve essere tutto così complicato?
Io volevo solo ritrovarti. E stasera l'algoritmo delle scelte secondarie mi perdonerà la questione di tigna: se dopo un'ora di scroll non c'è segno di erezione va bè, ci può anche stare che non sia serata.
Però se ti ritrovi da diversi minuti con il duello, quel barzotto che è una via di mezzo tra il vorrei e il "mica posso dedicare una pappa alla prima che trovo per disperazione", lì no, lì viene fuori il Capricorno ostinato.
Quello che ti vuole ritrovare per forza, prendere a sassate tutti i video fake di X-Hamster ancora in volo. Li farò cadere ad uno ad uno, spezzerò le ali dell'algoritmo, e ti avrò vicino (sul mio schermo, intendo).
In fondo, mica è difficile, basta solo visualizzare (va bè, insomma, un pochino difficile lo è, sul tema "legge di attrazione?" ho già disquisito ampiamente in un altro racconto qui). Una persona più simile a te. Una persona più simile a me.
Una persona che si tocca solo per il piacere di farlo e non per i soldi che guadagnerà dal suo show.
E la costanza, dopo poco, viene premiata.
Sei quasi tu, i capelli un po' più d'argento li colora. Rischio di impazzire, può spezzarsi il... ok, ok, giusto, avevo un obiettivo, non perdiamoci nei meandri delle citazioni di Sanremo che se no mi distraggo di nuovo.
Sei quasi tu, comunque. Ti muovi come mi ricordavo e come vorrei che avessi proseguito. Ti mordi le labbra.
(e guarda in quella cazzo di camera, ogni tanto!).
Sei tu, o sei quasi tu, quel quasi che però per stasera rafforza l'idea che la tigna alle lunghe funziona.
Comincio a immaginare che siamo davvero noi, che abbiamo ripreso il nostro rendez-vous virtuale. Quello che ci meritavamo. Che mi meritavo, soprattutto ora che finalmente ho l'uccello duro e ho voglia di guardarti. Di immaginare che sei davvero tu, in diretta, che ti stai toccando, che ti stai sgrillettando la fica e il clitoride.
Quasi quasi ora vorrei mettere in pausa il video, o tornare indietro giusto quel poco che faccia durare di più la tua eccitazione. Il tuo sguardo, le tue labbra che mordi dicendo sottovoce il mio nome (va bene, il video è in tedesco, non sottilizziamo proprio ora). Ho voglia di continuare, di smanettarmi di fronte a tè. Dal contatore che mi separa dalla fine del video so che presumibilmente tra circa 40 secondi avrai un organo. E anche io, dopo tutto questo penare, sto per esplodere insieme a te.
Non resisto.
Schizzo in maniera oscena, emetto un gemito e ti vedo che le tue dita nella fica hanno raggiunto un risultato analogo.
Avevo bisogno di una sborrata liberatoria, e di viverla "con te".
Ho ancora i brividi, e anche le gambe un tantino anchliosate. Questo fiotto di sborra me l'hai fatto sudare.
Ma ne è valsa la pena: algoritmo disperato vs. fantasie specifiche 1-0.
Certo che però, vedere a che ora ho finito la ricerca... più che "Perdere l'amore", direi "Perdere due ore". Maledetta sera.
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