Per non farsi pignorare la casa
di
Amico Segreto
genere
etero
Mi chiamo Massimiliano, per gli amici Max, ho 46 anni, separato con un figlio, ho un calzificio ereditato da mio padre.
Sono sempre stato attratto dalle donne e dopo i 30 anni non mi sono certo mancate, naturalmente aiuta molto saper parlare, una certa cultura, ma soprattutto tempo e soldi.
In azienda quando c’era mio padre, c’erano 42 dipendenti, in larghissima maggioranza donne, oggi siamo solo in 15, io, 3 in amministrazione, 2 al commerciale, 8 operaie che turnano settimanalmente su due turni giornalieri, mattina o pomeriggio.
Siamo solo tre uomini, io il ragionere di mio padre, oggi 67enne che viene ancora a darci una mano ed ha gestito il difficile passaggio generazionale alla prematura scomparsa del fondatore e mio capofamiglia per Covid a soli 62 anni, ormai sei anni fa.
L’altro Robertino, è il commerciale estero, mio coetaneo sposato ad un uomo, che conosco, da diversi anni.
Mio padre, i primi anni in azienda, mi diceva: “che i dipendenti hanno bisogno di bastone e carota, le dipendenti uguale, ma il bastone non deve essere il tuo”.
Della sua segretaria, Agata, felicemente sposata, un po’ in carne, non più giovanissima, che ho saputo solo pochi anni fa, gli faceva ottimi pompini, mi diceva sempre: “guardare, ma non toccare”.
Ripensadoci avevano veramente un bel rapporto, lei pendeva dalle sue labbra, era una fedelissima, penso che sotto sotto ne fosse profondamente innamorata.
Una volta mi disse: “Quando il tu babbo entra in una stanza accende la luce”.
Anch’io sono molto solare, regalo sorrisi e cerco di non arrabbiarmi mai, sono molto migliorato in confronto ad un decennio fa quando ero scapestrato, stronzo e rissoso.
Mi ritrovo nelle parole di Ligabue, nasci da incendiario e poi muori da pompiere.
Come vi dicevo adesso ho messo la testa a posto, con le responsabilità in azienda, la famiglia, l’età che sale, ma da ragazzo ho perso la verginità con la Marisa, la nave scuola del calzificio negli anni ’90.
Non mi sono mai vantato o fatto vedere con le conquiste interne, anche perchè mio padre si sarebbe incazzato di brutto, io dovevo dare l’esempio.
Ho un debole per una trentacinquenne di origine albanese, con due occhi meravigliosi, con cui mi sono trattenuto, se non erro 3 volte in 7 anni che lavora da noi. Di cui due solo pompino e ditalino, infatti da quando l’ho scopata mi ha detto che era la prima e l’ultima volta, che non vuole fare le corna al marito muratore, perchè dice lei, non le merita.
Mentre la mia segretaria, Giovanna, promossa quando Agata ha preferito licenziarsi perchè ormai senza stimoli senza mio padre, prima lavorava in amministrazione, mi ha sempre mangiato con gli occhi, falsamente timida, oggi ha 41 anni e lavora da noi da subito dopo la laurea.
Forse proprio per le sue attenzioni non avevo mai ceduto alla tentazione, fino a che una sera che rimasti soli ha trovato il coraggio di affrontarmi.
“Max ho la fila di uomini che mi vorrebbero, non credo di essere un cesso, perchè mi tratti così?” Scoppiando a piangere, “non mi consideri, non mi guardi neanche, potresti avere tutto quello che vuoi e vai a cercare chi è sposata o chi non ti considera e ti prende per il culo, vantandosi poi che ti tiene al guinzaglio”
Gli misi la lingua in bocca e iniziai a spogliarla non staccandogli le labbra dalla bocca, la misi a pecora sulla scrivania e la montai in maniera animalesca, dandogli botte di cazzo, godeva e piangeva.
Dopo quella volta gli dissi che se lei si fosse fatta una vita, ogni tanto ci potevamo divertire insieme, ma se lei continuava a desiderami in esclusiva questo non sarebbe stato mai possibile.
Ma non mollò la presa, una sera mi scrisse un biglietto, con scritto: “so che sei un maiale e che il mio regalo di compleanno ti piacerà, forse ho trovato un bravo ragazzo da sposare, prima vorrei regalarti la mia ultima verginità, devi promettere che sarai delicato e che se te lo chiedo smetterai”.........
Una sera, molto su di giri, all’addio al celibato di un amico, gli chiesi se era sola a casa, a quel tempo era fidanzata con il bravo ragazzo, gli chiesi se voleva fare una pazzia, saremmo passati in tre, ma gli altri due sarebbero stati il nostro pubblico.
Mi ricordo che tremando mi chiese: “vorresti scoparmi davanti a due guardoni? In casa mia per giunta?”
Mi ci volle un po’ a convincerla, ma tra noi c’era della chimica, a letto lei mi faceva godere tantissimo e io a lei, il lunedì dopo al lavoro, mi disse: “che avevo esagerato gli avevo fatto fare una porcata che lei non era pronta a digerire, che mi dovevo scordare la sua fica e il suo culo”, da quel giorno infatti mi fece solo pompini.
Pochi mesi fa, chiede un colloquio privato con me una neo assunta, nipote di ex dipendente che era andata in pensione pochi anni fa, Juliana con mamma rumena e padre italiano, 33 anni, bel seno sempre molto in mostra, labbroni molto provocanti, e quel sorriso di chi sa che gli uomini farebbero carte false per andarci a letto.
Aveva avuto un litigio con una collega, una delle cose che non tollero, voglio un ambiente di lavoro sereno dove tutti collaborano e si aiutano, immaginavo che fosse per quello.
Invece arrivò molto mesta, perchè rischiava di vedersi pignorata la casa dove abitava con i genitori, e le due sorelline, il fratello, unico maschio invece era a lavorare in UK, i creditori erano i capi di suo Padre.
Mi chiese di aiutarla, perchè secondo lei, avevano aiutato il Padre solo allo scopo di possedere lei, temeva che la volessero far prostituire.
Avrei dovuto comprare la loro casa, e fargli un rent to buy, come sapeva che avevo fatto in altre occasioni.
Lucrare sulle disgrazie altri è una delle cose più schifose, incaricai il mio agente immobiliare per fare una valutazione.
L’operazione stava in piedi e gli feci il favore coprendo solo le spese, ma il bello doveva ancora venire.
Juliana mi aveva fatto capire che ci sarebbe stato un incentivo, rimase sorpresa della mia volontà a non guadagnarci niente ne economicamente ne sessualmente.
Una mattina mi si presenta alle 7:00 un’ora e mezza prima del turno di lavoro, conoscendo le mie abitudini, dicendomi che mi voleva ringraziare, aveva un brunello di Montalcino e un sorriso contagioso.
Il pompino che ne seguì lo ricordo ancora oggi come uno dei migliori mai ricevuti, le sue labbra carnose, la quarta di seno, alle mie timide proteste, mi buttò sul divano e iniziò la sua opera d’arte.
Mi spogliò mentre succhiava, poi si tolse maglietta e reggiseno, lei nuda sopra ed io sotto, leccava le palle, e poi tutta l’asta guardandomi negli occhi, appena mi vedeva in difficoltà, sospendeva carezzandomi.
Quando mi disse: “tu non sai quanto vale per me e la mia famiglia quello che hai fatto, qualsiasi cosa tu avessi bisogno noi sei per te ci saremo sempre” “voglio che ti ricordi questo pompino, voglio darti piacere con tutta me stessa”.
Mi ha negato l’orgasmo diverse volte, solo per renderlo più desiderato, più potente, più abbondante, più lungo, tenendolo bene in bocca al caldo da espertissima bocchinara, voleva farmi godere, caspita se c’è riuscita!
Mi ricordo che gli dissi: “Juliana, se sapevo che facevi questi pompini te l’avrei chiesto prima” e lei con un sorriso a trentadue denti ed ancora a seno nudo, con i capezzoli sparati: “Ogni volta che avrai voglia, basta che me lo dici, hai veramente un bel cazzo da ciucciare”.
La mia segretaria Giovanna, non la può vedere, in primis perchè ha una seconda scarsa, le labbra sottili, ma soprattutto perchè vorrebbe essere al suo posto, quando Juliana entra un’ora prima, mi trova super rilassato e sorridente.
Sono sempre stato attratto dalle donne e dopo i 30 anni non mi sono certo mancate, naturalmente aiuta molto saper parlare, una certa cultura, ma soprattutto tempo e soldi.
In azienda quando c’era mio padre, c’erano 42 dipendenti, in larghissima maggioranza donne, oggi siamo solo in 15, io, 3 in amministrazione, 2 al commerciale, 8 operaie che turnano settimanalmente su due turni giornalieri, mattina o pomeriggio.
Siamo solo tre uomini, io il ragionere di mio padre, oggi 67enne che viene ancora a darci una mano ed ha gestito il difficile passaggio generazionale alla prematura scomparsa del fondatore e mio capofamiglia per Covid a soli 62 anni, ormai sei anni fa.
L’altro Robertino, è il commerciale estero, mio coetaneo sposato ad un uomo, che conosco, da diversi anni.
Mio padre, i primi anni in azienda, mi diceva: “che i dipendenti hanno bisogno di bastone e carota, le dipendenti uguale, ma il bastone non deve essere il tuo”.
Della sua segretaria, Agata, felicemente sposata, un po’ in carne, non più giovanissima, che ho saputo solo pochi anni fa, gli faceva ottimi pompini, mi diceva sempre: “guardare, ma non toccare”.
Ripensadoci avevano veramente un bel rapporto, lei pendeva dalle sue labbra, era una fedelissima, penso che sotto sotto ne fosse profondamente innamorata.
Una volta mi disse: “Quando il tu babbo entra in una stanza accende la luce”.
Anch’io sono molto solare, regalo sorrisi e cerco di non arrabbiarmi mai, sono molto migliorato in confronto ad un decennio fa quando ero scapestrato, stronzo e rissoso.
Mi ritrovo nelle parole di Ligabue, nasci da incendiario e poi muori da pompiere.
Come vi dicevo adesso ho messo la testa a posto, con le responsabilità in azienda, la famiglia, l’età che sale, ma da ragazzo ho perso la verginità con la Marisa, la nave scuola del calzificio negli anni ’90.
Non mi sono mai vantato o fatto vedere con le conquiste interne, anche perchè mio padre si sarebbe incazzato di brutto, io dovevo dare l’esempio.
Ho un debole per una trentacinquenne di origine albanese, con due occhi meravigliosi, con cui mi sono trattenuto, se non erro 3 volte in 7 anni che lavora da noi. Di cui due solo pompino e ditalino, infatti da quando l’ho scopata mi ha detto che era la prima e l’ultima volta, che non vuole fare le corna al marito muratore, perchè dice lei, non le merita.
Mentre la mia segretaria, Giovanna, promossa quando Agata ha preferito licenziarsi perchè ormai senza stimoli senza mio padre, prima lavorava in amministrazione, mi ha sempre mangiato con gli occhi, falsamente timida, oggi ha 41 anni e lavora da noi da subito dopo la laurea.
Forse proprio per le sue attenzioni non avevo mai ceduto alla tentazione, fino a che una sera che rimasti soli ha trovato il coraggio di affrontarmi.
“Max ho la fila di uomini che mi vorrebbero, non credo di essere un cesso, perchè mi tratti così?” Scoppiando a piangere, “non mi consideri, non mi guardi neanche, potresti avere tutto quello che vuoi e vai a cercare chi è sposata o chi non ti considera e ti prende per il culo, vantandosi poi che ti tiene al guinzaglio”
Gli misi la lingua in bocca e iniziai a spogliarla non staccandogli le labbra dalla bocca, la misi a pecora sulla scrivania e la montai in maniera animalesca, dandogli botte di cazzo, godeva e piangeva.
Dopo quella volta gli dissi che se lei si fosse fatta una vita, ogni tanto ci potevamo divertire insieme, ma se lei continuava a desiderami in esclusiva questo non sarebbe stato mai possibile.
Ma non mollò la presa, una sera mi scrisse un biglietto, con scritto: “so che sei un maiale e che il mio regalo di compleanno ti piacerà, forse ho trovato un bravo ragazzo da sposare, prima vorrei regalarti la mia ultima verginità, devi promettere che sarai delicato e che se te lo chiedo smetterai”.........
Una sera, molto su di giri, all’addio al celibato di un amico, gli chiesi se era sola a casa, a quel tempo era fidanzata con il bravo ragazzo, gli chiesi se voleva fare una pazzia, saremmo passati in tre, ma gli altri due sarebbero stati il nostro pubblico.
Mi ricordo che tremando mi chiese: “vorresti scoparmi davanti a due guardoni? In casa mia per giunta?”
Mi ci volle un po’ a convincerla, ma tra noi c’era della chimica, a letto lei mi faceva godere tantissimo e io a lei, il lunedì dopo al lavoro, mi disse: “che avevo esagerato gli avevo fatto fare una porcata che lei non era pronta a digerire, che mi dovevo scordare la sua fica e il suo culo”, da quel giorno infatti mi fece solo pompini.
Pochi mesi fa, chiede un colloquio privato con me una neo assunta, nipote di ex dipendente che era andata in pensione pochi anni fa, Juliana con mamma rumena e padre italiano, 33 anni, bel seno sempre molto in mostra, labbroni molto provocanti, e quel sorriso di chi sa che gli uomini farebbero carte false per andarci a letto.
Aveva avuto un litigio con una collega, una delle cose che non tollero, voglio un ambiente di lavoro sereno dove tutti collaborano e si aiutano, immaginavo che fosse per quello.
Invece arrivò molto mesta, perchè rischiava di vedersi pignorata la casa dove abitava con i genitori, e le due sorelline, il fratello, unico maschio invece era a lavorare in UK, i creditori erano i capi di suo Padre.
Mi chiese di aiutarla, perchè secondo lei, avevano aiutato il Padre solo allo scopo di possedere lei, temeva che la volessero far prostituire.
Avrei dovuto comprare la loro casa, e fargli un rent to buy, come sapeva che avevo fatto in altre occasioni.
Lucrare sulle disgrazie altri è una delle cose più schifose, incaricai il mio agente immobiliare per fare una valutazione.
L’operazione stava in piedi e gli feci il favore coprendo solo le spese, ma il bello doveva ancora venire.
Juliana mi aveva fatto capire che ci sarebbe stato un incentivo, rimase sorpresa della mia volontà a non guadagnarci niente ne economicamente ne sessualmente.
Una mattina mi si presenta alle 7:00 un’ora e mezza prima del turno di lavoro, conoscendo le mie abitudini, dicendomi che mi voleva ringraziare, aveva un brunello di Montalcino e un sorriso contagioso.
Il pompino che ne seguì lo ricordo ancora oggi come uno dei migliori mai ricevuti, le sue labbra carnose, la quarta di seno, alle mie timide proteste, mi buttò sul divano e iniziò la sua opera d’arte.
Mi spogliò mentre succhiava, poi si tolse maglietta e reggiseno, lei nuda sopra ed io sotto, leccava le palle, e poi tutta l’asta guardandomi negli occhi, appena mi vedeva in difficoltà, sospendeva carezzandomi.
Quando mi disse: “tu non sai quanto vale per me e la mia famiglia quello che hai fatto, qualsiasi cosa tu avessi bisogno noi sei per te ci saremo sempre” “voglio che ti ricordi questo pompino, voglio darti piacere con tutta me stessa”.
Mi ha negato l’orgasmo diverse volte, solo per renderlo più desiderato, più potente, più abbondante, più lungo, tenendolo bene in bocca al caldo da espertissima bocchinara, voleva farmi godere, caspita se c’è riuscita!
Mi ricordo che gli dissi: “Juliana, se sapevo che facevi questi pompini te l’avrei chiesto prima” e lei con un sorriso a trentadue denti ed ancora a seno nudo, con i capezzoli sparati: “Ogni volta che avrai voglia, basta che me lo dici, hai veramente un bel cazzo da ciucciare”.
La mia segretaria Giovanna, non la può vedere, in primis perchè ha una seconda scarsa, le labbra sottili, ma soprattutto perchè vorrebbe essere al suo posto, quando Juliana entra un’ora prima, mi trova super rilassato e sorridente.
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