Raffaella trans 35 anni

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confessioni

Mi chiamo Raffaella, ho 35 anni e sono una donna trans. Non sono sempre stata così. Sono nata in un corpo che non sentivo mio e questa sensazione me la porto dietro fin da quando ero piccola. All'inizio non riuscivo nemmeno a spiegarla, sapevo solo che qualcosa non tornava. Crescendo mi rendevo conto che mi sentivo molto più a mio agio con tutto ciò che veniva considerato femminile e, già durante gli anni del liceo, avevo un fisico e dei lineamenti abbastanza delicati, più femminili rispetto a molti miei coetanei. Più passava il tempo e più capivo che quella non era una fase, ma semplicemente quello che ero.
È stato proprio al liceo che ho deciso che, un giorno, avrei iniziato il percorso di transizione. Non è stata una scelta presa da un giorno all'altro. Ci ho pensato a lungo, cercando di capire se fosse davvero quello che volevo. Alla fine ho capito che non aveva più senso continuare a vivere una vita che non mi apparteneva. Così ho iniziato la transizione.
Con il tempo ho deciso di fare anche alcuni interventi di chirurgia estetica. Non perché qualcuno me lo imponesse, ma perché volevo guardarmi allo specchio e riconoscermi davvero. Mi sono rifatta il seno, il naso, le labbra e ho fatto altri ritocchi al viso. Mi piace avere un aspetto molto femminile e vistoso. Non ho mai cercato di sembrare naturale a tutti i costi, perché semplicemente non è quello che desideravo. Mi piacciono il trucco marcato, le unghie lunghe, i capelli sempre in ordine, i tacchi alti e i vestiti aderenti.
Ovviamente i giudizi non sono mancati. C'è chi mi ha detto che stavo rovinando il mio corpo, chi mi ha dato della finta e chi era convinto di sapere cosa fosse meglio per me. Poi ho capito che, qualunque scelta avessi fatto, qualcuno avrebbe comunque trovato qualcosa da criticare.
Oggi, quando cammino per strada, mi accorgo che molte persone si girano a guardarmi. Alcuni per curiosità, altri perché mi trovano bella, altri ancora perché capiscono subito che sono una donna trans. Ormai ci sono abituata. Essere osservata non mi spaventa più. Dopo tutti questi anni posso dire con certezza che diventare Raffaella è stata la decisione più importante della mia vita, perché tutto quello che è successo dopo, nel bene e nel male, è iniziato da lì.


Faccio l'escort da qualche anno e posso dire che mi piace davvero. So che per molte persone è difficile capirlo, ma è così. Non lo vivo come qualcosa di cui vergognarmi, è semplicemente il mio lavoro.
Le mie giornate hanno orari diversi da quelli della maggior parte delle persone. Di solito mi sveglio verso le undici, faccio colazione con calma, vado in palestra oppure faccio qualche commissione. Nel pomeriggio rispondo ai messaggi, organizzo gli appuntamenti e preparo la serata. Verso le otto inizio a truccarmi, a sistemare i capelli e a scegliere cosa indossare. Mi piace essere sempre in ordine e curare ogni dettaglio.
Normalmente inizio a lavorare intorno alle nove di sera e posso finire all'una, alle due o anche alle quattro del mattino, soprattutto nel fine settimana. Ci sono serate molto tranquille e altre in cui gli appuntamenti sono uno dietro l'altro. Quando torno a casa sono stanca, ma è una stanchezza che fa parte del lavoro.
Le ferie ne faccio davvero poche. Ogni tanto mi concedo qualche giorno per staccare, ma non sono una persona che riesce a stare ferma a lungo. Mi piace quello che faccio e mi piace la routine che mi sono costruita.
Una cosa l'ho capita quasi subito: nella maggior parte dei casi io sono uno sfogo. So benissimo che molti clienti mi cercano per vivere una fantasia che nella loro vita quotidiana non riescono o non vogliono vivere. Per alcuni rappresento una trasgressione, per altri una perversione che preferiscono tenere nascosta. È una cosa di cui sono perfettamente consapevole.
La verità è che non mi dispiace affatto. Anzi, sapere che per quella mezz'ora o per quell'ora posso essere il momento in cui una persona si sente libera di vivere un desiderio mi fa anche piacere. Non mi interessa giudicare nessuno. Ognuno ha i propri motivi e le proprie fantasie, e io non mi sento nella posizione di dire cosa sia giusto o sbagliato.
Ogni sera è diversa dalla precedente e proprio questo è uno degli aspetti che preferisco del mio lavoro. Non sai mai chi incontrerai, come andrà una conversazione o quale storia ascolterai. È un lavoro che richiede tanta discrezione, molta pazienza e la capacità di mettere le persone a proprio agio. Per me è diventata la normalità e, dopo tutti questi anni, non mi immagino a fare qualcosa di diverso.


In questi anni di lavoro ho conosciuto persone di ogni tipo. Una delle cose che mi ha sempre colpito è vedere quanto siano diverse le persone che arrivano da me. Spesso si pensa di avere un'idea precisa di chi possa essere un mio cliente, ma la realtà è molto più varia.
Ho incontrato uomini che fanno lavori completamente diversi tra loro. Operai, muratori, artigiani, camionisti, impiegati, commercianti, professionisti con una carriera importante, imprenditori e persone con ruoli che richiedono molta responsabilità. Ci sono state anche persone conosciute nel proprio ambiente o con una certa notorietà.
A volte mi capita di vedere arrivare una persona con un aspetto molto semplice, magari ancora con i vestiti da lavoro, e altre volte qualcuno molto elegante, abituato a frequentare ambienti importanti. Ma quando si entra nella mia stanza queste differenze contano poco. Lo stipendio, il lavoro che fanno o il ruolo che hanno nella società rimangono fuori.
Ho conosciuto persone di estrazioni sociali molto diverse tra loro. Alcuni hanno una vita molto agiata, altri fanno sacrifici ogni giorno. Alcuni sono molto sicuri di sé nella vita di tutti i giorni, altri invece arrivano con molta timidezza e con il bisogno di sentirsi accettati.
La cosa che accomuna quasi tutti è che, per quel momento, vogliono sentirsi liberi di essere se stessi senza essere visti.
Ovviamente non racconterò mai nomi, professioni troppo specifiche o dettagli che possano far riconoscere qualcuno. La privacy dei miei clienti viene prima di tutto.
Però, con il tempo, ho accumulato tantissime esperienze e tante situazioni diverse. Alcune sono curiose, alcune divertenti, altre più particolari.Se vi interessa magari racconterò qualcuna di queste storie, sempre mantenendo completamente anonime le persone coinvolte.
scritto il
2026-07-18
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