Ho condotto una vita da porco 12
di
Agostino
genere
confessioni
La dipartita della mia ragazza mi portò dentro una rabbia contro il mondo,verso tutti tanto da avere una tal cattiveria da non sapermi controllare,un mattino nel giro del mio lavoro in un negozio vidi una ragazza stupenda avrà avuto si e no 20 anni,già dai lunghi capelli mi sentii attratto inoltre fisicamente non magra,poi forse conoscente del negozio capii in quei giorni era sola in casa, non era da me ma quel giorno uscita dal negozio seguivo la ragazza individuavo la sua abitazione e guardacaso fuori in un cortile vi era una scala a pioli che poggiava proprio al balcone della casa di questa ragazza che vidi affacciarsi.
Quella sera uscivo dicendo a mamma che andavo da amici invece verso le 11 00 di notte mi recavo presso quel palazzo parcheggiata la macchina un deserto in strada pareva tutto combinato a mio favore, la scala a pioli era ancora ben poggiata al balcone,pochi lampioni che facevano un fioca luce salii in quella scala arrivando sul balcone dove c'era una finestra,persiana alla veneziana di quelle che si tirano su e giù la cosa strana fu che internamente era aperto e dava nella cucina aveva la luce accesa ma dopo poco venne spenta.
Senza far troppo rumore la veneziana si sollevava facilmente ed entravo dentro quella casa furtivamente come un ladro,le porte delle stanze aperte ora riflettendo quella ragazza forze stava aspettando qualcuno che salisse da lei come feci io,intuivo la camera da letto ed entrato nel semibuio vidi la ragazza ma anche lei mi vide,stava per alzarsi quando io gettatomi su di lei =zitta= dissi e con la dovuta forza le toglievo la camicia da notte, sotto tutta nuda ed intimorita =non farmi male= disse ed io =basta che allarghi le cosce senza fare storie= risposi poco dopo sopra e dentro di lei che la scopavo attaccato con la bocca hai suoi capezzoli inerte ed allargata lei dopo un po di quel mio movimento la sentivo far andare su giù il bacino era partecipe al rapporto al punto da sentirla poi godere =mamma mia vengo vengo= diceva,io invece che alla violenza sessuale non ero abituato non riuscivo a compiere l'atto godendo alle sue parole tutto divenne più normale ed iniziavo a sbatterla nel letto e fra le sue cosce,lei godeva di muovo ed io nel montarla con tutti i sentimenti sino a godere sborrare dentro di lei dicendole =ti piace allora il cazzo sei una bella puttana= poi accasciato sul suo corpo la sentivo sotto ancora agitare piano il bacino,la sorca fradicia dove ancora era dentro il mio sesso,la intuivo di aver incontrato una a cui piace essere violentata,ripresi a montarla lei poi a godere ed io colmare la sorca di sperma dopo ricomposto andavo alla porta di casa la chiave era nella serratura mi bastò girarla ed uscire lasciando lei forse provata ed appagata sessualmente da quella inaspettata violenza.
Da quella esperienza porto dentro me un vero senso di colpa ancora oggi chiedo a me stesso come ho potuto arrivare a tanto e la fortuna volle che non ci fu polizia,tutto era avvenuto come nulla magari quella ragazza piacque il mio assalto e forse la misi incinta ci sarà in giro un mio figlio o figlia.
Assistere alla morte della persona che amavi venirne fuori psicologicamente è veramente dura,lo disse anche mamma nel vedersi presa,gettata nel letto e dopo averle strappato di dosso la vestaglia un pomeriggio soli in casa ritrovandosi me che la scopavo fuioso =lo capisco a mamma devi scaricare la rabbia che hai dentro mamma però te la da volentieri se violentami ti aiuta psicologicamente violentami pure bello di mamma= disse.
La mia situazione psicologica arrivava anche a mia sorella forse spinta dalla nostra mamma tanto che una notte vidi mia sorella entrare in camera mia e poi dentro il letto =ho voglia di sentirmi amata da te fratellone mio come una volta= disse poi venutami sopra prese a baciarmi ed io bocca a bocca rispondevo hai suoi baci con una certa furia,posso dire che mia sorella riusciva quella notte riusciva a calmare,a far sparire la mia rabbia con la sua dolcezza ed il suo romanticismo,mi trovai nel baciarla più volte preso dal sentimento e fra le sue cosce che la scopavo calmo =ti amo sorellina mia= le sussurravo baciandola ancora ed ancora.
Tutto era stato combinato da mamma che sapeva della mia relazione passata con mia sorella ma non pensava che l'avrei messa incinta e quando lo disse mesi dopo a me e mamma =ma no prendevi la pillola= dissi sorpreso =si ma da mesi ho smesso però sono contenta tuo o suo sono incinta mammy ci pensi io con una bella pancia= disse,chissà magari il mio seme era più forte del suo.
Quella sera uscivo dicendo a mamma che andavo da amici invece verso le 11 00 di notte mi recavo presso quel palazzo parcheggiata la macchina un deserto in strada pareva tutto combinato a mio favore, la scala a pioli era ancora ben poggiata al balcone,pochi lampioni che facevano un fioca luce salii in quella scala arrivando sul balcone dove c'era una finestra,persiana alla veneziana di quelle che si tirano su e giù la cosa strana fu che internamente era aperto e dava nella cucina aveva la luce accesa ma dopo poco venne spenta.
Senza far troppo rumore la veneziana si sollevava facilmente ed entravo dentro quella casa furtivamente come un ladro,le porte delle stanze aperte ora riflettendo quella ragazza forze stava aspettando qualcuno che salisse da lei come feci io,intuivo la camera da letto ed entrato nel semibuio vidi la ragazza ma anche lei mi vide,stava per alzarsi quando io gettatomi su di lei =zitta= dissi e con la dovuta forza le toglievo la camicia da notte, sotto tutta nuda ed intimorita =non farmi male= disse ed io =basta che allarghi le cosce senza fare storie= risposi poco dopo sopra e dentro di lei che la scopavo attaccato con la bocca hai suoi capezzoli inerte ed allargata lei dopo un po di quel mio movimento la sentivo far andare su giù il bacino era partecipe al rapporto al punto da sentirla poi godere =mamma mia vengo vengo= diceva,io invece che alla violenza sessuale non ero abituato non riuscivo a compiere l'atto godendo alle sue parole tutto divenne più normale ed iniziavo a sbatterla nel letto e fra le sue cosce,lei godeva di muovo ed io nel montarla con tutti i sentimenti sino a godere sborrare dentro di lei dicendole =ti piace allora il cazzo sei una bella puttana= poi accasciato sul suo corpo la sentivo sotto ancora agitare piano il bacino,la sorca fradicia dove ancora era dentro il mio sesso,la intuivo di aver incontrato una a cui piace essere violentata,ripresi a montarla lei poi a godere ed io colmare la sorca di sperma dopo ricomposto andavo alla porta di casa la chiave era nella serratura mi bastò girarla ed uscire lasciando lei forse provata ed appagata sessualmente da quella inaspettata violenza.
Da quella esperienza porto dentro me un vero senso di colpa ancora oggi chiedo a me stesso come ho potuto arrivare a tanto e la fortuna volle che non ci fu polizia,tutto era avvenuto come nulla magari quella ragazza piacque il mio assalto e forse la misi incinta ci sarà in giro un mio figlio o figlia.
Assistere alla morte della persona che amavi venirne fuori psicologicamente è veramente dura,lo disse anche mamma nel vedersi presa,gettata nel letto e dopo averle strappato di dosso la vestaglia un pomeriggio soli in casa ritrovandosi me che la scopavo fuioso =lo capisco a mamma devi scaricare la rabbia che hai dentro mamma però te la da volentieri se violentami ti aiuta psicologicamente violentami pure bello di mamma= disse.
La mia situazione psicologica arrivava anche a mia sorella forse spinta dalla nostra mamma tanto che una notte vidi mia sorella entrare in camera mia e poi dentro il letto =ho voglia di sentirmi amata da te fratellone mio come una volta= disse poi venutami sopra prese a baciarmi ed io bocca a bocca rispondevo hai suoi baci con una certa furia,posso dire che mia sorella riusciva quella notte riusciva a calmare,a far sparire la mia rabbia con la sua dolcezza ed il suo romanticismo,mi trovai nel baciarla più volte preso dal sentimento e fra le sue cosce che la scopavo calmo =ti amo sorellina mia= le sussurravo baciandola ancora ed ancora.
Tutto era stato combinato da mamma che sapeva della mia relazione passata con mia sorella ma non pensava che l'avrei messa incinta e quando lo disse mesi dopo a me e mamma =ma no prendevi la pillola= dissi sorpreso =si ma da mesi ho smesso però sono contenta tuo o suo sono incinta mammy ci pensi io con una bella pancia= disse,chissà magari il mio seme era più forte del suo.
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