Samantha 4
di
genio20002
genere
dominazione
Ciao a tutti, ogni tanto mi capita di tornare e avere voglia di scrivere, questo è il risultato.
Per chi volesse commentare o farmi sapere cosa ne pensa, come al solito:
genio20002.genio20002@gmail.com
********
Sono passati 6 mesi. 6 mesi da quel giorno in cui tutto nella mia vita è andato per il verso sbagliato. 6 mesi in cui ho provato a vivere la mia vita, ma la mia perversione non mi ha più dato pace. Dopo aver provato quelle sensazioni con Filippo non sono più riuscita a farne a meno. Il sesso per me non è più stato solo una questione fisica. Anzi è diventata una questione solo ed esclusivamente psicologica. La consapevolezza di sbagliare, la continua sensazione di umiliazione che mi fa provare, il brivido del rischio sono diventati una droga.
Il mio rapporto con Ale è cambiato. Ero consapevole che lui non sapesse quello che era successo davvero un quel giorno al centro commerciale. Ma ero io ad essere cambiata, a non accettare più la situazione precedente che per noi era la normalità.
Il giorno dopo i fatti del camerino ho incontrato nuovamente il mio ragazzo. Non mi ha chiesto subito spiegazioni sul mio strano comportamento. Siamo andati a mangiare in un bel ristorante, abbiamo passato una serata quasi piacevole ma per entrambi era evidente che stavamo solo girando attorno all'argomento principale. Poco prima del dolce Ale riesce a farmi la domanda: "Sam cosa è successo?"
Mi sono trovata davanti a un bivio, ma il mio cervello aveva già preso la decisione. Volevo confessare tutto, come era iniziato, le mie perversioni più oscure, il tradimento.
Il mio monologo è durato quasi un'ora, in cui mi sono totalmente aperta, e aspettandomi la rottura da parte sua, magari una scenata, insulti.
Con ciò non sto dicendo assolutamente che non è rimasto sconvolto, quando ho iniziato il racconto ho visto la sua mascella poco per volta aprirsi in un'espressione sconvolta. Ma al momento in cui ho iniziato a parlare di Filippo la reazione non è stata quella che mi aspettavo. Dopo un iniziale palese scatto di gelosia ha mostrato curiosità, sia per la sua persona che per le sue perversioni, cosa mi aveva costretta a fare. In alcuni momenti ho quasi avuto la sensazione che la sua fosse quasi ammirazione.
Comunque avrete capito che se vi sto scrivendo così è perché il tutto si è evoluto.
Quella sera dopo il ristorante abbiamo fatto il miglior sesso da mesi, nulla ancora rispetto a quello provato con Filippo, ma era un inizio.
Anche il mio rapporto con il mio dom si è evoluto. All'inizio è sembrato colpito del mio aver confessato. Ma poi ha approfittato della situazione, poco per volta ha iniziato a coinvolgere il mio ragazzo, e quando ha capito la sua indole sottomessa è diventato ancora più stronzo.
Domani, esattamente 6 mesi dopo quegli eventi, Filippo ha deciso che vuole vedere sia me che il mio ragazzo. Una sorta di sessione insieme.
Filippo: "Samantha, domani ci vediamo"
Il messaggio con cui mi sveglio è proprio questo. Il mio cuore perde un battito, 6 mesi dopo finalmente vuole rivedermi.
Io: "Padrone, domani sono con il mio ragazzo da alcuni parenti"
Filippo: "Non dire stronzate, domani e domenica visto da voi e mi servirete come meglio credo."
Rimango spiazzata. Pensavo volesse vedere me: "Ma Padrone almeno Ale sarà in casa, non posso buttarlo fuori di casa"
Filippo: "È esattamente quello che voglio, voglio vedervi entrambi in casa al mio servizio".
Non provo nemmeno a fargli cambiare idea. Però devo parlarne con Ale. Appena esce dalla doccia gli dico del messaggio del padrone e lui: "Ah..."
Vedo che continua a ragionarci, alla fine: "Va bene, vediamo come va, al massimo possiamo sempre buttarlo fuori di casa"
Sono quasi scioccata, ma l'idea che lui accetti che un estraneo venga in casa nostra per scoparmi mi fa bagnare. Aggiungo anche: "Ale vuole che entrambi siamo al suo servizio, te la senti?"
Ale ci ragiona ancora un attimo ma ormai aveva deciso: "Ma si, vediamo come va"
A metà di venerdì mattina Filippo si fa sentire di nuovo: "Non voglio che scopiate sino a quando non arrivo io, inoltre quando arrivo dovrai farti trovare già in intimo senza nient'altro addosso."
Io: "Certo, per Alessandro hai preferenze?"
Filippo: "No ma l'intimo che indosserai dovrà essere uno sexy regalato dal tuo ragazzo"
Ho già esattamente in mente cosa mettere allora. Un reggiseno e mutandine in pizzo, quasi trasparenti che mi aveva regalato Ale 1/2 anni fa per una serata più piccante.
Il venerdì poi passa veloce, l'attesa è tanta. Sabato mattina a colazione invece spiego ad Ale cosa mi ha chiesto il padrone, e ancora una volta sembra accettare queste richieste.
Tarda mattinata, l'orario previsto di arrivo, mi preparo con una doccia e l'intimo richiesto, Ale invece usa il telefono sul divano. Mi metto tutta in tiro e inizio ad agitarmi all'idea di cosa succederà oggi, cosa sarò costretta a fare. Ma un ansia che sa di aspettativa, non vedo l'ora.
Nel momento in cui esco dal bagno sento il citofono suonare, guardo Ale è noto una certa ansia anche nei suoi occhi.
Vado verso il campanello, senza nemmeno chiedere chi è apro il portone, intanto sa già dove venire. Vedo Ale alzarsi dal divano, nervoso. Si avvicina alla porta ma rimane dietro di me, come se potessi fargli da scudo. Ma io stessa sono divorata dall'ansia e dall'eccitazione. Il mio corpo non l'ha ancora visto ma l'aspettativa di quello che succederà mi fa già bagnare.
Si apre l'ascensore, uno sguardo del mio dio del sesso. Quando mi vede si apre un ghigno soddisfatto, si avvicina verso la porta. Guarda dentro e vede Ale fermo. Senza dire nulla entra in casa, mi mette una mano dietro la testa e mi bacia con una foga inaspettata.
So perché lo sta facendo ma non riesco a non sentire una sorta di beatitudine. Dopo tutto questo tempo, finalmente.
Dopo un tempo che sembra volare di stacca da me ed entra in casa come se non esistessimo. Vedo Ale con gli occhi spalancati, forse non si aspettava un inizio così, ma io invece mi aspettavo peggio, e questo mi fa ancora più paura.
Chiudo la porta e mi avvio verso il salotto dove si è accomodato Filippo. Passano 10 minuti buoni di silenzio in cui sembra studiarci, il mio corpo richiede attenzioni.
Quando Filippo decide di parlare è una lama gelida e non si rivolge a me: "Quindi sai quanto è puttana la tua ragazza, ti va bene così?"
Evidentemente Ale non ha chiaro chi ha davanti, non si aspettava una persona così rude. Balbetta qualche parola ma non riesce a dare una risposta sensata.
Il padrone si spazientisce e mi richiama vicino a lui, mi fa sedere sulle sue gambe, le mie mutande bianche direttamente a contatto con il cavallo dei suoi pantaloni. Ha continuato: "Lo sai che se chiedessi a questa puttana di spogliarsi nuda per me lo farebbe? Se le chiedessi di inginocchiarsi qua davanti e e succhiarmi le palle li farebbe? Anche se ci sei tu. Magari all'inizio si lamenterebbe un po', ma poi il suo istinto da puttana prenderebbe il sopravvento, si impegnerebbe al massimo mi farmi sborrare anche se ci sei tu"
Vedo Ale scioccato, ho quasi paura adesso di cosa potrebbe chiedermi Filippo, mi sentirei in obbligo, ma avrei paura di rendere irrecuperabile il rapporto con Ale.
Visto che Ale non risponde, il padrone continua: "Sam, alzati e prendi le corde nel mio zaino. Voglio che leghi il tuo ragazzo alla poltrona, proprio lì di fronte al divano"
Sono un attimo indecisa, ma è evidente che si aspetti totale obbedienza, si gira verso Ale e gli dice: "Tu siediti pure"
Ale esegue senza pensarci, forse per evitare di svenire da in piedi. Mi alzo prendo le corde.
Inizio a legarlo come meglio posso. I polsi glieli lego dietro lo schienale della poltrona, le caviglie alle gambe in legno, e faccio passare un pezzo di corda intorno al busto per farli stare inchiodato. Per lui adesso è impossibile fare qualsiasi cosa.
Il tuttl l'ho fatto in intimo, inginocchiata con il padrone a godersi la vista. Una volta soddisfatto mi ordina di avvicinarsi a lui: "Va bene, alzati e vieni qua"
Eseguo, mi alzo dando le spalle al mio ragazzo e mi avvicino verso il mio padrone, ancora una volta mi prende dietro la testa e inizia a limonarmi fortissimo, ma questa volta le mani sono molto più intraprendenti, sento la sua mano sinistra che scende sul mio culo, poi accompagnata anche dalla mano destra. Inizia a stuzzicarmi da sopra le mutande e quando arriva sopra la mia fica sente che è già bagnata.
A quel punto si stacca. Guarda Ale e dice: "La tua ragazza è già bagnata per me."
Mi giro anche io verso di lui e noto una scintilla di eccitazione nei suoi occhi.
Filippo è un passo avanti e decide di iniziare il gioco: "Sam vai da lui, tiragli giù mutande e pantaloni"
Vedo Ale diventare paonazzo, fa per rispondere: "No tu non..."
Vedo Filippo andare su tutte le furie: "Zitto coglione, hai avuto la possibilità di parlare, ora fai il bravo cornuto e subisci"
Io sono un attimo bloccata, quelle parole sono cattive, ma Ale sta in silenzio. Dopo pochi secondi Filippo dice: "Troia esegui"
A quel punto mi avvicino ad Ale, mi inginocchio, allengo leggermente il nodo della corda di modo che riesca ad alzare il culo e si aiuti a farsi sfilare mutande e pantaloni.
Lo guardo in faccia e lo vedo paonazzo, è rosso di vergogna e capisco il motivo, il suo cazzo non è mai stato duro. Nonostante le esgue dimensioni lo vedo spuntare ritto come non mai.
Filippo: "Lo vedi lo sfigato, duro come il marmo perché la sua ragazza viene usata da un altro uomo"
Ogni sua parola lo umilia ancora di più, ma se possibile il cazzo diventa ancora più duro.
Lo guardo negli occhi ma lui abbassa lo sguardo, da questo momento il padrone diventa un fiume in piena: "Troia prendigli il cazzo in mano"
Automaticamente eseguo, sento il cazzo venoso in mano e Ale sospirare.
Filippo: "Voglio che tu sappia coglione, che la ragazza adesso non e più tua, è la mia puttana, ha il tua cazzo in mano solo perché glielo ho ordinato io, se glielo ordinassi tu non scoperesti più per mesi"
Ale ha quasi le lacrime agli occhi, ma il peggio arriva ora.
Filippo: "Sam, puttana, sai benissimo perché sono qui"
Dopo aver detto quelle parole si abbassa i pantaloni e tira fuori il suo cazzo.
Poderoso, mi giro e mi lecco le labbra, sento una voglia disperata salirmi dentro, ma mai mi sarei aspettata quello che stava per accadere.
Filippo: "Sam devi rispondere a una domanda, ti fa godere più il mio cazzo o di quello sfigato?"
Rimango a bocca aperta, non posso rispondere.
Filippo: "Occhio a cosa rispondi, perché se vedo che dici una bugia me ne vado adesso"
Sono in trappola, o distruggo il mio ragazzo o non vedrò più il mio padrone.
Mi passano un sacco di pensieri nella testa, questa situazione per quanto assurdo mi ha fatto bagnare ancora di più, vedi Ale che mi guarda e sussurra: "Sam..."
Ma poi arriva Filippo: "Troia, 5 secondi, 5, 4, 3"
Io: "Padrone aspetta non posso..."
Filippo: "2"
Io: "Aspet..."
Filippo con sguardo cattivo mi interrompe: "Uno..."
Quando sta per dire zero sputo tutto: "Si cazzo padrone, ovviamente mi fa godere molto più il tuo cazzo..."
Filippo sorride compiaciuto: "Perchè?"
Lo guardo con gli occhi sgranati: "In che senso perché...per come mi usi, per come..."
Filippo: "No troia dimmi perché fisicamente"
Ho capito cosa vuole che dica, so di doverlo dire: "Padrone..."
Il suo sguardo si fa più duro allora lo butto fuori: "Hai un cazzo più bello, più lungo, poderoso e virile, un cazzo che mi fa godere da vera donna e da vera puttana"
Quando finisco la frase sento nella mano uno spasmi nel cazzo di Ale e sento che sta per venire.
Filippo mi ordina di togliere subito la mano ed eseguo. Guardiamo entrambi la scena di Ale che si viene addosso dopo queste parole umilianti.
Lo vedo veramente mortificato e Filippo rincara la dose: "Che sfigato segaiolo, ora ti faccio vedere come si fa godere una donna"
Abbassa lo sguardo verso di me: "Gattona verso di me"
Appoggio la mani a terra e mi avvicino al mio padrone a gattoni, dando visione del culo al mio ragazzo.
Filippo: "Scondinzola"
Eseguo questo ordine mentre il padrone si siede nuovamente sul divano. Il suo cazzo è gia abbastanza duro.
Quando sono davanti a lui mi chiede: "Cosa vuoi adesso?"
Lo guardo e dico: "Voglio prenderlo in bocca"
Guardando il mio ragazzo dice: "Pregami di avere il mio cazzo"
Io senza più ritegno: "Ti prego padrone, ho bisogno di un cazzo vero, posso succhiartelo?"
Filippo: "Inizia troia"
Appoggio le mani sulle sue cosce e inizio a prenderlo in bocca. Ci metto subito molta foga nella speranza che inizi lui a dettami il ritmo prendendomi per i capelli.
Mi lascio fare per un po', poi fa esattamente quello che desideravo, la mano sinistra la appoggia dietro la mia testa e inizia a imporre il ritmo che più preferisce.
Inizia a giocare con la mia bocca, con la mia gola. Mi lascio qualche attimo di pausa, poi mi schiaccia di nuovo la testa sul suo cazzo, facendomelo arrivare in gola. Mi salgono conati di vomito ma lui non molla. Provo ad allontanarmi ma la sua mano è troppo possente, mi cola il trucco dagli occhi e mentre mi dimeno sento la sua mano destra che invece gioca con il mio capezzolo.
Dopo secondi che sembrano secoli mi lascia andare, mi stacco dal suo cazzo e tiro una boccata d'aria per riprendermi. Sento le mie mutande che sono veramente fradicie, questo suo modo rude mi fa veramente perdere ogni freno inibitore.
Mi giro e sento Ale fare verso in un misto di incredulità e anche eccitazione. Il suo cazzo infatti sta riprendendo vita.
Filippo: "Mi sono rotto il cazzo di sentire miagolare sto deficiente, togliti le mutande troia e mettile in bocca al cornuto così magari si zittisce.
Io: "Ma Padrone non posso, sono.."
Filippo: "Sono zuppe? Meglio così capisce quanto sei troia"
Con il cuore a mille mi alzo, dando sempre le spalle al mio ragazzo mi piego per sfilarle e quando gli arrivo davanti Filippo dice: "Apri la bocca"
Ale come un automa esegue, le mie mutande che sento veramente bagnate nella mia mano le infilo nella sua bocca.
Nei suoi occhi vedo sorpresa, forse nemmeno lui se le aspettava così tante bagnate visto il servizio ricevuto. Questo mi mette ancor più in imbarazzo.
Il padrone si alza dal divano e viene verso di me, lo sento alle mie spalle, poi le sue labbra si avvicinano al mio orecchio e mi dice: "Facciamo vedere a questo sfigato cosa vuol dire fare godere una troia"
Sento le sue mani che da dietro iniziano ad esplorare il mio corpo, mi sfila il reggiseno, rimango immobile sino a quando la sua mano destra si fa più intraprendente e si poggia sul mio clitoride, esattamente davanti alla faccia di Ale.
Filippo da vero sadico bastardo mi ordina: "Appoggia il tuo piedino sulla sua gamba, dagli visione di come godi"
Alzo il mio piede sinistro appoggiandolo sul ginocchio di Ale, questo non solo gli da libera visione della mia fica fradicia, ma apre completamente le mie labbra e permette al mio padrone di infilarmi due dita dentro.
Inizia così un gioco veramente perverso.
Il ditalino è furioso e io devo vedere la faccia di Ale in un misto di impotenza e eccitazione. Lui sono sicura riesca a vedere le dita che entrano ed escono dalla mia fica, i miei umori che poco per volta iniziano a colare e infradiciare la mano del mio demone.
Non resisto e inizio a gemere. Sento il cazzo contro il mio culo sempre più duro, mi viene naturale appoggiarmi indietro per mantenere l'equilibrio.
Ma quando Filippo decide che è abbastanza, inizia la mia fine, questa volta sul serio.
Si stacca da me, perdo quasi l'equilibrio e ne approfitta per spingermi in avanti, mi trovo così inginocchiata davanti ad Ale, la bocca quasi ad altezza del suo cazzo.
Sento per uno mano dietro di me che mi afferra per i miei capelli ma non mi spinge a fare un pimpino al mio ragazzo, bensì mi schiaccia la faccia contro i suoi addominali, le mie tette sono schiacciate contro il suo cazzo e sembra quasi che questo lo faccia eccitare maggiormente.
Filippo: "Ora ti spezzo davvero"
Con l'altra mano prende il cazzo e inizia a passarlo sulla mia apertura, salvo poi risalire verso il mio culo.
Il mio corpo si allarma: "Ti prego non li"
Filippo: "Zitta cazzo"
Sento che i miei umori li usa per lubrificare il culo, ho paura ma so che se lui vuole così, finira così.
Con un colpo secco mi entra dentro nel culo, senza gentilezza. Tiro un urlo fortissimo, il dolore è lancinante come se un treno fosse entrato in una galleria troppo piccola.
La cosa peggiore che sento il cazzo di Ale diventare marmoreo come se la mia sofferenza lo facesse eccitare. Inizia a scopami a un ritmo che non ha niente di romantico, puro bisogno di svuotare le sue palle dentro di me.
Quello che all'inizio era un dolore insopportabile diventa poco per volta piacere. Senza rendermi conto inizio a godere, inizio a gemere e il tutto peggiora quando usa l'altra mano per stimolarmi il clitoride.
Nessuno dei due è particolare interessato a farla durare a lungo, Filippo sento che vuole venire dentro di me, e io non vedo l'ora di liberarmi.
Sento l'orgasmo salire quando gli spasmi del cazzo del padrone mi fanno capire che anche lui sta per venire.
Ancora 5 o 6 colpi ed entrambi veniamo.
Sento un fiume in piena che viene nel mio culo, e la mia fica invece inizia a spruzzare i miei umori.
Passato qualche secondo il padrone si alza da dietro di me, ho così il modo di staccarmi dall'addome di Ale e guardarlo in faccia. Sento il suo cazzo ancora durissimo conto il mio petto, sono sicura che se gli prendessi il cazzo in bocca per 5 secondi verrebbe.
Ma come se mi leggesse nel pensiero, Filippo dice: "Non ci pensare nemmeno a farlo venire, staccati da lì"
Vedo quasi disperazione nello sguardo di Ale, prova a pregare il padrone ma avendo la bocca piena del mio intimo non riesce a dire nulla.
Sono così costretta ad alzarmi mentre il padrone si dirige verso il bagno.
Poco prima di chiedere la porta però dice: "Troia non restare lì come un pesce lesso, ora vieni con me"
Se possibile lo sguardo di Ale diventa ancor più disperato, non solo non potrà godere, ma non potrà nemmeno vedere quello che il padrone deciderà di farmi, rimarrà seduto lì mentre poco oltre la porta davanti a lui verrò usata in modi che può solo immaginare.
Per chi volesse commentare o farmi sapere cosa ne pensa, come al solito:
genio20002.genio20002@gmail.com
********
Sono passati 6 mesi. 6 mesi da quel giorno in cui tutto nella mia vita è andato per il verso sbagliato. 6 mesi in cui ho provato a vivere la mia vita, ma la mia perversione non mi ha più dato pace. Dopo aver provato quelle sensazioni con Filippo non sono più riuscita a farne a meno. Il sesso per me non è più stato solo una questione fisica. Anzi è diventata una questione solo ed esclusivamente psicologica. La consapevolezza di sbagliare, la continua sensazione di umiliazione che mi fa provare, il brivido del rischio sono diventati una droga.
Il mio rapporto con Ale è cambiato. Ero consapevole che lui non sapesse quello che era successo davvero un quel giorno al centro commerciale. Ma ero io ad essere cambiata, a non accettare più la situazione precedente che per noi era la normalità.
Il giorno dopo i fatti del camerino ho incontrato nuovamente il mio ragazzo. Non mi ha chiesto subito spiegazioni sul mio strano comportamento. Siamo andati a mangiare in un bel ristorante, abbiamo passato una serata quasi piacevole ma per entrambi era evidente che stavamo solo girando attorno all'argomento principale. Poco prima del dolce Ale riesce a farmi la domanda: "Sam cosa è successo?"
Mi sono trovata davanti a un bivio, ma il mio cervello aveva già preso la decisione. Volevo confessare tutto, come era iniziato, le mie perversioni più oscure, il tradimento.
Il mio monologo è durato quasi un'ora, in cui mi sono totalmente aperta, e aspettandomi la rottura da parte sua, magari una scenata, insulti.
Con ciò non sto dicendo assolutamente che non è rimasto sconvolto, quando ho iniziato il racconto ho visto la sua mascella poco per volta aprirsi in un'espressione sconvolta. Ma al momento in cui ho iniziato a parlare di Filippo la reazione non è stata quella che mi aspettavo. Dopo un iniziale palese scatto di gelosia ha mostrato curiosità, sia per la sua persona che per le sue perversioni, cosa mi aveva costretta a fare. In alcuni momenti ho quasi avuto la sensazione che la sua fosse quasi ammirazione.
Comunque avrete capito che se vi sto scrivendo così è perché il tutto si è evoluto.
Quella sera dopo il ristorante abbiamo fatto il miglior sesso da mesi, nulla ancora rispetto a quello provato con Filippo, ma era un inizio.
Anche il mio rapporto con il mio dom si è evoluto. All'inizio è sembrato colpito del mio aver confessato. Ma poi ha approfittato della situazione, poco per volta ha iniziato a coinvolgere il mio ragazzo, e quando ha capito la sua indole sottomessa è diventato ancora più stronzo.
Domani, esattamente 6 mesi dopo quegli eventi, Filippo ha deciso che vuole vedere sia me che il mio ragazzo. Una sorta di sessione insieme.
Filippo: "Samantha, domani ci vediamo"
Il messaggio con cui mi sveglio è proprio questo. Il mio cuore perde un battito, 6 mesi dopo finalmente vuole rivedermi.
Io: "Padrone, domani sono con il mio ragazzo da alcuni parenti"
Filippo: "Non dire stronzate, domani e domenica visto da voi e mi servirete come meglio credo."
Rimango spiazzata. Pensavo volesse vedere me: "Ma Padrone almeno Ale sarà in casa, non posso buttarlo fuori di casa"
Filippo: "È esattamente quello che voglio, voglio vedervi entrambi in casa al mio servizio".
Non provo nemmeno a fargli cambiare idea. Però devo parlarne con Ale. Appena esce dalla doccia gli dico del messaggio del padrone e lui: "Ah..."
Vedo che continua a ragionarci, alla fine: "Va bene, vediamo come va, al massimo possiamo sempre buttarlo fuori di casa"
Sono quasi scioccata, ma l'idea che lui accetti che un estraneo venga in casa nostra per scoparmi mi fa bagnare. Aggiungo anche: "Ale vuole che entrambi siamo al suo servizio, te la senti?"
Ale ci ragiona ancora un attimo ma ormai aveva deciso: "Ma si, vediamo come va"
A metà di venerdì mattina Filippo si fa sentire di nuovo: "Non voglio che scopiate sino a quando non arrivo io, inoltre quando arrivo dovrai farti trovare già in intimo senza nient'altro addosso."
Io: "Certo, per Alessandro hai preferenze?"
Filippo: "No ma l'intimo che indosserai dovrà essere uno sexy regalato dal tuo ragazzo"
Ho già esattamente in mente cosa mettere allora. Un reggiseno e mutandine in pizzo, quasi trasparenti che mi aveva regalato Ale 1/2 anni fa per una serata più piccante.
Il venerdì poi passa veloce, l'attesa è tanta. Sabato mattina a colazione invece spiego ad Ale cosa mi ha chiesto il padrone, e ancora una volta sembra accettare queste richieste.
Tarda mattinata, l'orario previsto di arrivo, mi preparo con una doccia e l'intimo richiesto, Ale invece usa il telefono sul divano. Mi metto tutta in tiro e inizio ad agitarmi all'idea di cosa succederà oggi, cosa sarò costretta a fare. Ma un ansia che sa di aspettativa, non vedo l'ora.
Nel momento in cui esco dal bagno sento il citofono suonare, guardo Ale è noto una certa ansia anche nei suoi occhi.
Vado verso il campanello, senza nemmeno chiedere chi è apro il portone, intanto sa già dove venire. Vedo Ale alzarsi dal divano, nervoso. Si avvicina alla porta ma rimane dietro di me, come se potessi fargli da scudo. Ma io stessa sono divorata dall'ansia e dall'eccitazione. Il mio corpo non l'ha ancora visto ma l'aspettativa di quello che succederà mi fa già bagnare.
Si apre l'ascensore, uno sguardo del mio dio del sesso. Quando mi vede si apre un ghigno soddisfatto, si avvicina verso la porta. Guarda dentro e vede Ale fermo. Senza dire nulla entra in casa, mi mette una mano dietro la testa e mi bacia con una foga inaspettata.
So perché lo sta facendo ma non riesco a non sentire una sorta di beatitudine. Dopo tutto questo tempo, finalmente.
Dopo un tempo che sembra volare di stacca da me ed entra in casa come se non esistessimo. Vedo Ale con gli occhi spalancati, forse non si aspettava un inizio così, ma io invece mi aspettavo peggio, e questo mi fa ancora più paura.
Chiudo la porta e mi avvio verso il salotto dove si è accomodato Filippo. Passano 10 minuti buoni di silenzio in cui sembra studiarci, il mio corpo richiede attenzioni.
Quando Filippo decide di parlare è una lama gelida e non si rivolge a me: "Quindi sai quanto è puttana la tua ragazza, ti va bene così?"
Evidentemente Ale non ha chiaro chi ha davanti, non si aspettava una persona così rude. Balbetta qualche parola ma non riesce a dare una risposta sensata.
Il padrone si spazientisce e mi richiama vicino a lui, mi fa sedere sulle sue gambe, le mie mutande bianche direttamente a contatto con il cavallo dei suoi pantaloni. Ha continuato: "Lo sai che se chiedessi a questa puttana di spogliarsi nuda per me lo farebbe? Se le chiedessi di inginocchiarsi qua davanti e e succhiarmi le palle li farebbe? Anche se ci sei tu. Magari all'inizio si lamenterebbe un po', ma poi il suo istinto da puttana prenderebbe il sopravvento, si impegnerebbe al massimo mi farmi sborrare anche se ci sei tu"
Vedo Ale scioccato, ho quasi paura adesso di cosa potrebbe chiedermi Filippo, mi sentirei in obbligo, ma avrei paura di rendere irrecuperabile il rapporto con Ale.
Visto che Ale non risponde, il padrone continua: "Sam, alzati e prendi le corde nel mio zaino. Voglio che leghi il tuo ragazzo alla poltrona, proprio lì di fronte al divano"
Sono un attimo indecisa, ma è evidente che si aspetti totale obbedienza, si gira verso Ale e gli dice: "Tu siediti pure"
Ale esegue senza pensarci, forse per evitare di svenire da in piedi. Mi alzo prendo le corde.
Inizio a legarlo come meglio posso. I polsi glieli lego dietro lo schienale della poltrona, le caviglie alle gambe in legno, e faccio passare un pezzo di corda intorno al busto per farli stare inchiodato. Per lui adesso è impossibile fare qualsiasi cosa.
Il tuttl l'ho fatto in intimo, inginocchiata con il padrone a godersi la vista. Una volta soddisfatto mi ordina di avvicinarsi a lui: "Va bene, alzati e vieni qua"
Eseguo, mi alzo dando le spalle al mio ragazzo e mi avvicino verso il mio padrone, ancora una volta mi prende dietro la testa e inizia a limonarmi fortissimo, ma questa volta le mani sono molto più intraprendenti, sento la sua mano sinistra che scende sul mio culo, poi accompagnata anche dalla mano destra. Inizia a stuzzicarmi da sopra le mutande e quando arriva sopra la mia fica sente che è già bagnata.
A quel punto si stacca. Guarda Ale e dice: "La tua ragazza è già bagnata per me."
Mi giro anche io verso di lui e noto una scintilla di eccitazione nei suoi occhi.
Filippo è un passo avanti e decide di iniziare il gioco: "Sam vai da lui, tiragli giù mutande e pantaloni"
Vedo Ale diventare paonazzo, fa per rispondere: "No tu non..."
Vedo Filippo andare su tutte le furie: "Zitto coglione, hai avuto la possibilità di parlare, ora fai il bravo cornuto e subisci"
Io sono un attimo bloccata, quelle parole sono cattive, ma Ale sta in silenzio. Dopo pochi secondi Filippo dice: "Troia esegui"
A quel punto mi avvicino ad Ale, mi inginocchio, allengo leggermente il nodo della corda di modo che riesca ad alzare il culo e si aiuti a farsi sfilare mutande e pantaloni.
Lo guardo in faccia e lo vedo paonazzo, è rosso di vergogna e capisco il motivo, il suo cazzo non è mai stato duro. Nonostante le esgue dimensioni lo vedo spuntare ritto come non mai.
Filippo: "Lo vedi lo sfigato, duro come il marmo perché la sua ragazza viene usata da un altro uomo"
Ogni sua parola lo umilia ancora di più, ma se possibile il cazzo diventa ancora più duro.
Lo guardo negli occhi ma lui abbassa lo sguardo, da questo momento il padrone diventa un fiume in piena: "Troia prendigli il cazzo in mano"
Automaticamente eseguo, sento il cazzo venoso in mano e Ale sospirare.
Filippo: "Voglio che tu sappia coglione, che la ragazza adesso non e più tua, è la mia puttana, ha il tua cazzo in mano solo perché glielo ho ordinato io, se glielo ordinassi tu non scoperesti più per mesi"
Ale ha quasi le lacrime agli occhi, ma il peggio arriva ora.
Filippo: "Sam, puttana, sai benissimo perché sono qui"
Dopo aver detto quelle parole si abbassa i pantaloni e tira fuori il suo cazzo.
Poderoso, mi giro e mi lecco le labbra, sento una voglia disperata salirmi dentro, ma mai mi sarei aspettata quello che stava per accadere.
Filippo: "Sam devi rispondere a una domanda, ti fa godere più il mio cazzo o di quello sfigato?"
Rimango a bocca aperta, non posso rispondere.
Filippo: "Occhio a cosa rispondi, perché se vedo che dici una bugia me ne vado adesso"
Sono in trappola, o distruggo il mio ragazzo o non vedrò più il mio padrone.
Mi passano un sacco di pensieri nella testa, questa situazione per quanto assurdo mi ha fatto bagnare ancora di più, vedi Ale che mi guarda e sussurra: "Sam..."
Ma poi arriva Filippo: "Troia, 5 secondi, 5, 4, 3"
Io: "Padrone aspetta non posso..."
Filippo: "2"
Io: "Aspet..."
Filippo con sguardo cattivo mi interrompe: "Uno..."
Quando sta per dire zero sputo tutto: "Si cazzo padrone, ovviamente mi fa godere molto più il tuo cazzo..."
Filippo sorride compiaciuto: "Perchè?"
Lo guardo con gli occhi sgranati: "In che senso perché...per come mi usi, per come..."
Filippo: "No troia dimmi perché fisicamente"
Ho capito cosa vuole che dica, so di doverlo dire: "Padrone..."
Il suo sguardo si fa più duro allora lo butto fuori: "Hai un cazzo più bello, più lungo, poderoso e virile, un cazzo che mi fa godere da vera donna e da vera puttana"
Quando finisco la frase sento nella mano uno spasmi nel cazzo di Ale e sento che sta per venire.
Filippo mi ordina di togliere subito la mano ed eseguo. Guardiamo entrambi la scena di Ale che si viene addosso dopo queste parole umilianti.
Lo vedo veramente mortificato e Filippo rincara la dose: "Che sfigato segaiolo, ora ti faccio vedere come si fa godere una donna"
Abbassa lo sguardo verso di me: "Gattona verso di me"
Appoggio la mani a terra e mi avvicino al mio padrone a gattoni, dando visione del culo al mio ragazzo.
Filippo: "Scondinzola"
Eseguo questo ordine mentre il padrone si siede nuovamente sul divano. Il suo cazzo è gia abbastanza duro.
Quando sono davanti a lui mi chiede: "Cosa vuoi adesso?"
Lo guardo e dico: "Voglio prenderlo in bocca"
Guardando il mio ragazzo dice: "Pregami di avere il mio cazzo"
Io senza più ritegno: "Ti prego padrone, ho bisogno di un cazzo vero, posso succhiartelo?"
Filippo: "Inizia troia"
Appoggio le mani sulle sue cosce e inizio a prenderlo in bocca. Ci metto subito molta foga nella speranza che inizi lui a dettami il ritmo prendendomi per i capelli.
Mi lascio fare per un po', poi fa esattamente quello che desideravo, la mano sinistra la appoggia dietro la mia testa e inizia a imporre il ritmo che più preferisce.
Inizia a giocare con la mia bocca, con la mia gola. Mi lascio qualche attimo di pausa, poi mi schiaccia di nuovo la testa sul suo cazzo, facendomelo arrivare in gola. Mi salgono conati di vomito ma lui non molla. Provo ad allontanarmi ma la sua mano è troppo possente, mi cola il trucco dagli occhi e mentre mi dimeno sento la sua mano destra che invece gioca con il mio capezzolo.
Dopo secondi che sembrano secoli mi lascia andare, mi stacco dal suo cazzo e tiro una boccata d'aria per riprendermi. Sento le mie mutande che sono veramente fradicie, questo suo modo rude mi fa veramente perdere ogni freno inibitore.
Mi giro e sento Ale fare verso in un misto di incredulità e anche eccitazione. Il suo cazzo infatti sta riprendendo vita.
Filippo: "Mi sono rotto il cazzo di sentire miagolare sto deficiente, togliti le mutande troia e mettile in bocca al cornuto così magari si zittisce.
Io: "Ma Padrone non posso, sono.."
Filippo: "Sono zuppe? Meglio così capisce quanto sei troia"
Con il cuore a mille mi alzo, dando sempre le spalle al mio ragazzo mi piego per sfilarle e quando gli arrivo davanti Filippo dice: "Apri la bocca"
Ale come un automa esegue, le mie mutande che sento veramente bagnate nella mia mano le infilo nella sua bocca.
Nei suoi occhi vedo sorpresa, forse nemmeno lui se le aspettava così tante bagnate visto il servizio ricevuto. Questo mi mette ancor più in imbarazzo.
Il padrone si alza dal divano e viene verso di me, lo sento alle mie spalle, poi le sue labbra si avvicinano al mio orecchio e mi dice: "Facciamo vedere a questo sfigato cosa vuol dire fare godere una troia"
Sento le sue mani che da dietro iniziano ad esplorare il mio corpo, mi sfila il reggiseno, rimango immobile sino a quando la sua mano destra si fa più intraprendente e si poggia sul mio clitoride, esattamente davanti alla faccia di Ale.
Filippo da vero sadico bastardo mi ordina: "Appoggia il tuo piedino sulla sua gamba, dagli visione di come godi"
Alzo il mio piede sinistro appoggiandolo sul ginocchio di Ale, questo non solo gli da libera visione della mia fica fradicia, ma apre completamente le mie labbra e permette al mio padrone di infilarmi due dita dentro.
Inizia così un gioco veramente perverso.
Il ditalino è furioso e io devo vedere la faccia di Ale in un misto di impotenza e eccitazione. Lui sono sicura riesca a vedere le dita che entrano ed escono dalla mia fica, i miei umori che poco per volta iniziano a colare e infradiciare la mano del mio demone.
Non resisto e inizio a gemere. Sento il cazzo contro il mio culo sempre più duro, mi viene naturale appoggiarmi indietro per mantenere l'equilibrio.
Ma quando Filippo decide che è abbastanza, inizia la mia fine, questa volta sul serio.
Si stacca da me, perdo quasi l'equilibrio e ne approfitta per spingermi in avanti, mi trovo così inginocchiata davanti ad Ale, la bocca quasi ad altezza del suo cazzo.
Sento per uno mano dietro di me che mi afferra per i miei capelli ma non mi spinge a fare un pimpino al mio ragazzo, bensì mi schiaccia la faccia contro i suoi addominali, le mie tette sono schiacciate contro il suo cazzo e sembra quasi che questo lo faccia eccitare maggiormente.
Filippo: "Ora ti spezzo davvero"
Con l'altra mano prende il cazzo e inizia a passarlo sulla mia apertura, salvo poi risalire verso il mio culo.
Il mio corpo si allarma: "Ti prego non li"
Filippo: "Zitta cazzo"
Sento che i miei umori li usa per lubrificare il culo, ho paura ma so che se lui vuole così, finira così.
Con un colpo secco mi entra dentro nel culo, senza gentilezza. Tiro un urlo fortissimo, il dolore è lancinante come se un treno fosse entrato in una galleria troppo piccola.
La cosa peggiore che sento il cazzo di Ale diventare marmoreo come se la mia sofferenza lo facesse eccitare. Inizia a scopami a un ritmo che non ha niente di romantico, puro bisogno di svuotare le sue palle dentro di me.
Quello che all'inizio era un dolore insopportabile diventa poco per volta piacere. Senza rendermi conto inizio a godere, inizio a gemere e il tutto peggiora quando usa l'altra mano per stimolarmi il clitoride.
Nessuno dei due è particolare interessato a farla durare a lungo, Filippo sento che vuole venire dentro di me, e io non vedo l'ora di liberarmi.
Sento l'orgasmo salire quando gli spasmi del cazzo del padrone mi fanno capire che anche lui sta per venire.
Ancora 5 o 6 colpi ed entrambi veniamo.
Sento un fiume in piena che viene nel mio culo, e la mia fica invece inizia a spruzzare i miei umori.
Passato qualche secondo il padrone si alza da dietro di me, ho così il modo di staccarmi dall'addome di Ale e guardarlo in faccia. Sento il suo cazzo ancora durissimo conto il mio petto, sono sicura che se gli prendessi il cazzo in bocca per 5 secondi verrebbe.
Ma come se mi leggesse nel pensiero, Filippo dice: "Non ci pensare nemmeno a farlo venire, staccati da lì"
Vedo quasi disperazione nello sguardo di Ale, prova a pregare il padrone ma avendo la bocca piena del mio intimo non riesce a dire nulla.
Sono così costretta ad alzarmi mentre il padrone si dirige verso il bagno.
Poco prima di chiedere la porta però dice: "Troia non restare lì come un pesce lesso, ora vieni con me"
Se possibile lo sguardo di Ale diventa ancor più disperato, non solo non potrà godere, ma non potrà nemmeno vedere quello che il padrone deciderà di farmi, rimarrà seduto lì mentre poco oltre la porta davanti a lui verrò usata in modi che può solo immaginare.
1
voti
voti
valutazione
10
10
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
La passione di Samantha 3
Commenti dei lettori al racconto erotico