La verifica

di
genere
gay

LA VERIFICA
Luca era orfano di madre. A ventidue anni suonati non aveva ancora battuto un chiodo. Donne non ne cercava e sembrava che non lo interessassero, uomini non ne frequentava. Suo padre era preoccupato e non sapeva come incoraggiarlo. Una sera dapprima con molta cautela affrontarono l'argomento.
-Erezioni ne hai?
-Certo che sì papi.
-Te le suscitano le femmine o … i maschi.
-Più i maschi.
-Giovani o di una certa età?
-Di una certa età.
-Come me?
-Sì papi.
La conversazione cominciava a diventare sdrucciolevole, il padre (un gran femminiere, ancora in pieno esercizio) voleva essere d'aiuto per disimbranare il figlio. In fatto di sesso aveva una mentalità moderna e tollerante.
-E se ti mandassi da Geppo? Che ne dici? Di sicuro potrebbe mettere alla prova la tua eventuale omosessualità e ti capaciti se quella è davvero la tua strada.
Geppo era un loro lontano parente, dichiarato, sempre in cerca di carne giovane.
-Mi ha invitato a casa sua diverse volte ma ho sempre rifiutato.
-Nel suo campo si dice che sia molto bravo, anche e soprattutto come apripista. Hai mai fatto pensieri su di lui?
-Tanti.
-Gli parlerò.
Gli parlò e si sentì rispondere un semplice: Mandamelo, che ci penso io.
Il giorno dell'appuntamento Luca era agitatissimo. Uscito dalla doccia chiese a papi come doveva vestirsi.
-Vacci in tuta senza niente sotto e lascialo fare.
Una volta a bordo (in casa di Geppo) la testa di Luca era in fermento, piena di pensieri scabrosi. Fu fatto accomodare sul divano. Due calici di prosecco non guastarono. Luca fissava insistentemente la patta del suo ospite, che da vecchio marpione se ne accorse (eccome no) e prese subito la palla al balzo.
-Toccala.
Luca la sfiorò timoroso. Geppo gli tirò giù il pants e gli accarezzò il culetto.
-Apri, vai alla scoperta.
Luca fece scorrere quella cerniera.
-Tiralo fuori.
Uscì il birillo.
-Ti piace?
-Sììì.
-Bacialo.
Smack.
-Dagli una succhiata.
Schlucch.
-Forza di più.
Schlucch. Schlucch. Schlucch. Schlucch.
-Lo vuoi provare in sede?
Luca annuì. Geppo lo fece girare. Lo agguantò di schiena. Puntò il suo buchetto. Lo forzò.
-Tutto ok?
-Ohh sììì.
-Ora ti scopo.
-Huauu.
Pack.
-Ohhh...
Pack.
-Ohhh...
Pack.Pack.Pack.Pack.Pack.Pack.
Luca pur da troietto in erba si inarcò per bene. Aveva le lacrime agli occhi e gemeva.
Splashhhhh.
-Ahhh...
Luca gli restò impalato.
-Il tuo papi ci ha visto giusto.
Si sfilò.
-Ti sei capito?
-Credo di sì.
-Per oggi basta ma tornami presto, che ti insegno altre cose.
-Grazie Geppo.
-Sei stato fantastico.
Tornò dal padre che stava in ansia.
-Allora?
-Abbiamo rotto il ghiaccio e mi vuole anche domani.
-Ti ha fatto male?
-Poco poco.
-Cosa ti ha detto?
-Che avevi ragione tu? Ti ringrazio papi.
Tutti e due tirarono un respiro di sollievo.
scritto il
2026-06-19
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