Emily e il personal trainer
di
Cupido
genere
tradimenti
Alessandro lavorava come personal trainer in una nota palestra del centro della capitale. Aveva ventisette anni, un fisico atletico costruito con anni di allenamento costante: spalle larghe, addome definito ma non esasperato, gambe forti e proporzionate. Portava i capelli castani sempre leggermente spettinati e aveva quell'aria rilassata che metteva a proprio agio quasi tutti i clienti. Quasi tutti.
Quella settimana avevano iniziato ad allenarsi in palestra Emily e Dario, una coppia di circa venticinque anni. Entrambi riservati, educati e poco inclini a dare confidenza.
Emily era alta circa un metro e settanta, molto magra con appena una seconda, ma comunque con sua figura slanciata ed elegante aveva un ché di attraente. Aveva lunghi capelli castano chiaro che spesso raccoglieva in una coda semplice, occhi verdi e lineamenti delicati. Il suo tratto più evidente, però, era la timidezza: parlava a bassa voce, arrossiva facilmente e sembrava sempre un po' a disagio quando diventava il centro dell'attenzione.
Alessandro li accolse come faceva con ogni nuovo iscritto, preparando una scheda introduttiva con esercizi basilari. Con il passare delle settimane notò che Emily era molto più costante del fidanzato. Lei si presentava puntualmente tre volte a settimana, mentre Dario spesso mancava per via del lavoro che lo portava fuori città.
Tra un allenamento e l'altro, Alessandro finì per scambiare qualche parola con entrambi. Con Emily, però, le conversazioni diventavano inevitabilmente più frequenti. Non c'era nulla di particolare, semplicemente gli piaceva quel suo modo impacciato di reagire alle battute.
Ogni tanto lui lasciava cadere qualche commento ironico o qualche doppio senso innocente. Lei abbassava subito lo sguardo e sorrideva imbarazzata.
— Vedi? — le disse una volta correggendole un esercizio. — Se continui a fare gli squat così, il bilanciere prima o poi si lamenta.
Lei rise appena.
— Credo che si stia lamentando più il mio equilibrio.
— Quello sicuramente. Però se lo fai così ti fai male la schiena e la raddrizzò mettendole una mano sicura sulla parte bassa della schiena, in un modo professionale che non faceva minimamente pensare ad un accenno di palpata.
Dopo circa un mese, Emily gli chiese di aggiornare la scheda e creare un programma più specifico per la parte inferiore del corpo.
— Ah, quindi vuoi il famoso "gluteo d'acciaio"? — scherzò Alessandro. — Quello che è più efficace del viagra?
Lo disse ridendo, ma lei annuì con una spontaneità che lo colse di sorpresa.
— Beh... anche.
Lui rise.
— Tutte me lo chiedono.
Nei giorni successivi la ragazza insistette parecchio per trovare uno spazio in agenda. Alessandro era pieno di appuntamenti per quasi due settimane.
Alla fine le propose il giovedì sera.
— Alle nove. La palestra chiude alle nove e mezza, ma possiamo usare l'ultima mezz'ora per impostare tutto.
Poi aggiunse con il suo solito sorriso:
— Sempre che il tuo fidanzato ti lasci venire. Sai, con tutti quei luoghi comuni sui personal trainer...
Emily scosse la testa, arrossendo.
— Non credo sia quello il problema.
Quella risposta rimase impressa ad Alessandro più del previsto.
La sera stabilita la palestra era quasi vuota.
Emily arrivò puntuale, indossando un classico completo sportivo composto da shorts aderenti e top tecnico.
— Dieci minuti di tapis roulant e poi riscaldamento — disse Alessandro — ti voglio bella calda per dopo!
Mentre lei iniziava a correre, lui terminò le ultime procedure di chiusura e salutò gli ultimi clienti.
Pochi minuti dopo iniziarono il lavoro.
Il programma comprendeva squat guidati al rack, hip thrust, affondi laterali, slanci posteriori in quadrupedia con cavigliere, stacchi rumeni con manubri e una serie di step-up su panca.
Durante gli squat Alessandro le mostrò come mantenere il busto più verticale.
— Immagina di avere un filo che ti tira verso l'alto.
Lei provò. Mentre lui le stava dietro, con l’inguine appoggiato al suo culetto continuando a spiegarle il movimento.
— Seguimi… così brava o prova da sola.
— Così?
— Molto meglio.
Negli affondi laterali, invece, le spiegò come distribuire il peso e percepire l'allungamento nella parte interna della coscia.
Dove senti tirare?
— Qui. — disse indicando la parte appena sopra il ginocchio.
— Dovresti sentire tiraretutta questa fascia — con due dita parte dal appena sopra il ginocchio e sale quasi fino alla fighetta indicandole la fascia — se lo fai bene lo senti, proviamo un’altra serie.
Tra una serie e l'altra iniziarono a chiacchierare.
All'inizio si trattò delle solite cose: lavoro, palestra, weekend.
Poi il discorso cambiò direzione.
— Dario viene sempre meno ultimamente — osservò Alessandro.
Emily rimase in silenzio per qualche secondo.
— Già.
— Tutto bene?
Lei esitò.
— Sì... più o meno.
Alessandro capì subito che la risposta vera era un'altra.
La lasciò finire la serie prima di parlare.
— Più o meno è una risposta che di solito nasconde qualcosa.
Emily sorrise amaramente.
— Forse.
Prese una bottiglietta e bevve un sorso d'acqua.
— È solo che ultimamente sembra sempre distante. Lavora tanto, è spesso via... e quando c'è è come se fosse comunque altrove.
Alessandro si appoggiò al rack ascoltandola.
— Gliel'hai detto?
— Sì.
— E?
— Dice che è stanco. Che passerà.
Per qualche istante si sentì soltanto il ronzio lontano degli impianti di ventilazione.
— Ma almeno ti fa godere? — lei arrossisce sia per la domanda sia per la risposta che non le piaceva… aspetta a rispondere, Ale stava per cambiare domanda per alleggerire, ma lei ammette
— Purtroppo no, troppo scolastico e poco desiderio, spero che migliorando il mio fisico cambi…
— Dai continuamo con il prossimo esercizio — doveva spezzare l’aria — mettiti in quadrupedia e io intanto prendo delle cavigliere
Lei si posiziona, era distratta dai pensieri di poco fa.
— Tranquilla questa non è una posizione “bondage” — ride rumorosamente — ora devi slanciare dietro la gamba e tornare in posizione.
— Va bene?
— Sì, bravissima, senza troppo ondeggiare col bacino — e dicendole le toccava il culetto senza una sua opposizione.
Dopo due serie: — ottimo la scheda sarebbe finita, ti mostro dello strecing e poi ti lascio tornare a casa.
Non che lo avesse fatto apposta, ma un pensierino sessuale dopo gli ultimi esercizi e aver sentito l’insoddisfazione di lei Alessandro se l’era fatto. Emily non era strafiga, ma il mix di timidezza e il suo corpo magro le piacevano e valeva la pena tentare.
— Prendi un tappetino e iniziamo la posa del piccione. Questa aiuta a sciogliere il gluteo. Ok, brava cambiamo lato. Ti svelo un segreto: questa posizione è fenomenale anche per la coppia: con un perizoma in questa per il tuo fidanzato fate i fuochi d’artificio — e sua classica risata che la fa arrossire
— Ora a pancia in su devi mettere le gambe in aria e allargarle, questo è per l’inguine: lo senti tirare?
— Si
— Allora ti sei allenata bene! è anche una verifica se ti ho fatta allenare bene, sai il perchè? — teneva le mani sulle ginocchia e l’aiutava ad allargarle e in contemporanea scendeva e saliva lentamente. Erano palesemente visibili le onde tra le sue gambe, uno spettacolo mozzafiato
— No, perchè?
— Perchè verifico se la ragazza è bagnata tra le gambe — altra risata e ora con una mano le toccava la fighetta, a lei scappa un gemito
— Non dovremmo
— Una ragazza bella come te merita di godere — e dicendolo le toglie i pantaloncini senza resistenza di lei
Le stava per mettere la testa tra le gambe, ma ha delle mutandine e non un perizoma: troppo scomode da spostare così le toglie anche quelle e comincia a leccarla con passione strappandole più di un gemito.
— Non dovremmo…
— Se non vuoi devi essere tu a fermarmi — lo dice deciso, si toglie la maglia mettendo in mostra la tartaruga e riinicia a leccare ed a stimolarla con le dita.
Si spoglia completamente e le dice — ora facciamo un ripasso della scheda, mettiti nella posizione dei slanci in quadrupedia — e le mette il cazzo a disposizione e dopo una indecisione, quello significava concedersi completamente lo prende in bocca avidamente.
Leccate, succhiate e movimenti di mano.
— Lo vuoi?
Lei era combattuta, lo si leggeva in volto, ma con quasi un sussurro — sì
Corre a prendere un preservativo — non voglio crearti più problemi del necessario — Le toglie il top e si mette dietro. Dei lenti movimenti di cappella sull’entrata del tunnel già umido e… il gemito di entrambi.
Poi tenendola per le tette la tira su e le bacia il collo… le guance e per fine intensamente in bocca. Se lui voleva semplice sesso intenso, lei desiderava qualcosa di più romantico e lui lo intuisce.
La mette sotto e baciandola dolcemente ricominciano una scopata, ora lenta e profonda.
Ripassano tutta la scheda, finendo con lo stretching a gambe aperte. Lui al limite toglie il preservativo e la schizza sulla pancia. Ridendo con una nuova connessione:
— Forse questo ultimo esercizio non te lo inserisco nella scheda
— Meglio di no — stranamente rideva e la si vedeva più felice — anche se quando c’è la possibilità lo posso anche fare
— Aiuta a sciogliere ahahha
— Ora è meglio che vada altrimenti il mio ragazzo pensa male
Quella settimana avevano iniziato ad allenarsi in palestra Emily e Dario, una coppia di circa venticinque anni. Entrambi riservati, educati e poco inclini a dare confidenza.
Emily era alta circa un metro e settanta, molto magra con appena una seconda, ma comunque con sua figura slanciata ed elegante aveva un ché di attraente. Aveva lunghi capelli castano chiaro che spesso raccoglieva in una coda semplice, occhi verdi e lineamenti delicati. Il suo tratto più evidente, però, era la timidezza: parlava a bassa voce, arrossiva facilmente e sembrava sempre un po' a disagio quando diventava il centro dell'attenzione.
Alessandro li accolse come faceva con ogni nuovo iscritto, preparando una scheda introduttiva con esercizi basilari. Con il passare delle settimane notò che Emily era molto più costante del fidanzato. Lei si presentava puntualmente tre volte a settimana, mentre Dario spesso mancava per via del lavoro che lo portava fuori città.
Tra un allenamento e l'altro, Alessandro finì per scambiare qualche parola con entrambi. Con Emily, però, le conversazioni diventavano inevitabilmente più frequenti. Non c'era nulla di particolare, semplicemente gli piaceva quel suo modo impacciato di reagire alle battute.
Ogni tanto lui lasciava cadere qualche commento ironico o qualche doppio senso innocente. Lei abbassava subito lo sguardo e sorrideva imbarazzata.
— Vedi? — le disse una volta correggendole un esercizio. — Se continui a fare gli squat così, il bilanciere prima o poi si lamenta.
Lei rise appena.
— Credo che si stia lamentando più il mio equilibrio.
— Quello sicuramente. Però se lo fai così ti fai male la schiena e la raddrizzò mettendole una mano sicura sulla parte bassa della schiena, in un modo professionale che non faceva minimamente pensare ad un accenno di palpata.
Dopo circa un mese, Emily gli chiese di aggiornare la scheda e creare un programma più specifico per la parte inferiore del corpo.
— Ah, quindi vuoi il famoso "gluteo d'acciaio"? — scherzò Alessandro. — Quello che è più efficace del viagra?
Lo disse ridendo, ma lei annuì con una spontaneità che lo colse di sorpresa.
— Beh... anche.
Lui rise.
— Tutte me lo chiedono.
Nei giorni successivi la ragazza insistette parecchio per trovare uno spazio in agenda. Alessandro era pieno di appuntamenti per quasi due settimane.
Alla fine le propose il giovedì sera.
— Alle nove. La palestra chiude alle nove e mezza, ma possiamo usare l'ultima mezz'ora per impostare tutto.
Poi aggiunse con il suo solito sorriso:
— Sempre che il tuo fidanzato ti lasci venire. Sai, con tutti quei luoghi comuni sui personal trainer...
Emily scosse la testa, arrossendo.
— Non credo sia quello il problema.
Quella risposta rimase impressa ad Alessandro più del previsto.
La sera stabilita la palestra era quasi vuota.
Emily arrivò puntuale, indossando un classico completo sportivo composto da shorts aderenti e top tecnico.
— Dieci minuti di tapis roulant e poi riscaldamento — disse Alessandro — ti voglio bella calda per dopo!
Mentre lei iniziava a correre, lui terminò le ultime procedure di chiusura e salutò gli ultimi clienti.
Pochi minuti dopo iniziarono il lavoro.
Il programma comprendeva squat guidati al rack, hip thrust, affondi laterali, slanci posteriori in quadrupedia con cavigliere, stacchi rumeni con manubri e una serie di step-up su panca.
Durante gli squat Alessandro le mostrò come mantenere il busto più verticale.
— Immagina di avere un filo che ti tira verso l'alto.
Lei provò. Mentre lui le stava dietro, con l’inguine appoggiato al suo culetto continuando a spiegarle il movimento.
— Seguimi… così brava o prova da sola.
— Così?
— Molto meglio.
Negli affondi laterali, invece, le spiegò come distribuire il peso e percepire l'allungamento nella parte interna della coscia.
Dove senti tirare?
— Qui. — disse indicando la parte appena sopra il ginocchio.
— Dovresti sentire tiraretutta questa fascia — con due dita parte dal appena sopra il ginocchio e sale quasi fino alla fighetta indicandole la fascia — se lo fai bene lo senti, proviamo un’altra serie.
Tra una serie e l'altra iniziarono a chiacchierare.
All'inizio si trattò delle solite cose: lavoro, palestra, weekend.
Poi il discorso cambiò direzione.
— Dario viene sempre meno ultimamente — osservò Alessandro.
Emily rimase in silenzio per qualche secondo.
— Già.
— Tutto bene?
Lei esitò.
— Sì... più o meno.
Alessandro capì subito che la risposta vera era un'altra.
La lasciò finire la serie prima di parlare.
— Più o meno è una risposta che di solito nasconde qualcosa.
Emily sorrise amaramente.
— Forse.
Prese una bottiglietta e bevve un sorso d'acqua.
— È solo che ultimamente sembra sempre distante. Lavora tanto, è spesso via... e quando c'è è come se fosse comunque altrove.
Alessandro si appoggiò al rack ascoltandola.
— Gliel'hai detto?
— Sì.
— E?
— Dice che è stanco. Che passerà.
Per qualche istante si sentì soltanto il ronzio lontano degli impianti di ventilazione.
— Ma almeno ti fa godere? — lei arrossisce sia per la domanda sia per la risposta che non le piaceva… aspetta a rispondere, Ale stava per cambiare domanda per alleggerire, ma lei ammette
— Purtroppo no, troppo scolastico e poco desiderio, spero che migliorando il mio fisico cambi…
— Dai continuamo con il prossimo esercizio — doveva spezzare l’aria — mettiti in quadrupedia e io intanto prendo delle cavigliere
Lei si posiziona, era distratta dai pensieri di poco fa.
— Tranquilla questa non è una posizione “bondage” — ride rumorosamente — ora devi slanciare dietro la gamba e tornare in posizione.
— Va bene?
— Sì, bravissima, senza troppo ondeggiare col bacino — e dicendole le toccava il culetto senza una sua opposizione.
Dopo due serie: — ottimo la scheda sarebbe finita, ti mostro dello strecing e poi ti lascio tornare a casa.
Non che lo avesse fatto apposta, ma un pensierino sessuale dopo gli ultimi esercizi e aver sentito l’insoddisfazione di lei Alessandro se l’era fatto. Emily non era strafiga, ma il mix di timidezza e il suo corpo magro le piacevano e valeva la pena tentare.
— Prendi un tappetino e iniziamo la posa del piccione. Questa aiuta a sciogliere il gluteo. Ok, brava cambiamo lato. Ti svelo un segreto: questa posizione è fenomenale anche per la coppia: con un perizoma in questa per il tuo fidanzato fate i fuochi d’artificio — e sua classica risata che la fa arrossire
— Ora a pancia in su devi mettere le gambe in aria e allargarle, questo è per l’inguine: lo senti tirare?
— Si
— Allora ti sei allenata bene! è anche una verifica se ti ho fatta allenare bene, sai il perchè? — teneva le mani sulle ginocchia e l’aiutava ad allargarle e in contemporanea scendeva e saliva lentamente. Erano palesemente visibili le onde tra le sue gambe, uno spettacolo mozzafiato
— No, perchè?
— Perchè verifico se la ragazza è bagnata tra le gambe — altra risata e ora con una mano le toccava la fighetta, a lei scappa un gemito
— Non dovremmo
— Una ragazza bella come te merita di godere — e dicendolo le toglie i pantaloncini senza resistenza di lei
Le stava per mettere la testa tra le gambe, ma ha delle mutandine e non un perizoma: troppo scomode da spostare così le toglie anche quelle e comincia a leccarla con passione strappandole più di un gemito.
— Non dovremmo…
— Se non vuoi devi essere tu a fermarmi — lo dice deciso, si toglie la maglia mettendo in mostra la tartaruga e riinicia a leccare ed a stimolarla con le dita.
Si spoglia completamente e le dice — ora facciamo un ripasso della scheda, mettiti nella posizione dei slanci in quadrupedia — e le mette il cazzo a disposizione e dopo una indecisione, quello significava concedersi completamente lo prende in bocca avidamente.
Leccate, succhiate e movimenti di mano.
— Lo vuoi?
Lei era combattuta, lo si leggeva in volto, ma con quasi un sussurro — sì
Corre a prendere un preservativo — non voglio crearti più problemi del necessario — Le toglie il top e si mette dietro. Dei lenti movimenti di cappella sull’entrata del tunnel già umido e… il gemito di entrambi.
Poi tenendola per le tette la tira su e le bacia il collo… le guance e per fine intensamente in bocca. Se lui voleva semplice sesso intenso, lei desiderava qualcosa di più romantico e lui lo intuisce.
La mette sotto e baciandola dolcemente ricominciano una scopata, ora lenta e profonda.
Ripassano tutta la scheda, finendo con lo stretching a gambe aperte. Lui al limite toglie il preservativo e la schizza sulla pancia. Ridendo con una nuova connessione:
— Forse questo ultimo esercizio non te lo inserisco nella scheda
— Meglio di no — stranamente rideva e la si vedeva più felice — anche se quando c’è la possibilità lo posso anche fare
— Aiuta a sciogliere ahahha
— Ora è meglio che vada altrimenti il mio ragazzo pensa male
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