Buona la prima
di
IL MICROBO
genere
gay
BUONA LA PRIMA
Al cine gay quella sera davano “Uccelli in volo”. Adulti 10 euro, Diciottenni 2 euro (tanto per incentivare). Mi piazzo in fondo vicino ai bagni, appoggiato a una colonna. Poca gente in sala. Non più di cinque minuti e già ne ho uno dietro la schiena che mi sta con il fiato sul collo e si preme contro bello duro. Mi tira giù la tuta (che sotto non ho niente) e si sbottona facendomelo sentire tutto disteso fra le chiappe, lento a struscio su e giù. Gli ansimo.
Poi mi sussurra: Cerchi questo?
Gli rispondo con una smorfia.
Lo punta e subito ce l’ho dentro, fermo immobile.
-Che te ne pare?
Gli caccio un urletto.
Mi tappa la bocca e inizia a remare. Resto aggrappato alla colonna, tutto bloccato su di lui e guidato dall’altra mano, in presa salda sul mio ventre.
-Bel culo che hai.
Mi tira a sé e mi porta a 45 gradi o giù di lì (quel tanto che basta).
-Così va meglio.
Scopa, scopa, scopa. Cavolo come ci sa fare. Aumenta il ritmo e batte a sforzo. Io fremo.
-Ti arriva il premio.
Mi orgasma. Resta dentro, tutto addosso a me. Si toglie. Ci guardiamo.
-Cavolo ma sei Gianni!
Il portiere del mio stabile.
-A saperlo prima lo facevamo in guardiola.
Mi sorride, gli sorrido.
-Prossimi giorni ancora, ok? Ma dammi un segno di buona volontà.
Mi accuccio e glielo ripasso a lingua.
-Da me staremo più comodi, vero Gianni?
Annuisco.
-Lo fai da molto?
-Mai fatto.
-Che voglia che avevi!
-Sì, tanta.
Poi mi sussurra: Cerchi questo?
Gli rispondo con una smorfia.
Lo punta e subito ce l’ho dentro, fermo immobile.
-Che te ne pare?
Gli caccio un urletto.
Mi tappa la bocca e inizia a remare. Resto aggrappato alla colonna, tutto bloccato su di lui e guidato dall’altra mano, in presa salda sul mio ventre.
-Bel culo che hai.
Mi tira a sé e mi porta a 45 gradi o giù di lì (quel tanto che basta).
-Così va meglio.
Scopa, scopa, scopa. Cavolo come ci sa fare. Aumenta il ritmo e batte a sforzo. Io fremo.
-Ti arriva il premio.
Mi orgasma. Resta dentro, tutto addosso a me. Si toglie. Ci guardiamo.
-Cavolo ma sei Gianni!
Il portiere del mio stabile.
-A saperlo prima lo facevamo in guardiola.
Mi sorride, gli sorrido.
-Prossimi giorni da me, ok? Ma dammi un segno di buona volontà.
Mi accuccio e glielo ripasso a lingua.
-Da me staremo più comodi, vero Gianni?
Annuisco.
-Lo fai da molto?
-Mai fatto.
-Che voglia che avevi!
-Sì, tanta.
Al cine gay quella sera davano “Uccelli in volo”. Adulti 10 euro, Diciottenni 2 euro (tanto per incentivare). Mi piazzo in fondo vicino ai bagni, appoggiato a una colonna. Poca gente in sala. Non più di cinque minuti e già ne ho uno dietro la schiena che mi sta con il fiato sul collo e si preme contro bello duro. Mi tira giù la tuta (che sotto non ho niente) e si sbottona facendomelo sentire tutto disteso fra le chiappe, lento a struscio su e giù. Gli ansimo.
Poi mi sussurra: Cerchi questo?
Gli rispondo con una smorfia.
Lo punta e subito ce l’ho dentro, fermo immobile.
-Che te ne pare?
Gli caccio un urletto.
Mi tappa la bocca e inizia a remare. Resto aggrappato alla colonna, tutto bloccato su di lui e guidato dall’altra mano, in presa salda sul mio ventre.
-Bel culo che hai.
Mi tira a sé e mi porta a 45 gradi o giù di lì (quel tanto che basta).
-Così va meglio.
Scopa, scopa, scopa. Cavolo come ci sa fare. Aumenta il ritmo e batte a sforzo. Io fremo.
-Ti arriva il premio.
Mi orgasma. Resta dentro, tutto addosso a me. Si toglie. Ci guardiamo.
-Cavolo ma sei Gianni!
Il portiere del mio stabile.
-A saperlo prima lo facevamo in guardiola.
Mi sorride, gli sorrido.
-Prossimi giorni ancora, ok? Ma dammi un segno di buona volontà.
Mi accuccio e glielo ripasso a lingua.
-Da me staremo più comodi, vero Gianni?
Annuisco.
-Lo fai da molto?
-Mai fatto.
-Che voglia che avevi!
-Sì, tanta.
Poi mi sussurra: Cerchi questo?
Gli rispondo con una smorfia.
Lo punta e subito ce l’ho dentro, fermo immobile.
-Che te ne pare?
Gli caccio un urletto.
Mi tappa la bocca e inizia a remare. Resto aggrappato alla colonna, tutto bloccato su di lui e guidato dall’altra mano, in presa salda sul mio ventre.
-Bel culo che hai.
Mi tira a sé e mi porta a 45 gradi o giù di lì (quel tanto che basta).
-Così va meglio.
Scopa, scopa, scopa. Cavolo come ci sa fare. Aumenta il ritmo e batte a sforzo. Io fremo.
-Ti arriva il premio.
Mi orgasma. Resta dentro, tutto addosso a me. Si toglie. Ci guardiamo.
-Cavolo ma sei Gianni!
Il portiere del mio stabile.
-A saperlo prima lo facevamo in guardiola.
Mi sorride, gli sorrido.
-Prossimi giorni da me, ok? Ma dammi un segno di buona volontà.
Mi accuccio e glielo ripasso a lingua.
-Da me staremo più comodi, vero Gianni?
Annuisco.
-Lo fai da molto?
-Mai fatto.
-Che voglia che avevi!
-Sì, tanta.
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