Simmy Monè presenta: Valentina
di
Simmy Monè
genere
confessioni
Eccomi qui, sono Simone. Sulla carta d'identità ci sono scritti 46 anni, ma ho la maturità di un ragazzino che ha appena scoperto dove si nascondono le caramelle. Sono una persona decisamente trasgressiva e amo vivere nuove avventure, soprattutto se servono a mettere un po' di pepe alla routine in compagnia di Valentina. Oggi lei ha 43 anni ed è una vera forza della natura a cui riesce bene quasi ogni cosa. Definirla solo "mia moglie", però, sarebbe del tutto errato: lei da sempre è molto di più, è la mia complice in tutto e, soprattutto, la mia puttana. Il nostro è un dare e avere continuo che non conosce freni o limiti: lei soddisfa ogni mia perversione e il mio desiderio più spinto, e io faccio esattamente lo stesso con lei. A volte lo fa per compiacermi, a volte semplicemente perché sotto sotto è proprio una gran maiala di natura, tanto che troviamo sempre l'opportunità per divertirci insieme, in qualsiasi posto e con qualsiasi persona.Si dice che nella botte piccola c'è il vino buono, e lei di ridotto ha solo l'altezza, perché per il resto è tutta abbondante. Ha un sedere tondo e pieno, e un seno così enorme che è impossibile non fissarlo. Valentina di certo non fa nulla per nasconderlo, anzi veste sempre scollatissima perché adora farsi guardare e, inutile dirlo, a me questa cosa manda totalmente ai matti. Adoro, per esempio, quando siamo in auto e lei mostra le sue tette in modo del tutto disinvolto ai passanti. Per rendere il gioco ancora più piccante, capita spesso di fermarci davanti a un ignaro sconosciuto a chiedere indicazioni per una via inesistente, solo per il gusto di schiaffargli sotto il naso quelle tette e goderci la sua faccia da scemo. Oppure quando ci fermiamo dal benzinaio: il pagamento viene effettuato sempre dal suo lato e, ogni volta, casualmente la spallina del vestito o della canottiera le scivola giù all'improvviso, lasciando il seno scoperto per quei pochissimi secondi. Quegli istanti bastano e avanzano per rimanere stampati nella mente del benzinaio molto a lungo.
Ops!" dice lei sorridendo maliziosa, per poi risistemarsi la spallina e tirare su il finestrino come se niente fosse, lasciando il tipo immobile sulla pompa di benzina. E chissà, magari proprio tra voi che state leggendo c’è uno di quei benzinai rimasti lì impalati con la pompa in mano, o uno di quei passanti che è rimasto fermo sul marciapiede, facendo finta di riflettere su dove fosse la via Mario Rossi solo per rubare qualche istante in più e guardare quelle tette finché non siamo spariti! Se è così, ragazzi, sappiate che vi abbiamo svoltato la giornata e che quel seno vi è rimasto stampato in testa come un chiodo fisso. Ci auguriamo che vi siate divertiti almeno quanto noi e che il ricordo vi accompagni ancora, magari mentre raccontate la storia agli amici al bar per farli morire d'invidia!Questa nostra intesa perfetta va avanti dal lontanissimo 1999, quando lei era appena una ragazzina di 17 anni alle prime esperienze e io ho fatto volentieri la mia parte per svezzarla a dovere. Da allora non ci siamo più fermati e lei continua ad assecondarmi in ogni pazzia, portando questo suo vizio di esibirsi fin sul posto di lavoro, nella farmacia dove è impiegata. Lì si creano situazioni che sono un misto di erotismo e comicità pura, a partire dal suo capo, il dottor Tancredi. È un vecchio di quasi settant'anni, alto, magro e con i capelli sempre sconvolti che lo fanno sembrare uno scienziato pazzo. Il bello è che Tancredi prova a fingere una certa serietà: fa la faccia severa e la rimprovera per le scollature esagerate con cui si presenta, ma mentre fa il finto prete col dito alzato, quell'occhio birichino gli cade immancabilmente dritto in mezzo alle tette!Il vecchio farmacista, d'altronde, è in buona compagnia. I suoi due dipendenti, Maurizio e Andrea, sembrano una coppia di furbacchioni completamente rapiti da quel ben di Dio: passano le giornate con gli occhi sbarrati a fissarle quel bel seno, e Valentina ci sguazza alla grande perché non le dà affatto fastidio. Ci sono giorni in cui si mette delle canottiere talmente scarse e larghe che lasciano intravedere praticamente tutto. Ogni volta che si piega in avanti, le sue mammelle sembrano voler balzare fuori dalla stoffa. Lei lo fa apposta: si muove con una lentezza calcolata proprio davanti ai loro occhi per farli impazzire e godersi le loro facce imbambolate, mentre i due cercano di darsi un tono senza riuscire a staccare lo sguardo. E lo stesso identico show vale per il culo. Valentina indossa vestiti talmente corti che quando si china a raccogliere le scatole dei farmaci negli scaffali bassi, lo fa con movimenti studiati per lasciare il suo bel culo tondo in bella vista, mentre i nostri due spettatori rimangono pietrificati a fissare quel ben di Dio coperto solo da un micro perizoma con un piccolo filo che sparisce dritto tra le chiappe.
D'altronde mica scopriamo l'acqua calda: tutti in zona sanno come Valentina abbia ottenuto quel posto. È bastato un colloquio decisamente privato, da soli, nel magazzino sul retro insieme al dottor Tancredi. Cosa sia successo di preciso dietro quella porta chiusa e in mezzo agli scaffali resta un mistero, ma di certo quel giorno il vecchio non le ha fatto firmare il contratto solo con la penna! E il dubbio forte, a dire il vero, rimane pure per Maurizio e Andrea: con la scusa di fare l'inventario o di sistemare i medicinali arrivati la mattina, chissà che anche loro non abbiano timbrato il cartellino a modo loro con mia moglie, magari infilandosi tra le sue cosce oppure prendendola dritto nel culo. Dopotutto, non sarebbe mica la prima volta che io e lei trasformiamo un luogo di lavoro nel posto perfetto dove trovare il nostro piacere più sfrenato. Quindi, se tra chi legge c’è qualcuno in cerca di personale e volesse fare un colloquio a mia moglie Valentina, sappiate che lei è piuttosto disponibile... ma solo se l'unica cosa che vi interessa valutare sono le sue doti naturali, come ad esempio la sua straordinaria capacità di farsi sbattere sulla scrivania!Se avete letto i miei racconti precedenti credo che abbiate già capito di che pasta siamo fatti. Oltre a vivere queste avventure erotiche, la mia vera passione è metterle su carta: scrivo di noi da quando abbiamo iniziato e uso da sempre lo pseudonimo di Simmy Monè. Ma immagino che anche questo segreto di Pulcinella vi sia già noto. Per conoscerci meglio vi basterà continuare a leggere i miei racconti delle nostre avventure. E mi raccomando, non fate i moralisti: prendete i pop-corn e godetevi lo spettacolo perché qui, proprio come nei migliori film di Hollywood, è tutto rigorosamente "tratto da una storia vera". Anzi, verissima!
Con affetto,
Simmy Monè
Ops!" dice lei sorridendo maliziosa, per poi risistemarsi la spallina e tirare su il finestrino come se niente fosse, lasciando il tipo immobile sulla pompa di benzina. E chissà, magari proprio tra voi che state leggendo c’è uno di quei benzinai rimasti lì impalati con la pompa in mano, o uno di quei passanti che è rimasto fermo sul marciapiede, facendo finta di riflettere su dove fosse la via Mario Rossi solo per rubare qualche istante in più e guardare quelle tette finché non siamo spariti! Se è così, ragazzi, sappiate che vi abbiamo svoltato la giornata e che quel seno vi è rimasto stampato in testa come un chiodo fisso. Ci auguriamo che vi siate divertiti almeno quanto noi e che il ricordo vi accompagni ancora, magari mentre raccontate la storia agli amici al bar per farli morire d'invidia!Questa nostra intesa perfetta va avanti dal lontanissimo 1999, quando lei era appena una ragazzina di 17 anni alle prime esperienze e io ho fatto volentieri la mia parte per svezzarla a dovere. Da allora non ci siamo più fermati e lei continua ad assecondarmi in ogni pazzia, portando questo suo vizio di esibirsi fin sul posto di lavoro, nella farmacia dove è impiegata. Lì si creano situazioni che sono un misto di erotismo e comicità pura, a partire dal suo capo, il dottor Tancredi. È un vecchio di quasi settant'anni, alto, magro e con i capelli sempre sconvolti che lo fanno sembrare uno scienziato pazzo. Il bello è che Tancredi prova a fingere una certa serietà: fa la faccia severa e la rimprovera per le scollature esagerate con cui si presenta, ma mentre fa il finto prete col dito alzato, quell'occhio birichino gli cade immancabilmente dritto in mezzo alle tette!Il vecchio farmacista, d'altronde, è in buona compagnia. I suoi due dipendenti, Maurizio e Andrea, sembrano una coppia di furbacchioni completamente rapiti da quel ben di Dio: passano le giornate con gli occhi sbarrati a fissarle quel bel seno, e Valentina ci sguazza alla grande perché non le dà affatto fastidio. Ci sono giorni in cui si mette delle canottiere talmente scarse e larghe che lasciano intravedere praticamente tutto. Ogni volta che si piega in avanti, le sue mammelle sembrano voler balzare fuori dalla stoffa. Lei lo fa apposta: si muove con una lentezza calcolata proprio davanti ai loro occhi per farli impazzire e godersi le loro facce imbambolate, mentre i due cercano di darsi un tono senza riuscire a staccare lo sguardo. E lo stesso identico show vale per il culo. Valentina indossa vestiti talmente corti che quando si china a raccogliere le scatole dei farmaci negli scaffali bassi, lo fa con movimenti studiati per lasciare il suo bel culo tondo in bella vista, mentre i nostri due spettatori rimangono pietrificati a fissare quel ben di Dio coperto solo da un micro perizoma con un piccolo filo che sparisce dritto tra le chiappe.
D'altronde mica scopriamo l'acqua calda: tutti in zona sanno come Valentina abbia ottenuto quel posto. È bastato un colloquio decisamente privato, da soli, nel magazzino sul retro insieme al dottor Tancredi. Cosa sia successo di preciso dietro quella porta chiusa e in mezzo agli scaffali resta un mistero, ma di certo quel giorno il vecchio non le ha fatto firmare il contratto solo con la penna! E il dubbio forte, a dire il vero, rimane pure per Maurizio e Andrea: con la scusa di fare l'inventario o di sistemare i medicinali arrivati la mattina, chissà che anche loro non abbiano timbrato il cartellino a modo loro con mia moglie, magari infilandosi tra le sue cosce oppure prendendola dritto nel culo. Dopotutto, non sarebbe mica la prima volta che io e lei trasformiamo un luogo di lavoro nel posto perfetto dove trovare il nostro piacere più sfrenato. Quindi, se tra chi legge c’è qualcuno in cerca di personale e volesse fare un colloquio a mia moglie Valentina, sappiate che lei è piuttosto disponibile... ma solo se l'unica cosa che vi interessa valutare sono le sue doti naturali, come ad esempio la sua straordinaria capacità di farsi sbattere sulla scrivania!Se avete letto i miei racconti precedenti credo che abbiate già capito di che pasta siamo fatti. Oltre a vivere queste avventure erotiche, la mia vera passione è metterle su carta: scrivo di noi da quando abbiamo iniziato e uso da sempre lo pseudonimo di Simmy Monè. Ma immagino che anche questo segreto di Pulcinella vi sia già noto. Per conoscerci meglio vi basterà continuare a leggere i miei racconti delle nostre avventure. E mi raccomando, non fate i moralisti: prendete i pop-corn e godetevi lo spettacolo perché qui, proprio come nei migliori film di Hollywood, è tutto rigorosamente "tratto da una storia vera". Anzi, verissima!
Con affetto,
Simmy Monè
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