Galeotta fu la fotocopiatrice e chi la comprò 3
di
passionario
genere
trio
Salgo in ascensore. Ho il cuore in gola. Sono eccitatissima, ma anche preoccupata. Come andrà? Ormai è fatta, non posso tirarmi indietro. Tutti gli indizi, dal ritardo alla macchina sottocasa, dimostrano che ho trasgredito. Ora glielo devo dire. È fuori dalla porta di casa, mi apre la porta dell’ascensore, lo vedo ansioso e desideroso di sapere come è andata. Vedo che ha capito che ci è stata la chiavata, ed è ansioso di sapere tutto. Esco dall’ascensore, manco il tempo di chiudere la porta. Mi abbraccia strettissimo, mi bacia come non mai. La lingua ispeziona ogni angolo della bocca, si accorge della diversità hai chiavato, come è andata. Ti è piaciuto? Mi fai godere? Certo amore, entriamo in casa che ti racconto e ti do tutto. Ma questa bocca ha un sapore forte, strano, sembra quasi che tu abbia fumato. No, gli ho fatto un bocchino qui giù. Era ancora eccitato, nonostante prima fosse arrivato tre volte. Ecco il fazzoletto dove ho raccolto il suo sperma. Lo lecca con ingordigia, c’è ancora dentro il liquido seminale fluttuante. Lo succhia tutto, non ne lascia neanche una goccia. Lo porto sul letto. Mi distendo, gli apro le gambe. Lecca e succhiami lo sperma appena depositato da quell’enorme cazzo. Si precipita con la bocca sulla mia vagina. Beve a sorsate lo sperma ancora che fuoriesce e il mio squirting che ora esce ancora più copioso. Sono di nuovo eccitata all’idea che ho potuto chiavare con un altro uomo e poterlo raccontare a mio marito. Lo amo ancora di più. Mi ha prosciugata la vagina. Leccami il collo, i seni, la pancia, la schiena. Troverai la sua saliva, il suo profumo e i lividi dei suoi succhiotti. Penso che potrai sentire il profumo del suo cazzo su tutto il mio corpo. Me lo ha passato e girato dappertutto. Gli ho fatto una spagnola con le tette e me le ha inondate di sperma. Gli ho fatto un bocchino, è arrivato in bocca e ho dovuto berlo perché mi baciava. Mi ha penetrata nel ventre ed ho accolto il suo seme. Voleva anche il culo. Glielo ho negato. Gli ho detto che quello è riservato solo a te. Però non ho potuto negargli di leccarmelo. Col fazzoletto fra le gambe ho raccolto lo sperma che usciva dalla vagina. Poi l’ho passato sulle tette dopo che è arrivato. E qui sotto casa ho versato lo sperma che avevo in bocca dopo il bocchino. Voleva baciarmi per farmelo bere. Non, questo lo raccolgo e lo porto a mio marito.
Mio marito sembrava impazzito dal desiderio. Mi ha chiavata con forza. Un leone indomito penetrava ed usciva con grande violenza. Ha sborrato velocemente. Gli spermi, i profumi si sono mescolati.
Si è calmato. Ha voluto che gli raccontassi come è successo.
Gli ho raccontato che io davanti e lui dietro studiavamo le mosse per schiacciare i pulsanti della fotocopiatrice. Gli ho raccontato del bacio sul collo, che mi sono girata e ho preso il bacio in bocca, gli ho raccontato della sua mano fra le mie gambe e del tanga fradicio, delle sue dita che mi frugavano, della sua mano che trascinava la mia verso il cazzo, del tentativo di ficcarmelo dentro e che io ho impedito per paura che entrassero estranei, gli ho raccontato dell’appuntamento fuori dall’ufficio e che mi avrebbe accompagnato in macchina. Gli ho raccontato del vialetto sterrato in mezzo alla campagna e della feroce penetrazione e del sostenuto bocchino con l’enorme sborrata in bocca.
Gli ho raccontato che tu sapevi tutto e che mi stavi aspettando per chiavarmi ancora. Lui si è eccitato ancora e col bastone ritto, mi ha penetrato per la seconda volta sburrandomi copiosamente. Ancora una volta ho raccolto lo sperma nel fazzoletto e gli ho detto che te lo avrei portato per fartelo leccare. Sotto casa era ancora eccitato. Gli ho fatto il bocchino. Voleva farmelo ingoiare, ma gli ho detto che tu l’avresti gradito e l’ho raccolto nel fazzoletto.
Ora lui sa tutto di te e tu sai tutto di lui. Sarebbe bello se qualche volta potessimo vederci tutti e tre insieme.
Certo, organizziamo una cena qui da noi e lo inviti.
Ma non poteva essere fra una settimana, ma la sera dopo.
Gli telefono subito. Accetta l’invito. Domani sera viene a casa nostra. Bacio mio marito, ricambia con carezze e penetrazioni della vagina e del culo con le sue poderose dita. Lo vedo drizzarsi ancora. Ha un cazzo grande. A proposito come è il suo. Gli dico la verità, tanto il giorno dopo lo vedrà.
E’ grande, quasi il doppio del tuo in larghezza e lunghezza. Ha, perciò oggi il mio cazzo ballava nella tua vagina. Ma io ho riservato per te il buco del culo, se vuoi puoi penetrarmi. Quello è solo per te. Non se lo fa ripetere due volte. Il cazzo già ritto, sembra ancora più grosso. Mi prende dietro. Entra ed esce, quella bella sensazione del vuoto – pieno mi porta in estasi. Arriviamo nello stesso momento all’orgasmo. Anche se il suo cazzo lavora nel mio culo, il mio clitoride strofina sul lenzuolo e mi porta all’orgasmo. Ma un orgasmo potente. Squirting e umori si mescolano allo sperma del mio amore che cola dal buco del mio culo. Lui succhia quella lava che cola copiosa dalla montagna e condivide con me quel miele delizioso che, penetrato nel buco del culo, assume un sapore di agrumi. Lo beviamo. Che piacere sentirlo colare lungo la gola.
Ormai siamo esausti, ma pieni di gioia al pensiero che domani sera ci facciamo una bella scopata a tre.
Mio marito sembrava impazzito dal desiderio. Mi ha chiavata con forza. Un leone indomito penetrava ed usciva con grande violenza. Ha sborrato velocemente. Gli spermi, i profumi si sono mescolati.
Si è calmato. Ha voluto che gli raccontassi come è successo.
Gli ho raccontato che io davanti e lui dietro studiavamo le mosse per schiacciare i pulsanti della fotocopiatrice. Gli ho raccontato del bacio sul collo, che mi sono girata e ho preso il bacio in bocca, gli ho raccontato della sua mano fra le mie gambe e del tanga fradicio, delle sue dita che mi frugavano, della sua mano che trascinava la mia verso il cazzo, del tentativo di ficcarmelo dentro e che io ho impedito per paura che entrassero estranei, gli ho raccontato dell’appuntamento fuori dall’ufficio e che mi avrebbe accompagnato in macchina. Gli ho raccontato del vialetto sterrato in mezzo alla campagna e della feroce penetrazione e del sostenuto bocchino con l’enorme sborrata in bocca.
Gli ho raccontato che tu sapevi tutto e che mi stavi aspettando per chiavarmi ancora. Lui si è eccitato ancora e col bastone ritto, mi ha penetrato per la seconda volta sburrandomi copiosamente. Ancora una volta ho raccolto lo sperma nel fazzoletto e gli ho detto che te lo avrei portato per fartelo leccare. Sotto casa era ancora eccitato. Gli ho fatto il bocchino. Voleva farmelo ingoiare, ma gli ho detto che tu l’avresti gradito e l’ho raccolto nel fazzoletto.
Ora lui sa tutto di te e tu sai tutto di lui. Sarebbe bello se qualche volta potessimo vederci tutti e tre insieme.
Certo, organizziamo una cena qui da noi e lo inviti.
Ma non poteva essere fra una settimana, ma la sera dopo.
Gli telefono subito. Accetta l’invito. Domani sera viene a casa nostra. Bacio mio marito, ricambia con carezze e penetrazioni della vagina e del culo con le sue poderose dita. Lo vedo drizzarsi ancora. Ha un cazzo grande. A proposito come è il suo. Gli dico la verità, tanto il giorno dopo lo vedrà.
E’ grande, quasi il doppio del tuo in larghezza e lunghezza. Ha, perciò oggi il mio cazzo ballava nella tua vagina. Ma io ho riservato per te il buco del culo, se vuoi puoi penetrarmi. Quello è solo per te. Non se lo fa ripetere due volte. Il cazzo già ritto, sembra ancora più grosso. Mi prende dietro. Entra ed esce, quella bella sensazione del vuoto – pieno mi porta in estasi. Arriviamo nello stesso momento all’orgasmo. Anche se il suo cazzo lavora nel mio culo, il mio clitoride strofina sul lenzuolo e mi porta all’orgasmo. Ma un orgasmo potente. Squirting e umori si mescolano allo sperma del mio amore che cola dal buco del mio culo. Lui succhia quella lava che cola copiosa dalla montagna e condivide con me quel miele delizioso che, penetrato nel buco del culo, assume un sapore di agrumi. Lo beviamo. Che piacere sentirlo colare lungo la gola.
Ormai siamo esausti, ma pieni di gioia al pensiero che domani sera ci facciamo una bella scopata a tre.
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