Lo specchio del desiderio

di
genere
corna

Ambra è sempre stata la mia regina ed io il suo schiavo fedele. Ormai erano circa 5 anni di vita insieme da sposati ed io cornuto. Volevo solo il suo piacere, godevo nel farla scopare da altra gente e lei godeva nel vedermi arrapato e umiliato allo stesso tempo. Spesso ero presente agli incontri ma nell'ultimo periodo sono stato un po' tenuto sulle spine ed umiliato in modi sempre nuovi e diversi. Erano due mesi che non sborravo, chiuso in castità e liberato solo una volta al giorno per l'igiene personale. Circa una settimana fa lei mi dice "stasera dopo un po' di tempo ti lascerò guardare... Libero dalla gabbietta ma mani legate! Non ti sognare nemmeno di poterti fare una sega mentre mi guardi". Nonostante la limitazione forte di non potermi masturbare liberamente ero molto eccitato Ed aspettavo l'incontro col suo bull con grande ansia. Lei come al solito si veste da troia, senza mutandine e con un abitino corto e scollato per andare a cena col toro. Prima di uscire mi fa inginocchiare e mi dice "leccami Un po E preparami per il mio stallone". Si tira su il vestitino, piegandosi a novanta e mi sbatte in faccia la sua figa umida e profumata, appena rasata e lavata per il suo amante. Io diligentemente la assecondo e la lecco tutta, il suo clitoride in breve diventa turgido ed I suoi umori colano lungo la gamba, io prontamente li raccolgo e mi porto a leccarle anche il buco del culo, ci infilo la punta e lei quasi trasalisce e spinge con forza la mia faccia contro le sue natiche. Si stacca di colpo per non avere un orgasmo prima dell'incontro e lasciar crescere il desiderio per la seconda parte della serata. Io resto ingabbiato nell'attesa del suo ritorno dalla cenetta romantica. Non passano neppure due ore che mi scrive un WhatsApp e mi dice "fatti trovare pronto in camera già nudo e con le manette ai polsi legate dietro alla schiena, mi faccio dare due colpi di riscaldamento in macchina e arriviamo". Senza attendere un secondo in piu ero già pronto come un cagnolino ad aspettare la sua padrona. Rientrano dopo neppure un quarto d'ora, in preda dall'eccitazione quasi non si accorgono di me in ginocchio ai piedi del letto. Lei si ferma, scosta il bull (Tra l'altro era il fratello di una sua amica con cui scopava all'università) quasi dimenticava gli ordini... Apre il suo cassetto del piacere e sfodera un dildo realistico di circa 20 cm. Lo pianta a terra con la ventosa e mi ordina di salirci sopra. Mi libera dalla gabbietta e mi dice "se vuoi puoi guardare ma non direttamente, infilati questo cazzo in culo e segui la nostra scopata allo specchio. Mi raccomando, stai al ritmo e non venire prima di me altrimenti me la paghi, non ti faccio sborrare per un anno intero!". Appena toglie la gabbietta il mio cazzo diventa duro come il marmo pronto a schizzare al minimo tocco. Ero seriamente in difficoltà e non volevo assolutamente contrariare la mia signora. Mi siedo sul dildo provando un misto di dolore e lussuria, il dolore mi toglie un po' di l'eccitazione per fortuna e comincio quindi a guardare mia moglie scopata brutalmente dal suo amante dell'università. Colpo dopo colpo, continuavo a guardarla contorcersi dal piacere, piegata dal grosso cazzo di lui. Io come una troietta ubbidiente guardavo e saltavo ininterrottamente sul cazzo di gomma quasi legando il mio piacere al suo, la sua penetrazione alla mia. Dopo pochi minuti sentii lui che le diceva "mi hai fatto arrapare troppo in macchina, non resisterò molto... Tra poco ti riempio la figa come una volta!". Lei era in preda ai ricordi di gioventù e con un veloce gesto portò la sua mano al clitoride e cominciò a toccarsi furiosamente, quando stava per raggiungere l'apice urló "riempimi, Sono la tua troia!". A quelle parole il suo toro biondino capitoló e la riempi di sperma. La scena era perfetta anche se vista dando le spalle e guardando dallo specchio, il mio cazzo era tutto in tiro e non ci volle molto che, liberato dalle catene della schiavitù, sborrai copiosamente contro lo specchio. Attesi qualche minuto che qualcuno mi liberasse almeno le mani, ma così non fu, anzi, l'umiliazione era appena cominciata.
Disteso a terra in posizione fetale, con il dildo ancora dentro di me, le gambe imbrattate dal mio stesso sperms giacevo in attesa di compassione. Non ve ne fu. Lei si alzò dal letto piena ancora del suo sperma e si piegó sulla mia faccia lasciando colare il frutto del suo tradimento sul mio viso ed andò a farsi una doccia. Alberto (questo era il nome del bull) si alzò quindi anche lui dal letto e le chiese "posso entrare in bagno un attimo per pisciare?", lei già in doccia gli rispose "no, hai il cesso in camera! Piscia su di lui, tanto poi pulisce tutto!". Non se lo lasciò dire due volte. Si voltò e con il cazzo ancora turgido e umido della recente eiaculazione so diresse verso di me, me lo puntó in faccia e lasciò scorrere tutta la sua urina su di me.
scritto il
2026-06-05
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