Le prime sensazioni
di
Sborratore
genere
prime esperienze
Rossana era una giovane liceale appena diventata maggiorenne, molto acerba, il seno turgido e roseo. La sua pelle era molto pallida, era rossiccia di capelli e con gli occhi azzurri. Fianchi un po' larghi ma un bel culetto tonico e giovane. Non si metteva mai in mostra in quanto era molto schiva e riservata. All'epoca io ero un giovane universitario, studente modello tutto casa e chiesa. Ci conoscevamo perchè frequentavamo la stessa parrocchia, entrambi di famiglie molto religiose. Io avevo avuto delle brevi esperienze con delle ragazze, ma non avevo fatto ancora sesso per la prima volta. Ci si guardava da lontano, consapevoli di un potenziale interesse da parte di entrambi ma ancora non espresso. Lei giocava a pallavolo nella squadra del liceo e spesso rientrando in auto dall'università al pomeriggio la vedevo recarsi al palazzetto dello sport per gli allenamenti di pallavolo. Spesso il mio pensiero andava al suo corpo, alla delicatezza della sua pelle e dei suoi seni. Mi arrovellavo per trovare un modo di iniziare il discorso e provare ad entrare in contatto con lei. Nei primi anni 2000 non erano così diffusi i social ed era difficile contattare una persona, per cui spesso mi facevo trovare di passaggio davanti al palazzetto dello sport al termine degli allenamenti "casualmente", ovvero andavo a comprare qualcosa dal fruttivendolo all'angolo vicino al palazzetto. Per fortuna dopo vari tentativi, una sera di metà novembre non c'era nessuno che la riaccompagnasse a casa. Era freddo e buio, avrebbe dovuto attendere l'autobus che chissà quando sarebbe passato lì davanti. Io ero nei paraggi, mi avvicino, la saluto e le dico "ciao Rossana, io sono passato di qui a prendere della frutta, se vuoi ti do uno strappo a casa. Non farti problemi, io ci passo davanti casa tua per arrivare a casa mia". Lei era visibilmente felice di quell'offerta e quasi voleva dire "non vedevo l'ora anche io di approcciarti". Salì in auto, una vecchia Fiat Panda nera ma ben tenuta e messa in ordine per l'occasione. Cominciammo a parlare del più e del meno, dei suoi sogni dopo il liceo, del mio percorso universitario e così facendo arrivammo nei pressi di casa sua. Lei all'improvviso si blocca e mi dice "fermati in quel parcheggio un po' distante da casa mia, se mio padre mi vede arrivare con un ragazzo per me e per te sono guai".
Feci come mi era stato detto. Parcheggiai e aspettavo che scendesse, ma lei era meno santarellina di quello che pensavo. Mi disse "spegni il motore, finalmente siamo da soli". Si avvicinò a me e mi baciò, io ricambiai con enorme passione. In pochi minuti eravamo lì al buio nella mia Panda ad ardere di passione col rischio che suo padre ci vedesse o uscisse di casa a cercarla. Il mio cazzo era diventato turgido e visibilmente eretto si notava dal pantalone di tuta che indossavo. Lei senza smettere di baciarmi lasciò scivolare la mano sui miei pantaloni, poi si infilò tra il pantalone e gli slip. Mi sembrò di scoppiare, avevo il cuore a mille ed ero eccitato da morire. Cominciò a maneggiare il mio cazzo da sopra gli slip, al che io cominciai a far scivolare la mia mano sotto la sua maglietta. Le toccai il seno, turgido, con i capezzoli rizzati dal freddo, esattamente come me lo aspettavo. Dolcemente scivolai verso i suoi leggings, le aprii delicatamente le gambe per arrivare nell'interno coscia. Lei spalancò le gambe e disse "fammelo sentire, voglio sentire il tuo cazzo duro contro la mia fighetta stretta, però per ora non voglio perdere la verginità ma posso assicurarti che la voglia di averlo dentro di me è irrefrenabile". Reclinai lo schienale e mi posizionai su di lei a missionario, lei tirò su i leggings fino a mettere in mostra un bellissimo camel-toe. Io tirai giù i pantaloni e cominciai a strofinare la cappella contro la sua vulva. I nostri movimenti diventarono velocemente convulsi e si capiva bene la passione di entrambi. Lei mi guidava e si faceva strofinare il pene nei punti che la eccitavano di più. Dopo alcuni minuti le si irrigidirono le gambe, il respiro diventò più rapido e profondo, le vene del collo cominciarono a gonfiarsi, la schiena si inarcava e la testa si portava indietro. Al culmine del suo piacere si lasciò sfuggire un gemito di godimento e poi mi strinse a sè e mi abbracciò con le gambe incrociate dietro la mia schiena. Era stato il suo primo orgasmo con un uomo. Io ero eccitatissimo e quella scena mi regalò una voglia di sborrare indecente. Lei si avvicinò al mio orecchio e disse "tiralo fuori e sborrami addosso, non ho mai visto un cazzo dal vivo". Non me lo lasciai dire due volte. Lo tirai fuori, era ancora ricoperto dal prepuzio, tirai fuori la cappella che era gonfia e rossa di eccitazione. Lei esclamò "wow! voglio toccarlo!". La lasciai fare. Con la mia mano le feci vedere il movimento su e giù della sega e lei seguiva con estremo interesse. Dopo pochi minuti non resistetti più e fuoriuscì un denso e caldo fiume di sperma represso da settimane che le sporcò il leggings e la maglietta.
Ero imbarazzato per quanto successo ma lei mi disse dolcemente "non li laverò questi vestiti per avere sempre parte di te e del tuo odore vicino a me nei prossimi giorni".
Detto questo uscì dalla macchina e si diresse verso casa.
Feci come mi era stato detto. Parcheggiai e aspettavo che scendesse, ma lei era meno santarellina di quello che pensavo. Mi disse "spegni il motore, finalmente siamo da soli". Si avvicinò a me e mi baciò, io ricambiai con enorme passione. In pochi minuti eravamo lì al buio nella mia Panda ad ardere di passione col rischio che suo padre ci vedesse o uscisse di casa a cercarla. Il mio cazzo era diventato turgido e visibilmente eretto si notava dal pantalone di tuta che indossavo. Lei senza smettere di baciarmi lasciò scivolare la mano sui miei pantaloni, poi si infilò tra il pantalone e gli slip. Mi sembrò di scoppiare, avevo il cuore a mille ed ero eccitato da morire. Cominciò a maneggiare il mio cazzo da sopra gli slip, al che io cominciai a far scivolare la mia mano sotto la sua maglietta. Le toccai il seno, turgido, con i capezzoli rizzati dal freddo, esattamente come me lo aspettavo. Dolcemente scivolai verso i suoi leggings, le aprii delicatamente le gambe per arrivare nell'interno coscia. Lei spalancò le gambe e disse "fammelo sentire, voglio sentire il tuo cazzo duro contro la mia fighetta stretta, però per ora non voglio perdere la verginità ma posso assicurarti che la voglia di averlo dentro di me è irrefrenabile". Reclinai lo schienale e mi posizionai su di lei a missionario, lei tirò su i leggings fino a mettere in mostra un bellissimo camel-toe. Io tirai giù i pantaloni e cominciai a strofinare la cappella contro la sua vulva. I nostri movimenti diventarono velocemente convulsi e si capiva bene la passione di entrambi. Lei mi guidava e si faceva strofinare il pene nei punti che la eccitavano di più. Dopo alcuni minuti le si irrigidirono le gambe, il respiro diventò più rapido e profondo, le vene del collo cominciarono a gonfiarsi, la schiena si inarcava e la testa si portava indietro. Al culmine del suo piacere si lasciò sfuggire un gemito di godimento e poi mi strinse a sè e mi abbracciò con le gambe incrociate dietro la mia schiena. Era stato il suo primo orgasmo con un uomo. Io ero eccitatissimo e quella scena mi regalò una voglia di sborrare indecente. Lei si avvicinò al mio orecchio e disse "tiralo fuori e sborrami addosso, non ho mai visto un cazzo dal vivo". Non me lo lasciai dire due volte. Lo tirai fuori, era ancora ricoperto dal prepuzio, tirai fuori la cappella che era gonfia e rossa di eccitazione. Lei esclamò "wow! voglio toccarlo!". La lasciai fare. Con la mia mano le feci vedere il movimento su e giù della sega e lei seguiva con estremo interesse. Dopo pochi minuti non resistetti più e fuoriuscì un denso e caldo fiume di sperma represso da settimane che le sporcò il leggings e la maglietta.
Ero imbarazzato per quanto successo ma lei mi disse dolcemente "non li laverò questi vestiti per avere sempre parte di te e del tuo odore vicino a me nei prossimi giorni".
Detto questo uscì dalla macchina e si diresse verso casa.
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