Ai suoi piedi...
di
Sborratore
genere
dominazione
Ambra aveva con me un contratto come già altre volte ho scritto, lei era libera di fare sesso con chi voleva senza limiti ma io potevo reclamarla quando ne avessi voluto. Era una sera delle sue uscite del fine settimana. Spesso ritornava da lunghe scopate anche con più persone organizzate apposta per darle piacere con lo scopo ultimo di umiliarmi. Io lasciavo correre il più delle volte, anzi ero felice se lei era soddisfatta. Talora mi concedeva delle brevi scopate per svuotare le mie palle e rendermi più docile.
Quella sera ero intenzionato a farmi valere. Quando sarebbe tornata l'avrei reclamata e la avrei scopata duramente. Aspettavo da ore quel momento che lei aprisse la porta. Io ero sul divano a guardare porno e a tenere il cazzo ben duro per essere pronto in qualsiasi momento alla scopata. Alle 2 di notte circa apre la porta. Alta, abbronzata, con una minigonna nera, collant nere e stivali con tacco 12. Sopra un body di pizzo che le metteva in risalto le sue tette sode. Mi alzo di colpo dal divano e le vado incontro come se volessi sbatterla contro il muro e scolarla. A metà strada lei mi guarda e comincia a ridere sonoramente. Ovviamente potete capire che la derisione aveva spento ogni ardire in me. Mi avvicino con fare sottomesso. Lei mi fa inginocchiare e senza dire mezza parola si tira giù i collant e mette in bella mostra la sua figa gonfia e umida. Pulsava di godimento appena ricevuto. La striscia di pelo che la sormontava era sporca palesemente di sperma appena depositato. MI prende la testa e me la schiaccia forte sulla sua vulva dicendo "non azzardarti a leccare, devi solo vedere da vicino come è una figa che ha goduto, perché tu non ci riuscirai mai". Io ero lì in ginocchio, cazzo duro, inerme, in balia delle sue parole dure e taglienti. Si stacca le clip del body che aveva allacciato a livello della vulva e si piega lentamente su di me. Dalla sua figa sgorga un liquido biamcastro appiccicoso e me lo lascia cadere direttamente sul glande. Il succo del suo godimento è di quello di qualcun altro ora mi umiliava. Con una voglia irrefrenabile strofino il mio pene con la sborra altrui sui suoi piedi. Ero così eccitato che dopo pochi colpi capitolo ed emetto una quantità di sperma immensa sui suoi piedi ed a terra.
Lei si gira, mi allarga le natiche sul viso e mi preme la faccia sul suo sesso e sull'ano. Pulisco tutto con la massima diligenza e lecco quello che avevo sparato fuori anche io. Ero il suo servo da sempre e lo sarei stato per sempre.
Quella sera ero intenzionato a farmi valere. Quando sarebbe tornata l'avrei reclamata e la avrei scopata duramente. Aspettavo da ore quel momento che lei aprisse la porta. Io ero sul divano a guardare porno e a tenere il cazzo ben duro per essere pronto in qualsiasi momento alla scopata. Alle 2 di notte circa apre la porta. Alta, abbronzata, con una minigonna nera, collant nere e stivali con tacco 12. Sopra un body di pizzo che le metteva in risalto le sue tette sode. Mi alzo di colpo dal divano e le vado incontro come se volessi sbatterla contro il muro e scolarla. A metà strada lei mi guarda e comincia a ridere sonoramente. Ovviamente potete capire che la derisione aveva spento ogni ardire in me. Mi avvicino con fare sottomesso. Lei mi fa inginocchiare e senza dire mezza parola si tira giù i collant e mette in bella mostra la sua figa gonfia e umida. Pulsava di godimento appena ricevuto. La striscia di pelo che la sormontava era sporca palesemente di sperma appena depositato. MI prende la testa e me la schiaccia forte sulla sua vulva dicendo "non azzardarti a leccare, devi solo vedere da vicino come è una figa che ha goduto, perché tu non ci riuscirai mai". Io ero lì in ginocchio, cazzo duro, inerme, in balia delle sue parole dure e taglienti. Si stacca le clip del body che aveva allacciato a livello della vulva e si piega lentamente su di me. Dalla sua figa sgorga un liquido biamcastro appiccicoso e me lo lascia cadere direttamente sul glande. Il succo del suo godimento è di quello di qualcun altro ora mi umiliava. Con una voglia irrefrenabile strofino il mio pene con la sborra altrui sui suoi piedi. Ero così eccitato che dopo pochi colpi capitolo ed emetto una quantità di sperma immensa sui suoi piedi ed a terra.
Lei si gira, mi allarga le natiche sul viso e mi preme la faccia sul suo sesso e sull'ano. Pulisco tutto con la massima diligenza e lecco quello che avevo sparato fuori anche io. Ero il suo servo da sempre e lo sarei stato per sempre.
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