La punizione
di
UF-pig
genere
trans
La punizione per la mia “mezza scappatella” con C non tardò ad arrivare...
Da tempo io ed M eravamo indecisi su come riempire una parete della sala rimasta libera, l’idea era di un quadro contemporaneo astratto di misura almeno 100x200.
Della cosa se ne stava occupando M, coinvolgendo la galleria della Signora P, la quale gli propose diversi artisti e spinse in particolare su A, pittrice di talento di origine americana.
A era una giramondo e si trovava nella nostra città per una serie di iniziative. Sfruttando i buoni uffici della Signora P, M colse l’occasione per un incontro in galleria per commissionare un’opera nel caso non avesse trovato qualcosa di adatto a catalogo.
La questione mi occupava fino a un certo punto in quanto in quel periodo ero preso da altri pensieri, tuttavia M mi chiamò in tarda mattinata per chiedermi comunque di tornare a casa prima di cena poichè A in persona veniva a vedere gli spazi per capire come effettuare il lavoro che le stavamo commissionando, oltre che per definirne i dettagli economici.
Mi organizzai il pomeriggio anticipando la palestra in modo da essere a casa all’ora stabilita.
Puntuale arrivai e conobbi finalmente A: molto affascinante, capelli neri a caschetto, occhi verdi profondi, un seno importante chiaramente non naturale che svettava su un corpo magro dalla pelle chiara. La minigonna di pelle nera liberava libere due gambe snelle e la camicia bianca in seta faceva intravedere sotto un reggiseno nero. Aveva un non so che mi metteva in allerta, ma che mi intrigava.
Quando arrivai le due avevano già discusso di alcuni dettagli su cui venni aggiornato, spiegai le nostre esigenze e poi le domande di A, si spostarono sul piano personale in quanto necessarie, a suo dire, per capire le nostre esigenze sul soggetto da proporci. Nel frattempo osservavo con sempre più interesse il corpo di A.
Le domande passarono dai sentimenti alla nostra relazione. M non si nascose nel presentarci come una coppia aperta. Parlò bene di noi, ma con fare scherzoso disse che ero stato cattivo e che era ancora un po’ offesa con me per il mio piccolo sgarro al nostro accordo di qualche settiamana prima.
Capì in quel momento che M aveva in mente qualcosa e partecipai molto più che volentieri al gioco.
A si fece raccontare da noi l’esperienza vissuta con la vicina C e divertita concordava con M che meritavo sicuramente una penitenza. Dissi allora che ero a loro disposizione pronto a ricevere la punizione che meritavo.
M, che non aspettava altro, con aria maliziosa ed eccitata mi fece togliere la camicia, i pantaloni e le mutande.
Rimasi nudo con il cazzo barzotto davanti alla nostra ospite che mi guardava già arrapata portandosi un dito alla bocca, con sempre addosso quel non so che…
Pensai che molto probabilmente avrei passato la serata a vedere le due scopare senza poter partecipare, nudo come un verme; M, però aveva più fantasia di me, e mi ordinò di inginocchiarmi.
Guardando A dal basso verso l’alto, iniziò a montare in me forte il desiderio. L’eccitazione, però, si trasformò in tensione quando mia moglie, da dietro, mi legò i polsi con un foulard di seta.
Il cazzo era già duro e la cappella bagnata.
M ed A, sul divano, iniziarono a baciarsi intrecciando le loro lingue davanti a me guardandomi, con aria superiore, inginocchiato e legato. Aiutata dalla nostra ospite M si tolse la camicetta e fece cadere i pantaloni a terra, restando con una canottiera di pizzo nero coordinato alla sua brasiliana
A le infilò la mano nelle mutande, e davanti a me inizio a sditalinarla, leccandole il collo e baciandola, portandola quasi all’orgasmo. Mi disse con il suo marcato accento americano di stare attento in futuro perchè se non mi comportavo bene non avrei avuto più quella bella fica, mi offri le dita umide della vagina di M che annusai e leccai come un cane.
A sì alzo in piedi, davanti a me inginocchiato ed M sul divano che si accarezzava eccitata la fica, si tolse la camicetta e il reggiseno, liberando un poderoso seno su cui mi sarei gettato a succhiarne i capezzoli.
Quando A si tolse la minigonna, compresi quell’aria strana che caratterizzava la nostra ospite e che tanto mi intrigava: il tanga nero di A conteneva a fatica, un cazzo di tutto rispetto già bello duro. A era completamente nuda davanti a me l’uccello in tiro e le sue grosse tette, su cui si era avventa M più sexy che mai in pizzo nero.
M mi spinse a terra e mi fece leccare i piedi di A per un po’, tenendomi per i capelli guidò la mia testa in su facendomi leccare tutta la gamba della nostra ospite fino alle sue palle, che leccai ben bene su ordine di mia moglie. Finalmente mi trovai davanti al cazzo di A che presi in bocca, succhiandolo avidamente mentre mia moglie lo spingeva avanti e indietro nella mia bocca.
Non ero mai stato con una trans e mi arrapava l’idea di vivere questa esperienza “da prigioniero” di mia moglie.
Succhiavo gustandomi il sapore di quella bella nerchia dispiaciuto di non poter toccare quel corpo spettacolare, M mi accarezzava la testa ma nel frattempo era salita a slinguarsi A.
Pensavo finisse tutto subito con A che mi mi veniva in bocca, avendola sentita godere quando mia mogle andò a stuzzicarle i capezzoli; invece M, che anche per lei era la prima volta, si chinò accanto a me e rubandomi il cazzo di A dalla bocca iniziando a succhiarlo.
Mi restava solo che leccare le palle e l’asta di A che gemeva a vedere quella coppia pervertita darsi da fare sul suo cazzo.
M, vedendo che mi godevo il momento, con sorriso malizioso invitò A a girarsi mettendomi il culo in faccia e mi ordinò di leccarle l’ano mentre lei continuava a spompinarla. Mentre affondavo la lingua tra quelle natiche dure, ero convinto che il cazzo mi potesse scoppiare da un momento all’altro.
Mia moglie, sempre calata nella parte, mi disse che la mia penitenza non era ancora finita e che il resto mi aspettava nella nostra camera.
Spaventato, ma anche eccitato venni condotto, sempre legato, in camera dalle mie carceriere.
Abbandonato a loro, mi trovai al centro del nostro letto a pecora, con i polsi legati dietro potevo solo stare con la faccia schiacciata sul materasso.
In quella posizione di totale sottomissione desideravo essere preso da A, ma sapevo che non sarebbe stato del tutto piacevole, visto che M aveva deciso di non usare lubrificanti ne ricorrere ai suoi splendidi lavori di bocca.
A, che evidentemente recitava la parte della poliziotta buona, mi penetrò a secco ma senza forzare, sentì il suo cazzo, fortunatamente già ben inumidito dalle nostre bocche poco prima, invadermi piano piano il culo e rilassandomi mi lasciai penetrare godendomi le contrastanti sensazioni che mi dava. In quel turbine di dolore e piacere fui felice del fatto che M non mi toccava, sarebbe bastato essere sfiorato da mia moglie per sborrare e mettere fine a tutto quello.
M si accorse che A era troppo buona e la invitò a darci dentro spingendole le natiche dentro il mio culo. M venne davanti alla mia faccia e con aria birichina mi disse di chiederle scusa, io a occhi chiusi gemendo mi scusai per aver pensato di fare l’egoista con la vicina e che le fiche che mi scopo sono anche le sue.
M accettò di buon grado le mie scuse: mi liberò i polsi, si sfilò la canottierina e le mutandine e, finalmente, partecipò al gioco. Venne davanti a me tutta nuda e portò davanti alla mia bocca la sua splendida fica, che presi a piena bocca assaporandola, mentre A continuava a scoparmi divertita da dietro.
Il richiamo del cazzo scattò anche per M che, soddisfatta, chiamò a gambe aperte A per farsi fottere.
Così A si dedicò a mia moglie: le spinse le gambe indietro e inizio a scoparle la fica. M mi guardava infoiata e io mi godevo segandomi , con il culo dolente, la vista mia moglie scopata dalla nostra nuova amica trans. Limonai con A e dopo aver gustato i suoi capezzoli, andai da M per metterle il cazzo in bocca e così in due ci facemmo mia moglie per un pò.
Volli dare il cambio ad A passando a fottere mia moglie sempre tenendole le sue ginocchia spinte bene indietro, al ritmo del rumore dei colpi che davo a mia moglie, A si era sdraiata accanto a lei per leccarle i capezzoli, aiutandola così a godere come non mai.
Mi sdrai a pancia in su e M, come a leggermi nel pensiero, si sedette sopra la mia faccia per farsi leccare il culo e la fica, A si gettò sul mio cazzo per succhiarmelo mentre stuzzicavo con la lingua il clitoride di mia moglie per portarlo all’orgasmo.
Con il sapore di M in bocca chiesi ad A di scoparmi ancora: entrò facilmente nel mio ano già aperto e inizio a pomparci dentro il suo cazzo sempre duro, M si dedicò al mio cazzo spominandolo e poi segandolo. In quella maniera A ed M mi fecero raggiungere uno dei più intensi orgasmi della mia vita. Gli schizzi sembravano non finire mai andando in parte sulla faccia soddisfatta di mia moglie e parte fin sul mio petto.
M venne a baciarmi con in bocca la mia sborra.
La testa mi girava mentre ero sul letto esausto, vidi però M mettersi a pecorina iniziò a farsi scopare da A, perseguendo un orgasmo vaginale. Mi gustavo quello spettacolo sdraiato sul fianco. Capendo bene lo sguardo perso nel godimento di mia moglie, avendo provato il sesso di A poco prima.
Accompagnai mia moglie mentre veniva scopata a pecora, massaggiandole i seni che ballavano per i colpi ricevuti, dopodichè passai alle palle di A che andavano a sbattere energicamente sulla fica di M.
Con in bocca la lingua di M la sentì venire in un intenso orgasmo vaginale.
L’orgasmo di M fu un lasciapassare per A che tirò fuori il suo uccello fuori dalla fica di mia moglie giusto in tempo per finire in una copiosa sborrata sulla sua schiena e tra le sue natiche.
Mi venne d'istinto andare a leccare la sborra di A finita sulla schiena sudata di M, per poi andare a pulire la cappella di A.
Feci assaporare quel gusto salino anche ad M, che lo prese con voglia direttamente dalla mia lingua.
Con uno sguardo d’intesa, ancora nudi sul letto ed in estasi per essere stati scopati da A, le annunciamo la commissione del quadro e che i soldi non erano certo un problema.
Da tempo io ed M eravamo indecisi su come riempire una parete della sala rimasta libera, l’idea era di un quadro contemporaneo astratto di misura almeno 100x200.
Della cosa se ne stava occupando M, coinvolgendo la galleria della Signora P, la quale gli propose diversi artisti e spinse in particolare su A, pittrice di talento di origine americana.
A era una giramondo e si trovava nella nostra città per una serie di iniziative. Sfruttando i buoni uffici della Signora P, M colse l’occasione per un incontro in galleria per commissionare un’opera nel caso non avesse trovato qualcosa di adatto a catalogo.
La questione mi occupava fino a un certo punto in quanto in quel periodo ero preso da altri pensieri, tuttavia M mi chiamò in tarda mattinata per chiedermi comunque di tornare a casa prima di cena poichè A in persona veniva a vedere gli spazi per capire come effettuare il lavoro che le stavamo commissionando, oltre che per definirne i dettagli economici.
Mi organizzai il pomeriggio anticipando la palestra in modo da essere a casa all’ora stabilita.
Puntuale arrivai e conobbi finalmente A: molto affascinante, capelli neri a caschetto, occhi verdi profondi, un seno importante chiaramente non naturale che svettava su un corpo magro dalla pelle chiara. La minigonna di pelle nera liberava libere due gambe snelle e la camicia bianca in seta faceva intravedere sotto un reggiseno nero. Aveva un non so che mi metteva in allerta, ma che mi intrigava.
Quando arrivai le due avevano già discusso di alcuni dettagli su cui venni aggiornato, spiegai le nostre esigenze e poi le domande di A, si spostarono sul piano personale in quanto necessarie, a suo dire, per capire le nostre esigenze sul soggetto da proporci. Nel frattempo osservavo con sempre più interesse il corpo di A.
Le domande passarono dai sentimenti alla nostra relazione. M non si nascose nel presentarci come una coppia aperta. Parlò bene di noi, ma con fare scherzoso disse che ero stato cattivo e che era ancora un po’ offesa con me per il mio piccolo sgarro al nostro accordo di qualche settiamana prima.
Capì in quel momento che M aveva in mente qualcosa e partecipai molto più che volentieri al gioco.
A si fece raccontare da noi l’esperienza vissuta con la vicina C e divertita concordava con M che meritavo sicuramente una penitenza. Dissi allora che ero a loro disposizione pronto a ricevere la punizione che meritavo.
M, che non aspettava altro, con aria maliziosa ed eccitata mi fece togliere la camicia, i pantaloni e le mutande.
Rimasi nudo con il cazzo barzotto davanti alla nostra ospite che mi guardava già arrapata portandosi un dito alla bocca, con sempre addosso quel non so che…
Pensai che molto probabilmente avrei passato la serata a vedere le due scopare senza poter partecipare, nudo come un verme; M, però aveva più fantasia di me, e mi ordinò di inginocchiarmi.
Guardando A dal basso verso l’alto, iniziò a montare in me forte il desiderio. L’eccitazione, però, si trasformò in tensione quando mia moglie, da dietro, mi legò i polsi con un foulard di seta.
Il cazzo era già duro e la cappella bagnata.
M ed A, sul divano, iniziarono a baciarsi intrecciando le loro lingue davanti a me guardandomi, con aria superiore, inginocchiato e legato. Aiutata dalla nostra ospite M si tolse la camicetta e fece cadere i pantaloni a terra, restando con una canottiera di pizzo nero coordinato alla sua brasiliana
A le infilò la mano nelle mutande, e davanti a me inizio a sditalinarla, leccandole il collo e baciandola, portandola quasi all’orgasmo. Mi disse con il suo marcato accento americano di stare attento in futuro perchè se non mi comportavo bene non avrei avuto più quella bella fica, mi offri le dita umide della vagina di M che annusai e leccai come un cane.
A sì alzo in piedi, davanti a me inginocchiato ed M sul divano che si accarezzava eccitata la fica, si tolse la camicetta e il reggiseno, liberando un poderoso seno su cui mi sarei gettato a succhiarne i capezzoli.
Quando A si tolse la minigonna, compresi quell’aria strana che caratterizzava la nostra ospite e che tanto mi intrigava: il tanga nero di A conteneva a fatica, un cazzo di tutto rispetto già bello duro. A era completamente nuda davanti a me l’uccello in tiro e le sue grosse tette, su cui si era avventa M più sexy che mai in pizzo nero.
M mi spinse a terra e mi fece leccare i piedi di A per un po’, tenendomi per i capelli guidò la mia testa in su facendomi leccare tutta la gamba della nostra ospite fino alle sue palle, che leccai ben bene su ordine di mia moglie. Finalmente mi trovai davanti al cazzo di A che presi in bocca, succhiandolo avidamente mentre mia moglie lo spingeva avanti e indietro nella mia bocca.
Non ero mai stato con una trans e mi arrapava l’idea di vivere questa esperienza “da prigioniero” di mia moglie.
Succhiavo gustandomi il sapore di quella bella nerchia dispiaciuto di non poter toccare quel corpo spettacolare, M mi accarezzava la testa ma nel frattempo era salita a slinguarsi A.
Pensavo finisse tutto subito con A che mi mi veniva in bocca, avendola sentita godere quando mia mogle andò a stuzzicarle i capezzoli; invece M, che anche per lei era la prima volta, si chinò accanto a me e rubandomi il cazzo di A dalla bocca iniziando a succhiarlo.
Mi restava solo che leccare le palle e l’asta di A che gemeva a vedere quella coppia pervertita darsi da fare sul suo cazzo.
M, vedendo che mi godevo il momento, con sorriso malizioso invitò A a girarsi mettendomi il culo in faccia e mi ordinò di leccarle l’ano mentre lei continuava a spompinarla. Mentre affondavo la lingua tra quelle natiche dure, ero convinto che il cazzo mi potesse scoppiare da un momento all’altro.
Mia moglie, sempre calata nella parte, mi disse che la mia penitenza non era ancora finita e che il resto mi aspettava nella nostra camera.
Spaventato, ma anche eccitato venni condotto, sempre legato, in camera dalle mie carceriere.
Abbandonato a loro, mi trovai al centro del nostro letto a pecora, con i polsi legati dietro potevo solo stare con la faccia schiacciata sul materasso.
In quella posizione di totale sottomissione desideravo essere preso da A, ma sapevo che non sarebbe stato del tutto piacevole, visto che M aveva deciso di non usare lubrificanti ne ricorrere ai suoi splendidi lavori di bocca.
A, che evidentemente recitava la parte della poliziotta buona, mi penetrò a secco ma senza forzare, sentì il suo cazzo, fortunatamente già ben inumidito dalle nostre bocche poco prima, invadermi piano piano il culo e rilassandomi mi lasciai penetrare godendomi le contrastanti sensazioni che mi dava. In quel turbine di dolore e piacere fui felice del fatto che M non mi toccava, sarebbe bastato essere sfiorato da mia moglie per sborrare e mettere fine a tutto quello.
M si accorse che A era troppo buona e la invitò a darci dentro spingendole le natiche dentro il mio culo. M venne davanti alla mia faccia e con aria birichina mi disse di chiederle scusa, io a occhi chiusi gemendo mi scusai per aver pensato di fare l’egoista con la vicina e che le fiche che mi scopo sono anche le sue.
M accettò di buon grado le mie scuse: mi liberò i polsi, si sfilò la canottierina e le mutandine e, finalmente, partecipò al gioco. Venne davanti a me tutta nuda e portò davanti alla mia bocca la sua splendida fica, che presi a piena bocca assaporandola, mentre A continuava a scoparmi divertita da dietro.
Il richiamo del cazzo scattò anche per M che, soddisfatta, chiamò a gambe aperte A per farsi fottere.
Così A si dedicò a mia moglie: le spinse le gambe indietro e inizio a scoparle la fica. M mi guardava infoiata e io mi godevo segandomi , con il culo dolente, la vista mia moglie scopata dalla nostra nuova amica trans. Limonai con A e dopo aver gustato i suoi capezzoli, andai da M per metterle il cazzo in bocca e così in due ci facemmo mia moglie per un pò.
Volli dare il cambio ad A passando a fottere mia moglie sempre tenendole le sue ginocchia spinte bene indietro, al ritmo del rumore dei colpi che davo a mia moglie, A si era sdraiata accanto a lei per leccarle i capezzoli, aiutandola così a godere come non mai.
Mi sdrai a pancia in su e M, come a leggermi nel pensiero, si sedette sopra la mia faccia per farsi leccare il culo e la fica, A si gettò sul mio cazzo per succhiarmelo mentre stuzzicavo con la lingua il clitoride di mia moglie per portarlo all’orgasmo.
Con il sapore di M in bocca chiesi ad A di scoparmi ancora: entrò facilmente nel mio ano già aperto e inizio a pomparci dentro il suo cazzo sempre duro, M si dedicò al mio cazzo spominandolo e poi segandolo. In quella maniera A ed M mi fecero raggiungere uno dei più intensi orgasmi della mia vita. Gli schizzi sembravano non finire mai andando in parte sulla faccia soddisfatta di mia moglie e parte fin sul mio petto.
M venne a baciarmi con in bocca la mia sborra.
La testa mi girava mentre ero sul letto esausto, vidi però M mettersi a pecorina iniziò a farsi scopare da A, perseguendo un orgasmo vaginale. Mi gustavo quello spettacolo sdraiato sul fianco. Capendo bene lo sguardo perso nel godimento di mia moglie, avendo provato il sesso di A poco prima.
Accompagnai mia moglie mentre veniva scopata a pecora, massaggiandole i seni che ballavano per i colpi ricevuti, dopodichè passai alle palle di A che andavano a sbattere energicamente sulla fica di M.
Con in bocca la lingua di M la sentì venire in un intenso orgasmo vaginale.
L’orgasmo di M fu un lasciapassare per A che tirò fuori il suo uccello fuori dalla fica di mia moglie giusto in tempo per finire in una copiosa sborrata sulla sua schiena e tra le sue natiche.
Mi venne d'istinto andare a leccare la sborra di A finita sulla schiena sudata di M, per poi andare a pulire la cappella di A.
Feci assaporare quel gusto salino anche ad M, che lo prese con voglia direttamente dalla mia lingua.
Con uno sguardo d’intesa, ancora nudi sul letto ed in estasi per essere stati scopati da A, le annunciamo la commissione del quadro e che i soldi non erano certo un problema.
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