La sorpresa della vicina

di
genere
orge

Da sotto il balcone di C riuscivo a intravedere sua la vulva scura di che aspettava di essere presa, ciò bastava a farmi dimenticare delle faccende che avevo da fare e corsi, con in mano gli slip che C aveva fatto cadere per suonare alla sua porta.

Mi apri la porta con il suo abito corto da casa già sbottonato a mostrare il petto lentiginoso, entrai le diedi giusto il tempo di chiudere la porta per spingerla sopra, sfilarle l’abito, chinarmi davanti alla sua fica e iniziare a leccargliela con avidità.

Gustavo ogni sapore e sentivo il naso pervaso di un inteso odore di femmina.

C spinse la mia testa a forza tra le sue gambe spalancate, dopo qualche minuto con il suo clitoride tra le labbra la sentii venire e con la lingua raccolsi tutto il suo orgasmo.

Mentre la baciavo le sfilai il reggiseno, lasciandola tutta nuda, mentre io ero ancora vestito.

Mi prese per mano e mi portò in camera da letto, procedevo con lo sguardo fisso sul culetto, veramente in forma per l’età che portava.

C sì sedette sul letto, mi abbasso il pantalone e prese a succhiarmi il cazzo. Mi sfilai la maglia e cominciai a segarmi nella sua bocca.

Ci sapeva fare la signora; mentre mi spompinava, con la mano mi massaggiava le palle.

C stacco la sua bocca dal mio uccello e ci buttai la lingua per baciarla con passione, mentre le massaggiavo i seni. Allora C, vogliosa di avermi dentro, si abbandonò sul letto, entrai nella sua fica diventata un lago per l’orgasmo appena avuto, ma che non aveva perso sensibilità visto come godeva ai colpi che le davo.

Mi tirai un po’ su per compiacermi del suo godimento e tenendole spalancate le gambe dalle caviglie la penetrai con ancora più forza, rallentando solo quando iniziai a leccarle un piede.

Mi sdraiai e C pensó bene di mettersi dall’altra parte del letto per iniziare a farmi una sega con i piedi, potevo così godermi la vista dei piedi e degli alluci smaltati sulla mia cappella gonfia. Presi i suoi piedi per aiutarla nel footjob, sempre perdere di vista la sua bella fica. Vedendomi così arrapato inizio a farsi un ditalino mentre facevo scivolare i miei piedi sul mio cazzo.

Senza smettere di masturbarsi, C porto un piede alla mia bocca che presi a succhiare le dita o a leccarle la pianta. Mi porto anche l’altro piede e lo assaporai a occhi chiusi, mentre la sentivo gemere.

Avrei già voluto venirle sui piedi, ma desideravo entrarle dentro e dedicarmi ad assaporare quegli invitanti capezzoli contornati dalle grandi areole scure.

Così la invitai a scoparmi da sopra, cosa che non si fece ripetere. In quel frangente mi resi conto di quanto magnetica fosse la sua pelle, che toccavo e lisciando il suo corpo dalle caviglie alla sua schiena

Sentivo il cazzo pronto a scoppiarle dentro quando venimmo interrotti dal campanello della porta, lei sorrise commentando “un po’ in ritardo”.

Fui felice per la pausa, sapendo di aver guadagnato altro tempo per scoparmi quella magnifica femmina. Se non quando alla porta della camera comparve l’ultima persona che potevo aspettarmi in quel momento: M con la sua minigonna di jeans e canottiera bianca accanto a C tutta nuda che mi guardano sorridendo.

M mi raggiunge e scherzosamente mi dice che poi avremmo fatto i conti per il fatto che non le avevo detto nulla di C.

C la prese da dietro, le alzo la canottiera e inizio a baciarla sul collo, massaggiandole le tette.

Venne fuori che le zoccole erano d’accordo per farmi una sorpresa.

In men che non si dica M era tutta nuda e mi raggiunse sorridendo sul letto e iniziai a baciarmi con lei mentre C ci guardava in piedi sempre vogliosa.

Dopo averle tolto le mutandine color carne, inizia a masturbare M per scaldarla, ma non serviva affatto. passai quindi a leccarle la fica paragonando i sapori delle due donne.

Feci un cenno a C di raggiungerci e mi feci dare il cambio alla fica di M.

Baciavo e sfioravo le labbra di M mentre C le succhiava il clitoride.

Sempre in quella posizione passai a stuzzicare la fica sempre più bagnata di C, portando poi le mie dita inumidite dai suoi umori alla bocca di M che stava già impazzendo di godimento per quello che le stava facendo la nostra vicina.

Avvicinai il cazzo alla bocca di M che prese a succhiamelo, dopo poco arrivo C e iniziai sentimi l’uomo più fortunato del mondo un doppio pompino perfetto: M si dedicava alla mia cappella, C a succhiarmi le palle.

A forza di incrociarsi con le lingue, le stronze si dimenticarono del mio uccello e presero a baciarsi tra di loro.

Mi promisi di chiedere a M chi era secondo lei la più porca over 50 tra la Signora P e la nostra vicina C.

Mentre la vicina era sopra mia moglie a baciarla, passai a massaggiare il culo di C, percependo il mio desiderio mi disse in quale cassetto della camera D, suo figlio, teneva il lubrificante.

Andai a prendo e lubrificai l’ano di C, quando sentii lo sfintere rilassato la feci mettere a pecorina, M le scivolo sotto per leccarle la fica e io lo spinsi nel culo della nostra vicina che emise un grido di piacere assoluto.

Più pompavo nel culo di C, più M le stimolava il clitoride con la bocca

Ansimando per il nostro lavoro di squadra,la vicina venne nella bocca di M per poi buttarsi esausta di lato sul letto e mi trovai, così, davanti il corpo di M invitante più che mai. Entrai dentro M e la scopai con tutte le forze sotto lo sguardo ancora infoiato di C.

Quando C scese a leccare i capezzoli di M, mia moglie venne abbandonandosi con urla di godimento che C andò ad ovattare mettendole la lingua in bocca, mentre io non smettevo di scoparla. Ammirando quelle due porche continuai a pompare nella la fica di mia moglie,con colpi sempre più energici fini a venirle dentro.

Andai a sedermi sulla poltrona nel l’angolo della camera e C, che deve aver appreso da M di tutti i miei vizi, andò dalla fica di mia moglie per raccogliere con la lingua il seme che usciva da li e, manco fosse il mio compleanno, decisero di regalarmi lo spettacolo di vederle scambiarsi baci con in bocca la mia sborra.

La visione mi ricaricò e mi fece trovare energie che pensavo di non avere, mi alzai e accorsi da loro per venire ancora una volta sulla faccia e sulle tette di M che accolse quella sborra extra con l’entusiasmo di una ragazzina.

Soddisfatto tornai alla poltrona lasciando le signore continuare a scambiarsi languide effusioni.

M mi guardava più troia che mai, mi disse che era contenta che la sorpresa mi fosse piaciuta, ma che ero “in punizione” per aver pensato di fare tutto senza dirle niente.

La mia penitenza arrivò una sera a casa…
di
scritto il
2026-05-10
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