Vacanze francesi capitolo 4
di
Serena Rossi
genere
dominazione
Mi stacco a malincuore dal suo cazzo mentre lui si ricompone.
Vede la mia smorfia di delusione, gli piace…è quello che voleva.
Ci invita al tavolo per mangiare qualcosina e nel frattempo apre la bottiglia che abbiamo portato.
Lo Champagne bello fresco non ha eguali, quel “Krug Grande Cuvee” forse ancora meno.
Serve mio marito per primo e brindiamo al Nostro incontro. I flute “sudano”, il fresco del vino in contrasto con la serata, anche la mia fica “suda”, di piacere, di voglia…di curiosità. Lo sa, non ha dubbi, riconosce quando la trova…una preda che si fa cacciare, ma da cui deve stare molto attento perché si può trasformare in cacciatrice a sua volta, lo sa.
Un seno mi esce dalla canotta, è pieno, grande…malizioso. Tengo le gambe aperte, lo sfido… non mi conosce fino in fondo.
Quel nettare divino scende in gola velocemente causandomi un brivido. Vedo lo stesso con loro. Ho la pelle d’oca sul braccio e sulla spalla.
L’alcol arriva subito in testa, è il mio sorriso che lo certifica.
Si toglie i boxer e la sua erezione svetta dura e forte…
Si mette davanti senza mai perdere il contatto visivo con me.
Sembra non voler perdere altro tempo, deve verificare se sono la Donna che cercava.
Entra in casa velocemente per prendere, come da sue parole la “lingerie de glace”. Una piacevole tortura che afferma di aver perfezionato per donare il massimo del piacere e riceverlo anche.
Lo guardiamo curiosi quando con gli oggetti che ha in mano.
“porte-les” dice.
Si tratta di un bikini abbastanza normale che ha conservato in freezer. Nelle coppe sono inseriti dei ghiacciolini, come nella parte davanti della mutandina e anche nel retro.
Una volta addosso il freddo viene trasmesso al corpo di chi lo indossa. E’ uno strumento preparatorio ci spiega.
Vede la mia perplessità…ma alla fine eseguo senza protestare. In una serata piacevole come questa il primo contatto sembra non essere male….già dopo qualche secondo il freddo si fa sentire.
Ci riaccomodiamo e adesso accompagniamo le ostriche con del Rosè di Provenza fresco.
Ostento sicurezza e normalità, ma vede che continuamente sistemo le coppe e la mutandina.
Gli diciamo che conosciamo la zona e Roger ci descrive alcuni luoghi che possiamo andare a visitare, senza aver problemi…in totale libertà.
Mi faccio silenziosa, quegli strumenti stanno facendo il loro compito.
Mi vede arrossire…resistere…
Chiede a mio marito di avvicinarsi con la sedia alla sua…e mi chiede di mettermi, in piedi, fra di loro.
Mi slaccia il reggiseno e le tette hanno un colore quasi violaceo. Al centro svettano i capezzoli…duri, impertinenti…maestosi.
Mi guarda negli occhi come io faccio con lui…e mi pizzica il seno destro.
Solo una lacrima mi esce dall’occhio, forse intuisce che è di piacere.
E allora, invita mio marito a fare altrettanto con l’altro seno. Roger prende il capezzolo in bocca. Lo ciuccia come se fosse un neonato, lo stuzzica con la lingua, con i denti. Sente quanto è freddo, gelido e contrasta con la sua bocca calda. Tremo per il dolore, per il piacere…
Appoggio le mie mani sulle loro teste, sembrano Romolo e Remo, attaccati alla Lupa.
Mio marito è più delicato rispetto a lui.
Roger usa anche le mani, mi stringe la tetta mentre usa la bocca, la lingua…e ancora i denti.
Il seno intanto diventa caldo, o quasi…mi sente eccitare. Lo percepisce forse dall’odore, dal profumo che emano. Sudo sul collo e alle ascelle, il mio corpo non sta mentendo….sto godendo.
E allora prosegue.
Libera il tavolo e mi fa stendere. Guarda un attimo, per essere sicuro di avere il via libera, ancora mio marito, e la risposta non può essere fraintesa. Lo vedo eccitato come me. Anche i suoi pantaloncini non mentono mentre fa qualche passo per prendere la macchina fotografica.
Ha capito cosa succederà e non vede l’ora.
Adesso sono a gambe larghe che lo attendo.
Mi toglie quelle mutandine atipiche e lubrifica il cazzo con un po di saliva.
Entra dentro di me, mi penetra senza dirle nulla.
Caldo e freddo si scontrano. E’ leggermente fastidioso per me, di più credo per Roger.
Mi trova fredda, molto fredda, gelida sulla vulva. Dentro, in fondo sono calda, caldissima e fradicia.
Mi scopa subito velocemente, per scaldarmi.
Adesso mi lascio andare con i gemiti,… sento un qualcosa di diverso, all’inizio, dal piacere…ma presto il godimento mi investe.
Godo prima ancora di essere calda tutta. Ho il clitoride durissimo che svetta.
Roger è eccitatissimo. Quella giornata nata sulla spiaggia è diventata una scoperta unica…la scoperta.
Mi scopa come capisce che voglio, deciso, profondo.
Mi fa godere. Lo stringo ad ogni spinta…come se cercassi altro piacere oltre a quello evidente.
Quando sente l’orgasmo montare…quando vuole godere di tanta beltà, spinge più forte per qualche secondo e poi esce e eiacula tutta la sua sborra sul viso…sulla bocca, sugli occhi…sui capelli.
Prima tengo la bocca e gli occhi chiusi, per i primi due, tre schizzi. Poi guardo l’ultimo e il penultimo arrivare e lo prendo in bocca…ritorno quasi a terminare quel pompino che solo ad inizio serata mi aveva impedito di proseguire.
Dice che sono davvero una Donna mai vista.
Mio marito nel frattempo aveva documentato tanto, discretamente però.
Gli ripulisco il cazzo come avevo fatto nel pomeriggio in auto per poi dirigermi alla toilette per sistemarmi un pochino.
Torno dopo qualche minuto, tutta nuda come ci ero andata.
Mi rivesto soltanto quando è giunta l’ora dei saluti, indossando soltanto la canotta.
Ci salutiamo dandoci appuntamento, in modo generico, senza programmare nulla.
Ci vide uscire, io nuda dalla cintola in giù, ma con un sorriso sornione facendogli l'occhiolino.
Lui accenna un saluto ma i suoi occhi si stanno tragicamente spegnendo. Leggo perfettamente ciò che sta pensando, mi ha avuta, posseduta, sottomessa ma è comunque un uomo intelligente.
Lui sa, sa benissimo che donne come me sono così rare da sembrare impossibile che esistano.
Il vuoto che lascio sarà quasi impossibile da colmare. Non so quanto benedirà di avermi incontrata.
Vede la mia smorfia di delusione, gli piace…è quello che voleva.
Ci invita al tavolo per mangiare qualcosina e nel frattempo apre la bottiglia che abbiamo portato.
Lo Champagne bello fresco non ha eguali, quel “Krug Grande Cuvee” forse ancora meno.
Serve mio marito per primo e brindiamo al Nostro incontro. I flute “sudano”, il fresco del vino in contrasto con la serata, anche la mia fica “suda”, di piacere, di voglia…di curiosità. Lo sa, non ha dubbi, riconosce quando la trova…una preda che si fa cacciare, ma da cui deve stare molto attento perché si può trasformare in cacciatrice a sua volta, lo sa.
Un seno mi esce dalla canotta, è pieno, grande…malizioso. Tengo le gambe aperte, lo sfido… non mi conosce fino in fondo.
Quel nettare divino scende in gola velocemente causandomi un brivido. Vedo lo stesso con loro. Ho la pelle d’oca sul braccio e sulla spalla.
L’alcol arriva subito in testa, è il mio sorriso che lo certifica.
Si toglie i boxer e la sua erezione svetta dura e forte…
Si mette davanti senza mai perdere il contatto visivo con me.
Sembra non voler perdere altro tempo, deve verificare se sono la Donna che cercava.
Entra in casa velocemente per prendere, come da sue parole la “lingerie de glace”. Una piacevole tortura che afferma di aver perfezionato per donare il massimo del piacere e riceverlo anche.
Lo guardiamo curiosi quando con gli oggetti che ha in mano.
“porte-les” dice.
Si tratta di un bikini abbastanza normale che ha conservato in freezer. Nelle coppe sono inseriti dei ghiacciolini, come nella parte davanti della mutandina e anche nel retro.
Una volta addosso il freddo viene trasmesso al corpo di chi lo indossa. E’ uno strumento preparatorio ci spiega.
Vede la mia perplessità…ma alla fine eseguo senza protestare. In una serata piacevole come questa il primo contatto sembra non essere male….già dopo qualche secondo il freddo si fa sentire.
Ci riaccomodiamo e adesso accompagniamo le ostriche con del Rosè di Provenza fresco.
Ostento sicurezza e normalità, ma vede che continuamente sistemo le coppe e la mutandina.
Gli diciamo che conosciamo la zona e Roger ci descrive alcuni luoghi che possiamo andare a visitare, senza aver problemi…in totale libertà.
Mi faccio silenziosa, quegli strumenti stanno facendo il loro compito.
Mi vede arrossire…resistere…
Chiede a mio marito di avvicinarsi con la sedia alla sua…e mi chiede di mettermi, in piedi, fra di loro.
Mi slaccia il reggiseno e le tette hanno un colore quasi violaceo. Al centro svettano i capezzoli…duri, impertinenti…maestosi.
Mi guarda negli occhi come io faccio con lui…e mi pizzica il seno destro.
Solo una lacrima mi esce dall’occhio, forse intuisce che è di piacere.
E allora, invita mio marito a fare altrettanto con l’altro seno. Roger prende il capezzolo in bocca. Lo ciuccia come se fosse un neonato, lo stuzzica con la lingua, con i denti. Sente quanto è freddo, gelido e contrasta con la sua bocca calda. Tremo per il dolore, per il piacere…
Appoggio le mie mani sulle loro teste, sembrano Romolo e Remo, attaccati alla Lupa.
Mio marito è più delicato rispetto a lui.
Roger usa anche le mani, mi stringe la tetta mentre usa la bocca, la lingua…e ancora i denti.
Il seno intanto diventa caldo, o quasi…mi sente eccitare. Lo percepisce forse dall’odore, dal profumo che emano. Sudo sul collo e alle ascelle, il mio corpo non sta mentendo….sto godendo.
E allora prosegue.
Libera il tavolo e mi fa stendere. Guarda un attimo, per essere sicuro di avere il via libera, ancora mio marito, e la risposta non può essere fraintesa. Lo vedo eccitato come me. Anche i suoi pantaloncini non mentono mentre fa qualche passo per prendere la macchina fotografica.
Ha capito cosa succederà e non vede l’ora.
Adesso sono a gambe larghe che lo attendo.
Mi toglie quelle mutandine atipiche e lubrifica il cazzo con un po di saliva.
Entra dentro di me, mi penetra senza dirle nulla.
Caldo e freddo si scontrano. E’ leggermente fastidioso per me, di più credo per Roger.
Mi trova fredda, molto fredda, gelida sulla vulva. Dentro, in fondo sono calda, caldissima e fradicia.
Mi scopa subito velocemente, per scaldarmi.
Adesso mi lascio andare con i gemiti,… sento un qualcosa di diverso, all’inizio, dal piacere…ma presto il godimento mi investe.
Godo prima ancora di essere calda tutta. Ho il clitoride durissimo che svetta.
Roger è eccitatissimo. Quella giornata nata sulla spiaggia è diventata una scoperta unica…la scoperta.
Mi scopa come capisce che voglio, deciso, profondo.
Mi fa godere. Lo stringo ad ogni spinta…come se cercassi altro piacere oltre a quello evidente.
Quando sente l’orgasmo montare…quando vuole godere di tanta beltà, spinge più forte per qualche secondo e poi esce e eiacula tutta la sua sborra sul viso…sulla bocca, sugli occhi…sui capelli.
Prima tengo la bocca e gli occhi chiusi, per i primi due, tre schizzi. Poi guardo l’ultimo e il penultimo arrivare e lo prendo in bocca…ritorno quasi a terminare quel pompino che solo ad inizio serata mi aveva impedito di proseguire.
Dice che sono davvero una Donna mai vista.
Mio marito nel frattempo aveva documentato tanto, discretamente però.
Gli ripulisco il cazzo come avevo fatto nel pomeriggio in auto per poi dirigermi alla toilette per sistemarmi un pochino.
Torno dopo qualche minuto, tutta nuda come ci ero andata.
Mi rivesto soltanto quando è giunta l’ora dei saluti, indossando soltanto la canotta.
Ci salutiamo dandoci appuntamento, in modo generico, senza programmare nulla.
Ci vide uscire, io nuda dalla cintola in giù, ma con un sorriso sornione facendogli l'occhiolino.
Lui accenna un saluto ma i suoi occhi si stanno tragicamente spegnendo. Leggo perfettamente ciò che sta pensando, mi ha avuta, posseduta, sottomessa ma è comunque un uomo intelligente.
Lui sa, sa benissimo che donne come me sono così rare da sembrare impossibile che esistano.
Il vuoto che lascio sarà quasi impossibile da colmare. Non so quanto benedirà di avermi incontrata.
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