Vacanze francesi capitolo 1
di
Serena Rossi
genere
tradimenti
Dopo aver scartato alcune mete, abbiamo deciso io e mio marito di trascorrere le nostre vacanze estive nel sud della Francia.
Dopo due brevi soste in costa azzurra e in Provenza abbiamo puntato decisi sulla Camargue, più selvaggia, naturale e molto meno battuta dal turismo di massa.
Ci eravamo già stati tanti anni fa e conservavamo un ottimo ricordo. Ci era piaciuta molto la spiaggia naturista dell'Espiguette con la sua sabbia finissima e le sue dune particolari su cui cresceva spontanea un pochino di vegetazione.
Tempo di prendere possesso di un piccolo appartamento vacanze e velocemente ci siamo recati in spiaggia sistemandoci a ridosso di una duna a pochi metri dalla battigia.
L'immersione in quelle acque cristalline è stato rigenerante, un grande appagamento dopo un anno particolarmente complicato a livello lavorativo, un lungo bagno ristoratore era ciò che attendevo per emanciparmi dalle ultime settimane di stress.
Al nostro ritorno in spiaggia abbiamo scoperto di non essere più soli, a pochi metri dal nostro stazionamento si era posizionato nel frattempo un uomo.
Un sessantenne che prontamente si è presentato, Roger parlava solamente in francese con quell' inconfondibile accento del sud. Bene mi sono detta, è ora di rispolverare la prima lingua che ho imparato a scuola e fare un po' di esercizio.
Roger ci racconta di essere del posto e precisamente di Aigues-Mortes storica città fortificata, imprenditore nel settore turistico non si era mai creato una famiglia.
Lo guardo da qualche minuto con maggiore attenzione cercando comunque di non distrarmi dalla conversazione per non perdermi. Osservo un uomo indubbiamente bello e magnificamente conservato. Un torace imponente, gambe toniche e muscolose, labbra carnose e folti capelli argentei.
Ma gli occhi sono ciò che più mi colpisce, neri, profondi, magnetici. Occhi di chi ha visto molto mondo, immagino che dietro la rinuncia ad una famiglia ci sia stata una vita da gigolò playboy.
I suoi occhi ti inchiodano, è come avessero acceso diretto nelle stanze segrete del cervello. Roger si accorge del mio disagio che non riesco a dissimulare.
Ti spoglia il suo sguardo, non già dai vestiti di cui siamo privi, denudano i pensieri, anche quelli più indicibili.
Per sfuggirgli abbasso lo sguardo all'altezza della sua vita, ha un cazzo circonciso al cui apice si staglia un glande estremamente pronunciato.
Tutta la zona del pube è glabra, i testicoli sono grossi, quasi il doppio di ciò che si vede abitualmente.
Torno a guardarlo in viso, da qualche istante ho perso la narrazione del suo discorso. Se ne accorge perché il dialogo prevedeva una mia risposta mai arrivata.
Il mio corpo è percorso da un calore diffuso non imputabile al sole d'agosto, o non solo da quello.
Si accorge della mia difficoltà, del mio disagio. Insiste ancora più pesantemente con il suo sguardo predatore. Devo congedarmi..
Dopo due brevi soste in costa azzurra e in Provenza abbiamo puntato decisi sulla Camargue, più selvaggia, naturale e molto meno battuta dal turismo di massa.
Ci eravamo già stati tanti anni fa e conservavamo un ottimo ricordo. Ci era piaciuta molto la spiaggia naturista dell'Espiguette con la sua sabbia finissima e le sue dune particolari su cui cresceva spontanea un pochino di vegetazione.
Tempo di prendere possesso di un piccolo appartamento vacanze e velocemente ci siamo recati in spiaggia sistemandoci a ridosso di una duna a pochi metri dalla battigia.
L'immersione in quelle acque cristalline è stato rigenerante, un grande appagamento dopo un anno particolarmente complicato a livello lavorativo, un lungo bagno ristoratore era ciò che attendevo per emanciparmi dalle ultime settimane di stress.
Al nostro ritorno in spiaggia abbiamo scoperto di non essere più soli, a pochi metri dal nostro stazionamento si era posizionato nel frattempo un uomo.
Un sessantenne che prontamente si è presentato, Roger parlava solamente in francese con quell' inconfondibile accento del sud. Bene mi sono detta, è ora di rispolverare la prima lingua che ho imparato a scuola e fare un po' di esercizio.
Roger ci racconta di essere del posto e precisamente di Aigues-Mortes storica città fortificata, imprenditore nel settore turistico non si era mai creato una famiglia.
Lo guardo da qualche minuto con maggiore attenzione cercando comunque di non distrarmi dalla conversazione per non perdermi. Osservo un uomo indubbiamente bello e magnificamente conservato. Un torace imponente, gambe toniche e muscolose, labbra carnose e folti capelli argentei.
Ma gli occhi sono ciò che più mi colpisce, neri, profondi, magnetici. Occhi di chi ha visto molto mondo, immagino che dietro la rinuncia ad una famiglia ci sia stata una vita da gigolò playboy.
I suoi occhi ti inchiodano, è come avessero acceso diretto nelle stanze segrete del cervello. Roger si accorge del mio disagio che non riesco a dissimulare.
Ti spoglia il suo sguardo, non già dai vestiti di cui siamo privi, denudano i pensieri, anche quelli più indicibili.
Per sfuggirgli abbasso lo sguardo all'altezza della sua vita, ha un cazzo circonciso al cui apice si staglia un glande estremamente pronunciato.
Tutta la zona del pube è glabra, i testicoli sono grossi, quasi il doppio di ciò che si vede abitualmente.
Torno a guardarlo in viso, da qualche istante ho perso la narrazione del suo discorso. Se ne accorge perché il dialogo prevedeva una mia risposta mai arrivata.
Il mio corpo è percorso da un calore diffuso non imputabile al sole d'agosto, o non solo da quello.
Si accorge della mia difficoltà, del mio disagio. Insiste ancora più pesantemente con il suo sguardo predatore. Devo congedarmi..
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