Io e il vicino di casa
di
Nic83
genere
tradimenti
Da qualche settimana è venuta ad abitare vicino a noi una coppia di giovani, avranno si e no 25 anni non credo di più. Lei una bella ragazza, morettina capelli lunghi occhi neri, magra un bel seno, lui alto muscoloso, capello rasato e occhi castani. Si sono presentati da noi l'altra sera dicendo che avevano acquistato casa da poco. Ci siamo bevuti un caffè e abbiamo chiacchierato del più e del meno. Luca mio marito non toglieva gli occhi di dosso ad Ambra, così si chiama la ragazza. Io non ero da meno però con José. José è di origine spagnola, venuto in Italia da qualche anno, il suo accento spagnolo mi piace. Dopo i saluti sono tornati a casa loro, ma quella sera mi sono toccata nel letto pensando a José. Mi sarei fatta scopare fino allo sfinimento da quel manzo. Mi sarei fatta stringere la gola e mi sarei fatta sculacciare fino a lasciarmi i segni, gli avrei succhiato il cazzo come sicuramente Ambra non sa fare. L'occasione si è presentata ieri mattina. Bussano alla porta, era José, io giravo per casa in vestitino leggero, corto e senza intimo, mi ero appena alzata dal letto. "Ciao José, tutto bene? Hai bisogno di qualcosa?" Lui li su quella porta,con una polo aderente, pantaloncino corto, il pacco gonfio che non ho potuto non notare. "Ciao Gaia, si perdonami ho visto che Luca è uscito, Ambra sta dormendo ma mi stavo facendo un caffè, ma non ho il caffè". Sono inebetita mentre mi parla. "Nessun problema, te lo faccio io, il caffè intendo". Lo faccio accomodare in cucina, nel frattempo mi metto in punta di piedi per prendere io caffè nel mobile in alto, il vestito si alza lasciando scoperto mezzo culo. "Lascia che ti dia una mano", José da dietro, una mano sul fianco ma appoggiato al culo sento il suo bastone di carne e quella voce sussurrata all'orecchio mi fanno indurire i capezzoli e sento che ho la fica bagnata. Rimango ferma li, muovo appena il sedere, poi mi giro e sgattaiolo via a preparare il caffè. José si siede sulla sedia, con una mano si tocca il cazzo. Mi avvicino, "adesso sono io che do una mano a te" gli dico. E mi inginocchio tirandogli fuori il cazzo, saranno 20 cm di palo, duro, lo accarezzo lentamente con le mani, tiro fuori le tette e le passo sulla cappella poi inizio a baciarlo delicatamente dalle palle fino a salire su. Lo metto in mezzo al seno, lo stringo e lo sego, poi inizio a pomparlo. José sta godendo e sta dicendo qualcosa in spagnolo, io aumento il ritmo, senza mani. Il caffè sta arrivando però quindi mi fermo e nel frattempo qualcuno bussa alla porta. È Ambra, vado ad aprire e mi chiede se José fosse da me. "Amore mio, in casa non avevamo caffè ed ho chiesto gentilmente a Gaia se potesse farmelo, vieni che è pronto. Ambra è di una bellezza fulminante, mi passano per la testa tanti di quei film che sento il bisogno di toccarmi. Beviamo il caffè, poi ci salutiamo, "alla prossima Gaia e grazie per il caffè" dice José facendomi l'occhiolino. Non è mai successo che non portassi a termine un pompino, ma le circostanze non me lo hanno permesso. Sono certa che mi rifarò e troverò il modo di farmi ricambiare io favore da José. Sono rimasta eccitata tutto il giorno pensando a lui e al suo bellissimo cazzo.
7
voti
voti
valutazione
4
4
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Moglie bollente
Commenti dei lettori al racconto erotico