Un padre apprensivo.

di
genere
sadomaso

Capitolo decimo. I miei guai non finivano mai. Era da circa un mese e mezzo che un ago era quasi stabilmente nel mio braccio destro. Quando ci entrava non usciva mai prima di una ventina di ore. A niente servivano i miei pianti, le mie grida di dolore, le mie richieste di aiuto. Una volta chiesi persino pietà. Pietà di che cosa, mi chiesero tutti. Potremmo goderci la nostra pensione e invece siamo qui a curarti e accudirti. Di cosa dovremmo avere pietà? Tra un ago e l'altro passava qualche ora, anche un giorno. Ma poi un altro finiva sempre per entrare nel mio braccio. Quelle ore in cui il braccio era libero, come dicevo nel precedente capitolo le passavo quasi per intero sulle gambe del nonno per i vari supplizi a cui ero sottoposta. Il braccio sinistro era lasciato più spesso in pace, ma ogni tanto veniva bucato anche lui. La novità del 29 maggio fu che per pulire meglio il mio intestino avrebbero differenziato i clisteri. Avrebbero alternato quello tradizionale con altri due. Il primo diverso me lo fecero il 31. Era di un colore un po' diverso. Lo capii quando cominciò ad entrare nel mio retto. Era aceto. Aiutatemi, vi prego, brucia, mi sento bruciare dentro, brucia, brucia. Poi cominciarono le coliche. Mamma mia che dolore, mi fa male la pancia, brucia, mi sento bruciare, ahi, ahi, ahi. Fatemi andare in bagno, vi prego, non resisto, brucia, non ce la faccio più, non ce la faccio più, non ce la faccio piùuuuuu. Come al solito dovetti aspettare mezz'ora senza sconti. Il 2 giugno la seconda variante . Un mega clistere di 10 litri che doveva pulire meglio il mio intestino, essendo di grande volume. Di per se non sarebbe stato molto doloroso essendo di acqua tiepida non saponata. Stressantissima la somministrazione. In quella scomoda posizione, di traverso sulle gambe del nonno ci rimasi 2 ore e mezza. Non riuscivo a vedere il contenitore e chiedevo spesso quanto mancava.
La risposta era sempre la stessa: non siamo nemmeno a metà. Il mio disagio aumentava. Non ce la faccio più, sto scoppiando, sono piena come un uovo, ho lo stomaco che mi scoppia, l'acqua mi sta arrivando in gola. Alla fine avevo 10 litri d'acqua in corpo e una pancia gonfia da sembrare quasi incinta. Non fu molto doloroso ma per 10 ore ebbi un senso di malessere generale per nulla piacevole.
scritto il
2026-05-20
5 4
visite
0
voti
valutazione
0
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Un padre apprensivo.

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.