Un padre apprensivo.
di
Roberta B .
genere
sadomaso
Capitolo ottavo. L'otto aprile espletate le solite incombenze mattutine, la pipì nel vaso da notte senza un minimo di privacy, il termometro in culo, la mia igiene personale, il sempre più imbarazzante bidet fattomi da nonno Giulio, mi fu annunciato che era giornata di visite. Visite di chi? chiesi alla nonna. Non visite nel senso che ti verrà a trovare qualcuno, ma nel senso che ti saranno fatte le visite di controllo. Da chi? Chiesi. Come da chi? Da tuo padre. Da mio padre? Effettivamente ricordai che lui lo aveva detto ma pensavo che fosse così per dire. Dopo pochi minuti entrò mio padre con nonno Giulio. Forza bambina mia, spogliati che ti controllo da capo a piedi. Papà, ma che dici, ma tu non sei un dottore. Ancora con questa storia. Io non sono un dottore ma ne so quasi quanto un dottore e poi con internet oggi è tutto molto semplice. Spogliati e non fare storie. Dopo un minuto ero nuda, tanto per cambiare, pronta per la visita. Papà mi ascoltò il cuore con uno stetoscopio, mi prese la pressione. Poi la palpazione del seno. Mi sembra tutto a posto, disse. Vedi anche tu, papà. Nonno Giulio non fu molto attento. Strinse molto forte il seno destro. Ahi, gridai, ahi. Palpò, quindi il seno sinistro stringendo molto forte il capezzolo. Ahiiiiii. Adesso la visita ginecologica, disse papà. Quella che mi avevano fatto la settimana prima era stata fastidiosa ma fatta da un professionista. Papà non lo era e me ne accorsi subito. Mio padre con 2 dita della mano sinistra aprì le grandi labbra e senza tanti complimenti infilò la mano destra nella vagina. Ahi, ahi, mi fai male papà, ahi, ahi. Premeva le dita nelle pareti della vagina e io gridavo. Ahi, ahi, basta ti prego mi fai male. Mi sembra sia tutto a posto disse a un certo punto. Vedi anche tu papà. Ebbi solo il tempo di dire no basta vi prego che mi ritrovai la mano destra di nonno Giulio nella vagina. A questo punto fui fatta mettere a pancia sotto e mio padre mi fece un'ispezione rettale infilandomi un dito nel culo. Ahiiiiii, ahiiiiii, mi fai male papà, basta, basta, basta. Era tutto a posto. Così constatò anche nonno Giulio. Mi misi a piangere. In quel momento entrò la nonna con le iniezioni. Passai direttamente dal letto alle gambe del nonno il quale senza darmi un attimo di tregua disinfettò le natiche e mi fece la prima iniezione. Aaaaaaaah. Quindi la seconda. Aaaaaaaah. Aaaaaaaah. Aaaaaaaah. E non era finita. Sulle gambe di nonno Giulio ci rimasi. Entrò nonno Giovanni col clistere. Mentre ancora piangevo a dirotto mi fu inserita la cannula nel retto e l'acqua saponata cominciò ad entrare nell'intestino. Passai dal pianto alle grida di dolore per i forti crampi allo stomaco e nuovamente al pianto. Potei respirare per qualche minuto e subito mi dovetti rimettere sulle gambe del nonno per ricevere il termometro in culo. Quindi pranzai, imboccata dalla nonna col solito semolino e la solita mela cotta. Era stata una giornata tremenda e sarebbe stato così ogni lunedì.
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